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	<title>forumsalutementale.it &#187; In primo piano &#8211; 2</title>
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		<title>Le ragioni della Carta di Trieste</title>
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		<pubDate>Wed, 14 Jul 2010 18:52:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Michela</dc:creator>
				<category><![CDATA[In primo piano - 2]]></category>
		<category><![CDATA[Carta di Trieste]]></category>
		<category><![CDATA[comunicare]]></category>

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		<description><![CDATA[di Mara Mazzola
Da cosa deriva la necessità di un incontro tra giornalisti, operatori socio-sanitari, persone con esperienza diretta del disturbo mentale per discutere di comunicazione della salute mentale?
«Per sgretolare lo stigma», dice Morena di Psicoradio Bologna: «attraverso la radio riusciamo a prendere parola anche noi, riusciamo a fare sentire le nostre voci. Fare radio per ...<br /><a href="http://www.news-forumsalutementale.it/le-ragioni-della-carta-di-trieste/" class="leggi-ancora">leggi tutto &#187;</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>di Mara Mazzola</p>
<p>Da cosa deriva la necessità di un incontro tra giornalisti, operatori socio-sanitari, persone con esperienza diretta del disturbo mentale per discutere di comunicazione della salute mentale?</p>
<p>«Per sgretolare lo stigma», dice Morena di Psicoradio Bologna: «attraverso la radio riusciamo a prendere parola anche noi, riusciamo a fare sentire le nostre voci. Fare radio per me significa sia imparare cose nuove sia una forma di terapia». La radio quindi come strumento di comunicazione “antistigmatica”, per far capire alle persone “portatrici sane di follia” (come lei stessa le ha definite) che chi ha un disagio mentale deve poter avere la loro stessa dignità e uguali diritti.</p>
<p>«Per rompere il pregiudizio nei confronti delle persone con disagio mentale», afferma Gianluca Lisco, psicologo, psicoterapeuta e responsabile di Radio Fuori Onda di Roma, «è indispensabile creare condizioni di scambio favorendo esperienze di partecipazione e di contatto».</p>
<p>Prima della legge Basaglia, infatti, i “matti” erano rinchiusi nei manicomi e alienati dal resto del mondo. Soli, abbandonati a loro stessi. Senza una via di uscita.</p>
<p>Ma poi qualcosa è cambiato. «La più grande rivoluzione di questi ultimi secoli», ha dichiarato Dacia Maraini, intervenuta telefonicamente durante l’incontro triestino. «Franco Basaglia», continua la scrittrice, «ha ridato dignità alle persone e una speranza di guarigione». Guarigione: perché è ancora così difficile credere che si possa guarire da un disturbo mentale?</p>
<p>Per mero e proprio pregiudizio, quello stesso pregiudizio che prende il sopravvento nelle pagine di cronaca nera: giornali e tv che associano alla follia atti violenti, omicidi efferati, come a voler sostenere che simili gesti possano essere commessi solo da “pazzi”, conclamati o anche solo sospettati.</p>
<p>«Titoli come “Schizofrenico uccide la madre” sono offensivi», sostiene Massimo di Psicoradio. «La stigmatizzazione parte soprattutto da qui, dall’ignoranza diffusa che esiste quando si parla di disagio mentale», continua. «È necessario che questi titoli vengano cambiati», conclude Massimo.</p>
<p>Il desiderio di cambiare questo stato dei fatti e produrre una più corretta comunicazione della salute mentale si è concretizzato nell’iniziativa de “La Carta di Trieste”, un tentativo di costruire un codice etico, una sorta di protocollo deontologico per giornalisti che trattano notizie su cittadini con disturbo mentale e questioni legate alla salute mentale in genere.</p>
<p>La Carta nasce, come ha detto Kenka Lekovjch, giornalista promotrice di questa iniziativa, «da un grande e importante lavoro di condivisione di tutti i soggetti interessati partendo due princìpi di fondamentale importanza: rispetto della dignità della persona e della verità dei fatti».</p>
<p>Fra i partecipanti all’incontro, tenutosi il 23 giugno scorso all’ex manicomio, Roberto Natale, Segretario della Federazione Nazionale della Stampa Italiana. «Dobbiamo educarci all’uso preciso delle parola ed evitare la spettacolarizzazione», sono alcune delle affermazioni dette da Natale. «Non basta scrivere e usare termini giusti. C’è gente che vuole parlare e i giornalisti devono ascoltare, lo spazio ci sarebbe, sia in tv che sulla carta stampata». Un passaggio particolarmente significativo, questo, che riassume la volontà di collaborazione e la comunità d’intenti.</p>
<p>Un primo passo verso una “buona pratica” della comunicazione della salute mentale è stato fatto. Prossimo appuntamento in ottobre.</p>
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		<title>Chi ne sa qualcosa? Sequestrata e sgomberata la casa famiglia di Ischia Villa Fasolara</title>
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		<pubDate>Fri, 18 Jun 2010 20:08:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Michela</dc:creator>
				<category><![CDATA[In primo piano - 2]]></category>

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		<description><![CDATA[Ho trovato in rete questa notizia, relativa alla chiusura coatta di una piccola struttura residenziale sull&#8217;isola di Ischia con conseguente deportazione degli ospiti, pare a seguito proteste dei vicini di casa spaventati dalla vicinanza dei matti. Qualcuno di voi ne sa qualcosa in più? Ad una prima lettura sembrano esserci gli estremi per denunciare l&#8217;episodio, ...<br /><a href="http://www.news-forumsalutementale.it/chi-ne-sa-qualcosa-sequestrata-e-sgomberata-la-casa-famiglia-di-ischia-villa-fasolara/" class="leggi-ancora">leggi tutto &#187;</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ho trovato in rete questa notizia, relativa alla chiusura coatta di una piccola struttura residenziale sull&#8217;isola di Ischia con conseguente deportazione degli ospiti, pare a seguito proteste dei vicini di casa spaventati dalla vicinanza dei matti. Qualcuno di voi ne sa qualcosa in più? Ad una prima lettura sembrano esserci gli estremi per denunciare l&#8217;episodio, che non mi sembra abbia fatto molto notizia al di fuori della realtà locale</p>
<p>&#8220;Per puri problemi d’interpretazione burocratica, gli incolpevoli utenti della Casa Famiglia di Villa Fasolara ad Ischia saranno spostati presso strutture manicomiali a Napoli dove li attende un triste destino. La struttura posta sotto sequestro era risultata impeccabile nonostante i molti controlli delle Forze dell’Ordine e dei NAS, “poteva considerarsi una struttura modello dove i pazienti erano curati come in una vera famiglia, ora saranno deportati e noi siamo impotenti” dichiara un operatore sanitario. C’è chi parla di congiura, fatto sta che gli intolleranti vicini di casa l’hanno avuta vinta.</p>
<p>Le motivazioni del sequestro sono l’interpretazione di una norma che secondo l’interpretazione del GIP indica la necessità da parte della struttura (convenzionata con l’ASL) di dover disporre dell’autorizzazione sanitaria per poter operare, dal canto suo, l’ASL non l’ha rilasciata in quanto “non necessaria”.</p>
<p>(<a href="http://www.ischiablog.it/index.php/attualita-e-notizie/sequestrata-e-sgomberata-la-casa-famiglia-di-ischia-villa-fasolara">http://www.ischiablog.it/index.php/attualita-e-notizie/sequestrata-e-sgomberata-la-casa-famiglia-di-ischia-villa-fasolara</a>)</p>
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		<title>La lettera aperta dell&#8217;UNASAM: noi non lo permetteremo!</title>
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		<pubDate>Fri, 04 Jun 2010 18:34:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Michela</dc:creator>
				<category><![CDATA[In primo piano - 2]]></category>
		<category><![CDATA[porte aperte]]></category>
		<category><![CDATA[Unasam]]></category>

