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	<title>forumsalutementale.it &#187; Da applaudire</title>
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		<title>Il caso Mastrogiovanni a teatro</title>
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		<pubDate>Sun, 27 Nov 2011 13:28:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Michela</dc:creator>
				<category><![CDATA[Da applaudire]]></category>

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		<description><![CDATA[“Quem Queritis? – Il caso Mastrogiovanni”
Il prossimo 7 dicembre alle ore 20.30 presso il teatro “La Provvidenza” di Vallo della Lucania, Giancarlo Guercio andrà in scena con il suo nuovo spettacolo, “Quem queritis? – il caso Mastrogiovanni”, uno spettacolo-denuncia che si ispira ad un fatto di cronaca realmente accaduto a Vallo della Lucania, in provincia ...<br /><a href="http://www.news-forumsalutementale.it/il-caso-mastrogiovanni-a-teatro/" class="leggi-ancora">leggi tutto &#187;</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.news-forumsalutementale.it/public/locandina-quem-queritis.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-7838" title="locandina-quem-queritis" src="http://www.news-forumsalutementale.it/public/locandina-quem-queritis-212x300.jpg" alt="locandina-quem-queritis" width="212" height="300" /></a>“Quem Queritis? – Il caso Mastrogiovanni”</p>
<p>Il prossimo 7 dicembre alle ore 20.30 presso il teatro “La Provvidenza” di Vallo della Lucania, Giancarlo Guercio andrà in scena con il suo nuovo spettacolo, “Quem queritis? – il caso Mastrogiovanni”, uno spettacolo-denuncia che si ispira ad un fatto di cronaca realmente accaduto a Vallo della Lucania, in provincia di Salerno dove, il 4 agosto del 2009, nel reparto di psichiatria del locale ospedale, a seguito di 83 ore di contenzione, l’insegnante elementare Franco Mastrogiovanni è morto per cause che la magistratura sta ancora chiarendo.</p>
<p>Le prove schiaccianti di una malasanità inaccettabile sono state immediatamente appurate grazie alle telecamere interne dell’ospedale che hanno ripreso l’intera scena del ricovero e hanno evidenziato l’incuria e l’inadeguato trattamento sanitario.</p>
<p>L’idea di lavorare verso una messinscena teatrale è nata per il desiderio di raccontare a più livelli e quindi anche con il linguaggio teatrale una storia difficile, un fatto che la società non deve accettare ma condannare, trattandosi di una vicenda sulla quale bisogna tenere alta l’attenzione pubblica, sensibilizzare quante più coscienze al fine di non ammettere il ripetersi di azioni così crudeli.</p>
<p>Il testo è stato scritto imbastendo gli eventi più significativi realmente successi al malcapitato Mastrogiovanni in un percorso di grande intensità emotiva, col supporto di riferimenti letterari ispirati a Pirandello, a Camus, a Majakovskij, a Prevert, con l’intento di creare un percorso poetico, di profondità letteraria, di emozione, capace di consegnarsi alla parte più sensibile dell’animo dello spettatore.</p>
<p>Ricco di musica e di canoni interpretativi diversi, col supporto di immagini e di trovate sceniche, di voce fuori campo, lo spettacolo, pur essendo un monologo, presenta una ricca modulazione capace di ridestare costantemente l’attenzione di chi assiste accompagnandolo in un iter di passione ed emozione.</p>
<p>Il titolo nasce come compendio ad una scelta di costruzione del testo: scandito come una via crucis, una voce esterna citerà alcune stazioni della Passione di Cristo, a significare che il protagonista è un cristo del nostro tempo, con la sua agonia, la sua passione e la sua crocifissione (l’esperienza della contenzione). Quem queritis?, chi cercate?, di chi chiedete? è la domanda che farà l’angelo alle donne davanti al sepolcro trovato vuoto ed è la domanda che il protagonista rivolgerà ad ogni spettatore in un momento scenico e testuale di grande intensità. Una scelta per marcare non un concetto religioso quanto un sentimento più alto, il significato del sacro e il suo aspetto nella quotidianità, in ognuno di noi. “La vita è sacra; e allora perché tutto questo?” si chiederà il protagonista? “E se del sacro c’era, in che cosa si è rivelato, come? Io ancora non l’ho riconosciuto!”.</p>
