Bisio cooperatore sociale. Si può fare

Intervista concessaci da Personalmente per tenere viva l’attenzione sulla lotta degli amici napoletani e sul mondo della cooperazione sociale che vive dappertutto momenti non facili.

1. Come si prepara quando deve interpretare un nuovo personaggio?

FONDAMENTALE E’ IL CONFRONTO CON IL REGISTA: E’ ASSIEME A LUI CHE VIENE COSTRUITA L’OSSATURA DEL PERSONAGGIO. POI CI LAVORO DA SOLO, ATTINGENDO SIA ALL’ESPERIENZA PROFESSIONALE CHE A QUELLA UMANA. INFINE, C’E’ L’INCONTRO CON GLI ALTRI ATTORI ED E’ LI’ CHE IL PERSONAGGIO FIORISCE E ASSUME SFUMATURE DIVERSE.

2. In merito alla Sua carriera a quali ricordi è più legato?

SONO STATO MOLTO FORTUNATO E QUINDI I RICORDI SONO MOLTI, SOPRATTUTTO QUELLI LEGATI AGLI INCONTRI CHE HO POTUTO FARE: DALLO SCRITTORE DANIEL PENNAC AD ATTORI COME ERNEST BORGNINE E JOHN TURTURRO, FINO AL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA NAPOLITANO…

3. Lei si sente più a suo agio nell’interpretare un ruolo comico o drammatico?

UN RUOLO COMICO E’ PIU’ NELLE MIE CORDE, MA SE UN RUOLO DRAMMATICO E’ BEN SCRITTO PUO’ DARE GRANDI SODDISFAZIONI. E POI IO AMO LE CONTAMINAZIONI, QUINDI I RUOLI AGRODOLCI SONO FORSE QUELLI CHE PREFERISCO…

4. Che rapporto ha con quella che è una delle più seguite trasmissioni di Canale 5 “Zelig”? Come è nata l’idea di un programma di questo tipo e da cosa ha preso il nome?

ZELIG FA PARTE DELLA MIA VITA! HO MOSSO I PRIMI PASSI DI COMICO SUL PICCOLO PALCO DEL LOCALE DI VIALE MONZA NATO ORMAI PIU’ DI VENT’ANNI FA. OGGI ZELIG E’ANCHE UNA TRASMISSIONE TELEVISIVA DI SUCCESSO E LA SUA FORZA STA NELL’IDEA ORIGINARIA: PORTARE LA TV IN CABARET E NON VICEVERSA. IL PUBBLICO E’ PAGANTE E PER TUTTI NOI IL PRIMO OBIETTIVO E’ QUELLO DI FARLO DIVERTIRE. SE SI RIDE IN SALA SI RIDERA’ ANCHE A CASA!

5. Di tutti i film che ha interpretato, quale preferisce?

NON CE N’E’ UNO IN PARTICOLARE: OGNI FILM E’ STATA UN’ESPERIENZA A SE’ E OGNI PERSONAGGIO CHE HO INTERPRETATO MI HA REGALATO UN’EMOZIONE UNICA.

6. C’è stato qualcosa nella Sua vita a cui ha detto di no e di cui se ne sta ancora pentendo?

PER ORA NO E SPERO DI NON MI ACCADA MAI.

7. Telecamera o platea?

SONO CURIOSO, ONNVIORO ED HO AVUTO LA FORTUNA DI POTERMI SPERIMENTARE IN CAMPI DIVERSI. LE RADICI SONO IL TEATRO, CHE IN SE’ RACCHIUDE LA SCRITTURA E SPESSO ANCHE LA MUSICA, E NUTRE LA MIA ESPERIENZA IN TELEVISIONE E AL CINEMA.

8. Ci sono cose della Sua vita in cui somiglia un po’ a Nello? Se si, quali?

SI’, CI SONO ALCUNE CARATTERISTICHE CHE CI RENDONO SIMILI: CREDIAMO NEL LAVORO, NELLA DIGNITA’ DELLA PERSONA E SIAMO DUE INGUARIBILI OTTIMISTI.

9. Quando Le è capitato di dire “Si può fare”?

MOLTE VOLTE. NON SEMPRE E’ ANDATA COME AVREI VOLUTO, MA NE E’ SEMPRE VALSA LA PENA.

10. Prima del film “Si può fare” qual era il Suo giudizio sulla malattia mentale? E dopo il film è cambiato il Suo pensiero?

PRIMA DI FARE IL FILM SAPEVO POCO A RIGUARDO, MI HA AIUTATO MOLTO IL REGISTA E ALCUNI AMICI CHE LAVORANO NEL CAMPO. IL SUCCESSO DI “SI PUO’ FARE” MI HA POI MESSO IN CONTATTO CON UN MONDO DI CUI AVEVO UNA SCARSA CONOSCENZA: UNA REALTA’ FATTA DI TANTISSIME COOPERATIVE CHE LAVORANO CON SERIETA’ E PASSIONE NEL SOCIALE. HO INCONTRATO VERAMENTE TANTE PERSONE PREZIOSE.

11. Nel film “Si può fare”, Le sarebbe piaciuto lavorare con persone che soffrivano veramente di malattia mentale piuttosto di attori che ricoprivano quel ruolo?

UNA SCELTA DI QUESTO TIPO DIPENDE TOTALMENTE DAL REGISTA E DA CIO’ CHE LUI VUOLE OTTENERE. NEL CASO DI “SI PUO’ FARE” CREDO CHE IL GRUPPO DI ATTORI CHE INTERPRETANO “I MATTI” ABBIANO FATTO UN OTTIMO LAVORO RIUSCENDO AD ESSERE SEMPRE MOLTO CREDIBILI.

12. Ad oggi, rifarebbe un film sulla malattia mentale? Perché?

SE MI VENISSE PROPOSTA UNA BELLA SCENEGGIATURA E UN BEL RUOLO PERCHE’ NO? MA NON E’ FACILE…

13. Quando è stata promulgata la Legge 180, Lei aveva 21 anni. Come ha vissuto quest’evento? E secondo Lei oggi i ragazzi di 21 anni come percepiscono ma soprattutto come reagiscono di fronte alla malattia mentale?

RICORDAVO PERFETTAMENTE L’EPOCA E IL DIBATTITO CHE ATTORNO ALLA LEGGE BASAGLIA SI ERA SVILUPPATO. FU UN GRANDE PASSO DI CIVILTA’, UN PUNTO DI NON RITORNO. FRANCAMENTE NON SO DIRVI COME OGGI I RAGAZZI PERCEPISCANO LA MALATTIA MENTALE… POSSO SOLO DIRE CHE ALLE NUMEROSE PROIEZIONI PUBBLICHE A CUI HO ASSISTITO, C’ERANO MOLTI RAGAZZI CHE GUARDANDO IL FILM RIDEVANO E SI COMMUOVEVANO.

14. Il Suo film “Si può fare” ha ispirato il nostro video. Ha avuto modo di vederlo? Cosa ne pensa?

SONO RIMASTO MOLTO IMPRESSIONATO NEL VEDERE LA VOSTRA DETERMINAZIONE, ALLEGRIA, FORZA D’ANIMO E COSTANZA.

15. Il nostro video si ispira alla grinta e alla tenacia di credere in ciò che si fa. Sulla base di questo, vorremmo chiederLe se, in futuro anche prossimo, ci sarà modo per noi di stringerLe personalmente la mano e dire insieme a Lei “Si può fare”.

NON MI PIACE FARE PROMESSE CHE NON SONO CERTO DI MANTENERE, MA SICURAMENTE NON E’ UNA MISSION IMPOSSIBLE!

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