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		<description><![CDATA[Al Presidente della Camera Gianfranco Fini
Al Ministro della Sanità Ferruccio Fazio
Al Presidente della Commissione Affari Sociali della Camera Giuseppe Palumbo
Ai Componenti della Commissione Affari Sociali della Camera
Il 27 Maggio a Roma, presso il Centro Congressi Frentani, si è tenuta la Manifestazione Nazionale sulle buone e cattive pratiche in Salute Mentale con la collaborazione di Cittadinanzattiva ...<br /><a href="http://www.news-forumsalutementale.it/la-lettera-aperta-dellunasam-noi-non-lo-permetteremo/" class="leggi-ancora">leggi tutto &#187;</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Al Presidente della Camera Gianfranco Fini</p>
<p>Al Ministro della Sanità Ferruccio Fazio</p>
<p>Al Presidente della Commissione Affari Sociali della Camera Giuseppe Palumbo</p>
<p>Ai Componenti della Commissione Affari Sociali della Camera</p>
<p>Il 27 Maggio a Roma, presso il Centro Congressi Frentani, si è tenuta la Manifestazione Nazionale sulle buone e cattive pratiche in Salute Mentale con la collaborazione di Cittadinanzattiva e il Centro Servizi Volontariato del Lazio. Presenti 550 delegati provenienti dalle regioni d’Italia, in rappresentanza delle oltre 160 Associazioni dei familiari aderenti all’U.N.A.SA.M..<span id="more-4257"></span></p>
<p>La Manifestazione ha registrato anche una notevole presenza di operatori e direttori di Dipartimenti di Salute Mentale, oltre alla Fondazione Franco e Franca Basaglia, la CGIL, l’Associazione degli utenti “Attivamente” di Roma, l’Associazione degli utenti di Pisa, il Coordinamento Toscano degli utenti, gli utenti di Psicoradio, il Forum Nazionale Salute Mentale, l’ANPIS, l’Associazione Le Parole Ritrovate, il Centro Franco Basaglia di Arezzo, il Comitato Paesaggio di Vita di Teramo, la Società Italiana di Psichiatria, l’AIRSAM, la Società di Psichiatria Democratica.</p>
<p>Alla Manifestazione ha partecipato in rappresentanza del Ministro Fazio (impossibilitato per impegni istituzionali) il Dott. Ditta del Ministero della Sanità.</p>
<p>Dopo aver esposto nei vari interventi quella che è la realtà vera in ordine alle questioni della salute mentale e alle cause che determinano una diversa qualità degli interventi nelle varie regioni e all’interno di esse, la Manifestazione Nazionale ha evidenziato una netta presa di distanza dalla proposta di legge Ciccioli in discussione presso la Commissione Affari Sociali della Camera. Una ferma opposizione al trattamento obbligatorio prolungato che oltre ad essere gravemente dannoso per le persone che vivono l’esperienza della sofferenza mentale, produrrebbe esclusivamente il trasferimento di ingenti risorse finanziarie alle cliniche private, sottraendo risorse fondamentali per il buon funzionamento del servizio pubblico di salute mentale che invece andrebbe difeso e rafforzato.</p>
<p>CONSIDERIAMO QUINDI CON PREOCCUPAZIONE il tentativo dell’Onorevole Ciccioli, e di parte della Commissione Affari Sociali della Camera, di anticipare una discussione che dovrebbe avvenire all’interno della Commissione Parlamentare, in un Convegno dal titolo “FINALMENTE AL VOTO IN PARLAMENTO LA RIFORMA DELL’ASSISTENZA PSICHIATRICA – Andare oltre la 180 nella direzione dei pazienti e delle loro famiglie”.</p>
<p>Il Convegno si terrà a Roma, al Centro Congressi Capranica, il 9 giugno alle 16 e 30 (ha tutto il sapore di una risposta “politica” alla Manifestazione dell’UNASAM) e sono chiamati a “relazionare” non meglio precisati “rappresentanti delle Associazioni di familiari dei malati psichici e del volontariato per la Salute Mentale”.</p>
<p>Questa operazione è semplicemente vergognosa!</p>
<p>Noi abbiamo chiesto, da tempo, una audizione alla stessa Commissione Parlamentare e anziché doverosamente chiamarci per sentire il nostro punto di vista si fanno operazioni di propaganda politica. Evidentemente la Commissione non è interessata ad ascoltare la voce dei familiari perché ha già deciso in che direzione andare!</p>
<p>La proposta è addirittura già “ AL VOTO IN PARLAMENTO”. Dando quindi all’opinione pubblica una rappresentazione non reale dell’iter parlamentare.</p>
<p>Noi stigmatizziamo fortemente tale iniziativa e invitiamo il Presidente della Commissione Affari Sociali della Camera a prendere le distanze da tale vergognosa operazione e convocarci quanto prima per essere auditi.</p>
<p>Invitiamo anche il Ministro Fazio a prendere le distanze da questa operazione non cristallina e ad aprire un tavolo di confronto Ministeriale sulle questioni della salute mentale, ripristinando con urgenza la Commissione Ministeriale Salute Mentale, come fortemente richiesto nella nostra Manifestazione. Chiediamo inoltre che il Ministro Fazio solleciti le Regioni al rispetto delle Linee Guida Nazionali sulla Salute Mentale e sul TSO approvati dalla Conferenza delle Regioni.</p>
<p>Chiediamo a tutti i componenti della Commissione Affari Sociali della Camera di vigilare affinchè tutti possano essere auditi.</p>
<p>Chiediamo al Presidente della Camera Gianfranco Fini una forte vigilanza affinchè in Parlamento non ci siano colpi di mano su una questione di estrema importanza che attiene ai diritti e alle libertà individuali.</p>
<p>Noi non lo permetteremo!</p>
<p>Bologna 4 giugno 2010</p>
<p> </p>
<p>U.N.A.SA.M onlus</p>
<p>Unione Nazionale delle Associazioni</p>
<p>per la Salute Mentale</p>
<p>Sede Legale c/o Istituzione G.F.Minguzzi Via Sant’Isaia, 90 – 40123 Bologna</p>
<p>tel. 051/5288526/11 – fax 051/521268 – e.mail:unasam@unasam.it</p>
<p>C.F. : 96256330588</p>
<p>Prot. 26/2010</p>
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		<item>
		<title>L&#8217;UNASAM in audizione alla Commissione di Inchiesta</title>
		<link>http://www.news-forumsalutementale.it/lunasam-in-audizione-alla-commissione-di-inchiesta/</link>
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		<pubDate>Sat, 08 May 2010 15:48:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Michela</dc:creator>
				<category><![CDATA[In primo piano - 2]]></category>
		<category><![CDATA[porte aperte]]></category>
		<category><![CDATA[Unasam]]></category>