<p>Il testo diventa così una doverosa denuncia ed un monito affinchè le efferatezze che spesso macchiano di crudeltà l’agire umano, come in questo caso, non succedano più, affinchè si sappia condannare l’azione sbagliata, sia anche dello Stato e si sappia difendere la dignità di ogni essere.</p>
<p>Con questa finalità lo spettacolo ha trovato anche la collaborazione del comitato “Giustizia e Verità per Franco” che dall’agosto 2009 si spende per ricostruire i fatti avvenuti nell’ospedale di Vallo della Lucania nei giorni del ricovero di Franco Mastrogiovanni e di assicurare che giustizia sia fatta in merito alle responsabilità sull’accaduto.</p>
<p>“Un grande sforzo di scena che richiede una intensità, una totalità di coinvolgimento come non mi era mai capitato”, dichiara Giancarlo Guercio che in questi giorni sta perfezionando il personaggio e la messinscena. “Sono felice di aver trovato tanti validissimi collaboratori che hanno creduto in questo importante progetto e stanno dando il proprio apporto professionale per costruire lo spettacolo; c’è bisogno di emozioni e di riflessioni profonde, soprattutto in un momento in cui l’etica, i rapporti umani, la dignità della persona sembra abbiano perso portata. C’è bisogno di ritrovare un senso collettivo dell’agire e dell’andare e questo spettacolo ci avvicina un po’ tutti perché ci fa solidarizzare, ci fa stringere in un’emozione. Bisogna riflettere e se serve condannare, considerando sempre il profondo rispetto che si deve avere per la dignità di ogni essere, umano e non”.</p>
<p>L’addetto stampa</p>
<p>Vallo della Lucania</p>
<p>21 novembre 2011</p>
<p>ulteriori informazioni al 3394295750</p>
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		<title>La Terra è Blu &#8211; mercoledì 9 novembre 2011</title>
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		<pubDate>Wed, 09 Nov 2011 15:55:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Michela</dc:creator>
				<category><![CDATA[Da applaudire]]></category>
		<category><![CDATA[radio]]></category>

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		<description><![CDATA[Oggi a la Terra è Blu:

il dott. Fabio Lucchi del Centro psicosociale di Como presenta la Pekhachuka night in programma l&#8217;11 novembre,
Emanuele Olmetti della cooperativa sociale Asad di Perugia presenta il Premio per opere di narrativa e saggistica Storie di ordinario vicinato,
 Anna Poma responsabile del Festival dei Matti in corso a Venezia dal 16 al ...<br /><a href="http://www.news-forumsalutementale.it/la-terra-e-blu-mercoledi-9-novembre-2011/" class="leggi-ancora">leggi tutto &#187;</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.news-forumsalutementale.it/public/radio-180x18038.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-7776" title="radio-180x180" src="http://www.news-forumsalutementale.it/public/radio-180x18038.jpg" alt="radio-180x180" width="180" height="180" /></a>Oggi a la Terra è Blu:</p>
<ul>
<li>il dott. Fabio Lucchi del Centro psicosociale di Como presenta la Pekhachuka night in programma l&#8217;11 novembre,</li>
<li>Emanuele Olmetti della cooperativa sociale Asad di Perugia presenta il Premio per opere di narrativa e saggistica Storie di ordinario vicinato,</li>
<li> Anna Poma responsabile del Festival dei Matti in corso a Venezia dal 16 al 19 novembre,</li>
<li>Peppe Pagano fondatore della Nuova Cucina Organizzata a Casal di Principe sui territori confiscati alla mafia.</li>
</ul>
<p><a href="http://www.radiopopolare.it/fileadmin/notiziario/terra_09_11_2011.mp3">http://www.radiopopolare.it/fileadmin/notiziario/terra_09_11_2011.mp3</a></p>
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		<title>Il documentario: L&#8217;orizzonte del mare, un viaggio nelle buone e cattive prassi in psichiatria</title>
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		<pubDate>Wed, 12 Oct 2011 18:48:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Michela</dc:creator>
				<category><![CDATA[Da applaudire]]></category>
		<category><![CDATA[film]]></category>
		<category><![CDATA[porte aperte]]></category>

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		<description><![CDATA[Gentilissimi, sono lieta di invitarvi alla proiezione del documentario L&#8217;orizzonte del mare, un viaggio nelle buone e cattive prassi in psichiatria a cui l&#8217;associazione bergamasca LiberaMente, con Arci Bergamo, lavora da anni. Ci piacerebbe avervi tra il pubblico e avere un vostro riscontro. 
