Mi chiedono di pandemia e salute mentale

[Photograph by Valentina Sinis / VII Mentor Program / Redux]

Di Peppe Dell’Acqua

Numerose comunicazioni estemporanee e ricerche strutturate di psicologi, psichiatri e addetti ai lavori continuano a dirci delle conseguenze del lockdown sull’umore, i sentimenti, le relazioni, in definitiva sulla salute mentale di larga parte della popolazione, tanto da poter quasi affermare che il disagio mentale è un aspetto trascurato della pandemia.

Devo confessare che tutte le volte che leggo o ascolto i pareri dei valentissimi esperti provo un senso di disagio e di riluttanza. Trovo spropositata l’attenzione dei media sulle conseguenze del virus nel campo della salute mentale, sui sentimenti, sulle relazioni, sulla normale quotidianità delle persone. Relazioni, conflitti, tristezze e malinconie che accadono da sempre, anche in assenza del virus. Mi sembra, a conferma di quanto ho sempre pensato, che ci sono psichiatrie e psicologie che sono sempre pronte a fornire le loro competenze molto qualificate, per la cura delle persone che stanno bene.

Senza trascurare la perdita di speranza, che talvolta accade, e la pena, che sento presente in me e intorno a me, credo sia opportuno limitare la già invadente medicalizzazione che sottrae ogni cosa al fluire anche ruvido della vita. È questa, a mio parere, una delle caratteristiche di quelle psichiatrie, del Manuale Diagnostico Statistico delle Malattie Mentali – ora forse in odore di una sesta edizione (!) – che sono arrivate a segnalarci più di 300 diagnosi psichiatriche. Come dire che ognuno di noi può con certezza definire nel corso della sua vita una condizione di disagio o disturbo mentale inequivocabile ed evidente.

Ecco, la correlazione salute mentale e pandemia in questi termini non mi ha mai affascinato. Credo, piuttosto, ma se ne parla poco, che le conseguenze molto drammatiche del virus sono quelle che colpiscono e aggravano la già stentata vita dentro e fuori le istituzioni delle persone che vivono l’esperienza del disturbo mentale severo, relazioni complicate, miserie relazionali  e delle loro famiglie, degli operatori.

Penso alle porte che si chiudono, ai camici bianchi che ritornano, all’abbandono delle possibilità di incontro singolare e di gruppo, al trattamento farmacologico dominante, all’uso dei luoghi dedicati alla cura delle persone che vivono l’esperienza per ricoverare i malati covid, e ancora ai luoghi chiusi per matti e infetti: isolamento su isolamento. I malati di mente fanno una fatica che ancora oggi non comprendiamo a fondo, per uscire dal recinto secolare; o meglio si direbbe per riuscire a tendere lo sguardo appena fuori  dalle alte mura letterali e simboliche delle istituzioni totali, dello stigma, dei luoghi comuni, e rischiano con il doppio isolamento una sempre più profonda invisibilità.

Eppure, conquiste sono state fatte, e il diritto, la cittadinanza, la singolarità, riconosciuta almeno nelle dichiarazioni dei governi in quasi tutti i paesi. Nel nostro, come nel resto del mondo, le peggiori psichiatrie, ma anche le psichiatrie pulite dell’ambulatorio, dei letti, delle cliniche, non hanno perduto l’occasione per avviare pesanti e dolorose regressioni. Parlo dei Servizi psichiatrici ospedalieri di diagnosi e cura blindati, dei Centri di salute mentale più chiusi e vuoti di quanto già non lo fossero, dell’obbligo imprevisto, ma tanto desiderato da tanti medici e da molti infermieri, di indossare finalmente il camice bianco, per giustificare ancora una volta la distanza da quell’oggetto che con fatica, sempre con fatica, cerca di presentarsi anche in tempo di epidemie con la sua storia, le sue passioni, le sue fragilità, il suo incontenibile desiderio di vita e la sua incancellabile soggettività.