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		<description><![CDATA[Audizione dell&#8217; UNASAM alla Commissione di Inchiesta parlamentare sulla Efficienza ed Efficacia del Servizio Sanitario Nazionale, Roma 5 maggio 2010
L’Unasam, che rappresenta 160 Associazioni di Familiari e Utenti dei servizi di salute mentale impegnate in tutte le Regioni, porta alla attenzione di codesta Commissione la condizione di pesante e inaccettabile squilibrio esistente sul territorio nazionale, relativamente alla qualità, organizzazione e diffusione ...<br /><a href="http://www.news-forumsalutementale.it/lunasam-in-audizione-alla-commissione-di-inchiesta/" class="leggi-ancora">leggi tutto &#187;</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Audizione dell&#8217; UNASAM alla Commissione di Inchiesta parlamentare sulla Efficienza ed Efficacia del Servizio Sanitario Nazionale, Roma 5 maggio 2010</p>
<p>L’Unasam, che rappresenta 160 Associazioni di Familiari e Utenti dei servizi di salute mentale impegnate in tutte le Regioni, porta alla attenzione di codesta Commissione la condizione di pesante e inaccettabile squilibrio esistente sul territorio nazionale, relativamente alla qualità, organizzazione e diffusione dei servizi di salute mentale.</p>
<p>In gran parte dei servizi territoriali di salute mentale, l’intervento è prevalentemente di tipo ambulatoriale, con visite mediche mediamente ogni due tre mesi; la cura è centrata sulla prescrizione farmacologica e l’attività preventiva e riabilitativa è marginale.</p>
<p>Nella maggior parte dei Servizi Psichiatrici di Diagnosi e Cura si pratica la contenzione fisica, le porte sono chiuse a chiave, e l’intervento farmacologico è massiccio. Il rapporto con i centri di salute mentale, responsabili della presa in cura, non è costante.</p>
<p>La nostra esperienza parte dal riconoscimento della validità del processo di civiltà avviato nel 1978 in Italia con le Leggi di Riforma Sanitaria e Psichiatrica, che ha portato solo negli anni 98/2000 al superamento della gran parte degli ospedali psichiatrici.</p>
<p>Questo processo di deistituzionalizzazione non è stato accompagnato dappertutto dalla realizzazione di buoni servizi di salute mentale comunitaria per precise responsabilità e ritardi delle Regioni e del Governo Centrale. E’ appena il caso di sottolineare che il primo Progetto Obiettivo Nazionale per la Salute Mentale è stato emanato nel 1994, e metteva in evidenza come, la questione della salute mentale e della restituzione dei diritti di cittadinanza alle persone colpite dalla sofferenza mentale, non fosse stata affrontata con la necessaria decisione, determinando: primo, uno stato di abbandono e di inaccettabile degrado delle condizioni di vita delle persone internate negli Ospedali Psichiatrici; secondo, una non adeguata organizzazione dei serviti territoriali.</p>
<p>Nel 1999 è stato emanato il secondo Progetto Obiettivo con indicazioni ancora più puntuali per le Regioni e le Aziende Sanitarie Locali. Oltre a ribadire la validità del modello organizzativo (il Dipartimento di Salute Mentale), indicava gli obiettivi di salute, gli interventi prioritari, le politiche e i programmi di salute. Anche questo secondo Progetto di indirizzo è stato disatteso in gran parte del territorio nazionale, come ben evidenziato dalla prima e unica Conferenza Nazionale per la Salute Mentale tenutasi nel 2001.</p>
<p>Si è registrata quindi, negli anni, una disattenzione generale sulla questione “Salute Mentale”, da parte delle Regioni chiamate a programmare e garantire gli interventi sanitari e sociali, che ha determinato situazioni di abbandono e cronicizzazione utilizzate strumentalmente da chi ha sempre ostacolato la piena attuazione della Legge di Riforma Sanitaria.</p>
<p>Quella stessa Legge che nelle sue premesse dichiara che “la tutela della salute fisica e psichica deve avvenire nel rispetto della dignità e della libertà della persona umana” e che “il Servizio Sanitario Nazionale è costituito dal complesso delle funzioni, delle strutture, dei servizi e delle attività destinati alla promozione, al mantenimento ed al recupero della salute fisica e psichica di tutta la popolazione senza distinzione di condizioni individuali e sociali e secondo modalità che assicurino l’eguaglianza dei cittadini nei confronti del servizio”.</p>
<p>In tanti luoghi quindi, nonostante la Legge Nazionale lo imponesse, le persone non hanno ricevuto cure e attenzione e hanno peggiorato le loro condizioni di salute.</p>
<p>Di contro, però, singole Aziende Sanitarie Locali e singoli Dipartimenti di Salute Mentale, grazie ad Amministratori e Direttori illuminati, sono stati capaci di farsi carico della domanda di intervento e di aiuto provenienti dalle comunità locali, offrendo, insieme alle cure mediche e alle strutture, percorsi riabilitativi e di inclusione sociale, restituendo alle persone fiducia e speranza di guarigione.</p>
<p>In questi luoghi simbolo, che possiamo trovare in tutte le regioni d’Italia, i risultati sono stati particolarmente positivi e hanno dimostrato che anche nelle situazioni più gravi, le persone che vivono la condizione della sofferenza mentale, se precocemente e correttamente prese in cura, possono migliorare notevolmente (nel 60% dei casi) o guarire (nel 30% dei casi) ed essere soddisfacentemente inserite nella vita sociale e lavorativa.</p>
<p>Queste buone pratiche, in atto nel nostro Paese, meriterebbero una maggiore valorizzazione e diffusione. Le nostre Associazioni quindi, impegnate in tutte le Regioni d’Italia, vogliono ribadire l’importanza della necessità di difendere con forza il ruolo del servizio pubblico di salute mentale e di quanto di importante e innovativo è stato realizzato e si sta realizzando in tante parti del territorio, grazie all’impegno competente e sensibile di tanti operatori e grazie alla costante presenza attiva e alla vigilanza delle famiglie e delle Associazioni dei familiari e degli utenti.</p>
<p>L’esperienza italiana, inoltre, è stata riconosciuta dalla Conferenza dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, tenutasi ad Helsinky nel 2005, laddove, nel Piano d’Azione sulla salute mentale per l’Europa, stabilisce che “…occorre progettare e realizzare servizi specialistici di comunità accessibili 24 ore al giorno, sette giorni alla settimana, con èquipe multidisciplinari, che possono prendere in carico persone con problemi gravi quali schizofrenia, disturbi bipolari, depressione grave o demenza” e che “occorre riconoscere l’esperienza e le competenze dei pazienti e dei carers, come base essenziale per la pianificazione e lo sviluppo dei servizi per la salute mentale…”</p>
<p>Questi concetti vengono ulteriormente ripresi e valorizzati dalla Risoluzione per la Salute Mentale approvata nel 2009 dal Parlamento Europeo “…Sottolinea la necessità di una pianificazione chiara e a lungotermine, finalizzata a fornire servizi di salute mentale, in comunità o in ospedale, di alta qualità, efficaci, accessibili e universali, e a promuovere l’adozione di criteri di controllo da parte di organi indipendenti…chiede una migliore collaborazione e comunicazione tra i professionisti che prestano le cure sanitarie primarie e i professionisti della salute mentale, per affrontare con successo i problemi associati alla salute fisica e mentale, incoraggiando un approccio olistico che tenga conto del profilo complessivo degli individui dal punto di vista della salute fisica e mentale…”</p>
<p>Gli indirizzi quindi sono chiari sia a livello nazionale, sia a livello Europeo. Occorre quindi un maggiore impegno da parte di tutti perché non si ritorni alla psichiatria dei manicomi, della contenzione e dell’elettroschock e alla reintroduzione del concetto di pericolosità sociale.</p>
<p>Inoltre resta tutt’ora aperta la questione degli Ospedali Psichiatrici Giudiziari per i quali l’Italia è stata sanzionata dal Consiglio d’Europa per le condizioni in cui versano le persone internate.</p>
<p>Noi oggi siamo qua a dichiarare il nostro impegno per la difesa dei diritti dei nostri cari e di tutte le persone che vivono l’esperienza della sofferenza mentale. Ma siamo qui anche per difendere il nostro diritto ad una vita serena, senza sofferenza aggiuntiva, il nostro diritto alla vita senza che questo comporti l’abbandono dei nostri cari o la loro mortificazione. Senza far ricadere su di loro, sulle loro condizioni di sofferenza e fragilità, le colpe di istituzioni sorde, alcune volte violente, spesso indifferenti. Senza far ricadere su strumenti legislativi o normativi responsabilità unicamente politiche e istituzionali.</p>
<p>Noi vogliamo anche denunciare la strumentalizzazione che alcuni fanno del legittimo malcontento espresso da tanti familiari disperati, per riproporre luoghi e pratiche di esclusione e controllo sociale.</p>
<p>Ci riferiamo in particolare alla proposta Ciccioli che le nostre Associazioni hanno bocciato totalmente. In particolare il ricorso a trattamenti sanitari obbligatori prolungati, per rispondere alle situazioni di urgenza/emergenza, oltre che dannoso e assurdo dal punto di vista terapeutico, contrasta con il dettato costituzionale. Noi riteniamo condivisibili i contenuti del documento emanato dalla Conferenza delle Regioni che ha approvato all’unanimità il testo elaborato dal “Gruppo tecnico interregionale salute mentale” nel 2008.</p>
<p>Ci pare utile ricordare un passaggio importante sul concetto di cura, terapia e riabilitazione espresso da Benedetto Saraceno (Direttore del Dipartimento di Salute Mentale dell’Organizzazione Mondiale della Sanità:</p>
<p>“Una buona psichiatria, che davvero pretenda di curare, deve considerare la dimensione della libertà e della cittadinanza come parte integrante di qualunque processo di cura. Non c’è un punto dove finisce il sanitario e comincia il sociale ma il sociale è sanitario, il sociale è cura, e al contrario, là dove manchino queste dimensioni si avrà semplicemente “una cattiva cura” una “terapia inadeguata”. Tutto questo gli psichiatri e spesso gli amministratori fanno fatica a capirlo e continuano a pensare che la dimensione sociale del trattamento delle malattie mentali è una sorta di optional, lodevole segno di apertura mentale, da perseguirsi tuttavia fino a dove i finanziamenti lo permettono. Non si tratta di eliminare un optional erogabile solo in tempi di vacche grasse, ma di assumere la piena responsabilità che tale eliminazione azzoppa la terapeutica, la rende meno efficace. In altre parole, è come dire che non tutti gli strumenti chirurgici saranno sterilizzati perché mancano i fondi. Chi facesse questa dichiarazione sarebbe accusato di togliere ai malati il diritto a cure appropriate ed esporli a rischi addizionali. L’assenza di residenze protette per i pazienti psichiatrici, la limitazione all’accesso ai servizi territoriali e alle strutture riabilitative connesse, costituiscono una oblazione del diritto alle cure appropriate e generano rischi addizionali per i malati. E tutto questo ce lo dice la letteratura psichiatrica internazionale, la epidemiologia e anche l’Organizzazione Mondiale della Sanità. Infatti certi principi che erano rivoluzionari venti anni fa oggi sono i principi retti cui si ispira l’Organizzazione Mondiale della Sanità quando esprime raccomandazioni alle autorità sanitarie. A questo proposito sono interessanti e andrebbero diffusi in Italia alcuni documenti chiave dell’Organizzazione Mondiale della Sanità in cui emergono tendenze inequivocabili:</p>
<p>- Bisogna superare l’egemonia dell’ospedale psichiatrico (e in italia lo abbiamo fatto) e sviluppare servizi comunitari (dichiarazione di Caracas 1990)</p>
<p>- Bisogna sviluppare modelli di riabilitazione basati sulla residenzialità e sul lavoro</p>
<p>- Bisogna ampliare le partnerships comunitarie e sviluppare adeguati servizi di salute mentale</p>
<p>- Bisogna sviluppare la qualità dei servizi di salute mentale e valutarla periodicamente</p>
<p>E’ il tempo della partecipazione (degli utenti, dei familiari, delle organizzazioni non governative, del privato sociale senza fini di lucro), è il tempo della partnerships (non si danno servizi comunitari senza un serio coinvolgimento delle comunità), è il tempo del rigore e della valutazione (soltanto linee guida chiare, intelligenti, non ambigue, dettagliate, attente non solo a inventariare burocraticamente strutture e procedure ma anche a valutare gli esiti per i pazienti, e, se sarà il caso, sarà di nuovo il tempo degli schieramenti.</p>
<p>Noi ribadiamo la necessità che in ogni Dipartimento di Salute Mentale, nella individuazione delle priorità strategiche, si riconosca la “crescente capacità degli utenti, dei familiari e delle Associazioni, ad affermare autonomamente l’area dei propri bisogni e delle risposte attese”; che i Dipartimenti operino affinchè siano favoriti livelli partecipativi che esprimano il raggiungimento di precisi obiettivi, come ad esempio la costruzione di un progetto terapeutico individuale, personalizzato e condiviso.</p>
<p>Noi quindi sollecitiamo un impegno della Commissione affinchè siano garantiti, attraverso le Regioni e le Aziende Sanitarie Locali, su tutto il territorio nazionale, interventi di prevenzione, cura e riabilitazione con risorse umane e finanziarie adeguate. Abbiamo già sottolineato che in tutte le Regioni sono presenti esempi di buone pratiche e di pessime pratiche e che noi familiari siamo impegnati a sostenere il miglioramento della qualità dei servizi, l’umanizzazione dei luoghi di cura e delle pratiche, opponendoci con forza all’uso della contenzione fisica spacciata come “atto medico” e all’eccessivo uso di psicofarmaci. E’ questione questa che riguarda migliaia di persone e di giovani che incontrano la sofferenza mentale per la prima volta e che hanno il diritto di trovare risposta e accoglienza nella comunità di appartenenza e nei loro contesti di vita. Sappiamo che le situazioni sono molto diversificate in relazione alla capacità dei servizi territoriali di ascoltare e interpretare la domanda di aiuto che proviene dal territorio, di sostenere le famiglie, di garantire percorsi di cura personalizzati, di riconoscere la sofferenza mentale come parte dell’esistenza umana e come tale trattarla. E’ insopportabile, che in un servizio di diagnosi e cura si possa morire legati in un letto e questo è accaduto a Cagliari, a Bari, a Salerno e probabilmente anche in altri luoghi senza che venisse denunciato o segnalato; ed è insopportabile vedere come, alcune volte, nei servizi territoriali si trattino con superficialità le difficoltà espresse dai familiari nella disperata ricerca di aiuto, così come è insopportabile l’atteggiamento dei media interessati più che alla comprensione della vicenda umana alla sensazionalità della notizia.</p>
<p>Questi i punti fondamentali sui quali chiediamo l’attenzione della Commissione nella vigilanza della efficienza ed efficacia del servizio sanitario nazionale:</p>
<p>a) L’uso moderato e razionale degli psicofarmaci affinchè sia mantenuta alta l’aspettativa di “guarigione” che le persone hanno</p>
<p>b) Una campagna continua di lotta contro lo stigma e i pregiudizi</p>
<p>c) La diffusione dei Dipartimenti di Salute Mentale su tutto il territorio Nazionale con attivazione dei Centri di salute mentale per la presa in cura sulle 24 ore (“perché questo è il tempo di vita delle persone” ), eliminando ogni difformità organizzativa a livello di ASL o di Regione</p>
<p>d) Garantire che i luoghi della presa in cura siano immediatamente identificabili e raggiungibili nel minor tempo possibile, accessibili, accoglienti, umani.</p>
<p>e) Favorire la relazione terapeutica basata sulla fiducia, il rispetto, la partecipazione e condivisione del progetto di cura e di vita da parte della persona interessata e delle persone a lui/lei care</p>
<p>f) Favorire i percorsi di ripresa attraverso la residenzialità. Le case in cui abitare devono essere di piccole dimensioni, nel contesto urbano, a diversa intensità di protezione, somigliante alle case vere, in numero sufficiente alla domanda che esprime il territorio, senza alcun vincolo strutturale:</p>
<p>g) Favorire campagne di lotta allo stigma e ai pregiudizi</p>
<p>h) Vietare espressamente la contenzione e qualunque metodo coercitivo lesivo della dignità e della libertà della persona</p>
<p>i) Garantire il consenso informato</p>
<p>j) Ribadire che il TSO non è la norma ma costituisce un intervento straordinario ed eccezionale nel rispetto di quanto stabilito dalla Legge 833/78</p>
<p>k) Garantire la formazione e l’aggiornamento continuo del personale</p>
<p>l) Promuovere programmi di dimissionamento dagli Ospedali Psichiatrici Giudiziari per il loro definitivo superamento</p>
<p>m) Sostenere l’impresa sociale per i percorsi riabilitativi emancipativi e gli inserimenti lavorativi delle persone con sofferenza mentale</p>
<p>n) Sostenere l’Associazionismo dei familiari e degli utenti della salute mentale</p>
<p>o) Costituire in tutte le Regioni le Commissioni Regionali Salute Mentale</p>
<p>p) Costituire in tutti i Dipartimenti di Salute Mentale le Consulte Dipartimentali</p>
<p>q) Favorire l’Amministrazione di Sostegno laddove necessario</p>
<p>r) Garantire un sistema di monitoraggio della qualità degli interventi</p>
<p>La Presidente Nazionale</p>
<p>Gisella Trincas</p>
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		<title>L&#8217;Aquila &#8211; Quando il disagio psichico viene sfollato e poi rimosso</title>
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		<pubDate>Sat, 17 Apr 2010 15:45:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[In primo piano - 2]]></category>
		<category><![CDATA[L'Aquila]]></category>

