Brescia: Trasferimento del Cps, taglio mascherato

Dopo aver inviato una lettera alla Direzione Generale dell’Azienda Ospedaliera «Spedali Civili» di Brescia il 23 novembre dello scorso anno e non aver ricevuto neppure un cenno di riscontro, siamo costretti ad uscire dalle mura dell’Azienda e denunciare la situazione alla cittadinanza, preannunciando iniziative che supportino la nostra opposizione alle scelte aziendali in tema di servizi psichiatrici e salute mentale.

Stiamo parlando della chiusura del 1° Cps di Via Malta e del suo trasferimento nei locali sopra il 3° Cps di Via Luzzago, con la proposta di aumento dell’orario di apertura dalle 8 alle 20 nei giorni feriali e il sabato mattina dalle 8 alle 12. Sgombriamo subito il campo da possibili interpretazioni fuorvianti di difesa di «privilegi».

Oggi i servizi sono aperti dalle 8 alle 17: è stato il sindacato nel lontano 2001 a rivendicare l’adeguamento al Progetto Obiettivo Regionale 1994/1997 che prevedeva l’apertura fino alle 20, poi sperimentato per 6 mesi e annullato dal Dipartimento Salute Mentale «per mancanza di medici». Ci ritroviamo a distanza di 10 anni con un impoverimento progressivo dei servizi territoriali (ambulatori di Travagliato e Gussago ridotti per mancanza di medici, aumento delle pratiche di rendicontazione degli operatori, turn over di medici psichiatri nei servizi e fuga di quelli che escono dalla scuola di Specializzazione….); unitamente a ciò una legislazione nazionale che prevede una contrazione di risorse – spending review – che difficilmente potranno essere investite per un aumento di personale, così come dichiarato dall’Azienda.

Noi riteniamo che il progetto di trasferimento non sia altro che un taglio della struttura di via Malta e un accorpamento in un’unica sede che dovrebbe rispondere ad un bacino di utenza di 240.000 abitanti. Se ciò non corrispondesse al vero siamo pronti a ricrederci ma a fronte di risposte coerenti e non elusive: abbiamo già avuto un’esperienza in tal senso.

A differenza di allora ci troveremmo con un servizio in meno per gli utenti. La sede di Via Malta è indecorosa per un servizio, soprattutto pubblico, rivolto ad utenza psichiatrica: anche qui sono anni che denunciamo questa cosa, inascoltati.

Chi ha rinnovato in questi anni il contratto di locazione ancora in Via Malta è stato il Dipartimento Salute Mentale. Sappiamo che il progetto di trasferimento ottiene il parere favorevole delle Associazioni dei familiari a cui l’ampliamento dell’orario non può che interessare favorevolmente.

E ripetiamo, a scanso di equivoci, anche a noi. Siamo però a chiedere di prendere in considerazione la seguente proposta di trasferimento presso la sede di Via Galilei del 1° Cps con le seguenti motivazioni:

- l’ex ospedale psichiatrico di viale Duca degli Abruzzi, di proprietà dell’Azienda Spedali Civili, è stato trasferito all’Asl in cambio dell’utilizzo in comodato d’uso per 20 anni della Comunità «Giardino» di viale Duca degli Abruzzi e della struttura di Via Nikolayewska. – La sopracitata struttura è stata utilizzata diversamente dall’Azienda, ma la legge finanziaria del 2000 prevedeva che tutte le strutture ottenute dalla dismissione degli ex-Ospedali Psichiatrici venissero permutate in risorse per la psichiatra.

- Quindi la struttura di via Galilei di proprietà del Civile, liberata dall’Asl a giugno 2012, è disponibile per accogliere il 1° Cps e la sede del Dsm (attualmente al Ronco che deve essere liberato perché posto in vendita dall’Azienda).

- Sarebbe un risparmio netto di 33.307 annuali di locazione per la sede di Via Malta: quale sarebbe invece la locazione per il piano che verrà occupato in Via Luzzago?

- Via Galilei è nel bacino di utenza del 1° Cps (diversamente da Via Luzzago) e manterrebbe la territorialità necessaria.

- I pazienti che oggi afferiscono alla sede del 1° Cps di Via Malta sarebbero costretti all’utilizzo di 2 autobus per arrivare a quello di via Luzzago (zona via Milano); cosa che invece con l’avvio della metropolitana non succederebbe poiché le fermate di «Lamarmora» e «Marconi» sono limitrofe ai Cps in discussione. Sono, per fare un esempio, una ventina i pazienti che assumono la terapia al 1° Cps quotidianamente, la distanza tra una fermata e l’altra della metropolitana è di 4 minuti. – I familiari aspettano il 2016 per vedere lo stabile di Via Galilei destinato alla psichiatria: a parte il fatto che ci troviamo con un accordo sottoscritto tra l’Azienda e i parenti di cui il sindacato non sapeva nulla, come operatori non possiamo accettare in silenzio questa scelta e invece richiediamo che la struttura in questione venga assegnata subito al Dipartimento Salute Mentale ora che l’Asl l’ha liberata.

Siamo inoltre a richiedere il rispetto degli accordi sottoscritti dal Dsm con la Rsu sulla Comunità Protetta Alta assistenza di Via Bissolati, struttura rientrata dall’aprile del 2012 nella sede odierna dopo la ristrutturazione dell’edificio. Essi prevedevano il «rientro a regime» di tutti gli operatori dell’equipe necessari ad assistere l’intero numero di pazienti, che furono ridotti per poterli trasferire temporaneamente in una struttura più piccola.

Ad oggi sono 8 posti letto mancanti, per un mancato introito delle rette di circa 25mila euro mensili (a seconda dell’utilizzo del livello di assistenza).

È da aprile dello scorso anno che i lavoratori attendono risposte, sempre procastinate: partiamo da ciò prima di pensare ad un accorpamento dei due Cps in Via Luzzago.

Antonio Pedrini

Coordinamento Rappresentanza Sindacale Unitaria «Spedali Civili di Brescia»

(da il Giornale di Brescia)

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