40#180 Dal caso Moro alla legge Basaglia quarant’anni dopo, è l’anno che verrà

eccebombolocDi Ilaria Romeo

“Meno botti del solito a mezzanotte – annota nel suo diario l’allora presidente del Consiglio Giulio Andreotti alla data del primo gennaio 1978 – Sono grato ai silenziosi perché il mio anno si inizia con un mal di testa di prima classe” Un mal di testa decisamente premonitore quello di Giulio Andreotti alla apertura di un anno foriero per l’Italia di grandi eventi, molti dei quali epocali.

Dal rapimento di Aldo Moro all’elezione di Sandro Pertini a presidente della Repubblica, dalla morte di due papi alla nascita della prima bimba ‘in provetta’, il 1978 è un insieme di momenti storici per il nostro Paese e non solo.

Il 1978 politico inizia in Italia il 7 gennaio con la Strage di Acca Larentia a Roma: due giovani militanti missini, Franco Bigonzetti e Francesco Ciavatta, vengono uccisi durante l’assalto a una sezione del Partito in via Acca Larentia (quartiere Appio). Due mesi più tardi, il 18 marzo, verranno uccisi con otto colpi di pistola a Milano, in via Mancinelli vicino al centro sociale Leoncavallo, Fausto Tinelli e Lorenzo Iannucci, conosciuti come Fausto e Iaio, di anni 19. In pochi metteranno in dubbio che fossero state persone di estrema destra a ucciderli, ma nessuno è stato mai condannato per la loro morte.

In un clima politico e sociale sempre più rovente (l’inflazione che rasenta il 20 per cento; l’ascesa di Licio Gelli; l’economia sommersa che secondo i dati Censis assorbe dai 4 ai 7 milioni di persone, tra il 15 e il 20 per cento delle attività in Italia; lo stragismo prima, il terrorismo poi), l’11 marzo, dopo una lunga crisi di governo durata quasi due mesi, Giulio Andreotti forma il suo quarto esecutivo monocolore Dc sostenuto anche da comunisti, socialisti, socialdemocratici e repubblicani.

Cinque giorni più tardi, il 16 marzo, le due Camere vengono convocate per discutere e votare la fiducia. Quella mattina in via Fani, a Roma, un commando delle Brigate rosse rapisce Aldo Moro -presidente della Dc e principale sostenitore dell’intesa con il Partito comunista della ‘terza via’ berlingueriana – e uccide i cinque uomini della sua scorta: Domenico Ricci, Oreste Leonardi, Raffaele Jozzino, Giulio Rivera, Francesco Zizzi.

Il corpo senza vita di Moro verrà ritrovato nel baule di una Renault 4 rossa in via Caetani, una laterale di Via delle Botteghe Oscure, 55 giorni dopo, il 9 maggio. Quello stesso giorno a Cinisi per ordine del boss mafioso Gaetano Badalamenti sarà ucciso dalla mafia Peppino Impastato.

Come scriverà qualche mese dopo su «La Stampa» Lietta Tornabuoni: “L’iconografia nazionale si inverte: se nel 1968 l’esemplare immagine italiana rappresentava folle di lavoratori o studenti nelle manifestazioni di massa, nel 1978 rappresentava singoli cadaveri abbandonati e sconnessi sull’asfalto insanguinato, o abbandonati e riversi dentro le automobili”.

Il 13 maggio, a pochi giorni dall’omicidio di Aldo Moro, il Parlamento italiano emana la legge 180, altrimenti nota come legge Basaglia dal nome dello psichiatra che sul finire degli anni ‘60 e durante tutti gli anni ‘70, prima nel manicomio di Gorizia e poi in quello di Trieste, attuò lo scardinamento dei cancelli della psichiatria. Nello stesso mese di maggio, il 22, è approvata la legge 194 sull’interruzione volontaria della gravidanza.

Nei giorni 11 e 12 giugno 1978 gli italiani sono chiamati a decidere se abrogare o meno la legge del 22 maggio 1975, n. 152 sulle ‘Disposizioni a tutela dell’ordine pubblico’ (legge Reale) e se abolire il finanziamento pubblico ai partiti. Pochi giorni dopo, il 15 giugno, a seguito delle numerose accuse rivelatesi in seguito infondate che lo vedevano implicato nello Scandalo Lockheed, Giovanni Leone rassegna le dimissioni dalla carica di presidente della Repubblica sei mesi prima dalla scadenza naturale del mandato. Sarà sostituito dal partigiano e socialista Sandro Pertini, eletto presidente della Repubblica italiana al 16º scrutinio l’8 luglio.

