Ciao, dottor Raimondi

22059_1309247775011_1345092128_1269502_7329973_ndi Peppe Dell’Acqua.

Qualche giorno fa, era venerdì 27, mi ha chiamato Maria Grazia Bertelloni. Al display ho letto il suo nome. Ho risposto marcando una caricatura di accento toscano. Per prenderla un po’ in giro, giocare come faccio sempre quando ci vediamo. So che Maria Grazia ha piacere di questo nostro “pazziare” e mi risponde per le rime, di solito. Lo scorso venerdì no. Mi ha dato subito sulla voce: “oh Peppe, nun scherzare, ti prego!” Poi silenzio e un pianto dirotto e disperato. Chi conosce Maria Grazia, la sua figura, la sua capacità di stare con forza nelle cose, il suo ruolo rassicurante nei gruppi di auto aiuto, nelle associazioni non può immaginare quella sconfinata dichiarazione di dolore e di fragilità. È riuscita a fatica a dirmi in un singhiozzo ininterrotto che “Remigio è morto” e poi quasi a volersi ricomporre, tutto d’un fiato: “oh Peppe, è morto il dottor Raimondi”.

Stava molto male da tempo, Remigio. Già Maria Grazia me ne aveva parlato e di tanto in tanto mi informava: “ …non bene, mi diceva, non lo vediamo quasi più, siamo tutti addolorati..”.

Il “tutti” si riferiva al gruppo di auto mutuo aiuto, all’associazione, al tavolo toscano, ai facilitatori. Ai tanti attivi in questa bella cosa che è il protagonismo che Remigio aveva saputo riconoscere e sostenere con cuore, intelligenza e rara pazienza.

Lo avevo conosciuto a Volterra con Carmelo Pellicanò. Discutevamo della urgente chiusura dei manicomi, delle resistenze, delle straordinarie prospettive che si aprivano. Ci raccontavamo dei nostri comuni percorsi, dell’università di Napoli che ci aveva laureati, della lezione di Sergio Piro, della sua nascente, e direi radicale, svolta fenomenologica. Con la chiusura dei manicomi finirono i frequenti incontri e, com’è accaduto per tantissimi di noi, finimmo col vederci sempre meno. Remigio cominciò il suo lavoro a Massa. Sempre in Toscana e senza mai perdere il suo rotondo accento napoletano. Cominciò a lanciare segnali, utilissimi. Bisognava ora dare voce alle persone alle persone con l’esperienza. Erano le persone che con lui cominciavano a lavorare a diffondere questi segnali.Erano i gruppi di auto aiuto, i nuovi protagonisti a dare conto del lavoro di Remigio.

È stata Maria Grazia a nome dell’associazione di Massa a chiamarmi perché dicessi a tutti gli amici del forum “…l’indicibile dolore e la tristezza infinita”.

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