Una produzione Arci Bergamo e Associazione LiberaMente (Lovere)
venerdì 14 ottobre 2011, c/o Auditorium ...<br /><a href="http://www.news-forumsalutementale.it/il-documentario-lorizzonte-del-mare-un-viaggio-nelle-buone-e-cattive-prassi-in-psichiatria/" class="leggi-ancora">leggi tutto &#187;</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.news-forumsalutementale.it/public/copertina_aperta.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-7588" title="copertina_aperta" src="http://www.news-forumsalutementale.it/public/copertina_aperta-194x300.jpg" alt="copertina_aperta" width="194" height="300" /></a>Gentilissimi, sono lieta di invitarvi alla proiezione del documentario L&#8217;orizzonte del mare, un viaggio nelle buone e cattive prassi in psichiatria a cui l&#8217;associazione bergamasca LiberaMente, con Arci Bergamo, lavora da anni. Ci piacerebbe avervi tra il pubblico e avere un vostro riscontro. </p>
<p>Una produzione Arci Bergamo e Associazione LiberaMente (Lovere)</p>
<p>venerdì 14 ottobre 2011, c/o Auditorium LAB80, piazza Libertà &#8211; Bergamo</p>
<p>ore 21:00 &#8211; ingresso libero</p>
<p><em>Sulla scorta di alcune decisive esperienze del passato, Maurizio intraprende un viaggio nei territori della cura della sofferenza mentale. Durante il suo percorso incontra Massimo, un ragazzo della sua età che è passato attraverso le maggiori realtà di cura e contenimento della marginalità: istituto per minori, comunità per tossicodipendenti, carcere, ospedale psichiatrico giudiziario, comunità psichiatriche. Massimo si unisce a Maurizio nel viaggio, alla ricerca di modi e abitudini di cura del disagio e della sofferenza psichiche. Lungo il percorso saranno accompagnati dalle voci e dalle riflessioni di testimoni, operatori, esperti e studiosi, che li aiuteranno a comprendere se e come è possibile distinguere tra buone e cattive prassi in psichiatria.</em></p>
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		<title>27 gennaio, Giornata della memoria: Vite indegne di essere vissute</title>
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		<pubDate>Sun, 23 Jan 2011 16:33:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Michela</dc:creator>
				<category><![CDATA[Da applaudire]]></category>

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		<description><![CDATA[Mercoledì 26 gennaio ore 21.10, Marco Paolini in diretta su La7
AUSMERZEN vite indegne di essere vissute 
dal TeatroLaCucina, ex ospedale psichiatrico Paolo Pini di Milano
Alla vigilia del Giorno della Memoria, un racconto dedicato alle teorie dell&#8217;eugenetica applicate dai nazisti prima e durante la Seconda Guerra Mondiale, una narrazione pensata per approfondire il valore del ricordo, ...<br /><a href="http://www.news-forumsalutementale.it/giorno-della-memoria-vite-indegne-di-essere-vissute/" class="leggi-ancora">leggi tutto &#187;</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><a href="http://www.news-forumsalutementale.it/public/paolini1.JPG"><img class="alignleft size-large wp-image-6236" title="paolini" src="http://www.news-forumsalutementale.it/public/paolini1-499x319.jpg" alt="paolini" width="499" height="319" /></a>Mercoledì 26 gennaio ore 21.10, Marco Paolini in diretta su La7</strong></p>
<p><em>AUSMERZEN vite indegne di essere vissute </em></p>
<p>dal TeatroLaCucina, ex ospedale psichiatrico Paolo Pini di Milano</p>
<p>Alla vigilia del Giorno della Memoria, un racconto dedicato alle teorie dell&#8217;eugenetica applicate dai nazisti prima e durante la Seconda Guerra Mondiale, una narrazione pensata per approfondire il valore del ricordo, il dolore dell&#8217;esperienza, il senso della responsabilità storica e individuale, il concetto di diversità e di accoglienza.</p>
<p>Una serata dedicata alla terribile vicenda legata alle teorie dell&#8217;eugenetica che fra il 34 e il 45 ha portato il nazismo alla sterilizzazione prima e all&#8217;eliminazione poi dei disabili e dei malati di mente, con la sperimentazione di tecniche di eliminazione di massa poi applicate anche nella soluzione finale contro gli ebrei e gli altri impuri.<span id="more-6228"></span></p>
<p>Questo lavoro è frutto di due anni di ricerche, di incontri con testimoni e con specialisti. È una narrazione cruda, nitida, razionale. Io non sono l&#8217;officiante di un rito della memoria, ma ne sono un cronista. E faccio la cronaca di una storia di cui pochi sanno moltissimo e molti non sanno nulla, dunque cerco di non maltrattare né gli uni né gli altri. Anch&#8217;io ne sapevo pochissimo fino a qualche tempo fa.</p>
<p>Serve provare a raccontarla perché non penso sia solo archeologia storica, e neppure una storia solo tedesca. Pone domande difficili, che riguardano il presente, e forse è per questo essere difficili che non ce le poniamo volentieri.</p>