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		<description><![CDATA[Di Alessandro Sirolli *
La mattina del 6 aprile tutto il consueto si stravolge, i luoghi si annullano nella tragedia collettiva e l’etica umana si concentra nel mettere a disposizione della comunità le nostre persone, le nostre coscienze e conoscenze. Arriviamo alla Scuola di Finanza dove il Dipartimento di Comando e Controllo della Protezione Civile si ...<br /><a href="http://www.news-forumsalutementale.it/quando-il-disagio-psichico-viene-sfollato-e-poi-rimosso/" class="leggi-ancora">leggi tutto &#187;</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Di Alessandro Sirolli *</p>
<p>La mattina del 6 aprile tutto il consueto si stravolge, i luoghi si annullano nella tragedia collettiva e l’etica umana si concentra nel mettere a disposizione della comunità le nostre persone, le nostre coscienze e conoscenze. Arriviamo alla Scuola di Finanza dove il Dipartimento di Comando e Controllo della Protezione Civile si è posizionato e dove ci viene chiesto di recarci a sostenere i familiari delle vittime nel luogo di raccolta dei corpi, nell’hangar-obitorio. Credo che solo la nostra età e esperienza ci permettono la dissociazione necessaria per reggere l’intera giornata immersi nello strazio dei corpi che arrivano, nella sofferenza dignitosa e sconvolgente di padri, madri, sorelle, figli e nonni che richiamano la nostra attenzione con lo straordinario silenzio dei volti e la chiusura dei corpi, così come con l’improvviso attivarsi alle comunicazioni del probabile riconoscimento da fare sui loro morti. Credevamo di essere ormai avvezzi alle sofferenze, ma quando nella serata sono venuti a sollevarci i colleghi forestieri ci siamo resi conto di avere ancora poche energie di riserva e che potevamo finalmente dedicarle alla nostra sofferenza speculare alle vittime.Ci incontriamo con il direttore del DSM, cerchiamo di sapere dove riorganizzare i Servizi, dove preoccuparci di avere tende per ospitare le persone che lavorano e che con noi si prendano cura dei nostri pazienti. Si presentano alcuni soci dell’Associazione 180amici, accogliamo tanti giovani volontari e dalla nostra sede nazionale arrivano offerte di aiuti, ricariche per i cellulari, cominciamo ad essere abbastanza numerosi e con gli operatori del Dipartimento di Salute Mentale decidiamo di cercare i nostri utenti, siamo attivi 24 ore sia nel censimento dei pazienti, sia nel rispondere alle chiamate urgenti dai posti medici avanzati. Al 12 Aprile abbiamo completato il censimento dei pazienti conoscendo dove fossero e come prenderci cura di loro nei luoghi temporanei della loro nuova vita da sfollati. Al Campo Globo dicono che l’associazione 180 amici deve essere accreditata, lo chiediamo al DiComaC senza ottenerlo e continuiamo a lavorare comunque con la Protezione Civile che è costretta a riconoscere di fatto sia il nostro sistema organizzato di Servizi che i volontari dell’Associazione. Fra persone delle casefamiglia, dei gruppi appartamenti e alcuni ospiti di altri territori siamo quasi 60 cittadini fra cittadini, non senza dover opporci a manovre emarginanti della Protezione Civile, la quale più volte tenta di collocarci ai margini del Campo, con servizi dedicati e recinti. Nel programma della Protezione Civile il nostro lavoro di contaminazione sociale nella comunità si presentava loro come possibile elemento di rischio per il sistema ordinato del campo di raccolta, dove tutti dovevano vivere nell’attesa tranquilla degli interventi governativi del progetto tende- C.A.S.E. La fermezza del nostro sistema organizzato dei servizi è stata comunque vincente e anche convincente nell’ottenere la continuità della cura nel rispetto dei diritti. I mesi trascorsi nella tendopoli del Globo sono stati caratterizzati da iniziative di aggregazione interna attraverso la creatività di giovani volontari dell’associazione, come di prima riconquista sociale il 14 luglio della Villa Comunale con la Festa Nazionale della creatività insieme a Simone Cristicchi , anche con il Comitato Cittadino 3.32 protagonista di un incontro pubblico con il Sindaco della città e il Commissario Bertolaso, il quale non ha gradito le civili contestazioni e le richieste di partecipazione, trasparenza e ricostruzione totali.</p>
<p>Alla chiusura dei campi avviata nel mese di settembre e conclusa male solo a dicembre ci è stata anche chiesta la collaborazione a mediare i conflitti che si determinavano durante gli spostamenti dalle tende agli alberghi delle tante persone rimaste fuori dalle assegnazioni degli appartamenti delle new town. Il rifiuto fu fermo in nome del totale dissenso politico, etico e morale e altri colleghi psicologi del sistema protezione civile se ne fecero tristemente carico. La popolazione è stata dispersa in centinaia di piccoli e grandi campi, microaree di un forzato laboratorio di welfare di comunità. Questa drammatica e anche straordinaria esperienza merita riflessione e continuità nel nuovo assetto urbano imposto dalla costruzione non condivisa delle 19 new town . Ora la sfida è la ricostruzione vera della città e la ricostruzione sociale del territorio frantumato dall’intervento governativo caratterizzato dalle “deportazioni” e da un sistema di controllo sociale della popolazione attraverso la divisione e il contrasto alla partecipazione. Certo non giovavano e non andavano in questo senso le parole del Presidente del Consiglio, che in una delle sue prime visite alla Scuola di Finanza i primi giorni dopo il terremoto irrompe insieme al Commissario Guido Bertolaso in una nostra riunione organizzativa fra sanità e Università e profetizza lunghi tempi di ripresa del mondo accademico aquilano, dichiarando:” legherei ad una sedia anche un figlio se questi mi chiedesse di venire a studiare a L’Aquila”. Nonostante questo oggi la nostra Università riprende ad ospitare giovani che fanno anche parte del “popolo delle carriole” a dimostrare la volontà di pratica partecipata di ricostruzione. Il governo della seconda emergenza richiede l’impegno ad attivare le intelligenze collettive attraverso la contestualizzazione e storicizzazione continua del grave disagio relazionale conseguente non tanto alla catastrofe naturale quanto alla catastrofe sociale a determinazione umana, quale è stata l’occupazione della Protezione Civile con la destituzione e delegittimazione dei poteri locali e il contrasto a qualsiasi forma di partecipazione democratica.I nostri progetti di inclusione sociale soffrono per l’attuale grave e colpevole perdita di assegni di formazione-lavoro, di contratti per gli operatori già precari,per la grave disattenzione politica, le cattive pratiche amministrative ed il malgoverno socio-sanitario. In tale contesto registriamo la solidarietà concreta dei sostenitori della riforma Basaglia, della stessa Fondazione Franca e Franco Basaglia, di tanti del Forum Salute Mentale che hanno permesso la realizzazione di progetti di inclusione sociali, piccoli ma significativi,di contro alle speculazioni del presunto e non significativamente evidenziato disturbo post-traumautico da stress.Non tanto di interventi specialistici diagnostici-terapeutici si ha il bisogno ,quanto di ricostruzione sociale nel pieno rispetto della cultura di appartenenza. Gli interventi psico-sociali devono creare opportunità di aggregazione e di discussione collettiva, oggi ancora difficili dopo i lunghi mesi di assistenzialismo istituzionalizzante nei campi, dove il controllo sociale della popolazione è passato attraverso la negazione di qualsiasi iniziativa politica di penetrazione e dall’esaltazione dell’intrattenimento più o meno forzato, come i concerti del programma “Campi Sonori” a targa Protezione Civile. I nostri progetti viaggiano con il Cinebus,autobus itinerante dove proiettiamo film a temi sociali di salute mentale, di non lavoro e di precariato, ma anche con il protagonismo e la partecipazione nei laboratori di cittadinanza su letteratura e giornalismo .</p>
<p>ALIAS ,supplemento settimanale del Manifesto di sabato 3 aprile 2010</p>
<p>*Presidente Associazione 180amici l&#8217;aquila e Direttore Centro Diurno Psichiatrico</p>
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		<title>Ai Forum Regionali</title>
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		<pubDate>Tue, 16 Feb 2010 16:25:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Michela</dc:creator>
				<category><![CDATA[In primo piano - 2]]></category>
		<category><![CDATA[Trieste2010]]></category>

