Breve resoconto del Forum di Pistoia, “continuiamo a volare alti nel cielo…”

Platea

di Anita Eusebi

Più di trecento le persone che hanno attraversato il 4-5-6 giugno la “piazza” del Forum Salute Mentale. L’ottava edizione dell’incontro nazionale, tenutasi a Pistoia, ha visto la partecipazione attenta di operatori, persone che hanno vissuto o vivono l’esperienza della sofferenza mentale, familiari, sindacalisti, avvocati, magistrati e giornalisti provenienti da tutta Italia, e ha rappresentato un importante momento di confronto tra diverse generazioni, dai co-fondatori del Forum agli operatori e persone altrimenti interessate a vario livello al mondo della salute mentale che di recente hanno iniziato a collaborare attivamente con il Forum. La giornata inaugurale è stata aperta dai saluti del sindaco Samuele Bertinelli, del Presidente del Tribunale Fabrizio Amato e del Direttore Generale ASL 3 Roberto Abati, che hanno dato il benvenuto a nome della città.

Autorità

Sono state tre giornate intense, ricche di interventi, testimonianze e dibattiti sui temi caldi della salute mentale. Tra le questioni fondamentali affrontate: il passaggio delicato e discutibile dagli Opg alle Rems; la necessità di proseguire con attenzione nelle attività di monitoraggio verso un’effettiva e definitiva chiusura degli Opg (vedi l’appello) che non sia soltanto per legge; la questione dei servizi territoriali di salute mentale che spesso rischiano di essere una realtà banalmente ambulatoriale; la necessità di una presa in carico forte che permetta dunque una reale costruzione di percorsi individuali personalizzati; le criticità conseguenti al binomio residenzialità e cronicità della malattia e della sofferenza; le brutture degli SPDC; la lotta per l’abolizione delle pratiche di contenzione e il riconoscimento di queste come “reato di tortura” (che in Italia ad oggi non è previsto, ma questa è un’altra storia); l’appello per l’abolizione della misura di sicurezza (vedi l’appello), fondata sul concetto di pericolosità sociale, privo di alcuna validità scientifica; la proposta di un governo nazionale per la salute mentale, relativa all’assetto organizzativo dei servizi; il bisogno urgente di un’adeguata formazione degli operatori della salute mentale, in un momento storico in cui “la dissociazione tra enunciati e pratiche nel campo della salute mentale”, contro cui si batte da sempre il Forum, è ancora purtroppo evidente, frutto di una psichiatria accademica che resta spesso molto lontana dal mondo della salute mentale.

Nel corso del convegno, Giovanna Del Giudice, co-fondatrice del Forum Salute Mentale, ha ceduto il testimone come nuovo portavoce nazionale a Vito D’Anza, Direttore del Dipartimento di Salute Mentale di Pistoia e da sempre tra i protagonisti del Forum.

«Ho ricoperto questo ruolo per dodici anni ed è stato un percorso estremamente importante, ricco di esperienze e di battaglie. Penso che il portavoce debba essere chi opera oggi nei servizi ed è per questo che ho proposto Vito D’Anza, di cui conosciamo la “sincera adesione” al Forum», ha affermato Giovanna Del Giudice. «Continuerò a lavorare nel Forum, impegnata a sostenerne le cause per una salute mentale di prossimità, per una cura che rispetti la dignità e i diritti dell’altro, per la costruzione di alleanze e politiche attente ai bisogni delle persone più fragili. Rimangono oggi ancora attuali quelle che nel documento fondativo indicavamo come le principali questioni critiche: le limitazioni della libertà, la contenzione, gli psicofarmaci, gli Opg, la salute mentale in carcere. Molte battaglie – prosegue Del Giudice – devono essere continuate, o riprese, contro le istituzioni totali, vecchie e nuove: le Rems, le sedicenti comunità terapeutiche, i cronicari, le case di riposo, i Cie. Ancora oggi rimane tema centrale nella salute mentale la questione delle istituzioni chiuse o aperte. Il documento fondativo del 2003, per quanto vada certamente attualizzato, contiene ancora tutte le linee di senso sulle quali il Forum credo debba continuare a muoversi».