<p>Ho chiesto aiuto a Gad Lerner per far sì che queste domande emergano dopo il racconto, dalle impressioni e dalle osservazioni degli spettatori in sala, ma sono sicuro che saranno le stesse che si porranno in tanti da casa.</p>
<p>Una serata speciale introdotta da Gad Lerner, che al termine condurrà un approfondimento con gli ospiti in sala.</p>
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		<title>Sassari: &#8220;Prove di viaggio&#8221;</title>
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		<pubDate>Sun, 17 Oct 2010 20:05:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Michela</dc:creator>
				<category><![CDATA[Da applaudire]]></category>
		<category><![CDATA[teatro]]></category>

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		<description><![CDATA[“Quando ero piccolo sapevo dipingere come Raffaello, mi ci è voluta una vita intera per imparare a disegnare come un bambino”. (Pablo Picasso)
Mercoledì 3 novembre alle ore 20.00 alla Sala Estanco, in Piazza Università a Sassari, nel contesto della rassegna teatrale “Marosi di mutezza” a cura della Compagnia Meridiano Zero, il Laboratorio Teatrale Ge.Na. e ...<br /><a href="http://www.news-forumsalutementale.it/sassari-prove-di-viaggio/" class="leggi-ancora">leggi tutto &#187;</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>“Quando ero piccolo sapevo dipingere come Raffaello, mi ci è voluta una vita intera per imparare a disegnare come un bambino”. (Pablo Picasso)</p>
<p><strong>Mercoledì 3 novembre</strong> alle ore 20.00 alla Sala Estanco, in Piazza Università a Sassari, nel contesto della rassegna teatrale “Marosi di mutezza” a cura della Compagnia Meridiano Zero, il Laboratorio Teatrale Ge.Na. e la Compagnia Theatre en Vol presentano: “<strong><em>Prove di viaggio</em></strong>”</p>
<p>Spettacolo tratto dal laboratorio teatrale in corso presso l’Opera Gesù Nazareno e realizzato con un’utenza con disagio psichico anche grave. In un percorso di integrazione, quando si lavora con soggetti “deboli”, ai margini della società, nell’aiutarli a compiere un processo terapeutico e educativo, si giunge a un punto in cui si è costretti a riconoscere che l’integrazione è un processo bilaterale. Non ci si può integrare in una società che ci rifiuta, che non è disposta a cambiare per noi, o che non siamo ammessi a cambiare. L’integrazione è una scelta condivisa di apertura, e non un adeguamento a regole, oppure è solo la storia di un insuccesso annunciato, in cui il lavoro più duro è lasciato alla parte debole. Un supplizio di Tantalo.</p>
<p>Partendo da questa constatazione, nel percorso ormai pluriennale del laboratorio, alcuni operatori della Ge.Na. hanno deciso di alzare invece il tiro del loro lavoro, in due sensi. In primo luogo, scegliendo di lavorare in scena insieme agli ospiti della struttura; in secondo luogo, non rifiutando la ricerca di una qualità comunicativa universale che vada oltre l’uso del teatro come semplice esercizio psicomotorio. Per far fronte a questo secondo aspetto hanno deciso di collaborare con la Compagnia Theatre en Vol, da sempre attenta al sociale e abituata al lavoro in contesti limite. Non si tratta di una prassi particolarmente nuova, ma la speciale attenzione con cui viene attuata e i risultati cui sta portando hanno entusiasmato il gruppo, fino a pensare di proporne i risultati fuori dai contesti “protetti” in cui generalmente è confinato questo genere di lavori. L’occasione è giunta grazie alla disponibilità della Compagnia Meridiano Zero che ha accettato di ospitare lo spettacolo all’interno della quinta edizione della rassegna di teatro d’avanguardia “Marosi di mutezza”. Una scelta atipica e forse anche rischiosa, ma che testimonia della fiducia nei risultati di questa nuova strategia d’intervento e che potrà permettere non solo ai ragazzi del laboratorio, ma a tutta la struttura della Ge.Na. di uscire dalle sue mura e di aprirsi alla città, presentando le sue molteplici attività.</p>
