Storie
Pierino in manicomio. E la smemoratezza 9 novembre 2016
di Giovanni Rossi. La casetta è ...
Come fu che i matti di Troia vennero ricevuti dal Papa 27 ottobre 2016
di Peppe Dell’Acqua Ricordo. Credo fosse la primavera del 2000 quando Peppe Pillo mi raccontò che erano stati ricevuti dal Papa. Mi mostrò con orgoglio le fotografie ufficiali. “Non è stato facile, – mi disse - c’è voluta perseveranza, testardaggine, un martellamento ...
La lettera di una madre. Una vita che sta per cambiare 16 agosto 2016
di Gloria Gaetano. Scriverti una lettera. Te la dovevo questa lettera. Ci ho pensato in tutti questi anni, in giro per città sconosciute. Scrivevo poesie, appunti, aforismi. Tutti, forse, facevano parte della lettera che dovevo inviarti. Sul boulevard Jourdan, vicino ad uno degli ...
Lettera di Marco Cavallo alla città di Lecco nel giorno della sua partenza 25 maggio 2016
Cari bambini, care ragazze e ragazzi e cari detenuti, vorrei nitrire  prima di tutto con voi, perché mi avete commosso con il canto, la musica e le immagini di tanti altri cavalli che avete fatto nascere con le vostre mani, perché venissi accolto da tanti altri amichevoli nitriti. Mi ha commosso la ...
E’ stato chiaro che Ugo avrebbe parlato poco 3 maggio 2016
Cominciava nel 1972 la straordinaria trasformazione, a Trieste, del grande Ospedale Psichiatrico (1200 internati) da degradante e degradato manicomio a "scuola di libertà”: Franco Basaglia raccoglie un gruppo sempre più ampio di giovani collaboratori e avvia la destrutturazione di una istituzione totalitaria, violenta, carceraria e ferocemente escludente.
Giuliano non poteva mancare 21 aprile 2016
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Immagini dal fronte. Per Carla Cerati 27 febbraio 2016
di Peppe Dell’Acqua e Silvia D’Autilia A pochi giorni dalla morte di Carla Cerati, vogliamo ricordare così il suo peculiare contributo alla liberazione di un’umanità dimenticata. Nella stagione della denuncia politica dell’opprimente persistenza delle istituzioni, Carla Cerati e Gianni Berengo Gardin si trovano a testimoniare la tragedia del manicomio, la condizione in cui versano gli internati, la scomparsa degli uomini e delle donne. Nasce Morire di classe, la raccolta di fotografie che Einaudi pubblica nel 1969, legando la fotografia al filo rosso della contestazione sociale che in quegli anni si sta consumando nel nostro paese.
“Un messaggio chiamato Cavallo” di Umberto Eco 25 febbraio 2016
Domenica 25 Febbraio del 1973, alle ore 12.45, Marco Cavallo uscì da San Giovanni rompendo le mura del manicomio di Trieste. Quale congiuntura migliore per ricordare insieme a Giuliano Scabia Umberto Eco! Scrive Giuliano: "Mentre il grande Umberto ci sorvola ridendo, rileggo  l'articolo ...
Caro Federico, 29 ottobre 2015
di Carla Prosdocimo Sento il bisogno di dire alcune cose  legate al primo incontro con te, all’apertura di un dialogo che percepisco come assolutamente impossibile chiudere. La tua immagine pubblica ti ha preceduto, perché ti ho conosciuto, prima che di persona, tramite un tuo breve scritto, che mi è piaciuto, e perché spesso ho sentito parlare di te – da tanti che compongono il nostro comune ambito d’azione - quale persona intelligentemente impegnata ed attiva, a vari livelli teorici e pratici, sul fronte dell’emancipazione dallo stigma e per la tutela dei diritti,  nella ricerca di una salute possibile e condivisibile: un nuovo prezioso punto di riferimento collettivo che sono stata molto curiosa di poter incontrare. Ci siamo poi frequentati e confrontati non moltissimo, ma quel tanto che a me è bastato per identificarti come un naturale alleato esistenziale, e mi autorizzo a pensare, non credo a torto, che sia stato così anche per te.
Moira, la sua anoressia, le sue fasce 11 agosto 2015
di Daniela Mallardi. ‘Ho capito quanto sia pieno di insidie, il termine aiutare. C'é così tanta falsa coscienza, se non addirittura esibizione, nel volere a tutti i costi aiutare gli altri, che se per caso mi capitasse, di fare del bene a qualcuno, mi sentirei più pulito se potessi dire: "Non l'ho fatto apposta". Forse solo così tra la parola aiutare e la parola vivere, non ci sarebbe più nessuna differenza’ (G. Gaber,  SOGNO IN DUE TEMPI,  1994) La provincia in cui sono nata ha gli ulivi, e piove poco. Nevica quasi mai. Al comune ci sono le foto della nevicata del 1990, che coprì tutto, una neve che Courmayeur avrebbe riso, ma che lì sulle coste adriatiche aveva il sapore della novità, tanto da farcene una galleria. Mi vedo appena arrivata a Roma, davanti ad un polpo metropolitano di luci e di tangenziale, mi vedo sbarcata nel reparto tentacolare di Psichiatria con una laurea in Psicologia ancora sporca di inchiostro e di velleità. Vedo Moira qui con la curiosità del suo arrivo, della sua incidenza come un fiocco di quella neve del 1990.
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