Storie
Per Marco ci vuole l’anestesista 3 agosto 2015
di Peppe Dell'Acqua. Nell’estate del 2012 Marco[1], diciassettenne, chiede aiuto a sua madre. È molto inquieto e disorientato.  Riesce finalmente a dirle che “fuma”. I genitori di Marco sono nati nel milanese e lì hanno sempre vissuto. Di Marco si racconta una tranquilla fanciullezza. Non ha avuto problemi a socializzare e il suo rendimento scolastico è stato sempre adeguato.
Mauro aveva paura 1 agosto 2015
di Anna Poma. Può accadere di perdere la testa, o forse il cuore, i confini, il senso della propria integrità, può accadere che non torni l’unico conto che davvero conta, quello che ci fa stare nel mondo senza sentircene oltraggiati, violati o in attesa che qualcosa venga a farlo. Può accadere ...
Pazzi dal dolore 31 luglio 2015
V. mi scrive: “Le invio la mia testimonianza. Considerato il lavoro che fa, e i suoi libri, sarà l'ennesima storia che sentirà, quindi non pretendo nessuna replica, ma nero su carta dovevo pur metterlo.” Leggo il pezzo, l’ennesima storia di banalità di questa psichiatria, in cui s’imbatte una ragazza che non è stata costretta a curarsi, ma è lei che lo ha chiesto, che ha chiesto il ricovero, sapendo di star male, eppure è bastato solo l’ingresso in questo SPDC romano, le è bastato essere chiusa dentro, messa in ammollo di psicofarmaci, impossibilitata perfino a leggere, le è bastato sentire le minacce di contenzione a una sua compagna di ricovero se non avesse preso la terapia, per capire che questa non è cura ma è mero controllo. Le rispondo che questa sua testimonianza è bella e importante. Le chiedo di pubblicarla sul sito del forum salute mentale.
Un anno dopo. Memorie dal cesso di un Spdc 29 luglio 2015
di Francesco (vedi articolo precedente) Ho trent’anni e vivo nella bella città di Verona. Diciotto mesi fa sono stato ricoverato in psichiatria, perché mangiavo e dormivo poco e facevo discorsi strani (aiutare gli altri, volersi bene, cambiare il mondo con la pace e l'empatia..); strani per chi non mi conosce, chi mi conosce sa che sono pensieri che faccio da sempre. Cercavo affetto e cercavo empatia, li ho cercati nelle persone che ritenevo più vicine (mia madre, mia zia, i miei amici di vecchia data) e che pensavo mi avrebbero meglio compreso. La risposta è stata un TSO, trentacinque giorni di ricovero forzato presso il SPDC dell’Ospedale civile maggiore, l'umiliazione punitiva della contenzione (sono stato legato al letto) e dosi equine di psicofarmaci.
Grand Hotel TSO 26 luglio 2015
E chi se l’aspettava che sarei stato catalogato anch’io come borderline, e mi avrebbero affibbiato sulla fronte madida l’infame marchio di TSO. … le tappe che mi avevano condotto a essere uno dei più inutilmente colti e giovani villeggianti presso il Grand Hotel TSO erano state rapide e tempestate ...
Antonella Morga ha digiunato 30 marzo 2015
Oggi 30 di marzo sono di staffetta e digiuno nella convinzione che tra due giorni si concluda ,senza se e senza ma, e per sempre l'aberrazione degli OPG. Si, non sembra ancora vero, ma ormai mancano due giorni a mettere la ...
Stefano Anastasia ha digiunato 30 marzo 2015
Oggi digiuno perchÊ martedÏ chiudano veramente gli Opg e non ne aprano altri. Il 31 è un punto di arrivo è un punto di partenza: bisogna arrivarci e bisogna proseguire, per liberare l'Italia dagli ultimi manicomi
Aldo Mazza ha digiunato 26 marzo 2015
È il 26 marzo. Oggi tocca a me. È la prima volta che partecipo ad un digiuno per portare avanti una lotta per i diritti civili. È una strana sensazione, per un intero giorno non mangerò… mentre lo faccio mi accorgo ...
Luigi Benevelli ha digiunato 25 marzo 2015
Luigi Benevelli- 24  marzo 2015- pensieri La parola “Giusto” non è più circoscritto alla Shoah ed è diventato il termine per definire (e ricordare) quanti in tutti i genocidi e totalitarismi,a rischio della propria incolumità, violando le leggi degli Stati, si ...
Radio, contenzioni e digiuno 18 marzo 2015
18 marzo, diciottesimo giorno Di Giovanni Rossi. Sono alla Fabbrica del Vapore. Là nel piazzale il TIR nero di Radio DeeJay, quello rosso fuoco di radio Italia e quello rosso Ferrari di radioRai. Ancora là nella grande navata di quella che fu la fabbrica, ed ora è la “cattedrale”, Renzo Arbore sta raccontando di Alto Gradimento, 14 anni di radio ogni giorno. Qui le radio della salute mentale si contano, si raccontano, si confrontano.
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