CGIL Puglia: un altro tributo di sangue

DICHIARAZIONE STAMPA CONGIUNTA CGIL PUGLIA, FUNZIONE PUBBLICA CGIL PUGLIA

Un altro tributo di sangue stamani si è consumato ai danni di una psichiatra, lavoratrice pubblica in un SIM (Servizio Igiene Mentale) della ASL di Bari (vedi articolo del Corriere).

La dott.ssa Paola Labriola era persona e professionista straordinaria, encomiabile, valida, sensibile, fortemente motivata e dedita al delicato lavoro che, quotidianamente, svolgeva in condizioni di sicurezza pari a zero.

Una tra le migliori, come tanti altri valorosi e spesso sconosciuti operatori che vivono costantemente a contatto con il disagio, la disperazione, le mille marginalità sociali che questo tempo, questa crisi epocale esasperano.

Rappresentante e servitore delle istituzioni, di quel servizio sanitario pubblico universale tanto vituperato e messo costantemente in attacco, ma ancora esempio di qualità e ritenuto tra i migliori al mondo.

Paola era una professionista che, insieme a colleghi e collaboratori ,ormai da tempo ed inascoltata, ¬†denunciava l‚Äôabbandono dei servizi pubblici, quelli del cos√¨ rivendicato ed agognato territorio, quelli che maggiormente dovrebbero essere potenziati e ¬†pi√Ļ efficacemente organizzati e articolati.

Testimoniava da tempo preoccupazione ed esasperazione per l‚Äôorganizzazione del suo servizio, minato nelle risorse e nel personale, privo di guardiania, con presenze di operatori tutte al femminile e, spesso, ¬†in preda allo sconforto, minacciava e meditava il trasferimento in una altra struttura sanitaria, magari pi√Ļ tranquilla e non di ‚Äúfrontiera‚ÄĚ, come quella del SIM n.6 della ASL di Bari.

Ora il suo delitto, il suo sacrificio non possono restare vani e chi ha responsabilità, oltre al protagonista materiale del gesto scellerato, devono rispondere, dando conto del degrado in cui versano i delicati servizi che sul territorio si prendono in carico il disagio delle persone.

Ci pare oltremodo indecoroso ed irrispettoso del sacrificio umano pagato dalla dott.ssa Labriola che autorevoli responsabili delle istituzioni sanitarie pugliesi possano affermare che chi fa questo mestiere deve mettere in conto l’eventualità della morte.

Noi pensiamo che lavorare in sicurezza e al meglio debba essere garanzia per chiunque, che mai la morte deve poter rappresentare evento nell’espletamento del proprio operato,specie se svolto in un servizio pubblico.

Noi abbiamo rivendicato, alzato i toni ed il confronto sull’emergenza salute mentale in Puglia e siamo ancora in attesa di conoscere dall’Assessorato alla Salute la proposta di riorganizzazione dei servizi psichiatrici e della riabilitazione.

Il servizio pubblico √® e rimane per noi elemento essenziale e centrale dell‚Äôorganizzazione della salute mentale pugliese e dal suo potenziamento,dalla sua riorganizzazione funzionale e strumentale passa la qualit√† della risposta e della presa in carico di una popolazione fragile e sempre pi√Ļ in preda a risposte d‚Äôabbandono.

Per noi l’ingiusto ed intollerabile sacrificio pagato della dott.ssa Paola Labriola rappresenterà impegno costante,sarà lavoro integerrimo per cambiare e rivoluzionare l’organizzazione della salute mentale pugliese.

Lo dobbiamo a lei, a chi come lei e con lei ogni giorno sacrifica la propria vita per un ideale.

Il nostro cordoglio giunga al compagno, ai suoi figli, alla sua famiglia e ai tanti cari, amici e conoscenti, che oggi come noi la piangono.

Segretaria Cgil Puglia                      Segr. Gen. Funzione Pubblica Cgil Puglia

Antonella Morga                                         Biagio D’Alberto

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