Archivio di marzo, 2018
Empowerment College. Giornate di formazione a Trieste. 31 marzo 2018
«La conoscenza è la chiave per favorire l'inclusione» Il Dipartimento di Salute Mentale di Trieste sta progettando e avviando in modalità sperimentale un modulo formativo rivolto a coloro che attraversano i servizi di ...
40#180. Le 3 giornate di Firenze. Il Manicomio invisibile. 27 marzo 2018
Si è concluso il ciclo di incontri dell’iniziativa il Manicomio invisibile, organizzata in occasione del 40° anniversario della legge Basaglia dai collettivi Codice Rosso di medicina e Laboratorio 15 di Psicologia dell’università di Firenze. Una tre giorni all’insegna della legge 180 che ha permesso agli studenti di approfondire l’esperienza basagliana e la situazione attuale della cura del disagio psichico. I temi toccati sono stati molti, grazie anche ad un’ampia partecipazione da parte degli studenti che hanno riempito le aule e i luoghi di dibattito, portando le loro domande e riflessioni agli interlocutori, psichiatri e psicologi provenienti da diverse realtà italiane.
Lettera a Vittorio Feltri 26 marzo 2018
Di Luigi Benevelli medico psichiatra. Caro Direttore di «Libero», il suo quotidiano di oggi Venerdì 23 marzo ha titolato in prima pagina, a tutta pagina, “Accoglienza da pazzi- un richiedente asilo su due è matto da legare e va curato”. A seguire, le pagine 2 e 3 con i servizi “Richiedenti asilo- uno su due è matto e va curato”; “L’accoglienza è una roba da pazzi”; “Nei manicomi giudiziari (sic !!!) il 17% dei detenuti è straniero” e un reportage da Vicenza la cui Azienda Sanitaria avrebbe proposto un questionario per sapere quanti ospiti dei Centri di accoglienza avessero subito trattamenti sanitari obbligatori e soffrissero di disturbi legati al sesso, improvvisi atteggiamenti inconsulti ecc. ecc. Purtroppo non solo nei titoli, ma anche negli articoli si dispiega la narrazione di una grande pericolosità sociale e di comportamenti feroci a carico dei migranti.
I 40 anni della Legge 180 24 marzo 2018
Di dr. Giorgio Colombo I 40 anni della Legge 180 Perché incontrarci a ragionare  sulla legge 180, dopo quarant’anni, concentrandoci sui temi della fragilità e della pericolosità? Credo che  la legge abbia in sé un nucleo di incompiutezza che si protende verso il futuro e sollecita la nostra riflessione, come fosse una sfida a realizzare principi irrinunciabili, anche correndo rischi prevedibili, accettati  e condivisi. Siamo qui perché, oggi, noi siamo il futuro della 180  e  dobbiamo conoscere e capire che cosa ha significato e  significhi per i pazienti e le loro famiglie, per la comunità a cui appartengono, per i servizi e per gli operatori che se ne prendono cura.
Guida alla salute mentale. La parola guarigione esiste 18 marzo 2018
Il nostro paese è stato teatro di un evento storico che ha segnato la vita di milioni di persone: la fine dei manicomi. Questo avvenimento ha cambiato radicalmente l’immagine e la percezione della malattia mentale, ma ancora oggi c’è molta disinformazione sul tema. In questa nuova edizione di Guida alla salute mentale, Renato Piccione e Luigi Di Cesare cercano di affrontare in maniera essenziale questo tema non semplice, senza togliere nulla al rigore scientifico. Ne nasce un libro preciso, chiaro e adatto a un pubblico vasto interessato per vari motivi ad approfondire l’argomento della salute mentale.
Silvia, Desirée e il CSM 24h. Architettura e salute mentale 18 marzo 2018
di S. Meterc e D. Grisoni Siamo Silvia e Desirée, ci siamo laureate a dicembre 2017 in Architettura al Politecnico di Torino evi racconteremo il percorso della nostra tesi “Il centro di salute mentale nel sistema psichiatrico. Sperimentare un progetto multidisciplinare”. Il nostro lavoro tratta di luoghi e di istituzioni, di ambienti e persone legate dalla psichiatria, di muri che sono stati abbattuti e degli spazi che la salute mentale sta conquistando nel territorio. Parliamo di una storia che non si è mai conclusa e che proprio per la sua natura non finirà mai. L’istituzione e il potere della psichiatria hanno sempre cercato compimento nello spazio progettato. Per questa ragione gli spazi della psichiatria con le loro differenze e le loro mutazioni ricalcano con grande precisione la storia dell’istituzione.
Contenzione in Francia. E l’Europa? 18 marzo 2018
« Condizioni indegne » al Centro Ospedaliero Universitario di Saint-Etienne Pazienti legati, isolamento forzato...Gli ispettori generali all'inizio di gennaio hanno rivelato le pratiche « vergognose » che vengono messe in atto alla luce del giorno. Trasmessi i dossier al Ministero della Salute. (da Liberation del 28/ 2/ 18) E' una visita che non avrebbe dovuto lasciare conseguenze come di solito sono quelle degli ispettori generali nelle istituzioni chiuse, nei luoghi di privazione della libertà. Arrivano senza avvisare. E danno un'occhiata. La scena avviene al CHU di Saint-Etienne, tra l'8 e il 15gennaio scorso, con l'obiettivo di soffermarsi sulle condizioni di ospedalizzazione in un reparto di psichiatria. All'inzio si recano presso il « pronto soccorso » psichiatrico, di seguito nel reparto di psichiatria. Cos'hanno visto ? Non si riprendono ancora. Pazienti contenuti con i legacci da diverisi giorni. « Condizioni indegne », ovvero vergognose. Nei piani, nel reparto di psichiatria, le stanze d'isolamento sono sempre piene ; i pazienti restano contenuti senza esser visitati da un medio per intere settimane – pratiche d'isolamento estese in contrasto netto con i regolamenti vigenti.
Aldo Moro era stato rapito. 58 giorni dopo la 180. 15 marzo 2018
di Peppe Dell’Acqua La mattina di giovedì 16 marzo sono a Barcola. Nella stanzetta che chiamiamo dei colloqui e dell’accoglienza sto parlando con la mamma e il papà di una giovane donna in quel momento ospite al Centro. La stanza si trova proprio all’ingresso, la prima sulla destra. Molti ospiti abituali quando arrivano aprono la porta per salutare. Quella mattina, sono circa le nove e mezza quando: “Hanno rapito Aldo Moro – urla entrando Paolo – le brigate rosse hanno rapito Aldo Moro. Cinque morti…” Faccio un cenno bonario di assenso, conosco da due anni Paolo e il suo delirio. Gli dico: “Va bene, va bene Paolo aspetta che finisco con questi signori e ne parliamo”.
Morire di classe, il GR1, il Ddl 2850: Cosa accadrĂ  adesso? 12 marzo 2018
Di Peppe dell'Acqua “Il mio amico Goffman mi diceva che uno psichiatra può recarsi senza alcun disagio, anche senza conoscere la lingua, in qualunque manicomio del mondo perché la scena e le quinte non cambiano mai. Si troverà sempre col suo schizofrenico, col suo infermiere, col suo assistente o col suo direttore.” Così Franco Basaglia per commentare quanto riportava dai suoi viaggi, ma soprattutto per dire dell’immutabilità e della ripetitività di quei luoghi. Di paese in paese e di tempo in tempo i manicomi restano immutabili.
8 marzo 2018
Di Tiziana Ferretti da Ostia per la rubrica Dialoghi Fotografici “Quando non sai più che strada prendere” “Ognuno di noi lascia delle impronte indelebili nel mondo”
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