Archivio di gennaio, 2016
Continuano le visite di StopOpg: Emilia Romagna 24 gennaio 2016
StopOpg ha visitato le Rems in Emilia Romagna: tappa a Casale dei Mezzani (Parma) e alla Casa degli Svizzeri (Bologna) Il 14 gennaio 2016 una delegazione del comitato nazionale stopOpg ha visitato le Residenze per l’Esecuzione delle Misure di Sicurezza REMS ...
Presentazione della campagna contro la contenzione 17 gennaio 2016
Il rifiuto della contenzione è una scelta forte che richiede di essere rinnovata ogni giorno fino a che diventa ovvia e definitiva. "Una mattina di primavera al Pronto Soccorso dell'Ospedale di Trieste arrivano due auto: una è la volante della polizia, l'altra è una 126 civile. Dalla volante scendono due agenti e un signore ammanettato grande e grosso che trattengono a fatica. Accorrono altri tre uomini che erano nella 126. L’uomo urla e si divincola, agitando i pugni e minacciando tutti. Solo a stento i cinque riescono a tenerlo fermo.
Proliferazione diagnostica e vittorie scientifiche, ovvero: dove sono finiti i normali? 8 gennaio 2016
di Silvia D'Autilia. A fine ‘800 la psichiatria manicomiale “curava” i suoi pazzi con poche categorie diagnostiche. Benchè la scommessa, di matrice eminentemente kraepeliniana, fosse quella di differenziare il più possibile una malattia psichiatrica dall’altra, la nosografia del tempo era poco articolata ...
Allen Frances e il DSM. Di Trieste. 8 gennaio 2016
"I migliori e i peggiori posti del mondo per essere malati di mente. Abbandonare ed escludere i malati di mente peggiora la loro condizione." di Allen Frances [Pubblicato il 28 Dicembre 2015 su www.psychologytoday.com: https://www.psychologytoday.com/blog/saving-normal/201512/worlds-best-and-worst-places-be-mentally-ill] Il primo passo per aiutare i malati di mente non è far loro del male. Sfortunatamente l’approccio statunitense di esclusione e abbandono spesso peggiora le condizioni delle persone piuttosto che aiutarle a stare bene. Le forme specifiche di maltrattamento sono variate drammaticamente negli ultimi 50 anni, ma nel tempo il loro impatto disumanizzante è rimasto costante. Si usava rinchiudere la malattia severa negli ospedali pubblici, che erano sporchi, affollati, maleodoranti e deprimenti, dando al concetto originariamente buono di ‘manicomio’ il suo terribile significato attuale.
sensazioni …. 7 gennaio 2016
Giuseppe, Renato, Sergio, Jamir, Roberto, …. 7 gennaio 2016
Quando Marco Cavallo, a Secondigliano nel novembre 2013, incontrò 75 internati....
Annegato in un mare di neurolettici tra Rsa, Spdc e contenzioni. In una ridente cittadina veneta 6 gennaio 2016
Di Peppe Dell’Acqua. Di recente ho partecipato in Veneto a un incontro organizzato da familiari e cittadini attivi per la presentazione dell’ultimo nato della Collana 180. Come sempre la partecipazione delle madri riporta le questioni con parole semplici alla quotidianità, spesso difficile e faticosa, ai bisogni, alle cure, ai servizi, alla denuncia di incomprensibili deformazioni organizzative, alla speranza. Una signora, timidissima, prende la parola. Si imbarazza alla presenza del microfono. In dialetto, cantilenando, dice di avere più di settant’anni e che vuole parlare di suo figlio che ne ha quarantacinque e che vive in una struttura, una RSA, precisa, e che “me fiol l’è in psichiatria da quando che el iera giovine”. Ci dice di un uomo che da più di 20 anni è in cura con neurolettici, ricoveri, contenzioni e residenze (Rsa). È angosciata ora più che prima perché suo figlio non riesce più a camminare, piegato in due, ingrassato. È sopraffatto dai farmaci. Si avvicina e mi mostra un foglio piegato in quattro. È la lettera di dimissione dal servizio psichiatrico di diagnosi e cura (vedi sotto*).
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