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		<description><![CDATA[Nell’incontro internazionale di febbraio Trieste 2010. Cosa è ‘Salute Mentale’? Per una rete mondiale di salute comunitaria è stata formulata, in occasione delle prossime elezioni, una lettera di raccomandazioni alle candidate e ai candidati alla presidenza delle Regioni. La stessa è stata inviata per mail agli indirizzi dei candidati. La Cgil nazionale e la Cgil FP ...<br /><a href="http://www.news-forumsalutementale.it/una-lettera-di-raccomandazioni-ai-candidati-alle-elezioni-regionali/" class="leggi-ancora">leggi tutto &#187;</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Nell’incontro internazionale di febbraio <em>Trieste 2010. Cosa è ‘Salute Mentale’? Per una rete mondiale di salute comunitaria</em> è stata formulata, in occasione delle prossime elezioni, una lettera di raccomandazioni alle candidate e ai candidati alla presidenza delle Regioni. La stessa è stata inviata per mail agli indirizzi dei candidati. La Cgil nazionale e la Cgil FP nazionale l’ha inviata alle sue strutture e pubblicata sul suo sito.<span id="more-2953"></span></p>
<p>La lettera, presentata prima delle elezioni, dovrebbe diventare momento qualificato di verifica delle politiche di salute mentale delle nuove Giunte regionali, ma certamente anche delle attuali. Sull’attuazioni dei 10 punti i forum regionali possono e devono aggregare operatori, persone con esperienza di sofferenza, familiari, cittadini, amministratori, associazioni….. ed impostare nei prossimi tempi nei confronti dei governi locali la loro azione di pressione, confronto e, ove necessario, di denuncia.<!--more--></p>
<p>E’ importante però che personalmente gli iscritti al Forum, delle regioni dove si vota, si facciano carico di portarla all’attenzione dei candidati. Questo è già stato fatto in Campania da Peppe e da me in Umbria, in occasione di dibattiti pubblici.</p>
<p>E’ una occasione per il Forum di impegnarsi con forza e con passione.</p>
<p>Giovanna Del Giudice</p>
<p>Trieste 9 marzo 2010</p>
<p><a rel="attachment wp-att-3046" href="http://www.news-forumsalutementale.it/una-lettera-di-raccomandazioni-ai-candidati-alle-elezioni-regionali/lettera-candidati_forum/">Lettera candidati</a>
<div class="wam_wrap">
<h4 class="wam">Allegati</h4>
<ul class="wam_ul">
<li><a href='http://www.news-forumsalutementale.it/public/In-occasione-delle-prossime-elezioni-regionali-il-convegno-Trieste-2010-che-cosa-è.doc' class="wam_icon_link" style='padding-left:20px; line-height:16px; background-image:url("http://www.news-forumsalutementale.it/wp-content/plugins/attachment-manager/icons/page_white_word.png");'>In occasione delle prossime elezioni regionali il convegno Trieste 2010 che cosa è</a>
</p>
</li>
<li><a href='http://www.news-forumsalutementale.it/public/Lettera-candidati_forum.pdf' class="wam_icon_link" style='padding-left:20px; line-height:16px; background-image:url("http://www.news-forumsalutementale.it/wp-content/plugins/attachment-manager/icons/page_white_acrobat.png");'>Lettera candidati</a>
</p>
</li>
</ul>
</div>
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		<title>Trieste rilancia la rivoluzione di Basaglia</title>
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		<pubDate>Sun, 14 Feb 2010 15:40:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Michela</dc:creator>
				<category><![CDATA[In primo piano - 2]]></category>
		<category><![CDATA[Trieste2010]]></category>

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		<description><![CDATA[(da tutto il mondo per partecipare all&#39;Incontro)
 
