Da leggere
Chi semina terrore è un terrorista 10 febbraio 2018
di Peppe Dell'Acqua Come sempre accade in queste occasioni, i fatti di Macerata hanno prodotto danni collaterali di cui si finisce per non parlare: hannoferito e offeso centinaia di migliaia di persone che vivono l’esperienza del disturbo mentale.Le parole follia, malattia mentale, psichiatria, psicosi, borderline hanno occupato i giornali, le radio, le  televisioni. Sulle reti poi un vero tzunami.Fatti di sangue feroci e criminali accostati a quelle parole assolvono tutti: la malattia occupa la  scena. La malato di mente, si sa è incomprensibile, è imprevedibile, è pericoloso. Se il ragazzo di Macerata avvolto nel tricolore è un malato di mente è lecito temere che le persone che vivono l’esperienza del disturbo mentale possono fare del male in qualsiasi momento. È lecito prendere distanza.È quanto mai necessario avere paura. È da incoscienti non invocare misure per la sicurezza e la difesa sociale. Gli argini costruiti con fatica per fronteggiare la velenosità dello stigma e del pregiudizio crollano in un baleno sotto il fiume in piena delle parole irresponsabili di tanti commentatori e di troppi politici indegni. Un’ ombra oscura e soffocante cala su tutte le persone che l’esperienza del disturbo mentale la vivono davvero.
Nuove forme di partecipazione 31 gennaio 2018
di Carlo Miccio Questa è la storia della nascita della prima Associazione italiana creata da e per i figli di genitori con un disturbo mentale. Quando ho iniziato a scrivere “La Trappola del Fuorigioco” – un romanzo che racconta il tormentato rapporto tra un figlio e suo padre che vive l’esperienza del disturbo mentale – mi è stato subito ben chiaro che quello che volevo non era scrivere la mia storia, un qualcosa che potesse cioè essere rimandato a un dato autobiografico, esclusivamente mio.
“Melanconia con stupore” di karen venturini: un libriccino prezioso. 29 gennaio 2018
"Rachele era nata in un casolare nelle campagne di Cesena. Un sabato mattina, nei suoi dodici anni, mentre andava a comperare la farina al mercato, fu spinta alle spalle,
FramMenti di Barbara Garlaschelli 8 gennaio 2018
Collana Sdiario, Edizioni del Gattaccio La storia della psichiatria è storia degli psichiatri, non storia dei malati. (...) Essa è storia dei potenti, dei medici, mai dei malati. Conferenze Brasiliane (1979) di Franco Basaglia Di Michela De Mattio FramMenti è un libro di Voci. A raccontare la propria storia sono gli utenti e gli operatori del CPS (Centro Psico Sociale) di Via Ugo Betti a Milano, un quartiere periferico ad alta densità di popolazione. L’idea di far raccontare alla scrittrice Barbara Garlaschelli* cos’è un CPS è venutanel 2004 alla dottoressa Laura Bellini (psichiatra), al dottor Massimo Cirri (psicologo) e alla sua equipe. Volevano una Voce fuori campo che fosse priva del linguaggio medico-scientifico e del suo terrore semantico.
Metapsicologia dell’inanalizzabile 29 dicembre 2017
di Piero Cipriano Talvolta qualcuno me lo chiede. Ma come, di mestiere fai lo psichiatra, e hai ricusato di farti analizzare? Eh sì. E non è obbligatorio, ancora, per fortuna. E poi, analizzare che? Cosa? L’inconscio? E dov’è? Cos’è? Va be’, parliamone. Abrahams. Si può cominciare da lui questo discorso sui soggetti inanalizzabili, oppure ricusanti l’analisi.
Il futuro di una rivoluzione “gentile” 13 dicembre 2017
Occorre coraggio e capacità di ascolto Pietro Pellegrini* Il tema della creazione di un sistema che sostituisca gli Ospedali Psichiatrici Giudiziari (OPG), chiusi ope legis ad aprile 2015, una “rivoluzione gentile” così l’ha definita il commissario Franco Corleone, resta ...
La necessità di un buon TSO (che non è un ossimoro) 28 novembre 2017
di Piero Cipriano La Collana 180 delle edizioni Alpha Beta Verlag è ormai preziosa. Peppe Dell'Acqua negli ultimi anni vi ha pubblicato saggi fondamentali per comprendere cos'è stata e cos'è la salute mentale in questo paese, paese cosÏ singolare ...
Viaggio di Antonia al termine del manicomio 26 novembre 2017
di Francesca De Carolis Antonia Bernardini morì a 41 anni, bruciata viva sul letto di contenzione, nel manicomio giudiziario di Pozzuoli. Il giorno in cui moriva anche l’anno. Era il 1974. Muore dopo quattordici mesi di manicomio, quarantatré giorni consecutivi di contenzione. ...
Ricordare non è peccato. Bisceglie 26 novembre 2017
Il grande affare e la grande vergogna per quei bambini oltre i cancelli della Casa della Divina Provvidenza di Mario Lamanuzzi Per una comunità cittadina, fare i conti con la propria storia è sempre esercizio salutare. Sia quando prevale l'aspetto agiografico come ...
Lo splendido diario 29 ottobre 2017
di Eugenio Borgna La legge 180 ha radicalmente cambiata, nel 1978,  la ragione d’essere pratica, e anche teorica, della psichiatria italiana, cancellandone le intollerabili modalità di realizzazione, e rendendola la migliore delle psichiatrie possibili; ma ancora oggi non sempre, e non in ogni regione, le modalità concrete di fare psichiatria corrispondono ai grandi ideali scientifici, etici e umani, che animano la legge di riforma, e questo in particolare nel contesto dei servizi ospedalieri di psichiatria. Ci sono servizi nei quali le porte sono chiuse, e nei quali la dilagante somministrazione psicofarmacologica non si accompagna a strategie psicoterapeutiche e socioterapeutiche; e ci sono servizi nei quali la contenzione, questa violenza che ogni psichiatria degna di questo nome rifiuta, continua a essere attuata. Sono nondimeno comportamenti, questi, che non mancano, e sono forse frequenti, anche in quelle strutture che si possono chiamare, almeno indiziariamente, comunitarie. Come si correlano con queste mie considerazioni generali le esperienze di Alberto Fragomeni, l’autore di Dettagli inutili, che è il doloroso splendido diario della sua sofferenza psichica rivissuta nel corso degli anni con coraggio, e con passione?
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