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Buone e cattive pratiche

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Al Ministro della Salute On.le Beatrice Lorenzin Gentile Signora Ministro, ancora una volta, nel nostro Paese, a Torino, un giovane muore di trattamento sanitario obbligatorio, in un modo violento e orribile per mano di chi avrebbe dovuto tutelare la sua salute, di chi avrebbe dovuto accogliere e comprendere. Andrea Soldi stava seduto nella sua solita panchina, in piazza, e un vigile (che doveva eseguire un TSO e non una operazione di polizia) lo ha bloccato…

di Francesca De Carolis.

Ricordate la storia di Stefano? Ne abbiamo parlato due mesi fa su queste pagine… (vedi) L’avevamo chiamato così, per tutelarne l’identità… Ma oggi  la sua vicenda è approdata in Senato, dove la Commissione straordinaria per la tutela e la promozione dei diritti umani, ha ascoltato Peppe dell’Acqua, l’ex direttore del Dipartimento di Salute Mentale di Trieste che questa storia dolente ha seguito e continua a seguire, e che si ostina a non voler abbandonare quel ragazzo al nulla a cui una sentenza lo vuole condannato. Pronunciarne il nome ora è forse già un po’ aiutarlo a uscire da quel nulla: Antonio Mottola.

di Stefano Cecconi. La morte di Andrea Soldi a Torino durante l’esecuzione di un Trattamento Sanitario Obbligatorio (TSO) è inaccettabile, al di là di eventuali responsabilità penali che spetta alla magistratura accertare. Una misura sanitaria voluta a garanzia del malato non può trasformarsi in un atto che conduce alla morte. La qualità del TSO – cioè proprio il modo in cui viene eseguito –  riguarda il rispetto dei diritti e della dignità della persona malata.…

equilibriodi Lorenza Magliano

Non ci sono mai cose buone nella morte accidentale e traumatica di una persona.

Però se una cosa buona c’è da registrare nella morte del signor Andrea Soldi su una panchina di Torino o in un’ambulanza nel caldo di agosto, è il dispiacere dei suoi molti amici.

E’ pure l’indignazione composta e  legittima dei molti conoscenti, la barista, il carabiniere pensionato col telefonino, l’impiegato delle Poste, che hanno visto e hanno testimoniato sull’onda dell’affetto.

di Peppe Dell’Acqua. Il 5 di agosto  a Torino, in una piazzetta del centro, Andrea Soldi, 45enne è morto soffocato mentre i vigili  urbani eseguivano un’ordinanza di TSO. Era seduto sulla “sua” panchina nei pressi del bar che frequentava. Le cronache raccontano che è stato preso alle spalle. Un vigile gli avrebbe fatto una “strozzina” per trattenerlo e permettere agli altri due di ammanettarlo. Pare  sia stato ammanettato con le braccia dietro la schiena mentre…

finestredi Vito D’Anza.

Ci sono parole o espressioni usate, o spesso abusate, che ormai hanno perso senso e significato, e risuonano vuote alle orecchie di tanta gente. Non in assoluto certo, si tratta di uno “svuotamento” che dipende da quante persone le pronunciano e dal senso che di volta in volta viene attribuito a tali parole. Nel caso in questione mi riferisco a una certa psichiatria, e a certi psichiatri. Parole dette quasi avessero un senso liberatorio immediato e risolutivo, come se fossero magicamente capaci di mettere tutti d’accordo, di conciliare tra loro prassi (e teorie) le più disparate e spesso contrapposte. L’una e l’altra psichiatria, dalle diverse facce e dagli opposti significati.

di Peppe Dell’Acqua Le recenti iniziative legislative delle regioni Lazio (vedi) e Piemonte (vedi)  a proposito del così detto riordino della residenzialità  non fanno altro che confermare, senza un briciolo di sussulto critico, la dilagante corsa verso le forme più inquietanti di manicomializzazione. Il peggio che si è prodotto in quasi quarant’anni di politiche regionali insensate viene “riordinato” e “accreditato”. Lo spreco di risorse per alimentare la produzione forsennata di cronicità diventa una modalità virtuosa di…

imagesIl diritto alla cura e’ un diritto di cittadinanza. Sospensione immediata della delibera n. 30-1517 “Riordino della rete dei servizi residenziali della Psichiatria”

Il 2 Luglio 2015 è stata pubblicata la Delibera della Giunta Regionale n. 30-1517 “Riordino della rete dei servizi residenziali della Psichiatria”, che ha generato proteste ed indignazione. E’ stata pertanto chiesta da alcuni Consiglieri l’apertura di un Tavolo con i soggetti coinvolti; dopo il primo incontro, avvenuto il 10 luglio, non sembra esserci spazio per modifiche sostanziali.

Con l’attuazione di tale Delibera  la psichiatria  piemontese  farebbe un balzo indietro tornando ad un modello di strutture ospitanti utenti dei CSM precedente alla Legge 180, più simile ai vecchi manicomi e che prevederebbe lo smantellamento della  Residenzialità  leggera come ad oggi è intesa (in contrapposizione a tutte le evidenze della letteratura internazionale).

_DSC4114Di Gianluca Monacelli.

Tutti ai propri posti di manovra! Bisogna tenere ben stretta la barra del timone e puntare tutto a dritta. Mare forza 180 quasi 188. Una nuova sbandata sul fianco sinistro, arriva quasi d’improvviso sulla cultura delle buone pratiche e la lezione basagliana. In un cielo inquieto e cupo cade un’altra tegola, stavolta un macigno, sulla stagione dei diritti e  sulle buone pratiche oramai a rischio sopravvivenza.

Poco tempo fa avevo segnalato al Forum di ‘cosa rimanesse nel Lazio della lezione basagliana’ e come essa fosse a rischio di essere silenziosamente contro-riformata dentro atti legislativi amministrativi, centrali e regionali, senza alcuna Legge nazionale. (vedi l’articolo)