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	<title>forumsalutementale.it &#187; Da applaudire</title>
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		<title>“Galuth” all’ Ex OP Roncati</title>
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		<pubDate>Sun, 04 Jul 2010 13:28:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Michela</dc:creator>
				<category><![CDATA[Agenda]]></category>
		<category><![CDATA[Da applaudire]]></category>
		<category><![CDATA[teatro]]></category>

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		<description><![CDATA[Pensare autonomamente all’ Ex OP Roncati e una serata di spettacolo: “Galuth”
Arte e Solidarietà “Principe Myskin”propone, nell’ambito del programma estivo del Comune, uno spettacolo teatrale originale dal titolo “Galuth” con musiche dell’Est europeo eseguite dal vivo dal Quartetto Klez,martedì 20 luglio alle ore 21 presso il Cortile dell’ Ex Op Roncati, Viale Pepoli,5 a Bologna ...<br /><a href="http://www.news-forumsalutementale.it/%e2%80%9cgaluth%e2%80%9d-all%e2%80%99-ex-op-roncati/" class="leggi-ancora">leggi tutto &#187;</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Pensare autonomamente all’ Ex OP Roncati e una serata di spettacolo: “Galuth”</p>
<p>Arte e Solidarietà “Principe Myskin”propone, nell’ambito del programma estivo del Comune, uno spettacolo teatrale originale dal titolo “Galuth” con musiche dell’Est europeo eseguite dal vivo dal Quartetto Klez,<strong>martedì 20 luglio</strong> alle ore 21 presso il Cortile dell’ Ex Op Roncati, Viale Pepoli,5 a Bologna ingresso libero. “Galuth” è un dramma che ripropone con forza il teatro come smascheramento e luogo della nudità. E’il dramma della condizione umana privata di Gan Eden,della conoscenza che è sempre ineludibilmente frammentaria e frammentante ed è nel suo cuore un dramma teologico che tratta del bereshit, quello della libertà che è divina in Adam come per il suo Creatore,per cui si relazionano in modo sofferto alla pari. Si intrecciano e si richiamano infatti la storia del singolo in esilio da se stesso e quella di Adam.Una teoresi in scena sul peccato originale, sull’Assoluto come Kadosh, sulla psicopatologia,sulle fortezze della falsa coscienza della normopatia che non sono altro che la medesima psicopatologia ammantata di accreditamento sociale.Tutto è esplosivo,tutto implode. Sempre presente Cristo a contestare radicalmente,ma senza coercire,la frammentazione vivente, che è la creatura per atto di libertà così come il suo sapere che è solo una prigione, un idolo catatonico. Cristo come libertà,come vero uomo,l’israelita Torah vivente che è Trinità unico Dio,che è la Resurrezione e la Vita.La creatura vittima della sua stessa libertà, nel mondo anche innocentemente solo per difendersi,creatura come libertà così come il Creatore lo è e come Kadosh,la ragione come frammentazione vivente che conduce all’autofagia della libertà. Cristo che come follia per i filosofi è Redentore. Irrompe il Diavolo cattegor che come una buffa figura annuncia che si è prigionieri della libertà senza scampo. Appaiono altre figure insieme commuoventi e spaventose. E’ proposto il teatro come luogo della nudità,dove si può essere autenticamente e liberamente se stessi,come radicale ribellione a ogni falso pudore,a ogni pio inganno,perché essi non saranno mai tali,a tutti i deliri strutturati che pretendono di essere ordine costituito. In questo dramma non ci sono maschere, la nudità è originariamente,quella dell’uomo come quella di Dio,tutto viene messo a nudo e non importa se può essere terribile o bello,perché la vera teoresi non vuole veli anche se il prezzo da pagare fosse l’accecamento. Le parole chiave di questo dramma sono:chaim tovim,chaim mizwoth,il paradosso della libertà di Grazia come originario della creatura simile a Dio. Si vede all’opera l’inganno del frammentatore che dice la totale verità sul desiderio buono dell’uomo e la totale menzogna su chi è il Dio Vivente, che assunto in pieno come nostra identità fa sì non si capisca nulla di una creazione di libertà,si vede tutto apocalitticamente e il nuovo è l’originario.Non si possono separare i sani dai malati, la malattia è cosmica,è il solo speculum, la realtà del mondo. E sperare contro ogni speranza,perché tutto in questo lavoro è le chaim e sembrerà di sognare come ai liberati dall’esilio,perché vince la nudità di quel paradosso originario:libertà di Grazia come chaim per la creatura come per Kadosh baruch hu,che è la bellezza come lachashov be’atzmo</p>
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		<title>Fabrizio Gifuni legge un contributo al convegno: De-generazione</title>
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		<pubDate>Wed, 23 Jun 2010 17:16:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Michela</dc:creator>
				<category><![CDATA[Da applaudire]]></category>
		<category><![CDATA[Impazzire si può]]></category>

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		<description><![CDATA[All&#8217;interno dell&#8217;Incontro &#8220;Impazzire si può&#8221;, Fabrizio Gifuni ha fatto una lettura del contributo inviatoci da Nicola Pasa (Ass. Mondo di Holden). Fantastico (e pertinente) pezzo di letteratura in una magistrale interpretazione: &#8221;De-generazione&#8221;:


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			<content:encoded><![CDATA[<p>All&#8217;interno dell&#8217;Incontro &#8220;Impazzire si può&#8221;, Fabrizio Gifuni ha fatto una lettura del contributo inviatoci da Nicola Pasa (Ass. Mondo di Holden). Fantastico (e pertinente) pezzo di letteratura in una magistrale interpretazione: &#8221;De-generazione&#8221;:<span id="more-4447"></span><br />
<object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="480" height="385" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/n413MZ7D9Uc&amp;hl=it_IT&amp;fs=1&amp;" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="480" height="385" src="http://www.youtube.com/v/n413MZ7D9Uc&amp;hl=it_IT&amp;fs=1&amp;" allowfullscreen="true" allowscriptaccess="always"></embed></object></p>
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		<title>Copia conforme: l&#8217;insostenibile noia dell&#8217;essere occidentale</title>
