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Trieste e l’eredità di Basaglia 17 luglio 2021
di Federico Leoni da Doppio Zero, 13 luglio Il lungo addio Trieste è sottosopra. La notizia è che il nuovo direttore della psichiatria triestina è figura destinata a segnare una netta discontinuità rispetto alla storia del luogo. Storia prestigiosa, legata alla presenza di Franco Basaglia, alle battaglie che lo avevano visto protagonista negli anni sessanta e settanta. Legata alla chiusura dei manicomi da lui fortemente propugnata e realizzata, e alla creazione di un modello di gestione della salute mentale modernissimo. A quarant'anni di distanza, viene giudicato da vari osservatori internazionali tra i migliori al mondo. Storia prestigiosa ma a quanto pare in via di dismissione. È l’ultimo atto di un lungo addio. Il recente concorso per il rinnovo della direzione di uno dei servizi chiave della psichiatria triestina, a cui erano iscritti una decina di candidati, ha visto perdente, tra gli altri, uno psichiatra triestino cresciuto all'interno di quel modello e impegnato da trent’anni nella sua difesa e nel suo rinnovamento, Mario Colucci, una figura di clinico e di ricercatore di levatura indiscussa. E ha visto vincitore uno psichiatra, Pierfranco Trincas, legato a tutt'altro modello, quello oggi prevalente in ogni città italiana, europea, occidentale. Modello non basagliano ma farmacologico, probabilmente contenitivo, certamente riduzionistico. In altri termini: psicofarmaci a gogò; pazienti legati ai letti; riduzione di quella cosa complessa e sfuggente che chiamiamo follia, intreccio inestricabile di vicende singole e collettive, enigma pieno di senso anche se difficilmente districabile, a un puro e semplice guasto biochimico.
Risultati al termine della seconda Conferenza nazionale per una salute di comunità. 15 luglio 2021
di Nerina Dirindin tratto da "Per una salute mentale di comunità: possibili esiti della Conferenza (governativa) 2021 " Il primo risultato è racchiuso nell’impegno di ben tre ministri (della Salute, delle Politiche Sociali e della Giustizia) a lavorare attivamente e in modo collaborativo sulla salute mentale. Un impegno inedito, al quale dovranno far seguito provvedimenti concreti che si intravvedono già in alcuni specifici ambiti (dal documento per il superamento della contenzione nei luoghi di cura della salute mentale – in attesa di essere discusso e approvato in Conferenza Stato Regioni – alle iniziative in corso con il Ministero della Giustizia per la presa in carico delle persone con disturbi mentali autori di reato) ma che dovrà essere mantenuto nel tempo, favorendo una diffusa crescita culturale dell’intera società sulla salute mentale di comunità e assegnando ai servizi risorse adeguate alle vecchie e nuove esigenze della popolazione. Un secondo risultato è l’ampia condivisione sulla “salute mentale di comunità”, in coerenza con lo spirito innovatore che dopo la pandemia si sta proponendo a tutti i livelli della sanità pubblica e in armonia con quanto previsto dal Piano Nazionale per la Ripresa e Resilienza. La parola chiave, non nuova ma rinnovata nelle sue potenzialità, è comunità. Perché il disagio mentale nasce nei luoghi di vita e di lavoro delle persone, si cura nelle comunità in cui vivono le persone e grazie all’apporto delle comunità stesse. Questo il senso dello sviluppo che dovrà essere garantito ai servizi per l’assistenza territoriale, avendo ben chiaro il contesto sociale in cui si producono i disturbi mentali ed evitando la logica centrata solo sui posti letto (ospedalieri o residenziali) o sui farmaci.
Con Giuliano Scabia, Marco Cavallo incontra il Signor Mezzogiorno con Alfonso Gatto. 10 luglio 2021
PER LA RINASCITA. di Davide Speranza Un cavallo, di quelli che compaiono nelle storie epiche di Omero, solo che questo è azzurro e non vuole conquistare i troiani, ma cantare la libertà di essere uniti, non è pieno di guerrieri assetati di sangue ma di desideri e speranze. La spiaggia di Santa Teresa farà da culla, il mare da testimone, il pubblico cittadino da protagonista. È “La Rinascita, il Signor Mezzogiorno incontra Marco Cavallo”, lo spettacolo-performance organizzato per la Festa dei teatri di Salerno-Culture per la socialità, ospitato come evento speciale al Campania Teatro Festival diretto da Ruggero Cappuccio (questa domenica ore 17.30). La poesia di Alfonso Gatto si unisce idealmente alla scultura in cartapesta chiamata “Marco Cavallo” realizzata nel 1973 dagli ospiti dell’istituto manicomiale di Trieste allora diretto da Franco Basaglia. Il teatro, la forza dell’immaginazione spronano all’uguaglianza, alla parità umana, mondi altri.
Per la fine dell’eterno intrattenimento 1 luglio 2021
di Antonio Luchetti, psichiatra, Bolzano Il 28 ...