<p>Lo spettacolo “Prove di viaggio” racconta la storia di una strana comitiva che inizia una navigazione senza meta, o verso l’isola dei sogni. I piccoli mondi che ognuno si porta dietro e dentro, nel viaggio, diventano l&#8217;occasione per scoprire la propria identità di individuo, che vuole essere riconosciuto come persona integrale, con un suo nome e una sua storia. Mettersi in viaggio è un&#8217;occasione per scoprirsi, sospendendo il corso ordinario delle cose e rinunciando per un po&#8217; alle barriere mentali che della vita ordinaria fanno parte. Nel viaggio si crea un tempo sospeso in cui si sperimentano forme di relazione inedite, si ridefiniscono i ruoli, si mette in discussione e si riafferma continuamente la propria soggettività, un po&#8217; come nel gioco, o proprio come nel teatro. La forma del teatro fisico si rivela poi la migliore per sviluppare le abilità diverse di ciascuno. Sono le forme di espressione contemporanea, indifferenti al virtuosismo tecnico e concentrate sulla purezza e l&#8217;intensità di espressione, le più adatte a trarre il meglio da questi contesti. L&#8217;isola dei sogni verrà raggiunta, e quelli che appariranno in scena sono sogni fantasiosi ma semplici, comuni ad altri “visionari”, portatori di uno sguardo diverso sulle cose, ma universale. Alcuni si è scelto di chiamarli folli, altri profeti, altri ancora artisti.</p>
<p>In un percorso in più modi legato alle arti visive, in sala saranno esposti anche i disegni di Stefano, uno dei ragazzi del laboratorio, che con l&#8217;intensità di un tratto semplicissimo ma vivo ha “fotografato” alcuni momenti dello spettacolo.</p>
<p>Data la ridotta capienza della sala è gradita la prenotazione chiamando il numero 079230291 o 3357105396 oppure inviando una email all&#8217;indirizzo <a href="mailto:info@theatrenvol.org">info@theatrenvol.org</a>.</p>
<p>Se verrà superato il numero massimo di posti lo spettacolo sarà replicato il giorno lunedì 8 novembre, sempre alle ore 20.00</p>
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		<title>Speciale Basaglia: 31 agosto 1980</title>
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		<pubDate>Sat, 11 Sep 2010 15:37:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Michela</dc:creator>
				<category><![CDATA[Da applaudire]]></category>
		<category><![CDATA[Basaglia]]></category>

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		<description><![CDATA[ &#8221;Una sfilata di gondole nere va verso l’isola di San Michele. Venezia sotto una bufera di vento e di pioggia, accompagna Franco Basaglia, l’uomo che ha voluto cancellare la vergogna dei manicomi, morto due giorni prima di tumore al cervello. Ironia della sorte o sorte dell’ironia? I centoventimila pazzi patentati e rinchiusi nei 94 ospedali ...<br /><a href="http://www.news-forumsalutementale.it/non-si-finisce-piu-di-imparare-da-una-psichiatria-come-e-stata-quella-di-basaglia/" class="leggi-ancora">leggi tutto &#187;</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p> &#8221;Una sfilata di gondole nere va verso l’isola di San Michele. Venezia sotto una bufera di vento e di pioggia, accompagna Franco Basaglia, l’uomo che ha voluto cancellare la vergogna dei manicomi, morto due giorni prima di tumore al cervello. Ironia della sorte o sorte dell’ironia? I centoventimila pazzi patentati e rinchiusi nei 94 ospedali della Repubblica Italiana salutano la loro breve stagione di libertà, smorzando i loro sorrisi negati rientrando nel buio dell’indifferenza e della sofferenza man mano che il corteo si dilegua nella pioggia e nel vento e si cancella nella laguna. <span id="more-4831"></span>Relitti del sociale. naufragheranno aggrappati alla improbabile zattera della legislazione e alle inadempienze di una riforma sanitaria che, relitto anch’essa, navigherà precariamente condotta da nocchieri di piccolo cabotaggio&#8221;<!--more--></p>
<p>Due anni fa, in occasione dei 30 anni della Legge 180, i matti dell’Accademia della Follia hanno fatto qualcosa di straordinario, coniugando in una emozionante performance teatrale, passione e rigore scientifico, emozioni e poesia.</p>
<p>Con la regia di Giuliano Scabia hanno messo in scena un atto unico di Gianni Fenzi, attore, regista, scrittore. “<a href="http://www.news-forumsalutementale.it/il-libro-la-luce-di-dentro-viva-franco-basaglia-da-marco-cavallo-allaccademia-della-follia/">La Luce di dentro”</a></p>
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		<title>Fabrizio Gifuni legge un contributo al convegno: De-generazione</title>
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		<pubDate>Wed, 23 Jun 2010 17:16:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Michela</dc:creator>
				<category><![CDATA[Da applaudire]]></category>
		<category><![CDATA[Impazzire si può]]></category>

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		<description><![CDATA[All&#8217;interno dell&#8217;Incontro &#8220;Impazzire si può&#8221;, Fabrizio Gifuni ha fatto una lettura del contributo inviatoci da Nicola Pasa (Ass. Mondo di Holden). Fantastico (e pertinente) pezzo di letteratura in una magistrale interpretazione: &#8221;De-generazione&#8221;:


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			<content:encoded><![CDATA[<p>All&#8217;interno dell&#8217;Incontro &#8220;Impazzire si può&#8221;, Fabrizio Gifuni ha fatto una lettura del contributo inviatoci da Nicola Pasa (Ass. Mondo di Holden). Fantastico (e pertinente) pezzo di letteratura in una magistrale interpretazione: &#8221;De-generazione&#8221;:<span id="more-4447"></span><br />