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		<pubDate>Tue, 25 May 2010 20:24:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Michela</dc:creator>
				<category><![CDATA[Da applaudire]]></category>
		<category><![CDATA[film]]></category>

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		<description><![CDATA[Un film noioso ma probabilmente necessario. A mostrare la noia di una cultura, diventata ormai una natura, una seconda pelle, che si sente forte nell’indebolimento della capacità di relazionarsi con l’altro, gli altri. Se dire amare fa specie. Fino a ibernarsi in questa idea, curiosa davvero e non meno pericolosa, che si è fatta di ...<br /><a href="http://www.news-forumsalutementale.it/copia-conforme-linsostenibile-noia-dellessere-occidentale/" class="leggi-ancora">leggi tutto &#187;</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.news-forumsalutementale.it/public/Copia_conforme.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-4107" title="Copia_conforme" src="http://www.news-forumsalutementale.it/public/Copia_conforme-180x180.jpg" alt="Copia_conforme" width="180" height="180" /></a>Un film noioso ma probabilmente necessario. A mostrare la noia di una cultura, diventata ormai una natura, una seconda pelle, che si sente forte nell’indebolimento della capacità di relazionarsi con l’altro, gli altri. Se dire amare fa specie. Fino a ibernarsi in questa idea, curiosa davvero e non meno pericolosa, che si è fatta di sé &#8211; la sola forse ancora degna di un qualche straccio di sentimento o di pallidissima empatia. Come succede allo scrittore James Miller, il protagonista maschile di “Copia conforme”, l’ultimo film dell’iraniano Abbas Kiarostami, interpretato non troppo felicemente dal celebre baritono inglese William Shimell al suo debutto cinematografico.</p>
<p>James è un uomo interessante, a tratti fascinoso, ma freddo. Di una freddezza rappresa, algida, che niente più può mordere o sciogliere. Neppure una donna come Elle, impersonata da una Juliette Binoche cangiante e raffinatissima (nonché Palma d’oro per la migliore attrice a Cannes 2010), che avrebbe tutte le carte in regola per riuscirci. Né la soccorre lo scenario di una Toscana ripresa al meglio delle sue doti affabulatorie, dove la vicenda ha luogo, o meglio non luogo.</p>
<p>Molto banalmente, come sempre banale è il disamore &#8211; nonostante tutte le spiegazioni sofisticate che se ne possano dare -, lui non vuole. Né dice perché non vuole, e del resto non serve: basta guardarlo negli occhi, e nemmeno troppo intensamente, per capire che sono spenti. Che «lui è fatto così», la copia conforme del proprio Ego, se mai fosse esistito l’originale.</p>
<p>Lei invece vorrebbe. Disposta a tutto, nel disperato tentativo di convincerlo. Ma convertire l’inconvertibile è da disperati. Non c’è peggior sordo di colui che non vuole sentire, né peggior cieco di chi non vuole vedere. Emblematica è la scena del ristorante. Scena peraltro familiare a un’infinità di donne. E, a ogni buon conto, ad altrettanti uomini, in un mondo grazie al cielo tuttora sufficientemente popolato da quello strano fenomeno che dicesi “coppia”, con due p, più o meno difforme. Lei dunque va alla toilette per farsi bella. Rossetto, orecchini (addirittura due paia, per sicurezza e come si conviene) e solito armamentario femminile. Ritorna, si siede a tavola, e aspetta la reazione. Se lui si accorgerà. Difficile che non si accorga, appesi ai lobi delle orecchie ha due lampadari, e il rossetto non è esattamente in tinta pastello. Lui non soltanto non la guarda e se la guarda non la vede, ma prende a litigare con il vino che sa di tappo, con il cameriere che è un figlio di… e via via con il mondo universo, piantando una scenata talmente finta da sembrare vera. Una copia conforme, di nuovo.</p>
<p>Non per questo Elle si arrenderà. È una donna, e sa bene che quando una donna vuole un uomo se lo prende. Impara le regole del gioco e gioca; improvvisa, calcola, bara, dispensa, mendica, colpisce, si ritira, si nega, si dà. Inventa l’increato e lo modella a sua immagine e somiglianza. Il problema è che James non è interessato a giocare. Forse non lo è stato mai. Poco cambia, la sua noia è dispotica, e finirà per contaminare ogni cosa. Persino il pittoresco scorcio di cielo con tetti che vedremo nell’ultima inquadratura apparirà come uno sbadiglio, persino le melodiose campane che sentiremo suonare in dissolvenza suoneranno alla noia. E chi canterà vittoria, ancora una volta sarà la nostra occidentale «inferiorità sociologica», come ebbe a definirla J. Rodolfo Wilcock, evocando Jacques Bacot nel rammentarci che «Neanche le più civili persone della nostra società potranno mai raggiungere la delicatezza di comportamento di un mulattiere tibetano».</p>
<p>A meno che la noia e i film noiosi non esistano proprio per farci capire che può benissimo non finire così. Perlomeno in quel cinema d’autore dove gli sceneggiatori, i registi e gli attori siamo noi.</p>
<p>Korallina</p>
<p>Trieste, 25 maggio 2010</p>
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		<title>Il cinema degli AMORI FOLLI</title>
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		<pubDate>Wed, 05 May 2010 06:51:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<category><![CDATA[film]]></category>

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		<description><![CDATA[Molto peggio è andata all’Orso d’oro “Gegen die Wand” (contro il muro) del turco-tedesco Fatih Akin che i traduttori italiani di titoli di film stranieri hanno trasformato in una folcloristica “Sposa turca”. Tuttavia resta un enigma perché l’ultimo film di Alain Resnais “Les herbes folles” (le erbe folli) con tanto di locandina che più esplicita ...<br /><a href="http://www.news-forumsalutementale.it/il-cinema-degli-amori-folli/" class="leggi-ancora">leggi tutto &#187;</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a rel="attachment wp-att-3664" href="http://www.news-forumsalutementale.it/il-cinema-degli-amori-folli/locandina_f/"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-3664" title="locandina_F" src="http://www.news-forumsalutementale.it/public/locandina_F-180x180.jpg" alt="locandina_F" width="180" height="180" /></a>Molto peggio è andata all’Orso d’oro “Gegen die Wand” (contro il muro) del turco-tedesco Fatih Akin che i traduttori italiani di titoli di film stranieri hanno trasformato in una folcloristica “Sposa turca”. Tuttavia resta un enigma perché l’ultimo film di Alain Resnais “Les herbes folles” (le erbe folli) con tanto di locandina che più esplicita di così… è entrato nelle nostre sale come “Gli amori folli”.</p>
