La forma dell’acqua, pistole elettriche e TSO

Di Francesca de Carolis

C’è qualcosa che non va… qualcosa che non quadra… mi era subito sembrata “strana”, oltre che drammatica e scandalosa, la notizia del ragazzo di origine ecuadoregna, venti anni, ucciso a Genova con cinque colpi di pistola, cinque colpi di pistola non alle gambe, alle braccia, ma in punti vitali, nel corso di un “Tso”. Tso, trattamento sanitario obbligatorio…

Cinque colpi di pistola? Trattamento sanitario obbligatorio? Non sarebbe la prima volta di un tentativo di Tso con esiti così drammatici (ma questo naturalmente non può giustificare…), ma… leggo di Tso, eppure si parla solo di un intervento di polizia?
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Da leggere
La pistola per l’elettroshock per strada
Di Piero Cipriano* Genova. Jefferson Garcia, ventunenne ecuadoriano, non era, come scrive Il fatto quotidiano, “in cura per problemi psichici”. Lo confermano gli psichiatri del territorio genovese. Non era conosciuto ai servizi di salute mentale. La madre chiama il 112 per ...

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Notizie
A proposito di Jefferson Toumalà
di Carlo Miccio All'indomani dell'assurda morte di Jefferson Tomalà, tra le tante incoerenze delle narrazioni che venivano proposte, tracui l’invenzione di sana pianta del Tso(!), mi ha colpito soprattutto la differenza manifesta nei due differenti comunicati (anzi, tweet nel primo ...

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Notizie
Il tragico incidente di via Borzoli: un intervento di emergenza, ma non un TSO
di Paolo Peloso L’incidente accaduto in via Borzoli a Genova domenica 10 giugno, nel quale ha perso la vita il ventunenne Jefferson Garcia Tomalà ed è rimasto ferito un sovrintendente della Polizia di Stato, è un fatto tragico e il ...

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Da leggere
Gorizia 1961. Mentre nasce la legge 180
Di Peppe Dell’Acqua È in libreria da pochi giorni “All’ombra dei ciliegi giapponesi. Gorizia 1961” di Antonio Slavich, ultima proposta della Collana 180 – Archivio critico della salute mentale (edizioni AB Verlag, Merano). Una narrazione che è la testimonianza dell’origine di una storia che cambierà il nostro modo di pensare alla malattia mentale. È il 16 novembre 1961 quando Franco Basaglia entra come direttore nel manicomio di Gorizia, ai confini del mondo, nel cuore della guerra fredda. Il giovanissimo Antonio Slavich, arriverà pochi mesi dopo, primo e unico aiutante del nuovo direttore. Tutto comincia qui. Lo scenario che si presenta ai due giovani medici è un mondo di sofferenza, di violenza, di annientamento, gli uomini e le donne non ci sono più, soltanto internati senza volto né storia. Messa tra parentesi la malattia gli internati cominciano a chiamarsi per nome, diventano persone, cittadini: il malato non la malattia.

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Legge 180
19 Giugno 2018 convegno sul 40° della legge Basaglia
depliant convegno 40 LEGGE BASAGLIA PROGETTO-OBIETTIVO...

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Notizie
40#180 Trieste, 21 23 giugno – Democrazia e salute mentale di comunità
Partecipazione, cittadinanza e processi di riforma in Italia e nel mondo a 40 anni dalla legge 180 Conferenza dei soggetti e delle organizzazioni per il cambiamento Evento organizzato dal DSM–ASUI Trieste e dalle Associazioni e Cooperative Sociali del ...

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Storie
40#180: Le parole di Franco Basaglia
di Massimo Bucciantini Le quattordici conferenze che tenne in Brasile a giugno e novembre del 1979 sono il testo di Basaglia più conosciuto fuori dall’Italia. E al tempo stesso – come osserva Maria Grazia Giannichedda – sono «il modo migliore ...

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Da leggere
“Chissenefrega”, il libro del Pulizer Powers che racconta la malattia mentale
di PEPPE DELL'ACQUA* È il viaggio del giornalista e scrittore nel mondo delle cure Usa. I suoi due figli i sono ammalati di schizzofrenia, uno si è suicidato. Da lì è iniziata in cammino drammatico durante il quale ha ...

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Da leggere
40#180 Guida alla salute mentale. La parola guarigione esiste
Di Francesca de Carolis. Il nostro paese è stato teatro di un evento storico che ha segnato la vita di milioni di persone: la fine dei manicomi. Questo avvenimento ha cambiato radicalmente l’immagine e la percezione della malattia mentale, ma ancora oggi c’è molta disinformazione sul tema. In questa nuova edizione di Guida alla salute mentale, Renato Piccione e Luigi Di Cesare cercano di affrontare in maniera essenziale questo tema non semplice, senza togliere nulla al rigore scientifico. Ne nasce un libro preciso, chiaro e adatto a un pubblico vasto interessato per vari motivi ad approfondire l’argomento della salute mentale.

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Da leggere
Libri bellissimi anche per chi non si occupa di manicomi
Piccoli passi, muri ridipinti, uniformi sostituite da vestiti, giri in Cinquecento, per gente che aveva preso solo ambulanze di Adriano Sofri Ho incontrato Peppe Dell’Acqua, che è sempre un piacere. Dell’Acqua (Solofra, 1947) è dei protagonisti della rivoluzione che aprì i manicomi e volle trasformare i matti in cittadini. L’esperienza di Dell’Acqua è legata soprattutto a Trieste, città nella cui lingua covava una bella premessa, perché a Trieste si dice “matto” per dire una persona, “un bon mato” per dire una brava persona. Lui l’ha raccontata nei suoi libri, in particolare “Non ho l’arma che uccide il leone. La vera storia del cambiamento nella Trieste di Basaglia e nel manicomio di San Giovanni”. Dal 2010 ha inaugurato una collana, “180. Archivio critico della salute mentale”, Edizioni Alpha Beta, Merano, che è diventata lo strumento più ricco per chi abbia interesse alla questione della salute mentale.

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