Gettate le basi per nuovi progetti a livello internazionale. Bilancio del meeting sulla salute mentale
Trieste sarà il luogo di riferimento della Conferenza mondiale permanente sulla salute mentale. Così la città che è stata la protagonista del cambiamento, della rivoluzione basagliana che ha abbattuto i muri dei manicomi, si conferma ...<br /><a href="http://www.news-forumsalutementale.it/trieste-rilancia-la-rivoluzione-di-basaglia/" class="leggi-ancora">leggi tutto &#187;</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_2893" class="wp-caption alignleft" style="width: 510px"><a rel="attachment wp-att-2893" href="http://www.news-forumsalutementale.it/l%e2%80%99eredita-di-basaglia-e-una-ricerca-continua/documenti/"><img class="size-large wp-image-2893" title="documenti" src="http://www.news-forumsalutementale.it/public/documenti-500x375.jpg" alt="(da tutto il mondo per partecipare all'Incontro)" width="500" height="375" /></a><p class="wp-caption-text">(da tutto il mondo per partecipare all&#39;Incontro)</p></div>
<p> </p>
<p>Gettate le basi per nuovi progetti a livello internazionale. Bilancio del meeting sulla salute mentale</p>
<p>Trieste sarà il luogo di riferimento della Conferenza mondiale permanente sulla salute mentale. Così la città che è stata la protagonista del cambiamento, della rivoluzione basagliana che ha abbattuto i muri dei manicomi, si conferma ancora una volta essere il centro per lo sviluppo e la nascita di sistemi territoriali di salute di comunità. Più di quaranta workshop, seminari, dibattiti, confronti, riflessioni, hanno animato i cinque giorni dell&#8217;incontro internazionale. L&#8217;obiettivo comune creare una rete attiva di scambio di saperi e di conoscenze. Al meeting triestino hanno partecipato migliaia di persone provenienti da più di quaranta Paesi: esperti, operatori, studenti, e persone che hanno attraversato o attraversano problemi di disturbo mentale.<span id="more-2936"></span> Nella sessione conclusiva di ieri sono state tracciate le linee del percorso futuro, sottolineate le urgenze e marcate le domande. Gli interrogativi sulla salute mentale in una visione che va dal passato recente al futuro prossimo hanno trovato un punto di incontro che ha stabilito le priorità sulle quali continuare a lavorare. A partire per l&#8217;Italia da quella che Eugenio Borgna, primario emerito di psichiatria all&#8217;Ospedale maggiore di Novara ha definito la struttura portante della migliore psichiatria possibile: la legge 180. «Non conosco altri modi concreti – ha spiegato Borgna – con i quali è stata affrontata la psichiatria. Il metodo dialogico tra chi cura e chi è curato è fondamentale. La disperazione, l&#8217;angoscia, la follia fanno parte dell&#8217;esperienza umana». O ancora nelle parole di Benedetto Saraceno, direttore del Dipartimento di salute mentale dell&#8217;Oms: «il modello di salute di comunità realizzato in questi anni dall&#8217;Azienda sanitaria triestina va esportato a livello mondiale». E la conferma, che le buone pratiche rappresentano un modello da seguire, arriva anche dai molti progetti di collaborazione che sono nati e si sono rafforzati negli incontri. Progetti che coinvolgono diverse parti del mondo, che vedono in prima fila i governi, come ad esempio quelli del Brasile o dell&#8217;Argentina. Mentre sono già in programma diversi appuntamenti con delegazioni rumene, finlandesi, islandesi, danesi e bulgare. Insomma, un successo quasi inaspettato, come ha spiegato il direttore del Dipartimento di salute mentale di Trieste Peppe Dell&#8217;Acqua. «Più di mille persone si sono iscritte al convegno e quasi altrettante sono quelle che hanno seguito gli incontri di questi giorni. Ci colpisce che a partecipare sono stati tutti i cosiddetti stakeholders della salute mentale: familiari, studenti, psicologi, psichiatri, operatori sociali, cittadini e persone che hanno disturbi di salute mentale. Questo conferma la vocazione di Trieste, la sua capacità di attrarre e la sua responsabilità nel dare risposte». Un obiettivo che forse non ci aspettava in questi tempi di crisi economica e di difficoltà politiche. Ma quello che vuole sottolineare Dell&#8217;Acqua è il valore formativo di questa esperienza. «Trieste è voluta come luogo di riferimento per la formazione. Abbiamo avuto molte richieste, ad esempio, dalle associazioni di familiari italiane. Quanto accaduto in questi giorni rende evidente anche la connessione con l&#8217;Università di Trieste e in particolare con i corsi di laurea in psichiatria, psicologia e filosofia oltre che con la Sissa». Il parco di San Giovanni sarà la sede per la formazione permanente sulla salute mentale, ma non solo a livello nazionale. «Ieri si è sancita la nascita – spiega Dell&#8217;Acqua- della Conferenza mondiale permanente sulla salute mentale, che farà riferimento a Franco Rotelli. L&#8217;Organizzazione mondiale della sanità, con il suo delegato per la salute mentale Benedetto Saraceno, sostiene il progetto e mette a disposizione le sue competenze». Una conferma in più per la messa in rete dei tanti progetti che a livello mondiale ruotano attorno alla salute mentale. Tre già gli appuntamenti programmati dalla Conferenza permanente: il primo a Belgrado a maggio, a Lille e poi a Sidney nel mese di settembre. Si parte quindi con obiettivi ben precisi e un percorso già avviato. «Altri sono gli impegni che ci vedranno coinvolti nei prossimi mesi – racconta ancora Dell&#8217;Acqua. &#8211; Saremo a Roma per tracciare le linee della Carta di Trieste (un vademecum realizzato assieme all&#8217;Ordine dei giornalisti e la Federazione nazionale stampa italiana per un uso, nei media, di un linguaggio rispettoso delle persone con disturbi di salute mentale); e poi ancora – prosegue &#8211; con la Scuola superiore di formazione e di sviluppo umano che avrà sede a Trieste con il sostegno delle Nazioni unite e una Summer school sulla salute mentale comunitaria». Ma ciò che ci stupisce dice Dell&#8217;Acqua «è il numero, mai visto, di persone con disturbo mentale che spontaneamente sono venute a portare il loro contributo, che pretendono di partecipare e che ci hanno chiesto gli spazi per potersi incontrare e scambiare esperienze». Da Trieste dunque un rilancio della rivoluzione basagliana.</p>
<p>(di Ivana Gherbaz per Il Piccolo del 14.02.2010)</p>
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		<title>Nuova rete di salute comunitaria promossa dal meeting di Trieste</title>
		<link>http://www.news-forumsalutementale.it/nuova-rete-di-salute-comunitaria-promossa-dal-meeting-di-trieste/</link>
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		<pubDate>Sat, 13 Feb 2010 10:25:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[In primo piano - 2]]></category>
		<category><![CDATA[Trieste2010]]></category>

