Ancora sulla riforma dell’assistenza psichiatrica in Italia

Ba___035Si è appena concluso il “Forum sulla Legge di riforma dell’assistenza psichiatrica”. (vedi il programma)

Basta scorrere la lista degli invitati per cogliere appieno lo spessore politico, scientifico e culturale delle proposte di legge che, nel corso degli anni, si sono abbattute sulla testa delle persone che vivono l’esperienza del disturbo mentale. E dei loro familiari, malgrado quanto dice quel forum facendosi scudo di familiari come Lucio Dal Buono, che parla di “vittime” della 180, o come Maria Luisa Zardini che da 35 anni non riesce a cambiare una virgola delle violente parole che ha cominciato a dire allora.

Tutto questo non fa bene alle persone che vivono l’esperienza del disturbo mentale.

Ed è quanto molti hanno detto a “Impazzire si può”

Benchè la Sip (vedi documento), invitata, abbia espresso critiche a quel ddl, resta valido l’intervento di Luigi Benevelli che pubblichiamo di seguito:

Sul sito ufficiale della società italiana di psichiatria (Sip) il documento più recente sulle politiche della salute mentale risale all’ ottobre 2001, più di 10 anni fa. Visto che non è stato aggiornato, appare utile riassumerne i contenuti più significativi: gli psichiatri sarebbero estranei a “conflitti e contrapposizioni ideologiche”; la legge 180 non sarebbe “un oggetto appropriato per una guerra di religione”; i suoi principi sarebbero “largamente condivisi dagli operatori della salute mentale e (…) dagli utenti e dalle loro famiglie; la Sip non ritiene che il modo in cui i problemi dell’assistenza psichiatrica sono affrontati nelle proposte di legge presentate sia il più appropriato; la Sip è “ pronta a collaborare ” con tutto il suo patrimonio scientifico, culturale e di esperienze operative ” alla stesura di un nuovo progetto-obiettivo o di un testo legislativo che integri la legge 180 senza stravolgerne i principi”.

Segue un lungo silenzio, anche nel corso della legislatura che sta chiudendo, a fronte del dibattito nella XII Commissione della Camera dei Deputati che ha adottato il testo proposto dall’on. Ciccioli e al lavoro e alle conclusioni del lavoro della Commissione Marino, con la denuncia del disastro dell’assistenza psichiatrica negli opg e le proposte di chiusura degli opg stessi.

È da salutare quindi con grande interesse e curiosità il fatto che il prof. Eugenio Aguglia, presidente della Società italiana di psichiatria, abbia garantito la sua partecipazione a un Forum sulla proposta Ciccioli organizzato mercoledì 27 prossimo a Roma, nell’aula dei gruppi parlamentari.

Il prof. Aguglia ha scelto di confrontarsi con una platea di soggetti che negli ultimi dieci anni hanno attivamente sostenuto le iniziative dell’on. Burani Procaccini, di Francesco Storace quando fu ministro della sanità e, da ultimo dell’on. Carlo Ciccioli.

Forse nella Sip è maturato il tempo del coraggio, della disponibilità a dire la propria a proposito della gestione affidata agli psichiatri della pericolosità sociale ritornata come tratto associato al disturbo mentale. Attendiamo con ansia parole di chiarezza.

Luigi Benevelli

Mantova, 25 giugno 2012

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