<object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="480" height="385" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/n413MZ7D9Uc&amp;hl=it_IT&amp;fs=1&amp;" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="480" height="385" src="http://www.youtube.com/v/n413MZ7D9Uc&amp;hl=it_IT&amp;fs=1&amp;" allowfullscreen="true" allowscriptaccess="always"></embed></object></p>
<p><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="480" height="385" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/kvJmmtAMxlU&amp;hl=it_IT&amp;fs=1&amp;" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="480" height="385" src="http://www.youtube.com/v/kvJmmtAMxlU&amp;hl=it_IT&amp;fs=1&amp;" allowfullscreen="true" allowscriptaccess="always"></embed></object></p>
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		<title>Copia conforme: l&#8217;insostenibile noia dell&#8217;essere occidentale</title>
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		<pubDate>Tue, 25 May 2010 20:24:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Michela</dc:creator>
				<category><![CDATA[Da applaudire]]></category>
		<category><![CDATA[film]]></category>

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		<description><![CDATA[Un film noioso ma probabilmente necessario. A mostrare la noia di una cultura, diventata ormai una natura, una seconda pelle, che si sente forte nell’indebolimento della capacità di relazionarsi con l’altro, gli altri. Se dire amare fa specie. Fino a ibernarsi in questa idea, curiosa davvero e non meno pericolosa, che si è fatta di ...<br /><a href="http://www.news-forumsalutementale.it/copia-conforme-linsostenibile-noia-dellessere-occidentale/" class="leggi-ancora">leggi tutto &#187;</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.news-forumsalutementale.it/public/Copia_conforme.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-4107" title="Copia_conforme" src="http://www.news-forumsalutementale.it/public/Copia_conforme-180x180.jpg" alt="Copia_conforme" width="180" height="180" /></a>Un film noioso ma probabilmente necessario. A mostrare la noia di una cultura, diventata ormai una natura, una seconda pelle, che si sente forte nell’indebolimento della capacità di relazionarsi con l’altro, gli altri. Se dire amare fa specie. Fino a ibernarsi in questa idea, curiosa davvero e non meno pericolosa, che si è fatta di sé &#8211; la sola forse ancora degna di un qualche straccio di sentimento o di pallidissima empatia. Come succede allo scrittore James Miller, il protagonista maschile di “Copia conforme”, l’ultimo film dell’iraniano Abbas Kiarostami, interpretato non troppo felicemente dal celebre baritono inglese William Shimell al suo debutto cinematografico.</p>
<p>James è un uomo interessante, a tratti fascinoso, ma freddo. Di una freddezza rappresa, algida, che niente più può mordere o sciogliere. Neppure una donna come Elle, impersonata da una Juliette Binoche cangiante e raffinatissima (nonché Palma d’oro per la migliore attrice a Cannes 2010), che avrebbe tutte le carte in regola per riuscirci. Né la soccorre lo scenario di una Toscana ripresa al meglio delle sue doti affabulatorie, dove la vicenda ha luogo, o meglio non luogo.</p>
<p>Molto banalmente, come sempre banale è il disamore &#8211; nonostante tutte le spiegazioni sofisticate che se ne possano dare -, lui non vuole. Né dice perché non vuole, e del resto non serve: basta guardarlo negli occhi, e nemmeno troppo intensamente, per capire che sono spenti. Che «lui è fatto così», la copia conforme del proprio Ego, se mai fosse esistito l’originale.</p>
<p>Lei invece vorrebbe. Disposta a tutto, nel disperato tentativo di convincerlo. Ma convertire l’inconvertibile è da disperati. Non c’è peggior sordo di colui che non vuole sentire, né peggior cieco di chi non vuole vedere. Emblematica è la scena del ristorante. Scena peraltro familiare a un’infinità di donne. E, a ogni buon conto, ad altrettanti uomini, in un mondo grazie al cielo tuttora sufficientemente popolato da quello strano fenomeno che dicesi “coppia”, con due p, più o meno difforme. Lei dunque va alla toilette per farsi bella. Rossetto, orecchini (addirittura due paia, per sicurezza e come si conviene) e solito armamentario femminile. Ritorna, si siede a tavola, e aspetta la reazione. Se lui si accorgerà. Difficile che non si accorga, appesi ai lobi delle orecchie ha due lampadari, e il rossetto non è esattamente in tinta pastello. Lui non soltanto non la guarda e se la guarda non la vede, ma prende a litigare con il vino che sa di tappo, con il cameriere che è un figlio di… e via via con il mondo universo, piantando una scenata talmente finta da sembrare vera. Una copia conforme, di nuovo.</p>