<p>Non che gli amori non ci azzecchino: quella di Resnais, ispirata al racconto “L’incident” di Christian Gailly è una pellicola d’amore a tutti gli effetti. È che strappando dal titolo le erbe matte, si toglie potenza alla metafora che in due parole condensa tutto il succo di quest’opera, la 48.esima del grande regista francese che il 3 giugno prossimo compie 88 anni. Costruita sull’analogia tra le passioni del cuore estreme e le erbe matte, che come la neve in “Cuori” o le meduse in “Parole, parole, parole” ne sono il martellante refrain. Erbe che anche chi di giardinaggio non si intende sa quanto inutile sia ficcarsi in testa di estirpare. Pazze scocomerate che si divertono a spuntare dove e quando vogliono loro, ridendosela di barriere naturali e architettoniche, difese psicologiche e paletti sociali. Pronte a scavalcare ogni barricata e si salvi chi può. I candidati per l’infarto stavolta sono Marguerite, una Sabine Azéma da crampi di invidia, e Georges, un André Dussollier stagionato al punto giusto e che qualcuno ha paragonato a quel formaggio francese che più ammuffisce più lo si apprezza.</p>
<p>Lei, una dentista single senza età con un brevetto per aerei leggeri, un’amica con cui fare coppia fissa, centomila uomini e nessuno giusto. E un vecchio Spitfire della II Guerra Mondiale che chiama «il mio ragazzo»; se non trova niente di più emozionante, lo sposerà. Lui, un cinquantenne che pare un settantenne ben conservato con una moglie che sembra sua figlia, dei figli che sembrano suoi nipoti e un vecchio segreto che lo tormenta quando la nausea esistenziale non ne può più di lui. Per il resto passa il tempo a tosare il prato sotto casa e arrostire cotolette sul barbecue. Non si conoscono, non si sono mai visti e anzi, tutto fa credere che le probabilità che si incontrino sono una su un miliardo. Non il destino, che passando gran parte del suo tempo al cinema a vedere film di una noia mortale, un bel giorno decide di farla lui una commedia come si deve. Inscena così uno scippo ai danni del portafoglio di lei, facendolo trovare a lui, e la scintilla è innescata.</p>
<p>Da lì in poi tutto concorrerà ad annegare i personaggi in un’alone di sogno. Dalla fotografia giocata su oniriche luci al neon, a un’ipnotica voce fuori campo che avvertirà «Non ci si può mai stupire di cosa ti succede quando esci dal cinema», dalla trama che ancora una volta scombina le vite dei protagonisti in un aleatorio e surreale intreccio caro a Resnais, ai sottili dialoghi-monologhi spinti all’assurdo. Come la prima telefonata di Marguerite a Georges per ringraziarlo di aver reso il portafogli smarrito. «Lei mi delude», sbotta di punto in bianco lui, troncando la conversazione. Leggi: «Lei non risponde al film che mi sono girato in testa io». E avanti in un gioco a rimbalzello dell’io penso che tu pensi che io penso che tu… Resistervi sarà eroico, sia per i protagonisti sia per lo spettatore. Che una volta espulso dal sogno (e dal cinema) verrà catapultato dritto in qualchecosa che somiglia molto a un incubo. Cominciando per esempio a chiedersi quante volte ha sorpreso se stesso davanti allo specchio a fare le prove di una conversazione immaginaria con una o uno che appena conosce o che non conosce affatto, a distribuire le parti, recitare le battute, montare le scenografie, indossare i costumi di un copione che non esiste? Quante volte ha inseguito sullo schermo opaco della sua vita le proiezioni delle proiezioni delle proiezioni di una trama amorosa di cui non sa più né quando né dove né perché è iniziata, se è iniziata? E così via.</p>
<p>E se in un primo momento scoprirsi nudo potrà dargli sui nervi e si consolerà dicendo che dopotutto era solo un film, sebbene con la firma di un grande mago del cinema che si è bellamente preso gioco di lui, ripensandoci a freddo proverà un certo crescente sollievo. Finendo col ringraziare il vecchio stregone per avergli ricordato, e senza nemmeno scomodare quell’altro di un invasato del suo compatriota di nome Verlaine, che «il miglior modo per realizzare un sogno è svegliarsi».</p>
<p>Korallina</p>
<p>Trieste, 5 maggio 2010</p>
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		<title>&#8220;Famiglie da legare&#8221;</title>
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		<pubDate>Tue, 04 May 2010 17:58:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<category><![CDATA[teatro]]></category>

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		<description><![CDATA[Vogliamo segnalarvi lo spettacolo “Famiglie da legare”, ultima produzione della nostra compagnia che ha debutatto al IX Festival Internazionale di Narrazione di Arzo 2008, Svizzera e vede in scena Silvia Nanni, menzione speciale nel 2004 come migliore attrice Premio ETI-Stregagatto.
Lo spettacolo nasce per dare voce e far conoscere le storie di famiglie che convivono con ...<br /><a href="http://www.news-forumsalutementale.it/famiglie-da-legare/" class="leggi-ancora">leggi tutto &#187;</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Vogliamo segnalarvi lo spettacolo “Famiglie da legare”, ultima produzione della nostra compagnia che ha debutatto al IX Festival Internazionale di Narrazione di Arzo 2008, Svizzera e vede in scena Silvia Nanni, menzione speciale nel 2004 come migliore attrice Premio ETI-Stregagatto.</p>
<p>Lo spettacolo nasce per dare voce e far conoscere le storie di famiglie che convivono con la realtà del disagio psichico. In particolare la prossima replica sarà a Mestre presso il Centro Culturale Candiani nell’ambito di Scena Mobile-Intrecci di Spettacolo.</p>
<p><a rel="attachment wp-att-3684" href="http://www.news-forumsalutementale.it/famiglie-da-legare/estratto_da_candiani_magazine_-_n-_5_maggio_2010/">Estratto_da_Candiani_Magazine_-_n._5_maggio_2010</a></p>
<p>Sul sito www.ondaerre.it è possibile visionare un demo di 3 minuti e ascoltare l’intervista rilasciata a RADIO24 il 3 ottobre 2009.
