Archivio di gennaio, 2022
Daniele Mencarelli parla dei suoi tre libri 20 gennaio 2022
Giovedì 20 gennaio alle 17.30 nella Sala San Giovanni Paolo II di Via Guglielmotti 12 a Civitavecchia Daniele Mencarelli presenta i suoi tre volumi "Tutto chiede salvezza", "La casa degli sguardi", "Sempre tornare". L'autore dialoga con la scrittrice Tea Ranno. Introduce e modera l'incontro Antonella Maucioni, Comunità di Sant’Egidio. Intervengono Gianrico Ruzza, Vescovo di Civitavecchia e ...
Presentazione online di “Un virus classista” 20 gennaio 2022
Testi/Pretesti Giovedì 20 gennaio, alle 18 sulla piattaforma Zoom e in diretta Facebook sulla pagina di Conferenza Basaglia, Benedetto Saraceno sarà ospite del ...
Seminari UNASAM 2022 20 gennaio 2022
UNASAM – SEMINARI 2022 20 e 21 gennaio, 18 febbraio, dalle 15.30 alle 18 su piattaforma zoom e sulla Oagina Facebook @UnasamOnlus INFO: unasam@unasam.it PROGRAMMA 20 GENNAIO Salute Mentale: Proposte e indicazioni di buona pratica sull'uso appropriato dei farmaci nei percorsi di cura ore 15.30 apertura lavori: Gisella Trincas Presidente UNASaM Introduce e coordina: Roberto Pezzano Direttivo UNASaM Relatori Roberto Mezzina, Vice Presidente For Program Development della WFMH Barbara D’Avanzo, Ricercatrice Istituto Mario Negri di Milano Giuseppe Tibaldi, Psichiatra AUSL Modena Danilo Miletta, Associazione Vivamente di Moncalieri Carmine Basile, Volontario - Abruzzo Antonino Raro, Associazione Si può fare - Sicilia Angelo Barbato, Istituto Mario Negri di Milano Caterina Corbascio, Direttrice D.S.M. Asti ore 17.50 chiusura lavori: Gisella Trincas e Roberto Mezzina
Manifesto per la salute mentale 16 gennaio 2022
Di seguito, il Manifesto per la salute mentale  firmato da Barbato, D'Elia, Politi, Starace, Thanopulos La cura nella Salute Mentale come valorizzazione della persona e difesa della democrazia La cura del dolore nel campo della Salute Mentale pubblica è in crisi. Il dominio del modello biomedico l’ha inaridita. L’approccio puramente farmacologico alla “sofferenza mentale” e, tendenzialmente, a tutte le problematiche esistenziali, appiattisce sulla biologia i nostri desideri, sentimenti, pensieri e azioni, facendo leva su un obsoleto determinismo naturalistico. Esso ha creduto di potersi accreditare scientificamente a forza di “evidenze”, costruite a sua immagine e somiglianza, ma l’aver perso di vista l’esperienza soggettiva l’ha condotto a risultati deludenti. Ci sono state tante ricerche, investite grandi risorse finanziarie, sono stati pubblicati molti articoli, ma non sono stati ridotti i suicidi, i ricoveri e non sono stati migliorati gli esiti di guarigione delle persone con problemi di salute mentale.
Ritorno all’umano? 10 gennaio 2022
di Donato Morena Psichiatra, Salerno 10 gennaio 2022 Per quanto riguarda il punto su autonomia e territorio, condivido il giudizio sull’inefficienza e sull’inefficacia del sistema regionale attuale. Mi chiedo però perché la risposta a tale valutazione sia la progressione verso l’autonomia e la gestione territoriale di aspetti che dovrebbero essere garantiti e tutelati dallo Stato? C’è sicuramente una nobile intenzione nella territorializzazione delle cure, che tuttavia trova ostacoli, non trascurabili ormai su tutto il territorio nazionale, nelle distorsioni operate dal potere politico e dagli interessi clientelari privati. E’ mio parere necessario partire da due elementi chiave, da cui poi tutto viene determinato a valle: la meritocrazia e l’autonomia dei dirigenti e degli operatori. E’ limitativo, credo, dibattere sulla dimensione delle strutture organizzative se al vertice, dal grande al piccolo, troviamo al solito persone/personaggi che hanno un solo scopo istituzionale, rispondere a comandi politici. I contenitori possono avere un loro ruolo nella determinazione dell’operato ma la scelta giusta dei professionisti è determinante e deve essere una pre-condizione a tutto il resto. Nè si può pensare di imbrigliare l’operato dei vertici e degli operatori attraverso dei meccanismi di valutazione delle performance, che sappiamo essere facili da eludere e mistificare. Perciò, dovrebbe essere nelle intenzioni nazionali garantire un sistema omogeneo, limpido, meritocratico, di scelta degli operatori. Su tale base, poi, è possibile stabilire delle linee di indirizzo operativo, dei sistemi di monitoraggio, delle valutazioni da parte degli utenti ecc...
Sono indignata 4 gennaio 2022
di Silva Bon 2 gennaio 2022 Denis, il giovane Denis, quasi un adolescente. Un’esplosione di pensieri, di energie, di spinte interiori che hanno bisogno di trovare un’uscita, di essere dette, di essere vissute in tutta la loro urgenza, la loro spontaneità, la loro autenticità. Lo ho incontrato, Denis, prima della pandemia, in un seminario organizzato dal DSM di Trieste, che aveva come obiettivo far riflettere le persone con esperienza sullo stigma, sulla loro vita in rapporto alla società e al mondo intorno. Il seminario era in realtà una co – produzione, che vedeva gli operatori accanto alle persone, cui era data anche la responsabilità di condurre in parte l’incontro, e comunque di intervenire liberamente. Anzi, la loro parola era ricercata e preziosa.
Eugenio Borgna. “Ai No Vax dico: abbiamo l’obbligo di difendere la vita” 1 gennaio 2022
di Davide d'Alessandro Da Huffpost del 29 dicembre 2021 Intervista allo psichiatra Eugenio Borgna sull'insostenibilità della solitudine della morte in pandemia. Se Urbino, per Carlo Bo, è luogo dell’anima, Borgomanero, per Eugenio Borgna, è luogo dell’anima e della nascita, luogo cui far ritorno dopo una partenza, luogo dove trascorrere i mesi invernali tra passeggiate meditative, letture e scritture, scritture e letture. Il 22 marzo, per Feltrinelli, arriva in libreria “L’agonia della psichiatria”, l’ultimo accorato appello per una disciplina medica che si sta irrimediabilmente spegnendo. Perché? Il professore, 92 anni a luglio, è categorico: “Perché è scomparsa. Negli ospedali è diventata l’ultima ruota del carro, ha perso slancio e vitalità, ha smesso di essere orizzonte per sentimenti nobili. Si parla di psichiatria per riferirsi soltanto a fatti avversi, folli, crudeli, quando la violenza, all’interno della follia, è meno frequente e crudele di quella di chi viene considerato apparentemente sano, privo di follia. Con Basaglia, rispetto ad altri Paesi europei, l’Italia arrivò ad attuare la 180, per Norberto Bobbio ‘la Legge più rivoluzionaria di sempre’. Passare da un impianto manicomiale a uno territoriale mise al centro del nostro lavoro l’ascolto, il dialogo, la percezione dei silenzi, la vicinanza al dolore. Se ci fossero stati ancora i manicomi, penso a quelli di Roma, Milano e Genova, con lo scoppio della pandemia avremmo assistito a un’ecatombe. La territorializzazione, nonostante tutto, ha saputo rendere meno tragica la condizione dei più deboli, dei più indifesi”.