<p>Non per questo Elle si arrenderà. È una donna, e sa bene che quando una donna vuole un uomo se lo prende. Impara le regole del gioco e gioca; improvvisa, calcola, bara, dispensa, mendica, colpisce, si ritira, si nega, si dà. Inventa l’increato e lo modella a sua immagine e somiglianza. Il problema è che James non è interessato a giocare. Forse non lo è stato mai. Poco cambia, la sua noia è dispotica, e finirà per contaminare ogni cosa. Persino il pittoresco scorcio di cielo con tetti che vedremo nell’ultima inquadratura apparirà come uno sbadiglio, persino le melodiose campane che sentiremo suonare in dissolvenza suoneranno alla noia. E chi canterà vittoria, ancora una volta sarà la nostra occidentale «inferiorità sociologica», come ebbe a definirla J. Rodolfo Wilcock, evocando Jacques Bacot nel rammentarci che «Neanche le più civili persone della nostra società potranno mai raggiungere la delicatezza di comportamento di un mulattiere tibetano».</p>
<p>A meno che la noia e i film noiosi non esistano proprio per farci capire che può benissimo non finire così. Perlomeno in quel cinema d’autore dove gli sceneggiatori, i registi e gli attori siamo noi.</p>
<p>Korallina</p>
<p>Trieste, 25 maggio 2010</p>
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		<title>Il cinema degli AMORI FOLLI</title>
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		<pubDate>Wed, 05 May 2010 06:51:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Da applaudire]]></category>
		<category><![CDATA[film]]></category>

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		<description><![CDATA[Molto peggio è andata all’Orso d’oro “Gegen die Wand” (contro il muro) del turco-tedesco Fatih Akin che i traduttori italiani di titoli di film stranieri hanno trasformato in una folcloristica “Sposa turca”. Tuttavia resta un enigma perché l’ultimo film di Alain Resnais “Les herbes folles” (le erbe folli) con tanto di locandina che più esplicita ...<br /><a href="http://www.news-forumsalutementale.it/il-cinema-degli-amori-folli/" class="leggi-ancora">leggi tutto &#187;</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a rel="attachment wp-att-3664" href="http://www.news-forumsalutementale.it/il-cinema-degli-amori-folli/locandina_f/"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-3664" title="locandina_F" src="http://www.news-forumsalutementale.it/public/locandina_F-180x180.jpg" alt="locandina_F" width="180" height="180" /></a>Molto peggio è andata all’Orso d’oro “Gegen die Wand” (contro il muro) del turco-tedesco Fatih Akin che i traduttori italiani di titoli di film stranieri hanno trasformato in una folcloristica “Sposa turca”. Tuttavia resta un enigma perché l’ultimo film di Alain Resnais “Les herbes folles” (le erbe folli) con tanto di locandina che più esplicita di così… è entrato nelle nostre sale come “Gli amori folli”.</p>
<p>Non che gli amori non ci azzecchino: quella di Resnais, ispirata al racconto “L’incident” di Christian Gailly è una pellicola d’amore a tutti gli effetti. È che strappando dal titolo le erbe matte, si toglie potenza alla metafora che in due parole condensa tutto il succo di quest’opera, la 48.esima del grande regista francese che il 3 giugno prossimo compie 88 anni. Costruita sull’analogia tra le passioni del cuore estreme e le erbe matte, che come la neve in “Cuori” o le meduse in “Parole, parole, parole” ne sono il martellante refrain. Erbe che anche chi di giardinaggio non si intende sa quanto inutile sia ficcarsi in testa di estirpare. Pazze scocomerate che si divertono a spuntare dove e quando vogliono loro, ridendosela di barriere naturali e architettoniche, difese psicologiche e paletti sociali. Pronte a scavalcare ogni barricata e si salvi chi può. I candidati per l’infarto stavolta sono Marguerite, una Sabine Azéma da crampi di invidia, e Georges, un André Dussollier stagionato al punto giusto e che qualcuno ha paragonato a quel formaggio francese che più ammuffisce più lo si apprezza.</p>
<p>Lei, una dentista single senza età con un brevetto per aerei leggeri, un’amica con cui fare coppia fissa, centomila uomini e nessuno giusto. E un vecchio Spitfire della II Guerra Mondiale che chiama «il mio ragazzo»; se non trova niente di più emozionante, lo sposerà. Lui, un cinquantenne che pare un settantenne ben conservato con una moglie che sembra sua figlia, dei figli che sembrano suoi nipoti e un vecchio segreto che lo tormenta quando la nausea esistenziale non ne può più di lui. Per il resto passa il tempo a tosare il prato sotto casa e arrostire cotolette sul barbecue. Non si conoscono, non si sono mai visti e anzi, tutto fa credere che le probabilità che si incontrino sono una su un miliardo. Non il destino, che passando gran parte del suo tempo al cinema a vedere film di una noia mortale, un bel giorno decide di farla lui una commedia come si deve. Inscena così uno scippo ai danni del portafoglio di lei, facendolo trovare a lui, e la scintilla è innescata.</p>
