Chiudere gli Ospedali Psichiatrici Giudiziari, per aprire spazi ai diritti e alla cittadinanza

cecconi-300x179di Stefano Cecconi

Nessuna proroga è stata concessa alla scadenza fissata dalla legge per la chiusura degli Ospedali Psichiatrici Giudiziari: il 31 marzo 2015 è diventata così una data storica per il nostro Paese. Che compie un altro passo in avanti nella strada dell’affermazione dei diritti e della cittadinanza di uomini e di donne finora esclusi.

Era chiaro a tutti che un’ulteriore proroga (la terza) avrebbe interrotto, forse irrimediabilmente, un percorso già di per sé complesso e difficile. Spegnendo attese e speranze di chi in questi anni si è tenacemente battuto per superare gli Opg e chiudere il cerchio della legge 180. Decisivo è stato l’atteggiamento del Governo, che ha respinto le richieste di proroga e difeso l’esistenza della Legge 81, approvata in Parlamento a fine maggio 2014; e il ruolo trainante della Commissione Sanità del Senato.

Ma, prima di tutto, questo è un successo della mobilitazione di tante persone e associazioni, e senza dubbio del comitato stopOPG. Una mobilitazione che è durata anni. Non è perciò un caso se siamo arrivati al 31 marzo 2015 con un dimezzamento delle presenze nei manicomi giudiziari: 623 uomini e 75 donne ristretti, contro gli oltre 1.400 internati presenti nel 2011 …

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