di Chiara Sbardella
La mia prima voce: uscivo dal lavoro,lavoravo in comune arrivai all’angolo della strada e sentii la voce della mia responsabile che diceva brava hai lavorato bene oggi.
Non ci feci caso
Li’ fu l’inizio della caduta, pensai di aver inventato la telepatia
Camminavo per le strade e pensavo ecco sono arrivata in questa zona,ero a Milano, …
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(di Korallina)
Il mondo è un grande autobus all’ora di punta che corre una corsa senza fermate. Scagli la prima pietra quell’esasperato tra noi che non ha detto almeno una volta: fermatelo, voglio scendere! E che mentre lo diceva non gli è venuto da ridere, come si ride al risveglio dopo una notte di sogni surreali e …
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Provo a raccontarvelo…
Vado ad aprire la cartella in un grande ospedale genovese, ero tutta emozionata!
Mi trovo davanti una dottoressa bellissima, bionda con occhi azzurri come il ghiaccio. Sono seduta davanti a lei con mia madre… cominciamo a parlare…
Mentre parlo mi accorgo che guarda le mie mani… sono segnate dalle cicatrici di anni di autolesionismo… tagli, …
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Come, grazie a un orto da coltivare, un gruppo in cui ritrovare relazioni e vita sociale ci si ritrovi a partecipare a un convegno di “operatori” in qualità di relatore e, soprattutto,  ” ..  il desiderio di incontrare Vasco, così lo abbiamo contattato ma per motivi organizzativi non ha potuto, però ci ha invitato ad un suo concerto …
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Tempi di Basaglia e … di bigodini!
Non c’è in un’intera vita cosa più importante da fare che chinarsi perché un altro, cingendoti il collo, possa rialzarsi
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di Leda Cossu
La scrittura, l’accoglienza, la povertà , effetti collaterali positivi, l’iniziativa, le relazioni umane, troppa consapevolezza, la fragilità , un clima emotivo, la domanda, la festa è la tavola, la gratitudine, …
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Dieci anni fa urlavo in faccia a mia madre: lo vuoi capire che io non ho futuro!?â€
di Alice Banfi
Difficile dire cosa sia la follia… a volte mi sento così normale!
Ho passato dieci anni durissimi… ricoverata in psichiatria un giorno sì e uno no. Andavo in crisi per poco… succedeva qualcosa, una cosa stupida che capita …
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di Leda Cossu
C’è una ragazza che piange la sera,
muove le mani in preghiera.
Sta vivendo un Inverno,
attende la Primavera
per rinascere ancora.
Servono lacrime amiche
servono cuori di madre
che si avvicinino insieme,
che le si stringano accanto…
in un concerto di voci.
Servono cuori gentili,
che per amore di lei
trovino strade, persone… ancora nuove parole.
Servono mani feconde
e ancora voci leggere
che nell’Inverno di Alda,
scaldino …
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di Luana De Vita
Poi ti volti e non sai ancora dire e taci meravigliataâ€. Un sospiro sospeso la tua fine, ma poi il respiro riprende con un sorriso triste come quelli che ci hai regalato tu: non c’è fine alla tua poesia, non c’è mai stata fine per nessun vero poeta. Scrivesti che il …
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di Korallina
Le poesie si capiscono molto più facilmente di programmi di partito, contratti di affitto o di lavoro. Di solito sono brevi, non ci si mette una vita a leggerle, tengono vive le civiltà sopravvivendo a loro volta a tutto. A cominciare dal grande mercato dell’editoria che le snobba più che può. Così dice Hans …
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di Giuliano Scabia
Adesso, nella grande notte,
Alda Merini è stella
vento e gabbiano -
e vola nelle ali di Valentina
giovane attrice un po’ magretta
un po’ anoressica
nella luce di dentro -
vola Alda stella con Valentina
attrice magretta
e insieme si tengono su
gabbiano e stella
col male che c’è
ma che forse volando stellando
non c’è.


Domande a Del Giudice, Fioritti, Rotelli, Saccottelli