Storie Interdette – Un bando per giovani teatranti

Il gruppo teatrale chille della balanza invita giovani attori a cimentarsi con ricerche e narrazioni sul tema della salute mentale oggi

San Salvi, cittĂ  aperta, accoglierĂ  eventi teatrali e dibattiti nel corso di questo speciale anno.

Storie interdette è un Bando Nazionale con premio annesso dedicato alla giovane creazione contemporanea nell’ambito delle arti drammaturgiche e performative. Il Bando si pone come occasione di visibilità e di riflessione per i giovani.

A 40 anni dalla Legge Basaglia Storie interdette intende favorire la consapevolezza dei giovani sul percorso di superamento del manicomio e così aiutare a trovare risposte ai problemi dell’attuale società.
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Notizie
Puglia: Rompiamo il silenzio
Bari, Palazzo Ex Poste, 22 gennaio 2018: "La Salute Mentale in Puglia: criticitĂ  e prospettive future", evento regionale promosso dal Movimento per la tutela della Salute Mentale pugliese "Rompiamo il silenzio" in ...

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Notizie
Firenze, i pazienti del servizio di salute mentale diventano attori
Si chiama ‘‘Sussulti’ ed è la rassegna teatrale che prende il via all’ex Fila giovedì 18 gennaio. In programma commedie, monologhi, spettacoli con tematiche legate al sociale, spettacoli di teatro danza. Da giovedì 18 gennaio all’Exfila di Firenze, quinte aperte su una rassegna teatrale incentrata sul valore del teatro come strumento sociale. Si chiama “Sussulti – rassegna di teatro e trasformazione sociale”

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Da leggere
FramMenti di Barbara Garlaschelli
Collana Sdiario, Edizioni del Gattaccio La storia della psichiatria è storia degli psichiatri, non storia dei malati. (...) Essa è storia dei potenti, dei medici, mai dei malati. Conferenze Brasiliane (1979) di Franco Basaglia Di Michela De Mattio FramMenti è un libro di Voci. A raccontare la propria storia sono gli utenti e gli operatori del CPS (Centro Psico Sociale) di Via Ugo Betti a Milano, un quartiere periferico ad alta densità di popolazione. L’idea di far raccontare alla scrittrice Barbara Garlaschelli* cos’è un CPS è venutanel 2004 alla dottoressa Laura Bellini (psichiatra), al dottor Massimo Cirri (psicologo) e alla sua equipe. Volevano una Voce fuori campo che fosse priva del linguaggio medico-scientifico e del suo terrore semantico.

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Storie
Legami 5. A proposito della lettera di Rebecca
In Italia oggi, in 8/9 su 10 dei circa 320 servizi psichiatrici di diagnosi e cura, la contenzione è pratica diffusa. Di routine in alcuni luoghi, più raramente in altri. Una  ricerca dell’Istituto superiore di Sanità del 2005 accertava questo dato e le cose, purtroppo, dodici anni dopo non sono cambiate. Bisognerebbe oggi, con maggiore rigore, aggiornare  il dato e prendere atto della crescente diffusione di questa pratica.

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Buone e cattive pratiche
Legami 4. A proposito della lettera di Rebecca
Nella terminologia medica e infermieristica, e in psichiatria, si parla di contenzione fisica o meccanica per definire l’immobilità totale o parziale di una persona in cura, attraverso l’uso di cinghie, lacci, fascette, spallacci, cinture, polsini, corpetti, sedie di contenzione o altri mezzi, più o meno sofisticati.Merita sottolineare che la contenzione fisica è stata abolita e vietata nel carcere dalla riforma penitenziaria

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Da leggere
Metapsicologia dell’inanalizzabile
di Piero Cipriano Talvolta qualcuno me lo chiede. Ma come, di mestiere fai lo psichiatra, e hai ricusato di farti analizzare? Eh sì. E non è obbligatorio, ancora, per fortuna. E poi, analizzare che? Cosa? L’inconscio? E dov’è? Cos’è? Va be’, parliamone. Abrahams. Si può cominciare da lui questo discorso sui soggetti inanalizzabili, oppure ricusanti l’analisi.

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Buone e cattive pratiche
Legami 3. A proposito della lettera di Rebecca
Eugenio Borgna, decano degli psichiatri italiani, con bruciante semplicità definisce la contenzione fisica come: “l’essere legati, sottratti a ogni libertà possibile e immersi in uno spietato isolamento”e anche “la contenzione frantuma ogni dimensione relazionale della cura, e fa ulteriormente soffrire esistenze lacerate dal dolore, e dall’isolamento; e la contenzione scende come lacerante ghigliottina sulla loro vita psichica: ricolma di sensibilità e di fragilità, di nostalgia della vita e della morte”.

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Storie
Legami 2. Rebecca legata scrive al Forum
Qualche sera fa sono stata prelevata da casa mia da un'ambulanza chiamata da mio padre.

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Storie
Legami 1. Un pomeriggio in Psichiatria
di Emanuela Nava Caro Peppe, desidero farti sapere quello che ho visto ieri. O meglio ancora segnalarti, come però temo tu già sappia, che anche nella civilissima Milano le cinghie di contenzione non sono state abolite.

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Buone e cattive pratiche
Memorie. Periferie dei luoghi e della mente, appunti da Girifalco e Reggio Calabria
di Anna Foti La storia degli ospedali psichiatrici in Calabria è antica e le complesse pagine dedicate al superamento di tali strutture, come anche in altre regioni d’Italia, raccontano di decenni di ritardo rispetto alla legge 180 del 1978 che, su intuizione dello psichiatra Franco Basaglia

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