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Buone e cattive pratiche

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In Campania ci sono circa 60mila psicotici gravissimi e di questi 10mila quelli residente nell’area metropolitana di Giuseppe Del Bello La scure dei tagli si abbatte ancora una volta sulla sanità. E stavolta a rischio finiscono centinaia di pazienti disagiati psichici e dei loro familiari. A far scattare l’allarme è il provvedimento deciso dalla Asl Napoli 1 con cui viene cancellata in un colpo solo la metà delle unità operative di salute mentale. Da 10…

Inviata al Presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti da Anna Maria De Angelis, Presidente A.RE.SA.M. Onlus e pubblicata sul sito dell’associazione. Gentile Presidente Zingaretti, chi le scrive è la madre di una persona che soffre di disturbo mentale. Qualche sera fa, Presidente, con alcune mamme sono andata a farmi la consueta pizza primaverile. Eravamo un gruppetto affiatato e tutte chiacchieravamo e confabulavamo davanti ad arrosticini misti, pizza rustica, prosciutto tagliato a mano e pizza fumante. Dopo qualche birretta, poche, l’età complessiva non ne permetteva…

La libertà è terapeutica! La campagna di comunicazione riguarda la lotta all’esclusione sociale dei soggetti con vulnerabilità sociale, psichica e fisica. La marginalità in cui si trovano a vivere è allarmante, soprattutto nel sud, dove mancano, oltre che strutture adeguate per permettere a un individuo di poter vivere appieno la propria esistenza in un contesto di normalità e di relazioni, anche momenti di apprendimento e formazione. I Centri di salute mentale sono in una condizione…

logo-conv-religioni-e-violenzadi Mimmo Castronuovo.

Cari amici del Forum, dopo l’ultimo episodio accaduto a Potenza (vedi) ho deciso di scrivere due note per sapere cosa ne pensate del silenzio generalizzato e inquietante relativo alle continue violenze che vengono perpetrate sulle persone ricoverate nelle cosiddette comunità di assistenza.

Dal mio punto di vista l’aspetto drammatico è quello che malgrado gli episodi si ripetano in continuazione, nessuno fino ad ora, che io sappia, ha alzato la voce sul livello di degrado culturale e umano a cui stiamo assistendo.

12670942_10153520132432252_4506955129409582542_nMettiamo per un attimo da parte l’urlo di Tardelli, il divin codino di Roby Baggio, il gol di Grosso all’ultimo respiro con la Germania, Cannavaro che stringe la coppa del mondo.

Oggi parliamo di Stefano e Ruben. Sono calciatori dell’ ASD Samarcanda (fondata nel 2013 traendo origine da “La Collina Football Club” nata nel 2011 per iniziativa di alcuni appassionati di calcio e della Cooperativa Sociale La Collina).
Non solo. Stefano e Ruben sono anche calciatori della nazionale.
Gli “azzurri” di cui parliamo ora non hanno macchine di lusso né stipendi miliardari, ma a tutti gli effetti non sono da meno di quelli delle figurine Panini: hanno, infatti, rappresentato l’intera nazione nei primi Campionati Mondiali di Calcio a 5 riservati a persone con disturbi mentali che si è svolto in Giappone (Osaka) dal 23 al 29 febbraio 2016.

di Roberto Bosio. Se facendo un passo indietro nel tempo ricordiamo che Caruso[1] nel 1977 osservava: “…il medico è un tranquillizzante sociale, perché attenua o elimina le tensioni sociali, …perché deve recuperare al ciclo produttivo la forza lavoro,… perché isola o integra ogni devianza impedendo che questa si trasformi in coscienza alternativa al sistema…”, e se consideriamo come nella “società attuale il controllo sociale, non più delegato alla sfera del sacro, è esercitato dalla comunità,…

Macelleria-messicanaGrottaferrata: bambini disabili picchiati e segregati. Vercelli, Borgo d’Ale, Sereni Orizzonti: calci, pugni e sevizie. Grottammare, la casa di Alice: Ragazzini autistici costretti… Savona… Decimomannu…

di Carlo Giacobini

È ovvio che sia accaduto e continui ad accadere.

E, se non si scalzano le cause, è altrettanto inevitabile che continui a riproporsi.

Decimomannu, Grottaferrata, Borgo D’Ale: sono solo gli ultimi casi in cui la disumanità scavalla l’eterea narrativa per assumere consistenza sotto le telecamere della Polizia di Stato e dell’ Arma dei Carabinieri. Spezzoni di filmato che hanno il merito di impedire allo sguardo e al pensiero di rifugiarsi in convinzioni più rasserenanti.

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di Francesca de Carolis

Non si ricorda mai abbastanza, quanto sia enorme il volume di sofferenza che la malattia mentale sempre porta con sé. Non si ricorda mai abbastanza, sopraffatti dall’ansia per noi sani e per una presunta nostra sicurezza che tanti orrori ha prodotto e ancora produce. Eppure, la storia dell’esperienza di Trieste e dintorni, ci ha dimostrato e ancora continua a dimostrarci che esistono strade, che queste strade è più facile trovarle quando al centro della ricerca è la coscienza dell’umanità e del  dolore dell’altro. Come ci racconta quello che accade in questi giorni a Mattia.

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“I migliori e i peggiori posti del mondo per essere malati di mente.

Abbandonare ed escludere i malati di mente peggiora la loro condizione.”

di Allen Frances

[Pubblicato il 28 Dicembre 2015 su www.psychologytoday.com:

https://www.psychologytoday.com/blog/saving-normal/201512/worlds-best-and-worst-places-be-mentally-ill]

Il primo passo per aiutare i malati di mente non è far loro del male.

Sfortunatamente l’approccio statunitense di esclusione e abbandono spesso peggiora le condizioni delle persone piuttosto che aiutarle a stare bene.

Le forme specifiche di maltrattamento sono variate drammaticamente negli ultimi 50 anni, ma nel tempo il loro impatto disumanizzante è rimasto costante.

Si usava rinchiudere la malattia severa negli ospedali pubblici, che erano sporchi, affollati, maleodoranti e deprimenti, dando al concetto originariamente buono di ‘manicomio’ il suo terribile significato attuale.