<div class="wam_wrap">
<h4 class="wam">Allegati</h4>
<ul class="wam_ul">
<li><a href='http://www.news-forumsalutementale.it/public/Estratto_da_Candiani_Magazine_-_n._5_maggio_2010.pdf' class="wam_icon_link" style='padding-left:20px; line-height:16px; background-image:url("http://www.news-forumsalutementale.it/wp-content/plugins/attachment-manager/icons/page_white_acrobat.png");'>Estratto_da_Candiani_Magazine_-_n._5_maggio_2010</a>
</p>
</li>
</ul>
</div>
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		</item>
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		<title>Un silenzio straordinario in scena a Merano</title>
		<link>http://www.news-forumsalutementale.it/un-silenzio-straordinario-in-scena-a-merano/</link>
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		<pubDate>Mon, 03 May 2010 17:16:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Michela</dc:creator>
				<category><![CDATA[Da applaudire]]></category>
		<category><![CDATA[teatro]]></category>

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		<description><![CDATA[CRATere, piccola rassegna di arte, umanità e teatro contemporaneo, presenta
La Compagnia della Fortezza in Un silenzio straordinario
Merano, Teatro Puccini, 15 maggio 2010 ore 20 e 30
Carte Blanche Centro Nazionale Teatro &#8211; Carcere Volterra &#8211; Festival VolterraTeatro, Liberamente ispirato al teatro di Samuel Beckett

Drammaturgia e regia di Armando Punzo,
con Placido Calogero
Musiche: Andrea Salvadori
Scene: Alessandro Marzetti
Costumi: Emanuela Dall’Aglio
Collaborazione ...<br /><a href="http://www.news-forumsalutementale.it/un-silenzio-straordinario-in-scena-a-merano/" class="leggi-ancora">leggi tutto &#187;</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.news-forumsalutementale.it/public/Nuova-immagine.JPG"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-3810" title="Nuova immagine" src="http://www.news-forumsalutementale.it/public/Nuova-immagine-180x180.jpg" alt="Nuova immagine" width="180" height="180" /></a>CRATere, piccola rassegna di arte, umanità e teatro contemporaneo, presenta</p>
<p>La Compagnia della Fortezza in <strong><em>Un silenzio straordinario</em></strong></p>
<p>Merano, Teatro Puccini, <strong>15 maggio</strong> 2010 ore 20 e 30</p>
<p>Carte Blanche Centro Nazionale Teatro &#8211; Carcere Volterra &#8211; Festival VolterraTeatro, Liberamente ispirato al teatro di Samuel Beckett</p>
<ul>
<li>Drammaturgia e regia di Armando Punzo,</li>
<li>con Placido Calogero</li>
<li>Musiche: Andrea Salvadori</li>
<li>Scene: Alessandro Marzetti</li>
<li>Costumi: Emanuela Dall’Aglio</li>
<li>Collaborazione artistica: Pascale Piscina, Stefano Cenci, Laura Cleri, Manuela Capece, Giacomo Trinci</li>
<li>Collaborazione alla drammaturgia: Maurizio Braucci</li>
<li>Assistente ai costumi : Silvia Bertoni</li>
<li>Organizzazione generale : Cantiere Sanbernardo, C. De Felice</li>
<li>Coordinamento: Lavinia Baroni, Domenico Netti</li>
<li>Amministrazione: Isabella Brogi</li>
<li>Direzione Tecnica: Carlo Gattai, Fabio Giommarelli</li>
<li>Disegno Luci: Andrea Berselli Suono: Marco Ribecai</li>
</ul>
<p>La Compagnia della Fortezza per la prima volta in Alto Adige sabato sera a Merano</p>
<p>L’esperienza della Compagnia della Fortezza inizia ventidue anni fa nel Carcere di Volterra da un’idea di Armando Punzo. Da allora, l’attività teatrale nelle carceri si è notevolmente evoluta in Italia, grazie a un impegno sempre più generalizzato del mondo del teatro nei luoghi del disagio. In questo ambito, la Compagnia della Fortezza rappresenta ancora oggi un vero e proprio modello per i risultati ottenuti sia nel campo dell’intervento sui detenuti sia per l’alto livello raggiunto sulla scena. Non a torto, infatti, essa può essere definita una delle più note compagnie teatrali europee formate da detenuti ed ex-detenuti. Un esempio eccellente di cultura socialmente responsabile, con elevati ritorni in termini di valore artistico e inclusione sociale. L’attività della Compagnia della Fortezza ha origine come laboratorio teatrale annuale di recitazione, per estendersi ben presto ad altre discipline proprie della dimensione teatrale. La ricerca condotta da Punzo, ancora oggi direttore artistico e regista del gruppo, nasceva dall’idea che il carcere potesse diventare un luogo dove reinventare il teatro e restituirgli una sua necessità. Scrive Punzo: “L’obiettivo è trasformare un luogo […] con il teatro credo che si debba distruggere anche l’idea stessa del carcere, lo stereotipo che generalmente alberga nella mente dello spettatore, dell’opinione pubblica ma anche in quella di chi lo vive direttamente”. Ogni rappresentazione è un’opportunità per spingere la comunità a riflettere sulle prigioni quotidiane in cui tutti vivono, poiché dentro il carcere è possibile vedere spaccati della realtà esterna con le sue illusioni e contraddizioni. Nel tempo, questo luogo inaccessibile e sconosciuto, vissuto spesso come una presenza negativa, è divenuto così uno spazio di produzione teatrale e culturale: “una marginalità poteva e doveva diventare un centro”. Il Carcere di Volterra si è trasformato “da Istituto di Pena a Istituto di Cultura”.</p>