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		<description><![CDATA[Una sessantina di Paesi sotto l’egida dell’Oms nel coordinamento stabile per la salute mentale.
È proprio l&#8217;interrogativo &#8220;Cos&#8217;è la salute mentale?&#8221;, che ha segnato l&#8217;incontro internazionale, a chiudere la sessione conclusiva del meeting triestino. Con l&#8217;attenzione puntata sull&#8217;oggi, &#8220;dal passato recente al futuro prossimo&#8221;, gli interventi finali cercheranno di trovare un minimo comune denominatore sul significato ...<br /><a href="http://www.news-forumsalutementale.it/nuova-rete-di-salute-comunitaria-promossa-dal-meeting-di-trieste/" class="leggi-ancora">leggi tutto &#187;</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Una sessantina di Paesi sotto l’egida dell’Oms nel coordinamento stabile per la salute mentale.</p>
<p>È proprio l&#8217;interrogativo &#8220;Cos&#8217;è la salute mentale?&#8221;, che ha segnato l&#8217;incontro internazionale, a chiudere la sessione conclusiva del meeting triestino. Con l&#8217;attenzione puntata sull&#8217;oggi, &#8220;dal passato recente al futuro prossimo&#8221;, gli interventi finali cercheranno di trovare un minimo comune denominatore sul significato della riforma psichiatrica, dei progetti che hanno interessato e interessano l&#8217;Italia e il mondo. A parlarne Benedetto Saraceno, direttore del Dipartimento di salute mentale dell&#8217;Oms, Franco Rotelli, direttore dell&#8217;Azienda per i servizi sanitari triestina, e Eugenio Borgna, primario emerito di Psichiatria all&#8217;Ospedale Maggiore di Novara. Ma se il filo conduttore dei cinque giorni di incontri è stato un interrogativo costante su cosa sia la salute mentale, nell&#8217;analisi delle questioni urgenti, delle buone pratiche da seguire, l&#8217;obiettivo piuttosto è quello che possiamo pensare come &#8220;la risposta&#8221; alle domande di salute. Risposte che si concretizzano nella creazione di un forum per una rete mondale di salute comunitaria che coinvolga le associazioni, i familiari, gli utenti e gli operatori sociali. «Storicamente sono già esistite delle reti di alternativa alla psichiatria &#8211; spiega Rotelli -, a partire dagli anni Settanta in Francia con i primi esperimenti di collegamento tra diverse realtà. Ora che la radicalità dei movimenti di quel tempo si è spenta, le reti sono più mature». Ed ecco che, gli incroci di saperi e le richieste, le connessioni e gli strumenti di conoscenza da condividere diventano una tappa fondamentale per una comunicazione immediata. L&#8217;obiettivo del forum è proprio questo. «Gli eroici spostamenti di questi giorni (migliaia di persone venute a proprie spese da tutto il mondo) &#8211; sottolinea Rotelli, &#8211; sono un segnale che un confronto è sempre necessario. Con la costruzione di &#8220;una rete delle reti&#8221; vogliamo sostenere due temi fondamentali. Da un lato la critica ai processi di esclusione: i manicomi, lo stigma nei confronti delle persone malate, il pregiudizio; dall&#8217;altro il sostegno alle politiche di inclusione sociale: la costruzione di servizi, la cooperazione sociale, i centri di salute». La dialettica costituisce quindi il modello &#8220;quasi perfetto&#8221; per la comunicazione e il sostegno delle progettualità. La messa in rete tra il Nord e il Sud del mondo. A voler aderire al forum non solo i paesi presenti all&#8217;incontro triestino. Sono arrivare richieste di partecipazione da parte di molti Paesi dell&#8217;America latina: Colombia, Repubblica Dominicana, Cile, Paraguay; dal Messico e dall&#8217;est Europa. E tra i primi obiettivi la condivisione di una bibliografia ragionata. «Oggi in molti paesi &#8211; racconta Rotelli, &#8211; la cultura psichiatrica è arretrata, non esiste una bibliografia sul tema della salute mentale. Da subito possiamo diffondere materiali, spunti di discussione. Aiutare le persone a non sentirsi sole, facendo molto, magari senza fare nulla di nuovo, e con un sforzo non troppo grande, per continuare un percorso che non avrà mai fine». Ed è proprio dai Paesi di lingua spagnola e da quelli dell&#8217;Est che arriva la richiesta di tradurre quei testi che parlano di percorsi di salute, di innovazione, di inclusione, di cosa sta accadendo nel resto del mondo. A questo proposito, in maggio, a Belgrado si terrà un convegno dove saranno presentate alcune pubblicazioni sul tema dell&#8217;inclusione sociale e sulle buone pratiche. La rete comunitaria di salute è una proposta che ha trovato anche il sostegno dell&#8217;Organizzazione mondiale della sanità. «Il passaggio da modelli ospedalocentrici alla creazione di salute di comunità, la promozione dei diritti di cittadinanza per gli utenti psichici e l&#8217;inclusione sociale sono gli obiettivi prioritari dell&#8217;agenzia delle Nazioni Unite» ha spiegato Benedetto Saraceno, direttore del dipartimento di salute mentale. Obiettivi che sono in linea con quanto è emerso negli incontri di questi giorni sulla salute mentale. «Da parte mia &#8211; ha sottolineato Saraceno &#8211; c&#8217;è vivo interesse verso questa rete che si considera essere perfettamente allineata con gli obiettivi prioritari dell&#8217;Organizzazione mondiale della sanità».</p>
<p>(di Ivana Gherbaz dal Il Piccolo del 13.02.10)</p>
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		<title>L’eredità di Basaglia? È una ricerca continua</title>
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		<pubDate>Fri, 12 Feb 2010 13:28:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Trieste2010]]></category>

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		<description><![CDATA[Dal lavoro alla cooperazione sociale sono molte le testimonianze della portata storica della legge 180 
Chi si trovasse a frequentare le persone che vivono l’esperienza del disturbo mentale, le loro famiglie, i luoghi dove è realmente accaduto e continua ad accadere il cambiamento, scoprirebbe che esistono associazioni di persone che rivendicano la propria storia, che ci ...<br /><a href="http://www.news-forumsalutementale.it/l%e2%80%99eredita-di-basaglia-e-una-ricerca-continua/" class="leggi-ancora">leggi tutto &#187;</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Dal lavoro alla cooperazione sociale sono molte le testimonianze della portata storica della legge 180 </p>
<p>Chi si trovasse a frequentare le persone che vivono l’esperienza del disturbo mentale, le loro famiglie, i luoghi dove è realmente accaduto e continua ad accadere il cambiamento, scoprirebbe che esistono associazioni di persone che rivendicano la propria storia, che ci raccontano le loro svolte, le loro conquiste, che ci dicono come è possibile vivere malgrado la malattia. Scoprirebbe le tante associazioni di familiari non più condannate alla vergogna e all&#8217;isolamento, che si battono per la costruzione di una rete efficace di servizi nei loro territori. Verrebbe a sapere che nuove figure sono sulla scena e il campo del lavoro terapeutico è davvero mutato. Che sono molte e poi molte le opportunità di formazione, di lavoro, di riconquista del protagonismo sociale e relazionale. Che la cooperazione sociale &#8211; così ben resa dall’illuminante “Si può fare”, il bellissimo film di Giulio Manfredonia con Claudio Bisio &#8211; ha aperto scenari impensati di rimonta. Oggi sono moltissimi i giovani e meno giovani, gli uomini e le donne che lavorano, che guidano l&#8217;automobile, che hanno figli, che si scommettono quotidianamente nella normalità e nella fatica delle relazioni. Persone, ad esempio, che malgrado il disturbo schizofrenico, hanno risorse spesso insospettate e grazie a queste giocano le loro relazioni, con consapevolezza e spesso con gioia. Persone con l’esperienza del disturbo mentale, non più malati di mente, che oggi, concretamente possono interrogarci a partire dalla loro semplice presenza, esperienza, dai loro bisogni che ora finalmente possono e sanno esprimere. <span id="more-2892"></span>Tutto ciò è accaduto e continua ad accadere laddove l’eredità e l’esperienza di Basaglia non hanno smesso di essere ricercate, alimentate, aggiornate. Assiduamente, con la consapevolezza della durezza e della fatica del rapporto con l’altro e l’umiltà di voler imparare dagli errori, non smettendo mai di pensare al bene delle persone, di mettere al centro di ogni cosa la vita della singola persona con tutte le sue peculiarità e contraddizioni, il dolore, la bellezza, la irripetibilità. Grazie alla legge 180, nel campo della salute mentale si sono prodotte accelerazioni, innovazioni, inconfrontabili col resto degli altri paesi occidentali, cambiamenti che hanno restituito speranze e possibilità. Possibilità di restare cittadini, di essere titolari dei propri diritti, di rimontare il corso delle proprie esistenze, di guarire nel mondo condiviso e non lontano da esso. Una legge che ha il suo sofferto retroscena: quello che, nel 1978, ha indotto il legislatore a chiedersi se anche per gli internati, i malati di mente, dovesse valere l’articolo 32 della Costituzione: “…diritto alla cura e alla salute nel rispetto della libertà e della dignità..” e a rispondere di sì. Non c’è più da allora lo Stato che interna e che interdice per difendere l’ordine e la morale; né il malato di mente “…pericoloso per sé e per gli altri e di pubblico scandalo”. C’è un cittadino, bisognoso di cure, cui lo Stato deve garantire, e rendere esigibile un diritto fondamentale della Costituzione, senza privarlo di tutti gli altri. E questa la scommessa più ardua da accettare. Basaglia, quando entra per la prima volta nel manicomio di Gorizia è angosciato e consapevole della sfida che dovrà affrontare. Di fronte al vuoto, alla violenza e all’orrore che scopre è costretto a chiedersi “che cos’è la psichiatria?”, è costretto a rivisitare criticamente le culture e le pratiche che da quasi due secoli informavano il lavoro nei manicomi. È costretto a “mettere tra parentesi la malattia” quale condizione necessaria, indispensabile a fare emergere le persone, i soggetti avviando così un lungo e durissimo lavoro di deistituzionalizzazione che coinvolgerà via via sempre più operatori, soggetti politici, mezzi di informazione e comunicazione, cittadini. In questo difficile percorso lo sostengono anni di lavoro all’università di Padova così come lo studio di Goffman, Sartre, Foucault, Fanon, Husserl, Heidegger. E, non ultime, una profonda conoscenza delle esperienze inglesi delle comunità terapeutiche e le molteplici relazioni da lui intrattenute con gli psichiatri francesi impegnati nella trasformazione degli ospedali psichiatrici. Questa la portata storica della ferita irreparabile prodotta da Franco Basaglia nel corpo dei saperi e delle istituzioni della psichiatria: e tuttavia, ciclicamente, ritornano opinioni e definizioni estremamente discutibili intorno a questo passaggio. Anche quando riecheggiano le parole di personalità per altri versi straordinariamente ricche e preziose, come Oliver Sacks e Mario Tobino. Il primo, recentemente, quasi dimenticando la ruvidezza della vita istituzionale, si è lasciato andare a una morbida e nostalgica memoria degli asili. Ma ancora di più, nel centenario della nascita di Mario Tobino, la parola di questo grande della letteratura, che è stato anche psichiatra, viene ripresa nella parte che esprime la resistenza alla fine del manicomio, dove egli stesso aveva vissuto per quarant’anni. “Le libere donne di Magliano” mi hanno affascinato e hanno forse sostenuto la mia scelta di fare lo psichiatra. Non posso quindi non riconoscere la formidabile profondità letteraria con cui Tobino descrisse la follia, il delirio, le passioni amorose, le storie, la guerra, la drammatica esistenza delle donne e degli uomini ritratti nei suoi libri. Non alla stessa maniera ritengo di celebrare il Tobino medico, che scrive di manicomi e di psichiatrie. Quando smette di chiedersi se la “pazzia” sia una malattia chiamandola “una delle tante misteriose e divine manifestazioni dell&#8217;uomo”; quando prende a difendere i manicomi con una sorta di dovuta, quasi inviolabile affezione, liquidando con ironia chi si dedica alla folle impresa di smantellarli e dimentica che queste istituzioni annientano gli uomini, le donne che vi sono internati; quando arriva a sostenere il non reversibile destino del “malato di mente”, l’incomprensibilità, l’inguaribilità. Qui la narrazione di Tobino così eccezionale, fantastica, stupita riduce le persone e le loro biografie, le storie e la loro singolarità, a un oggetto tanto evidente quanto immutabile detto malattia mentale. Che delle biografie, ossia delle persone non lascia traccia. Effettivamente, solo chi non ne conosce minimamente l’opera e il lavoro può affermare che “Basaglia tende a considerare i malati come vittime della società, il manicomio come causa prima del disagio mentale, psichiatri e infermieri come aguzzini al servizio del potere capitalistico” sbarazzandosi con un colpo di penna di una faticosa e aspra impresa culturale, etica, politica e sociale. Nel manicomio di Gorizia prima e di Trieste dopo, Basaglia, aprendo la porta, scompaginava praticamente le forze in campo riportando nella dimensione della cittadinanza, del diritto, del contratto sociale le persone che avevano perduto con la malattia ogni cosa e che oggi sempre più numerose, la “maggioranza deviante”, rischiano di vedere sottratta la loro soggettività, la loro possibilità di essere nei luoghi, nelle relazioni, nel tempo della loro vita. Il film televisivo “C&#8217;era una volta la città dei matti”, in onda su Raiuno in questi giorni, è pervaso dalla drammaticità di questo passaggio e di questi rischi. Il meeting “Trieste 2010: che cos’è salute mentale?” intende creare uno spazio amplissimo di discussione intorno a queste questioni. Che cos&#8217;è la psichiatria? è stato l&#8217;interrogativo che, alla fine degli anni ’60, ha aperto la ferita più irreparabile nel corpo dei saperi e delle istituzioni psichiatriche. Che cos&#8217;è salute mentale? è l’interrogativo che oggi si propone di illuminare il campo ormai vastissimo delle imprese della deistituzionalizzazione, delle fabbriche del cambiamento, dei nuovi orizzonti possibili.</p>
<p>(Peppe Dell&#8217;Acqua per il Piccolo del 09.02.2010)</p>
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		<title>Trieste 2010: per una rete mondiale di salute comunitaria</title>
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		<pubDate>Sun, 24 Jan 2010 18:09:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Trieste2010]]></category>