Gennaio 2021

Nessun Commento »
Da leggere
Legare non è un’arte
Di Amedeo Gagliardi Ho letto il libro di Paolo Milone e alcune delle recensioni che lo hanno seguito, ad iniziare da quella di Nicola Lagioia su Robinson, di Vittorio Coletti su Repubblica di Genova e di Paolo Peloso su P.O.L. Voglio ...

Nessun Commento »

Leggi e strumenti nazionali
Per la salute mentale in Lombardia c’è ancora molto da fare
Brescia, 22 febbraio 2021 Lettera aperta La riforma della sanità lombarda e la rete territoriale dei servizi per la salute mentale Complice la pandemia, la polemica tra Sindaci, Regione e Governo e da ultimi la crisi ed il cambio di Governo, la discussione sulla riforma della legge regionale 23 ...

Nessun Commento »

Punti di vista
Quei malati dimenticati
[Illustration by Tamara Shopsin] I centri di salute mentale nel discorso del premier Di Maria Novella De Luca [articolo uscito su Repubblica il 19 febbraio 2021] C'erano due parole fondamentali nel discorso pronunciato ...

Nessun Commento »

Punti di vista
Basterà il Ministero alla Disabilità per superare la separazione tra Sanità e Sociale?
Di Fabrizio Starace [articolo uscito su ripartelitalia.it] Tra le novità introdotte dal Governo Draghi, l’individuazione di una specifica delega per la disabilità, affidata alla Senatrice Erika Stefani. In realtà, l’ipotesi di porre sotto un’unica guida le misure e gli interventi ...

Nessun Commento »

Storie
L’occhio
[Photograph by Marko Opancina / Alamy] Di Guido Nicoli La notte è madre, come una madre mi culla, ma io sono inquieto, mi rigiro tra le coperte, sudo. Fuori un cane abbaia. Fa molto caldo. Cosa vorrà questo cane? Perché ...

Nessun Commento »

Contenzione
Città libere da contenzione
Sabato 13 febbraio 2021 alle ore 15.30, a un anno e mezzo dalla morte di Elena Casetto e alla fine delle indagini preliminari condotte dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Bergamo, si terrà online l'evento Città libere da ...

Nessun Commento »

Da leggere
Pretesti. Un libro al mese per ripensare alla cura e alle pratiche della salute mentale
Proseguono gli appuntamenti con la lettura promossi da Conferenza Basaglia per confrontarsi sullo stato di salute della sanità pubblica ai tempi del Covid a partire dalla lezione basagliana. Protagonista dell’incontro di giovedì 11 febbraio sarà il libro ...

Nessun Commento »

Leggi e strumenti nazionali
Un manifesto per abolire la perizia psichiatrica. Dall’armamentario del Codice Rocco
Cancellare il Codice Rocco contro le insidie neo-manicomiali: firma il manifesto per la riforma del regime legale dei “folli rei” Il miracolo annunciato dalla legge 81 del 2014, la chiusura degli Opg, si è realizzato quattro anni fa. Una rivoluzione ...

Nessun Commento »

Da leggere
Se legare le persone è un’arte. Recensione in forma di lettera a Paolo Milone
Di Paolo F. Peloso Ho trascorso la vita a distanza ravvicinata dalla Bestia. Non l’ho mai guardata negli occhi ma c’era: il suo fetore, il suo respiro, l’ombra, il suo rauco cuore, lo spostamento d’aria quando si muoveva: c’era. Non ...

Nessun Commento »

Dalla stampa
Dare dignità a ogni persona
Di Debora Donnini [articolo uscito su vaticannews.va] Trentasei anni fa moriva a Roma, nell’indifferenza, una donna senza tetto. La ricorda la Comunità di Sant’Egidio riaffermando, sulle orme del Papa, che la cura dei poveri è una via per ...

Nessun Commento »