<p>Giovedì 13 maggio (ricorrenza della legge Basaglia del 13 maggio 1978) a Bolzano, Castel Roncolo, in apertura al festival CRATere, occasione di vedere la produzione “La Torre” nata dall’esperienza meranese del Teatro Casa Basaglia, già in scena quest’anno nella stagione del Teatro Metastasio di Prato.</p>
<p>CRATere, piccola rassegna di arte, umanità e teatro contemporaneo  </p>
<p>presenta  </p>
<p>Teatro Casa Basaglia in “La Torre (stagioni)”</p>
<p>Bolzano, Castel Roncolo, giovedì 13 maggio, ore 18</p>
<p>Teatro PraTIKo associazione culturale &#8211; C.R.A.T.</p>
<p>Casa Basaglia</p>
<p>Spettacolo in quadri ispirato alle cosiddette poesie dalla torre di Hölderlin</p>
<p>Drammaturgia e regia di Nazario Zambaldi</p>
<p>in collaborazione con</p>
<p>Kira Cacco, Eva Maria Gstrein, Giovanna Lo Conte, Alessio Kogoj, Jutta Niederstätter, Josu Lezameta</p>
<p>con Gianpietro Amadio, Stefano Bernardi, Marco Fasan, Franky Hölzner, Marlis Kuprian, Günther Kury,</p>
<p>Liliane Lamprecht, Luciano e Giuseppe Loiacono, Oswald Pertramer, Felix Wallnöfer</p>
<p>e la partecipazione di Roberto Corradini, Camilla da Vico, Elvio Rocchi, Wolfgang Mahlknecht</p>
<p>Spettacolo in quadri a partire dalle cosiddette “poesie dalla torre” del poeta romantico Hölderlin. Le scene, presentate presso la Casa Basaglia di Sinigo in occasione dei trent’anni della legge 180, legge Basaglia, il 13 maggio 2008, vengono ambientate all’interno del castello principesco di Merano in occasione di Asfaltart, festival di arte e teatro di strada, e riproposte a Pergine per PSA, Pergine Spettacolo Aperto, all’interno dell’ex Ospedale psichiatrico a luglio. Nel 2009 lo spettacolo è ospitato presso gli spazi dell’Accademia di Belle Arti di Bologna nella stagione de LA SOFFITTA del DMS Dipartimento di Musica e Spettacolo dell’Università di Bologna. Allestimento presso il Castel Roncolo di Bolzano il 10 novembre 2009 per “La giornata mondiale della salute mentale”. Al Teatro Metastasio di Prato, Teatro Stabile di Toscana, nel progetto speciale in stagione, curato da Giuliano Scabia, in scena a febbraio 2010. “La Torre” completa la trilogia che ha visto nascere dal 2005 i progetti “NO (A Story of Wall Street)” e “OZ (Nella città di Smeraldo)”, definendo i rapporti tra dentro e fuori, realtà e immaginario, pubblico e privato, con particolare riferimento alla “città” come spazio di prova della socialità.</p>
<p>L’11 settembre 1807, a seguito di una nuova crisi, Hölderlin viene ricoverato nella clinica psichiatrica del professor Ferdinand Autenrieth a Tubinga, ma le sue condizioni non migliorano. Viene allora affidato nell&#8217;autunno del 1807 alla famiglia del falegname Ernst Zimmer, uomo di buona cultura che aveva anche letto il suo romanzo “Hyperion”: il poeta occupa una stanza all&#8217;ultimo piano, nel retro a forma circolare della casa dello Zimmer, e per questo motivo chiamata &#8220;la torre&#8221;: ha una vista bellissima del fiume Neckar e della sua valle. Qui Hölderlin trascorrerà tutti gli ultimi trentasei anni della sua vita.</p>
<p>Prenotazioni e informazioni:</p>
<p>+39 327 0363898</p>
<p>+39 329 6768999</p>
<p>info@crat.it</p>
<p> </p>
<p>Programma completo di CRATere su: www.crat.it</p>
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		<title>Progetto Stravaganza</title>
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		<pubDate>Thu, 15 Apr 2010 13:55:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Da applaudire]]></category>
		<category><![CDATA[teatro]]></category>

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		<description><![CDATA[Stravaganza è un progetto teatrale raro e prezioso scritto da Dacia Maraini e messo in scena dai &#8220;matt-attori&#8221; dell&#8217;Accademia della Follia (www.accademiadellafollia.it) . Stravaganza è prodotto dal Teatro Stabile del FVG ed esordisce in due dei più importanti teatri italiani: il Teatro Goldoni di Venezia e il Teatro Stabile del FVG (con 12 repliche consecutive ...<br /><a href="http://www.news-forumsalutementale.it/progetto-stravaganza/" class="leggi-ancora">leggi tutto &#187;</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Stravaganza è un progetto teatrale raro e prezioso scritto da Dacia Maraini e messo in scena dai &#8220;matt-attori&#8221; dell&#8217;Accademia della Follia (www.accademiadellafollia.it) . Stravaganza è prodotto dal Teatro Stabile del FVG ed esordisce in due dei più importanti teatri italiani: il Teatro Goldoni di Venezia e il Teatro Stabile del FVG (con 12 repliche consecutive ).</p>
<p>Il progetto è rivolto ai dipartimenti di salute mentale, alle associazioni di volontariato, alle scuole ed università e alla a cittadinanza. L’iniziativa è itinerante ed intende produrre un moderno ed incisivo confronto sul tema della follia, del pregiudizio e dell’esclusione sociale al fine di stimolare un progresso culturale della nostra società.</p>
<p>Stravaganza è un progetto inclusivo. Da questo approccio nasce l’auspicio di integrarsi con progetti già avviati sul territorio da associazioni o istituzioni, in modo da poter dare a questa iniziativa una maggior efficacia e una continuità nel tempo</p>
<p>FORZA E CONTENUTI DEL PROGETTO</p>