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		<description><![CDATA[(G. Butturini, Trieste 1977, 3° Réseau Internazionale - Parco di San Giovanni) 
 
OBIETTIVO E CUORE DELL’INCONTRO:
UNA RETE MONDIALE PER LA SALUTE COMUNITARIA COME “STRUMENTO DI SALUTE MENTALE”
 
In allegato il terzo annuncio. Informazioni, logistica, iscrizioni e prenotazioni  su: www.trieste2010.net
Di seguito i percorsi tematici:
 
 

I SAPERI E I PARADIGMI: il tema dei diritti umani globali – alla salute, ...<br /><a href="http://www.news-forumsalutementale.it/trieste-2010-per-una-rete-mondiale-di-salute-comunitaria/" class="leggi-ancora">leggi tutto &#187;</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_2804" class="wp-caption alignleft" style="width: 510px"><a rel="attachment wp-att-2804" href="http://www.news-forumsalutementale.it/trieste-2010-per-una-rete-mondiale-di-salute-comunitaria/bar_t037/"><img class="size-large wp-image-2804" title="BaR_T037" src="http://www.news-forumsalutementale.it/public/BaR_T037-500x316.jpg" alt="BaR_T037" width="500" height="316" /></a><p class="wp-caption-text">(G. Butturini, Trieste 1977, 3° Réseau Internazionale - Parco di San Giovanni) </p></div>
<p> </p>
<p>OBIETTIVO E CUORE DELL’INCONTRO:</p>
<p><em>UNA RETE MONDIALE PER LA SALUTE COMUNITARIA COME “STRUMENTO DI SALUTE MENTALE”</em></p>
<p><strong> </strong></p>
<p>In allegato il terzo annuncio. Informazioni, logistica, iscrizioni e prenotazioni  su: <a href="http://www.trieste2010.net">www.trieste2010.net</a></p>
<p><em>Di seguito i percorsi tematici:<span id="more-2802"></span></em></p>
<p> </p>
<p> </p>
<ul>
<li><strong><em>I SAPERI E I PARADIGMI</em></strong>: il tema dei diritti umani globali – alla salute, alla cittadinanza e alla libera espressione – si pone ancora e sempre all’interno del rapporto con saperi specifici che, direttamente o indirettamente, legittimano o inficiano l’esigibilità del diritto. In una fase segnata dalla frammentazione e dal conflitto tra diversi paradigmi, la coesistenza di pratiche e di modelli eterogenei trova il proprio limite in istituzioni deboli, sconnesse, soffocate da procedure. E’ possibile definire la salute mentale nel suo senso per le persone e per i sistemi di cura marcando la distanza con la psichiatria riduzionista?</li>
<li><strong><em>LA PRATICA CRITICA ANTI ISTITUZIONALE</em></strong>: nel processo di deospedalizzazione dell’assistenza psichiatrica, verificatosi su scala globale in generale nel mondo, solo parzialmente si è spostato l’asse dalla custodia-controllo alla cura, dall’ospedale al territorio, dalle istituzioni ai servizi, dalla malattia alla persona. È possibile creare un sistema globale per un determinato territorio, che risponda ai bisogni di salute, alla realizzazione personale degli individui e che attivi le risorse umane, economiche, sociali e culturali di una comunità? Quali sono i soggetti, i luoghi e le forme della deistituzionalizzazione?</li>
<li><strong><em>LA “MAGGIORANZA DEVIANTE”: ECONOMIA SOCIALE E INCLUSIONE:</em></strong> il particolare contesto storico-sociale attuale, caratterizzato dalla crisi economica in atto, spinge a ridefinire standard e obiettivi macroeconomici e di coesione sociale. La crisi interroga sulla sicurezza individuale e collettiva, sugli stili di vita, sui valori e sulla possibilità di sopravvivenza. Chi è oggi la “maggioranza deviante” e chi oggi si impegna a garantire cura, diritti e inclusione sociale dei soggetti vulnerabili? Dove va l’economia sociale tra mercatizzazione ed economia pubblica? Qual è il ruolo delle cooperative sociali e cosa accade nel confronto con il mercato? E ancora, dai luoghi di cura alla cura dei luoghi: l’esperienza del lavoro nei luoghi (trasformazione e costruzione di contesti iniziata nel manicomio) costringe a fare i conti con le differenze.</li>
<li><strong><em>MEMORIA, ARCHIVI IN MOSTRA E COMUNICAZIONE</em></strong>: alla costruzione del presente, della realtà che ci interpella qui e ora, con ineguale tensione, risulta essere contemporanea e coestensiva la definizione della memoria o, più precisamente, di una pluralità di memorie in conflitto. Tale pluralità è rintracciabile nella dimensione dell’archivio, non solo per poter ripensare e ritrovare il passato e il presente senza cancellazioni, manipolazioni ideologiche, falsificazioni, ma anche per renderli immediatamente interpretabili sul piano documentale, per produrre una distanza storica dall’eccessiva prossimità (la “falsa immediatezza”) del “contemporaneo”. Troppo spesso il presente immemore riproduce “istituzionalizzazione” – all’apparenza senza concetto. Dalla memoria all’attualità dei contesti e delle persone: qual è oggi la rappresentazione della salute mentale o più spesso della malattia che i media offrono? Quale può essere il contributo nel contrasto dello stigma e dell’esclusione sociale di radio e televisione, di Internet e web tv?</li>
</ul>
<p><a rel="attachment wp-att-2803" href="http://www.news-forumsalutementale.it/trieste-2010-per-una-rete-mondiale-di-salute-comunitaria/terzo-annuncio/">Terzo annuncio</a>
<div class="wam_wrap">
<h4 class="wam">Allegati</h4>
<ul class="wam_ul">
<li><a href='http://www.news-forumsalutementale.it/public/Terzo-annuncio.pdf' class="wam_icon_link" style='padding-left:20px; line-height:16px; background-image:url("http://www.news-forumsalutementale.it/wp-content/plugins/attachment-manager/icons/page_white_acrobat.png");'>Terzo annuncio</a>
</p>
</li>
</ul>
</div>
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