Archivio di luglio, 2015
Pazzi dal dolore 31 luglio 2015
V. mi scrive: “Le invio la mia testimonianza. Considerato il lavoro che fa, e i suoi libri, sarà l'ennesima storia che sentirà, quindi non pretendo nessuna replica, ma nero su carta dovevo pur metterlo.” Leggo il pezzo, l’ennesima storia di banalità di questa psichiatria, in cui s’imbatte una ragazza che non è stata costretta a curarsi, ma è lei che lo ha chiesto, che ha chiesto il ricovero, sapendo di star male, eppure è bastato solo l’ingresso in questo SPDC romano, le è bastato essere chiusa dentro, messa in ammollo di psicofarmaci, impossibilitata perfino a leggere, le è bastato sentire le minacce di contenzione a una sua compagna di ricovero se non avesse preso la terapia, per capire che questa non è cura ma è mero controllo. Le rispondo che questa sua testimonianza è bella e importante. Le chiedo di pubblicarla sul sito del forum salute mentale.
Un anno dopo. Memorie dal cesso di un Spdc 29 luglio 2015
di Francesco (vedi articolo precedente) Ho trent’anni e vivo nella bella città di Verona. Diciotto mesi fa sono stato ricoverato in psichiatria, perché mangiavo e dormivo poco e facevo discorsi strani (aiutare gli altri, volersi bene, cambiare il mondo con la pace e l'empatia..); strani per chi non mi conosce, chi mi conosce sa che sono pensieri che faccio da sempre. Cercavo affetto e cercavo empatia, li ho cercati nelle persone che ritenevo più vicine (mia madre, mia zia, i miei amici di vecchia data) e che pensavo mi avrebbero meglio compreso. La risposta è stata un TSO, trentacinque giorni di ricovero forzato presso il SPDC dell’Ospedale civile maggiore, l'umiliazione punitiva della contenzione (sono stato legato al letto) e dosi equine di psicofarmaci.
Grand Hotel TSO 26 luglio 2015
E chi se l’aspettava che sarei stato catalogato anch’io come borderline, e mi avrebbero affibbiato sulla fronte madida l’infame marchio di TSO. … le tappe che mi avevano condotto a essere uno dei più inutilmente colti e giovani villeggianti presso il Grand Hotel TSO erano state rapide e tempestate ...
Corte Costituzionale conferma legittimitĂ  legge 81/2014 23 luglio 2015
Corte Costituzionale conferma legittimitĂ  legge 81/2014 sul superamento degli OPG. Ora commissariare regioni inadempienti La Corte ...
Storia di un ragazzo legato al letto 23 luglio 2015
di Piero Cipriano Un anno fa ho incontrato Francesco. Mi ha raccontata la sua storia di persona legata a un letto d’ospedale. Ho pubblicato un suo scritto ne Il manicomio chimico, nel capitolo Ivàn Fëdorovič e il sinedrio di bioetica. Francesco preferiva non comparire col suo vero nome. Pensava di aver chiuso con la psichiatria. Alla luce del suo recente, attuale ricovero, ha capito che non è così. Pubblicai la storia del suo primo ricovero, e della sua contenzione preventiva, perché volevo che questa sua storia, di vittima della psichiatria, di vittima di una psichiatria che sequestra le persone, e le tortura, fosse conosciuta, facesse scalpore, mettesse paura, scandalizzasse, scuotesse le coscienze.
Slegalo subito. La campagna contro la contenzione comincia 23 luglio 2015
“Gli venne incontro l’Ispettore capo Michele Pecorari più curvo che mai: si trattava del nuovo ancorché sconosciuto Direttore, che diamine! E le gerarchie e i relativi poteri erano formalmente tenuti in gran conto nel manicomio, tanto più che il potere del Direttore doveva servire a legittimare a cascata il potere e le prepotenze di ciascuno dei sottoposti nella gerarchia. Seguendo fiducioso il rito, Pecorari sottopose al Direttore il registro delle contenzioni disposte dai medici, o semplicemente praticate dagli infermieri, il giorno precedente per la firma di convalida. Basaglia lo guardò con aria perplessa e interrogativa e, dopo un indugio che dovette sembrare assai lungo agli astanti, disse semplicemente: e mi, no firmo! L’effetto fu quello di uno sparo nel buio”[1].
Lo stigma e la non innocenza dei servizi psichiatrici 21 luglio 2015
di Vito D’Anza. Ci sono parole o espressioni usate, o spesso abusate, che ormai hanno perso senso e significato, e risuonano vuote alle orecchie di tanta gente. Non in assoluto certo, si tratta di uno "svuotamento" che dipende da quante persone le pronunciano e dal senso che di volta in volta viene attribuito a tali parole. Nel caso in questione mi riferisco a una certa psichiatria, e a certi psichiatri. Parole dette quasi avessero un senso liberatorio immediato e risolutivo, come se fossero magicamente capaci di mettere tutti d'accordo, di conciliare tra loro prassi (e teorie) le più disparate e spesso contrapposte. L’una e l’altra psichiatria, dalle diverse facce e dagli opposti significati.
Il riordino del peggio 20 luglio 2015
di Peppe Dell’Acqua Le recenti iniziative legislative delle regioni Lazio (vedi) e Piemonte (vedi)  a proposito del così detto riordino della residenzialità  non fanno altro che confermare, senza un briciolo di sussulto critico, la dilagante corsa ...
Ugo Cerletti (1877-1963) 19 luglio 2015
E mi recai al mattatoio (ed ero Direttore dell'Ist. Neurobiol. di Milano) e vidi i crani dei maiali tra le pesanti morse di metallo (e il mio studio in via Savoia) e la leva dell'interruttore (e i miei bronzi antichi ...
Chiudere gli Ospedali Psichiatrici Giudiziari, per aprire spazi ai diritti e alla cittadinanza 19 luglio 2015
di Stefano Cecconi Nessuna proroga è stata concessa alla scadenza fissata dalla legge per la chiusura degli Ospedali Psichiatrici Giudiziari: il 31 marzo 2015 è diventata così una data storica per il nostro Paese. Che compie un altro passo in ...
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