<p>Stravaganza parla di follia e di pregiudizio . Viene messo in scena da artisti che convivono con il disagio mentale e che hanno potuto scoprirsi ed esprimersi a livelli di eccellenza, come vedrete nel materiale allegato, solo grazie alla chiusura dei manicomi. La forza dirompente del messaggio sociale che portano con sè è fortemente correlato ai loro corpi e alle loro persone: Claudio, Dario, Antonella, Gabriele, Giuseppe, Sabrina, uomini e donne che invece di essere ricoverati in manicomio, strabiliano e commuovono il pubblico .</p>
<p>Allego qui di seguito un commento di Dacia Maraini allo spettacolo che rende meglio di qualsiasi altra mia parola il valore di quanto vi sto descrivendo:</p>
<p><em>“ Non ci credo ! era l’affermazione più temibile che Stanislaskij potesse scagliare contro un attore, perché la cosa più importante (e la più difficile) da mettere in scena è la credibilità. Il massimo dell’artificio annodato al massimo della verità, questa la sfida teatrale. Sfida che affronta ogni sera lo spettacolo messo in scena da Claudio Misculin regista e “matt-attore” di Stravaganza. E lo fa così bene che il pubblico ne è incantato. Il testo spinge gli attori alla più dura delle prove possibili: rendere attendibile la recita di sé stessi. Con grandissima professionalità, con una tecnica che coniuga doti attoriali e doti performative l’Accademia della Follia si fa, in questa occasione, teatro della verità dei corpi e si proietta oltre la quarta parete, per captare l’attenzione dello spettatore costringendolo alla riflessione.</em></p>
<p><em>La trama drammaturgica di Stravaganza si intreccia con le storie personali di ogni suo interprete e racconta in qualche modo la genesi della stessa Accademia della Follia, nata all’indomani della legge Basaglia. Potremmo dire che questo spettacolo è metavita, qualcosa che sta fra la vita vissuta e la creazione di un delirio composito e controllato dal senso del ritmo e della musicalità linguistica. La compagnia si impone con inesauribile energia, invade e travalica lo spazio scenico per portare un messaggio attualissimo di solitudine, emarginazione, oblio politico e sociale, ma è anche un canto alla vita, alla capacità primigenia dell’uomo di reagire, di riconoscersi, di ricrearsi. E’ rappresentazione dell’ istinto di sopravvivenza, realtà cruda e senso ritrovato della naturale grazia di ogni corpo. &#8220;</em></p>
<p>OBIETTIVI</p>
<p>Il nostro auspicio è quello di poter sviluppare insieme alle persone e ai territori sensibili un progetto culturale locale sulla follia, il pregiudizio e l&#8217;esclusione sociale. Tale progetto è sviluppato nel documento &#8220;STRAVAGANZA progetto.doc&#8221;</p>
<p>INFORMAZIONI AGGIUNTIVE</p>
<p>A corredo della lettera alleghiamo: libretto di presentazione, rassegna stampa nazionale, collegamento a youtube per godere dell&#8217;anteprima dello spettacolo: http://www.youtube.com/watch?v=rKB1BGUuU2w</p>
<p>Un caro saluto</p>
<p>Luca Petruzzelli</p>
<p>Responsabile Progetto</p>
<p>www.infostravaganza.it (sito in allestimento)</p>
<p><a rel="attachment wp-att-3250" href="http://www.news-forumsalutementale.it/progetto-stravaganza/stravaganza-libretto/">STRAVAGANZA Libretto</a></p>
<p><a rel="attachment wp-att-3251" href="http://www.news-forumsalutementale.it/progetto-stravaganza/stravaganza-progetto/">STRAVAGANZA progetto</a></p>
<p><a rel="attachment wp-att-3252" href="http://www.news-forumsalutementale.it/progetto-stravaganza/stravaganza-rassegna-stampa/">STRAVAGANZA rassegna stampa</a>
<div class="wam_wrap">
<h4 class="wam">Allegati</h4>
<ul class="wam_ul">
<li><a href='http://www.news-forumsalutementale.it/public/STRAVAGANZA-Libretto.pdf' class="wam_icon_link" style='padding-left:20px; line-height:16px; background-image:url("http://www.news-forumsalutementale.it/wp-content/plugins/attachment-manager/icons/page_white_acrobat.png");'>STRAVAGANZA Libretto</a>
</p>
</li>
<li><a href='http://www.news-forumsalutementale.it/public/STRAVAGANZA-progetto.doc' class="wam_icon_link" style='padding-left:20px; line-height:16px; background-image:url("http://www.news-forumsalutementale.it/wp-content/plugins/attachment-manager/icons/page_white_word.png");'>STRAVAGANZA progetto</a>
</p>
</li>
<li><a href='http://www.news-forumsalutementale.it/public/STRAVAGANZA-rassegna-stampa.zip' class="wam_icon_link" style='padding-left:20px; line-height:16px; background-image:url("http://www.news-forumsalutementale.it/wp-content/plugins/attachment-manager/icons/page_white_compressed.png");'>STRAVAGANZA rassegna stampa</a>
</p>
</li>
</ul>
</div>
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		<item>
		<title>Concorso internazionale per cortometraggi indipendenti</title>
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		<pubDate>Thu, 18 Mar 2010 15:55:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Da applaudire]]></category>
		<category><![CDATA[film]]></category>

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		<description><![CDATA[Fino al 1° giugno 2010 sarà possibile iscrivere gratuitamente le proprie opere all’Acquedolci Independent Film Festival (AIFF), concorso internazionale per cortometraggi indipendenti insignito, per il terzo anno consecutivo, della prestigiosa certificazione di qualità Top Video di Tutto Digitale.