Giovanna

Il nuovo portavoce del Forum Vito D’Anza, a sua volta, ha ringraziato per la stima e la fiducia espressa da tutta l’assemblea, ha ribadito l’importanza fondamentale del lavoro svolto in questi anni dal Forum e ha riassunto le direttrici lungo le quali il Forum dovrebbe muoversi con impegno per il prossimo futuro. «Sostituire Giovanna Del Giudice, che ha svolto in tutti questi anni il suo incarico con grande intelligenza e passione, non sarà semplice. Dalla carta programmatica del 2003 in poi, sono state fatte grandi cose. Tra queste, il recente ruolo e il lavoro del Forum all’interno del cartello nazionale di associazioni StopOPG, relativamente alla questione degli Opg, sono stati davvero importanti e consistenti. Ora il Forum va rilanciato in primis a partire dal dibattito sulle pratiche, sui servizi, sulle risposte che questi devono dare in maniera sempre più efficace e adeguata, cercando maggiore confronto con gli operatori dei servizi, con le associazioni di utenti e di familiari, con il mondo delle cooperative, con le istituzioni politiche. Sono questioni che dobbiamo assolutamente riprendere in mano – ha sottolineato D’Anza – con primaria e costante attenzione per tutte le persone che attraversano la sofferenza mentale e per i loro familiari, che spesso si trovano costretti a pagare un prezzo altissimo, soprattutto laddove i servizi sono scarsi o del tutto assenti. Occorre dare maggiore spazio e valore al loro protagonismo, alle loro associazioni che costituiscono uno degli elementi portanti del Forum stesso. Bisogna proseguire con determinazione nella battaglia, fortemente sostenuta fin qui dal Forum, contro la contenzione: non legare le persone significa scegliere un servizio di salute mentale che rispetti i diritti e la dignità delle persone».

Vito

Scriveva Franco Basaglia in Conferenze Brasiliane (1979), “Dieci, quindici, venti anni addietro era impensabile che il manicomio potesse essere distrutto. D’altronde, potrà accadere che i manicomi torneranno a essere chiusi e più chiusi ancora di prima, io non lo so! Ma, in tutti i modi, abbiamo dimostrato che si può assistere il folle in altra maniera, e questa testimonianza è fondamentale”. «Con queste parole, Basaglia ci ha insegnato che niente è irreversibile – ha commentato D’Anza – e ciò significa che occorre essere attenti, vigili, avere da un lato una capacità critica rispetto a quello che accade ma, dall’altro, anche di approccio positivo, costruttivo, di proposte di soluzione rispetto alle criticità riscontrate. In altri termini, il Forum intende rinnovare la propria dimensione peculiare di sguardo critico sulle problematiche della salute mentale e al tempo stesso anche propositivo nell’individuare possibili soluzioni».

«Il mio pensiero commosso e doveroso – ha concluso infine D’Anza – va in particolare a chi mi è stato maestro e amico carissimo, una tra le figure centrali della nascita e dello sviluppo del Forum che tutti quanti ricordiamo con grande affetto e stima: Sergio Piro».

Gruppo

«Se non ci fossero incontri come questo che aiutano molto a capire il tema della salute mentale, come potrei difendermi come persona da tante cose sbagliate?». Il senso profondo dell’incontro nazionale del Forum e delle sue battaglie nel breve ma intenso commento di Davide, persona con esperienza del Centro Marco Cavallo di Latiano (Brindisi). «Siamo gabbiani che volano per il cielo verso una meta dove trovare amore e fratellanza – ha aggiunto Davide –, nessuno può spezzare le nostre ali, le ali della libertà, dell’uguaglianza, della dignità, dei nostri sogni comuni. Continuiamo a volare alti nel cielo, con lo sguardo attento a chi invoca aiuto e sostegno»: queste parole, che richiamano alla memoria il gabbiano Livingston di Richard Bach, siano di augurio alle future battaglie del Forum Salute Mentale e al suo nuovo portavoce.

[copyright foto Anita Eusebi, eccetto la foto di gruppo all'interno della composizione conclusiva che è di Andrea Clarot]

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