Notizie
Avere cura del sistema di salute comunitaria 2 agosto 2021
di Allen Francis su Lancet Psychiatry, 14 luglio 2021 Il modello triestino di salute mentale comunitaria è riconosciuto dall'OMS come standard mondiale per la psichiatria di comunità. Ha ispirato programmi in dozzine di paesi ed è un faro di speranza per medici, pazienti e famiglie ovunque. Tuttavia, Trieste, la città del nord Italia, è ora minacciata da un governo di destra che promuove la privatizzazione e lo smantellamento di quella che erroneamente percepisce come psichiatria politicamente di sinistra. Questo ricorda dolorosamente la distruzione della psichiatria di comunità negli Stati Uniti da parte del presidente Ronald Reagan nel 1980. Per chi non ha mai visto in azione il modello Trieste potrebbe sembrare troppo bello per essere vero. Come può un sistema di salute mentale aiutare i pazienti con condizioni gravi e croniche con cosÏ pochi ricoveri e cosÏ poco trattamento involontario?
I direttori generali che non hanno visione 2 agosto 2021
E gli assessori regionali amministrano (?) la SanitĂ  sicuri dell'obbedienza dei servi sciocchi. di Paolo F. Peloso...
Bilancio ragionato della Seconda Conferenza Nazionale Salute Mentale 2 agosto 2021
a cura del coordinamento nazionale per la Salute Mentale da www.conferenzasalutementale.it, ...
Quale psichiatria? La complessitĂ  e l’urgenza per la salute mentale 19 luglio 2021
di Kevin Nicolini. Lo scorso 3 luglio sono stato invitato, assieme al dottor Franco Rotelli (ex direttore dell'Azienda Sanitaria di Trieste), dall'associazione ...
Trieste e l’ereditĂ  di Basaglia 17 luglio 2021
di Federico Leoni da Doppio Zero, 13 luglio Il lungo addio Trieste è sottosopra. La notizia è che il nuovo direttore della psichiatria triestina è figura destinata a segnare una netta discontinuità rispetto alla storia del luogo. Storia prestigiosa, legata alla presenza di Franco Basaglia, alle battaglie che lo avevano visto protagonista negli anni sessanta e settanta. Legata alla chiusura dei manicomi da lui fortemente propugnata e realizzata, e alla creazione di un modello di gestione della salute mentale modernissimo. A quarant'anni di distanza, viene giudicato da vari osservatori internazionali tra i migliori al mondo. Storia prestigiosa ma a quanto pare in via di dismissione. È l’ultimo atto di un lungo addio. Il recente concorso per il rinnovo della direzione di uno dei servizi chiave della psichiatria triestina, a cui erano iscritti una decina di candidati, ha visto perdente, tra gli altri, uno psichiatra triestino cresciuto all'interno di quel modello e impegnato da trent’anni nella sua difesa e nel suo rinnovamento, Mario Colucci, una figura di clinico e di ricercatore di levatura indiscussa. E ha visto vincitore uno psichiatra, Pierfranco Trincas, legato a tutt'altro modello, quello oggi prevalente in ogni città italiana, europea, occidentale. Modello non basagliano ma farmacologico, probabilmente contenitivo, certamente riduzionistico. In altri termini: psicofarmaci a gogò; pazienti legati ai letti; riduzione di quella cosa complessa e sfuggente che chiamiamo follia, intreccio inestricabile di vicende singole e collettive, enigma pieno di senso anche se difficilmente districabile, a un puro e semplice guasto biochimico.
L’orto sociale di Zindis: etica ed estetica 16 luglio 2021
di Kevin Nicolini Poco tempo fa ho accompagnato un gruppo di cittadine e cittadini di Zindis in agraria a Borgo San Sergio per selezionare ed acquistare una varietĂ  di ortaggi, fiori e terra. La possibilitĂ  di procurarsi in autonomia questi elementi (grazie ad ...
Revisionare la 180, un antico sogno della S.I.P. 13 luglio 2021
Di Antonio Lucchetti – psichiatra, Bolzano Risulta piuttosto curioso come la Società Italiana di Psichiatria abbia deciso di partecipare al dibattito pubblico che si è recentemente aperto, in occasione di un concorso svoltosi a Trieste per l’assegnazione di un posto di primario di struttura complessa, prima, e attorno alla seconda Conferenza Nazionale per la Salute Mentale indetta dal Ministero della Salute, poi, sottraendosi di fatto a un confronto diretto ma favorendo comunicazioni in backstage inviate in via del tutto privata a una lista di contatti di cui io, non so in che modo, faccio parte. Il tentativo piuttosto goffo di informare il proprio esercito di addetti ai lavori, sottraendoli al contempo al dibattito nella sua interezza mi sembra, a questo punto, collegato più all’intenzione di mantenere un potere, mistificando, piuttosto che corrispondere a una vera intenzione di confronto su saperi e pratiche nell’interesse della collettività. La email che mi è arrivata, diventata nel suo contenuto poi pubblica, postata sui social e leggibile da molti, veniva spacciata come una risposta alla intervista di Simonetta Fiori  ad Alberta Basaglia su La Repubblica del 15 giugno scorso dal titolo “Se muore il sogno di mio padre Franco Basaglia”, nel quale veniva espressa la preoccupazione che in Friuli Venezia Giulia fosse attiva un’operazione, a cornice politica, di attacco dell’esperienza cosiddetta basagliana in psichiatria, e della rete dei servizi  di medicina di territorio più in generale.
Ripensando ad Ardea 12 luglio 2021
Sulla tragedia di Ardea e la sicurezza sociale. di Kevin Nicolini Non si può che restare sgomenti davanti all’aberrante tragedia che ha coinvolto gli abitanti di Ardea. Tre vittime innocenti e altrettante famiglie distrutte. Una persona in possesso di un’arma ha sparato deliberatamente ...
Prima presentazione del volume “Quale psichiatria?” di Franco Rotelli 23 maggio 2021
Una scrittura, quella di Rotelli, che non risente delle gergalità, ahimè datatissime, di molti scritti della psichiatria militante progressista degli anni Settanta e Ottanta. Una scrittura, quella di Rotelli, senza concessioni alle mode stilistiche, come è il caso di tutti i ...
14 maggio 2021
L'articolo di Daniele Mencarelli su "Domani" continua la storia di Andrea, che vorremmo potesse non finire. ...
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