Eugenio Borgna su “Quale psichiatria?” e perchè è importante salvare la legge Basaglia 25 giugno 2021
Salute mentale, perché è importante salvare la legge Basaglia L'ultimo libro di Franco Rotelli ripercorre la rivoluzione che ha segnato la storia della psichiatria in Italia. Una riforma che va tutelata Come ormai di frequente mi accade, la Collana 180 - Archivio critico della Salute mentale di Edizioni Alphabeta Verlag (Merano) mi informa sulle uscite. Di recente ha pubblicato 'Quale psichiatria? Taccuino e lezioni', una raccolta di saggi di Franco Rotelli che coprono un arco di quasi quarant'anni. Un libro questo che ho letto senza conoscerne prima i saggi che lo compongono e che sono, sia quelli più lontani nel tempo, sia quelli più vicini, testi di una straordinaria attualità. Ripropongono negli accostamenti più complessi e rivoluzionari, uno splendido affresco di quella che è stata la psichiatria di Franco Basaglia, e che Franco Rotelli ha aggiornato senza fine con le testimonianze teoriche e con le realizzazioni pratiche di una psichiatria che ha continuato a vivere dei grandi ideali. I lavori raccolti in questo libro, denotano la capacità di scrittura di Franco Rotelli, le sue doti  teoriche e pratiche  che gli consentono di confrontarsi con temi che sono stati quelli di Basaglia, ma che egli ha continuato, rinnovandone le sorgenti culturali e calandole in un linguaggio e in contesti emozionali diversi da quelli di Basaglia, continuamente citato nel corso dei suoi lavori. La cultura di Rotelli si allarga, direi, ad autori, che non facevano parte spontanea e immediata del pensiero di Franco Basaglia. I testi raccolti ripropongono i grandi temi della psichiatria che ha cambiato il mondo, e che da Gorizia e da Trieste si è diffusa come testimonianza di una genialità, quella di Franco Basaglia, imprevedibile in un mondo, come quello della psichiatria italiana, che è sempre stato sbranato dalle concezioni biologiche più gelide.
La tragedia di Ardea non è conseguenza della legge Basaglia 23 giugno 2021
di Rosy Bindi, Ex ministra della Salute, presidente Commissione antimafia nella XVII legislatura Da lavialibera.libera.it, 15 giugno 2021 La tragedia di Ardea non è conseguenza della legge che ha permesso la chiusura dei manicomi. L'alternativa alla costrizione è la cura, il ragazzo che ha sparato invece è stato abbandonato La tragedia di Ardea avrà sicuramente molte spiegazioni, non è possibile affrontare la questione in modo semplicistico. Tuttavia il dibattito si è subito concentrato sullalegge Basaglia e sul modo in cui viene oggi trattata la malattia mentale. Su questo è bene essere chiari: la tragedia di Ardea non è responsabilità della legge voluta dallo psichiatra Franco Basaglia, ma di chi quella legge non l'ha applicata o, se l'ha applicata, l'ha fatto per un breve periodo.
La società a universi multipli 17 giugno 2021
Di Francesca De Carolis. - Una risposta al dramma contemporaneo, al nostro cupo e irresponsabile correre verso l’autodistruzione… l’ho trovato, con grande gioia, leggendo “La letteratura ci salverà dall’estinzione” un molto bel libro di Carla Benedetti, di quelli che aprono strade… spiegando che dove l’economia, il diritto e la politica continuano a fallire, forse la letteratura e la filosofia ci salveranno dall’estinzione… E non mi è sembrato un caso averlo letto proprio oggi che da Trieste leggo della “dissennata opera di distruzione”, da parte dell’amministrazione regionale, della rete di servizi pubblici, della guerra contro oltre mezzo secolo di cammino di quella realtà che, come annuncia Gianni Cuperlo, l’Organizzazione mondiale della sanità in un documento in uscita tra pochi giorni giudicherà assieme alla francese Lille e alla brasiliana Campinas un “sistema complessivo di eccellenza” nell’ambito dei servizi di salute mentale di comunità. Cosa c’entra la lettura di quel libro con quel che sta accadendo a Trieste? C’entra, c’entra…
Trieste, il concorso che tradisce Basaglia 15 giugno 2021
Centri di salute mentale. Una psichiatria violenta e arcaica si fa largo per favorire il mercato sanitario privato. di Maria Grazia Giannichedda. - Il manifesto, 11 giugno 2021 Il contestato concorso, che si è svolto nei giorni scorsi a Trieste, per la direzione di uno dei centri di salute mentale della città, ha messo in scena una convergenza su cui è necessario riflettere fra la destra leghista, oggi al governo nel Friuli-Venezia Giulia, e quei settori della psichiatria italiana da sempre alieni alla riforma e promotori, negli ultimi vent’anni in particolare, di servizi psichiatrici che la stravolgono. Questa psichiatria si era limitata finora alla difesa di trincee tradizionalmente sue (gran parte delle cliniche universitarie) e alla conquista silenziosa di territori privi di ogni politica di salute pubblica. Il concorso di Trieste sembra invece rappresentare una linea nuova, quella dello scontro dal forte valore simbolico con un modello di servizi, quello nato a Trieste e ormai diffuso in tutta la regione, che viene indicato, in una guida dell’Organizzazione mondiale della sanità appena uscita, come esempio di valenza mondiale di rete integrata di servizi di salute mentale per la comunità.
Il grosso fraintendimento 14 giugno 2021
Qualcuno vuole che Trieste collassi perché Trieste non è riuscita a mostrare con forza, fuori, in Italia, cosa realmente è. La gente ha un’immagine che ...
Gianni Cuperlo sul “caso Trieste” 11 giugno 2021
di Gianni Cuperlo - da "Domani" del 7 giugno 2021. "LA PAZZA IDEA DI CHI VUOLE CANCELLARE LA RIVOLUZIONE DI BASAGLIA" Quanto costa fare una riforma? Una di quelle destinate a incidere sul modo di vivere e pensare di milioni di persone? Costa molto, spesso anni di lotte, fatiche, errori, finché una congiuntura di storia, cronaca e cultura, quel traguardo rende possibile. Ma quanto costa disfare una riforma? Sì, insomma, tornare indietro, da dove si era partiti? C’è una piccola grande vicenda che questa retromarcia racconta, tristemente ma la racconta.
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