“Non potrete fare più danni di quelli che sono stati già fatti”

basaglia24_foto-di-carla-cerati5 novembre 1971 – 5 novembre 2021
Sono passati cinquant’anni. È un’urgenza che prende corpo sin dall’esperienza goriziana, che non si è conclusa come avrebbe voluto. Nella sua visionarietà, sta pensando che quella storia deve ricominciare quanto prima. Trieste, con Zanetti, è il luogo giusto, il momento propizio per rimettere finalmente in gioco le sue idee. È consapevole che una vita intera – e la sua sarà purtroppo breve – non gli basterà per cambiare la testa ai vecchi psichiatri. E allora ha bisogno di circondarsi di giovani. Avvia un vero e proprio reclutamento e un’insolita scuola di formazione. A Trieste arriviamo in tanti ai primi di novembre da tutta Italia.

È il mattino del 5 di novembre del 1971, il giorno dopo la festa della Vittoria, Basaglia ci riunisce nel suo studio. Fa un breve discorso, ci dice a grandi linee cosa faremo, e soprattutto cosa non faremo, e assegna ognuno di noi a un reparto. Restiamo senza parole, sorpresi, impauriti. Qualcuno trova il coraggio di parlare.

«Ma professore, noi non sappiamo niente di niente di psichiatria». «Io non ho fatto nemmeno l’esame di Stato».
«E io di psicofarmaci non so nulla».
«È la prima volta che mi trovo in un ospedale psichiatrico»…

Basaglia ascolta sornione e ironico mentre ci manda via. Ci spedisce al fronte. E mentre usciamo: «Andate, tanto non potrete fare più danni di quelli che sono stati già fatti».

Da “(tra parentesi). La vera storia di un’impensabile liberazione” di Peppe Dell’Acqua e Massimo Cirri, regia di Erika Rossi
Collana 180 Edizioni Alphabeta Verlag

(foto di Carla Cerati)

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