L’unica possibilità è essere umani

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Di Alice Cavicchioli, Padova
Non è vero che una persona con disagio psichico abbia due possibilità: come escluso o come
mimetizzato. Ne ha solo una: come uomo. E come uomo, come essere umano, io voglio
cambiare l'organizzazione sociale. Non con la rivoluzione ma spargendo come un virus quello
che ho imparato, finché campo. Se tutti quelli che possono, che ne trovano la forza, lo
facessero, questa sì sarebbe una vera rivoluzione. Ho scritto questo breve pensiero ricalcato
su un discorso di Basaglia perché mi ha ispirata immediatamente una riflessione a parti
invertite. Ecco il testo originale: “Non è vero che lo psichiatra abbia due possibilità, una come
cittadino e l’altra come psichiatra. Ne ha una sola: come uomo. E come uomo, io voglio
cambiare la mia vita. Voglio cambiare l’organizzazione sociale; e non con la rivoluzione, ma
semplicemente esercitando la mia professione di psichiatra… Se tutti i tecnici esercitassero la
loro professione, questa sì che sarebbe una vera rivoluzione. Quando trasformo il campo
istituzionale in cui lavoro, io cambio la società… e se tutto questo, a qualcuno, può sembrare
un delirio di onnipotenza, allora viva l’onnipotenza!”. Sapete, avevo deciso che non avrei più
parlato di questo tema dopo che la mia esperienza a Trento è fallita. Avevo deciso che non
reggevo, che volevo tornare nel mondo che non sa niente, cercare di non farmi scoprire forse,
non lo so. Ma la verità è che proprio quando mi hanno dato per vinta come aiuto a chi stava
male, ho ricominciato a tenere la mano dei miei simili con più forza ancora. Senza volerlo o
deciderlo il mio modo di essere, di pensare, di sentire, di vivere ha preso il sopravvento.
Continuo a pensarlo: il mondo si cambia una persona alla volta. Forse è il modello Trento che
non è poi così brillante ormai. Forse loro hanno fallito, almeno con me. Sono stanca da morire,
davvero, ma confesso che vedo così tanto orrore e noncuranza fra i cosiddetti sani, che lo
sforzo immenso di stare accanto a chi soffre e ha sofferto ma mantiene o ha conservato
un'umanità straordinaria, vale la candela. E non è vero che si hanno due possibilità: aiutare o
essere aiutati. L'unica possibilità è essere umani. Che sollievo sarebbe vivere in un mondo
che ne è consapevole.di Alice Cavicchioli, Padova

di Alice Cavicchioli


Non è vero che una persona con disagio psichico abbia due possibilità: come escluso o come mimetizzato. Ne ha solo una: come uomo. E come uomo, come essere umano, io voglio cambiare l’organizzazione sociale. Non con la rivoluzione ma spargendo come un virus quello che ho imparato, finché campo. Se tutti quelli che possono, che ne trovano la forza, lo facessero, questa sì sarebbe una vera rivoluzione. Ho scritto questo breve pensiero ricalcato su un discorso di Basaglia perché mi ha ispirata immediatamente una riflessione a parti invertite. Ecco il testo originale: “Non è vero che lo psichiatra abbia due possibilità, una come cittadino e l’altra come psichiatra. Ne ha una sola: come uomo. E come uomo, io voglio cambiare la mia vita. Voglio cambiare l’organizzazione sociale; e non con la rivoluzione, ma semplicemente esercitando la mia professione di psichiatra… Se tutti i tecnici esercitassero la loro professione, questa sì che sarebbe una vera rivoluzione. Quando trasformo il campo istituzionale in cui lavoro, io cambio la società… e se tutto questo, a qualcuno, può sembrare un delirio di onnipotenza, allora viva l’onnipotenza!”. Sapete, avevo deciso che non avrei più parlato di questo tema dopo che la mia esperienza a Trento è fallita. Avevo deciso che non reggevo, che volevo tornare nel mondo che non sa niente, cercare di non farmi scoprire forse, non lo so. Ma la verità è che proprio quando mi hanno dato per vinta come aiuto a chi stava male, ho ricominciato a tenere la mano dei miei simili con più forza ancora. Senza volerlo o deciderlo il mio modo di essere, di pensare, di sentire, di vivere ha preso il sopravvento. Continuo a pensarlo: il mondo si cambia una persona alla volta. Forse è il modello Trento che non è poi così brillante ormai. Forse loro hanno fallito, almeno con me. Sono stanca da morire, davvero, ma confesso che vedo così tanto orrore e noncuranza fra i cosiddetti sani, che lo sforzo immenso di stare accanto a chi soffre e ha sofferto ma mantiene o ha conservato un’umanità straordinaria, vale la candela. E non è vero che si hanno due possibilità: aiutare o essere aiutati. L’unica possibilità è essere umani. Che sollievo sarebbe vivere in un mondo che ne è consapevole.


Illustrazione di Maja Velesinovich

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