 Alla competizione internazionale sono ammessi cortometraggi a tema libero di ogni genere (fiction, animazione, musicale, documentario, sperimentale), girati ...<br /><a href="http://www.news-forumsalutementale.it/concorso-internazionale-per-cortometraggi-indipendenti/" class="leggi-ancora">leggi tutto &#187;</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Fino al 1° giugno 2010 sarà possibile iscrivere gratuitamente le proprie opere all’Acquedolci Independent Film Festival (AIFF), concorso internazionale per cortometraggi indipendenti insignito, per il terzo anno consecutivo, della prestigiosa certificazione di qualità Top Video di Tutto Digitale.</p>
<p> Alla competizione internazionale sono ammessi cortometraggi a tema libero di ogni genere (fiction, animazione, musicale, documentario, sperimentale), girati in qualsiasi formato, di durata non superiore ai 15 minuti (titoli di testa e coda inclusi) e la cui data di realizzazione non sia anteriore al gennaio 2006.</p>
<p>Tra le opere “in concorso” saranno assegnati i seguenti premi:</p>
<ul>
<li>Premio AIFF 2010 – Miglior cortometraggio (€ 1.000,00 + trofeo);</li>
<li>Premio AIFF 2010 International – Miglior cortometraggio votato dalla Giuria popolare (trofeo);</li>
<li>Premio AIFF/Scuola 2010 – Miglior cortometraggio prodotto e realizzato dagli studenti delle scuole primarie e secondarie (€ 300,00 + trofeo);</li>
<li>Premio AIFF/Sicilia 2010 – Miglior cortometraggio sulla Sicilia (16 ore di post-produzione offerte dalla Lamantino Brothers di San Benedetto del Tronto + trofeo);</li>
<li>Premio PsychoLand 2010 – Linguaggi innovativi (trofeo);</li>
<li>Premio GooWai 2010 alla miglior fotografia (trofeo);</li>
<li>Premio della Stampa (trofeo).</li>
</ul>
<p> Organizzato dall’Associazione turistica Pro Loco Acquedolcese (presieduta da Francesco Sciambarella) e dalla PsychoLand di Iarumasami (Antonio G. Valenti), la terza edizione dell’AIFF si svolgerà ad Acquedolci (ME) nei giorni 27, 28 e 29 agosto 2010.</p>
<p>Ulteriori info su: www.psycholand.it e <a href="http://www.prolocoacquedolci.it">www.prolocoacquedolci.it</a></p>
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		</item>
		<item>
		<title>L&#8217;Altra Storia di Pinocchio</title>
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		<pubDate>Wed, 03 Mar 2010 15:38:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Da applaudire]]></category>
		<category><![CDATA[teatro]]></category>

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		<description><![CDATA[La Compagnia Teatro Senza Rete torna in scena, con il suo quinto spettacolo originale, L&#8217;Altra Storia di Pinocchio, prodotto presso il laboratorio espressivo-teatrale del Centro Diurno dell&#8217;Unità Operativa di Salute Mentale di Cava de&#8217;Tirreni/Costa d&#8217;Amalfi dell&#8217;ASL Salerno. Sarà rappresentato, in prima, presso l&#8217;Auditorium dell&#8217;ITC &#8220;M. Della Corte&#8221; di via Marconi &#8211; Cava de&#8217;Tirreni (SA) sabato ...<br /><a href="http://www.news-forumsalutementale.it/laltra-storia-di-pinocchio/" class="leggi-ancora">leggi tutto &#187;</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a rel="attachment wp-att-3062" href="http://www.news-forumsalutementale.it/laltra-storia-di-pinocchio/locandina_web1/"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-3062" title="locandina_web[1]" src="http://www.news-forumsalutementale.it/public/locandina_web1-180x180.jpg" alt="locandina_web[1]" width="180" height="180" /></a>La Compagnia Teatro Senza Rete torna in scena, con il suo quinto spettacolo originale, <strong><em>L&#8217;Altra Storia di Pinocchio</em></strong>, prodotto presso il laboratorio espressivo-teatrale del Centro Diurno dell&#8217;Unità Operativa di Salute Mentale di Cava de&#8217;Tirreni/Costa d&#8217;Amalfi dell&#8217;ASL Salerno. Sarà rappresentato, in prima, presso l&#8217;Auditorium dell&#8217;ITC &#8220;M. Della Corte&#8221; di via Marconi &#8211; Cava de&#8217;Tirreni (SA) <strong>sabato 6 marzo alle ore 20,30</strong>. Saremmo molto lieti se se ne potesse dare riscontro attraverso l&#8217;informazione puntuale da voi curata, visto che con esso non solo si offre ulteriore forma di espressione partecipata alla sofferenza psichica, ma anche possibilità di cura riabilitativa e di promozione dell&#8217;inclusione sociale di coloro che ne sono portatori.</p>
<p><a rel="attachment wp-att-3063" href="http://www.news-forumsalutementale.it/laltra-storia-di-pinocchio/presentazione/">presentazione</a>
<div class="wam_wrap">
<h4 class="wam">Allegati</h4>
<ul class="wam_ul">
<li><a href='http://www.news-forumsalutementale.it/public/presentazione.doc' class="wam_icon_link" style='padding-left:20px; line-height:16px; background-image:url("http://www.news-forumsalutementale.it/wp-content/plugins/attachment-manager/icons/page_white_word.png");'>presentazione</a>
</p>
</li>
</ul>
</div>
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		</item>
		<item>
		<title>Luci dall’Ombra: Cinema e Teatro per parlare di disabilità</title>
		<link>http://www.news-forumsalutementale.it/luci-dall%e2%80%99ombra-cinema-e-teatro-per-parlare-di-disabilita/</link>
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		<pubDate>Thu, 25 Feb 2010 11:53:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Da applaudire]]></category>
		<category><![CDATA[teatro]]></category>

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		<description><![CDATA[TORNA LUCI DALL’OMBRA: CINEMA E TEATRO PER PARLARE DI DISABILITA’.
 LUCI DALL’OMBRA
Sguardi sulla disabilità. Cinema, teatro, laboratori, incontri.
Torino Savigliano marzo &#8211; aprile 2010
Luci dall’ombra è una rassegna tematica nata nel 2009 dalla collaborazione tra l’Università degli Studi di Torino e la Fondazione Paideia onlus.
