Archivio di marzo, 2020
C’ho il virus? 28 marzo 2020
Di Alberto Fragomeni Mi chiamo Alberto Fragomeni e, tra le cose che faccio, ormai da diversi anni lavoro in una cooperativa sociale dove impaglio le sedie e restauro mobili assieme ad altre persone con fragilità simili alle mie. Nella cooperativa ci ...
Riprendere discorsi abbandonati. Crisi e possibilità 28 marzo 2020
di Amedeo Gagliardi C’è un gran silenzio in città in questi giorni. Anche l’aria sembra diventata più respirabile. In questo tempo dilatato oltremisura si aprono ampi spazi di riflessione, ma ricucire relazioni, provare a moltiplicarle, cercando di fare comunità e società, non ...
Immaginate come può vivere una persona con una grave condizione di sofferenza mentale 28 marzo 2020
Le preoccupazioni dell'Unasam in emergenza coronavirus di Gisella Trincas, Presidente Unione nazionale delle associazioni per salute mentale Nel giugno dello scorso anno, durante i lavori della Conferenza nazionale per la salute mentale che si è tenuta a Roma in collaborazione con l’Università La Sapienza e la partecipazione di ...
Resistere al tempo del coronavirus 26 marzo 2020
Di Silva Bon, associazione Luna e l’Altra Assaporare la lentezza 1. Da molti giorni sono chiusa in casa, vivo sola e isolata tra le mie quattro mura domestiche. Ho cibo sufficiente per sopravvivere autarchicamente ancora per qualche tempo. Non indeterminato, però. Le prescrizioni comportamentali dettate dal Governo come prevenzione e contrasto alla diffusione della pandemia del coronavirus mi obbligano a una clausura forzata che ha stravolto la mia vita. Le mie abitudini quotidiane, soprattutto la socialità conquistata lentamente e a fatica, sono messe a dura prova. Resisto, mossa da una filosofia protettiva che spero possa diluirsi nel tempo, almeno per il tempo di quarantena che mi viene imposto. Cerco di assaporare la lentezza, il tempo lungo delle giornate, la cancellazione della fretta e anche dell’ansia che certi impegni creavano in me. Un tempo libero ragionato, che cerco di riempire con piccoli, fragili gesti di cura della mia persona, di preparazione di pietanze semplici ma gustose, di godimento di certi angoli della mia casa, quasi riscoperti, ed ora vissuti con appagamento. Non so se tutto questo è un rito narcisistico di autosufficienza. Perché ho bisogno anche di avere contatti col mondo esterno, e allora il telefono, il computer, il televisore sono media utili ed efficaci. Sto cercando di vivere il più possibile serenamente, accettando, quello che devo fare comunque. Vivo alla giornata, paga del silenzio e della tranquillità apparente intorno a me, calata nella mia interiorità.
L’evidenza della pratica 24 marzo 2020
I Servizi di salute mentale, che nella migliore delle ipotesi si sono sviluppati nella comunità, nelle relazioni, nei contesti, e hanno fondato il lavoro di cura e di riabilitazione sulla socialità, sull'incontro, sull'esserci tutti, vivono oggi una profondissima ...
Fotografie di vita 23 marzo 2020
Ada 21 marzo 2020
Di Giada Cola, psicologa, Bergamo Quindici marzo. Fuori è scoppiata una pandemia che affanna i polmoni e riempie gli obitori di cadaveri. Sono così tanti che non si sa più dove metterli e la gente deve vegliare i propri cari in solitudine. Per strada la gente si accarezza con gli occhi. Curva le labbra sotto le ultime mascherine rimaste. Nel metro che separa gli uni dagli altri c’è un silenzio immobile, carico di gesti di affetto che è meglio tenere per sé ancora un po’. Intanto il Paese perde i suoi vecchi. Con loro se ne vanno il culto dei morti e le memorie più remote e tenaci, quelle che non hanno bisogno di parole per svelarsi.
Dopo la 180. Critica della ragione Psichiatrica 21 marzo 2020
Di Benedetto Saraceno [dalla prefazione al libro di Silvia D'Autilia, Dopo la 180. Critica della ragione Psichiatrica, Mimesis, 2020] Questo libro di Silvia D’Autilia è semplicemente necessario. Chiarisce molti aspetti mai abbastanza chiariti sulle origini e le influenze filosofiche del pensiero di ...
Presentazione delle istruzioni operative SIEP 20 marzo 2020
Mantenere la funzionalità della rete dei servizi territoriali, soprattutto quelli rivolti alle persone più fragili (persone con sofferenza psichica, con disabilità, con malattie a decorso protratto) è un impegno di carattere etico, oltre che una responsabilità di sanità pubblica, che ...
Salute mentale: servizi, individui e corpo sociale all’epoca del coronavirus 20 marzo 2020
di Roberto Mezzina, già Direttore del Centro Collaboratore OMS, Dsm di Trieste 1 L’emergenza coronavirus ha necessariamente messo tutto il resto in secondo piano, condizionando e cambiando la nostra vita. Se la sanità in Italia è sottoposta a un grandissimo stress, ad ...
Page 1 of 3123»