<p>Da lì in poi tutto concorrerà ad annegare i personaggi in un’alone di sogno. Dalla fotografia giocata su oniriche luci al neon, a un’ipnotica voce fuori campo che avvertirà «Non ci si può mai stupire di cosa ti succede quando esci dal cinema», dalla trama che ancora una volta scombina le vite dei protagonisti in un aleatorio e surreale intreccio caro a Resnais, ai sottili dialoghi-monologhi spinti all’assurdo. Come la prima telefonata di Marguerite a Georges per ringraziarlo di aver reso il portafogli smarrito. «Lei mi delude», sbotta di punto in bianco lui, troncando la conversazione. Leggi: «Lei non risponde al film che mi sono girato in testa io». E avanti in un gioco a rimbalzello dell’io penso che tu pensi che io penso che tu… Resistervi sarà eroico, sia per i protagonisti sia per lo spettatore. Che una volta espulso dal sogno (e dal cinema) verrà catapultato dritto in qualchecosa che somiglia molto a un incubo. Cominciando per esempio a chiedersi quante volte ha sorpreso se stesso davanti allo specchio a fare le prove di una conversazione immaginaria con una o uno che appena conosce o che non conosce affatto, a distribuire le parti, recitare le battute, montare le scenografie, indossare i costumi di un copione che non esiste? Quante volte ha inseguito sullo schermo opaco della sua vita le proiezioni delle proiezioni delle proiezioni di una trama amorosa di cui non sa più né quando né dove né perché è iniziata, se è iniziata? E così via.</p>
<p>E se in un primo momento scoprirsi nudo potrà dargli sui nervi e si consolerà dicendo che dopotutto era solo un film, sebbene con la firma di un grande mago del cinema che si è bellamente preso gioco di lui, ripensandoci a freddo proverà un certo crescente sollievo. Finendo col ringraziare il vecchio stregone per avergli ricordato, e senza nemmeno scomodare quell’altro di un invasato del suo compatriota di nome Verlaine, che «il miglior modo per realizzare un sogno è svegliarsi».</p>
<p>Korallina</p>
<p>Trieste, 5 maggio 2010</p>
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		<title>&#8220;Famiglie da legare&#8221;</title>
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		<pubDate>Tue, 04 May 2010 17:58:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Da applaudire]]></category>
		<category><![CDATA[teatro]]></category>

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		<description><![CDATA[Vogliamo segnalarvi lo spettacolo “Famiglie da legare”, ultima produzione della nostra compagnia che ha debutatto al IX Festival Internazionale di Narrazione di Arzo 2008, Svizzera e vede in scena Silvia Nanni, menzione speciale nel 2004 come migliore attrice Premio ETI-Stregagatto.
Lo spettacolo nasce per dare voce e far conoscere le storie di famiglie che convivono con ...<br /><a href="http://www.news-forumsalutementale.it/famiglie-da-legare/" class="leggi-ancora">leggi tutto &#187;</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Vogliamo segnalarvi lo spettacolo “Famiglie da legare”, ultima produzione della nostra compagnia che ha debutatto al IX Festival Internazionale di Narrazione di Arzo 2008, Svizzera e vede in scena Silvia Nanni, menzione speciale nel 2004 come migliore attrice Premio ETI-Stregagatto.</p>
<p>Lo spettacolo nasce per dare voce e far conoscere le storie di famiglie che convivono con la realtà del disagio psichico. In particolare la prossima replica sarà a Mestre presso il Centro Culturale Candiani nell’ambito di Scena Mobile-Intrecci di Spettacolo.</p>
<p><a rel="attachment wp-att-3684" href="http://www.news-forumsalutementale.it/famiglie-da-legare/estratto_da_candiani_magazine_-_n-_5_maggio_2010/">Estratto_da_Candiani_Magazine_-_n._5_maggio_2010</a></p>
<p>Sul sito www.ondaerre.it è possibile visionare un demo di 3 minuti e ascoltare l’intervista rilasciata a RADIO24 il 3 ottobre 2009.
<div class="wam_wrap">
<h4 class="wam">Allegati</h4>
<ul class="wam_ul">
<li><a href='http://www.news-forumsalutementale.it/public/Estratto_da_Candiani_Magazine_-_n._5_maggio_2010.pdf' class="wam_icon_link" style='padding-left:20px; line-height:16px; background-image:url("http://www.news-forumsalutementale.it/wp-content/plugins/attachment-manager/icons/page_white_acrobat.png");'>Estratto_da_Candiani_Magazine_-_n._5_maggio_2010</a>
</p>
</li>
</ul>
</div>
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