La prima edizione ha proposto al numeroso pubblico una riflessione sulla disabilità, sia ...<br /><a href="http://www.news-forumsalutementale.it/luci-dall%e2%80%99ombra-cinema-e-teatro-per-parlare-di-disabilita/" class="leggi-ancora">leggi tutto &#187;</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>TORNA LUCI DALL’OMBRA: CINEMA E TEATRO PER PARLARE DI DISABILITA’.</p>
<p> LUCI DALL’OMBRA</p>
<p>Sguardi sulla disabilità. Cinema, teatro, laboratori, incontri.</p>
<p><strong>Torino Savigliano marzo &#8211; aprile 2010</strong></p>
<p>Luci dall’ombra è una rassegna tematica nata nel 2009 dalla collaborazione tra l’Università degli Studi di Torino e la Fondazione Paideia onlus.</p>
<p>La prima edizione ha proposto al numeroso pubblico una riflessione sulla disabilità, sia fisica sia psichica, attraverso la visione di quattro film ispirati a storie vere: Rosso come il cielo, di Cristiano Bortone; Piovono mucche, di Luca Vendruscolo; Lo scafandro e la farfalla, di Julian Schnabel; Si può fare, di Giulio Manfredonia.</p>
<p>Sulla scia del riscontro positivo ottenuto con la prima edizione, Luci dall’ombra oggi cresce e completa la propria offerta culturale aprendosi al teatro, cui si affiancano i laboratori e gli incontri aperti al pubblico.</p>
<p>La seconda edizione di Luci dall’ombra presenta proposte di elevata qualità artistica, in grado di far luce su tematiche (la disabilità e il disturbo psichico) spesso trattate con una sorta di pudico timore. L’intento di Luci dall’ombra è rendere per un momento visibile ciò che normalmente resta invisibile, creando un terreno condiviso di discussione e riflessione.</p>
<p>La rassegna si apre con due film, proiettati sia a Torino sia a Savigliano, che affrontano in maniera diretta i temi della disabilità, fisica o psichica. Senza concessioni al pietismo, con toni da commedia come nel caso di Inside I’m Dancing, o con asciuttezza tragica come nel caso di Away from Her/Lontano da lei.</p>
<p>La proposta teatrale, anch’essa articolata su Torino e Savigliano, dà spazio ad artisti di rilievo che negli anni sono stati capaci di costruire percorsi di ricerca generati dal confronto e dall’incontro con il disagio e la disabilità. Giuliano Scabia , Antonio Viganò e Voci Erranti sono, in maniera diversa, portatori di una progettualità artistica e di un impegno capaci di offrire una visione inedita, nel riconoscimento di modi di vivere e di percepire la realtà diversi, altri.</p>
<p>Con il desiderio di coinvolgere e sensibilizzare un pubblico il più ampio possibile, è stato inserito lo spettacolo Clara va al mare, in una serata rivolta specificatamente ai ragazzi e alle famiglie.</p>
<p>Luci dall’ombra ha avuto cura di offrire appuntamenti accessibili a spettatori con disabilità motoria, concordando con i gestori dei luoghi della rassegna nuove soluzioni, seppur temporanee, per l’abbattimento di alcune barriere architettoniche. Inoltre, le proiezioni cinematografiche sono sottotitolate per i non udenti.</p>
<p>Luci dall’ombra propone un percorso culturale ricco e non univoco che scaturisce da un sistema di connessioni tra enti diversi: una rete articolata di realtà territoriali che hanno scelto di mobilitarsi per la promozione e la costruzione di una cittadinanza attiva e partecipe.</p>
<p>In allegato comunicato stampa, programma e brochure.</p>
<p>Con preghiera di diffusione.</p>
<p>Info:</p>
<p>Segreteria presso Fondazione Paideia</p>
<p>Tel. 011.5520236</p>
<p>www.lucidallombra.it</p>
<p>info@lucidallombra.it</p>
<p> </p>
<p>Ufficio Stampa:</p>
<p>Davide Marabotto</p>
<p>Glebb &amp; Metzger s.r.l.</p>
<p>Tel. +39-011-5618236</p>
<p>www.glebb-metzger.it</p>
<p>dmarabotto@glebb-metzger.it</p>
<p>__________________________</p>
<p> </p>
<p>Susanna Sara Mandice</p>
<p>Fondazione PAIDEIA</p>
<p>Piazza Solferino 9/b</p>
<p>10121 Torino &#8211; Italia</p>
<p>tel. +39 011 55 20 236</p>
<p>fax +39 011 55 20 453</p>
<p><a href="http://www.fondazionepaideia.it">www.fondazionepaideia.it</a></p>
<p><a rel="attachment wp-att-3027" href="http://www.news-forumsalutementale.it/luci-dall%e2%80%99ombra-cinema-e-teatro-per-parlare-di-disabilita/brochure/">BROCHURE</a></p>
<p><a rel="attachment wp-att-3028" href="http://www.news-forumsalutementale.it/luci-dall%e2%80%99ombra-cinema-e-teatro-per-parlare-di-disabilita/locandina-2/">LOCANDINA</a></p>
<p><a rel="attachment wp-att-3032" href="http://www.news-forumsalutementale.it/luci-dall%e2%80%99ombra-cinema-e-teatro-per-parlare-di-disabilita/03-cos-luci-dallombra/">03 cos Luci dall&#8217;ombra</a>
<div class="wam_wrap">
<h4 class="wam">Allegati</h4>
<ul class="wam_ul">
<li><a href='http://www.news-forumsalutementale.it/public/BROCHURE.pdf' class="wam_icon_link" style='padding-left:20px; line-height:16px; background-image:url("http://www.news-forumsalutementale.it/wp-content/plugins/attachment-manager/icons/page_white_acrobat.png");'>BROCHURE</a>
</p>
</li>
<li><a href='http://www.news-forumsalutementale.it/public/LOCANDINA.pdf' class="wam_icon_link" style='padding-left:20px; line-height:16px; background-image:url("http://www.news-forumsalutementale.it/wp-content/plugins/attachment-manager/icons/page_white_acrobat.png");'>LOCANDINA</a>
</p>
</li>
<li><a href='http://www.news-forumsalutementale.it/public/03-cos-Luci-dallombra.doc' class="wam_icon_link" style='padding-left:20px; line-height:16px; background-image:url("http://www.news-forumsalutementale.it/wp-content/plugins/attachment-manager/icons/page_white_word.png");'>03 cos Luci dall&#8217;ombra</a>
</p>
</li>
</ul>
</div>
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