Intanto il 25 luglio nasce al Royal Oldham Hospital di Oldham (Regno Unito) Louise Brown, la prima bimba in provetta; la procreazione assistita (o fertilizzazione in vitro) ottiene un successo scientifico che origina discussione di gravissima profondità presso tutte le culture, generando, a breve, l’originarsi della bioetica.

Il mondo cattolico è di lì a poco turbato da un’altra serie di avvenimenti: il 6 agosto dopo 15 anni di pontificato muore Papa Paolo VI. Il Patriarca di Venezia Albino Luciani viene eletto papa. Sceglierà di chiamarsi Giovanni Paolo I, diventando il primo papa della storia ad avere un doppio nome. Il suo pontificato però durerà appena 33 giorni e la sua morte, avvenuta all’improvviso nella notte del 28-29 settembre 1978, sarà un evento inatteso e scioccante per la Chiesa cattolica. Il 16 ottobre il cardinale polacco Karol Wojtyla verrà eletto papa con il nome di Giovanni Paolo II. È il primo papa non italiano dai tempi di Adriano VI (15221523). Il suo pontificato sarà il più lungo della storia, dopo quelli di San Pietro e Pio IX.

L’anno si chiude con una bella notizia: il 27 dicembre la Spagna diventa una democrazia dopo 40 anni di dittatura. Qualche giorno prima, in Italia, la legge 23 dicembre 1978 n.833 aveva istituto il Servizio sanitario nazionale mutando radicalmente l’organizzazione sanitaria nel nostro Paese.

Mentre al cinema esce Ecce bombo, il secondo film di Nanni Moretti e Lucio Dalla cosparge di ironica malinconia la cupezza degli anni di piombo e la fine della speranza (“Si esce poco la sera compreso quando è festa e c’è chi ha messo dei sacchi di sabbia vicino alla finestra” dirà ne L’anno che verrà), la Juventus vince il campionato di calcio. Bettega con 11 reti è nuovamente il principe dei bomber, con Boninsegna che lo tallona a quota 10. Causio, Cuccureddu, Bettega e Zoff, 30 presenze su 30, sono i fedelissimi di una squadra che, di lì a poche settimane, si vestirà quasi tutta di azzurro, nel Mundial argentino.

Sul fronte musicale il 28º Festival della canzone italiana si tiene al Teatro Ariston di Sanremodal 26 al 28 gennaio ed è presentato da Maria Giovanna Elmi (alla seconda conduzione consecutiva) con la collaborazione di Stefania Casini, Vittorio Salvetti e Beppe Grillo. La canzone vincitrice di quest’edizione, …e dirsi ciao dei Matia Bazar, così come le altre che completarono il podio, la seconda classificata Un’emozione da poco della sedicenne Anna Oxa e la terza Gianna di Rino Gaetano, ebbero tutte un ottimo riscontro di vendite, sia in Italia sia all’estero (tutte e tre riuscirono a conquistare il primo posto in hit parade).

Silvio Berlusconi rileva intanto Telemilano, una televisione via cavo operante dall’autunno del 1974 nella zona residenziale di Milano 2. A tale società due anni dopo viene dato il nome di Canale 5, ed assume la forma di network a livello nazionale, comprendente più emittenti. L’escalation della società appare subito folgorante: nello stesso anno trasmette il Mundialito, un torneo di calcio fra nazionali sudamericane ed europee, compresa quella italiana. Per tale evento, nonostante gli iniziali pareri sfavorevoli da parte di ministri governativi, ottiene dalla Rai l’uso del satellite e la diretta per la trasmissione in Lombardia, mentre nel resto d’Italia l’evento viene trasmesso in differita.

“L’anno che sta arrivando tra un anno passerà…” continua a cantare Lucio Dalla ed al 1978 succede, inesorabilmente, il 1979 di Guido Rossa, Michele Sindona, Mino Pecorelli, Giorgio Ambrosoli, Boris Giuliano, Cesare Terranova e Lenin Mancuso… Ma questo è un altro anno e  un’altra storia….

Articolo da–>https://www.strisciarossa.it/dal-caso-moro-alla-legge-basaglia-mezzo-secolo-dopo-e-lanno-che-verra/

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