Collana 180. Archivio critico della salute mentale – Liberarsi dalla necessitĂ  degli ospedali psichiatrici giudiziari. Quasi un manuale

pellegrini_liberarsi_coverEra il 2012 quando il Parlamento italiano nel votare la legge “svuota carceri” approvò un emendamento che affrontava la questione dei manicomi giudiziari, prendeva atto del rapporto della Commissione parlamentare d’Inchiesta presieduta dal senatore Ignazio Marino che denunciava le condizioni non piĂą sopportabili di quei luoghi, la negazione di ogni diritto per gli internati, l’arcaismo dell’impianto legislativo risalente al codice Rocco del 1930. La rete delle associazioni e il sindacato Cgil attivi intorno alla questione psichiatrica si adoperarono convergendo nel cartello StopOpg che ha organizzato e sostenuto la difficile campagna. Anche il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano nel suo discorso alla nazione del Capodanno 2012 pronunciò un insolito, accorato e commosso appello definendo quei luoghi «indegni di una societĂ  appena civile». Nel novembre 2013 il viaggio di Marco Cavallo in tutti gli Opg fu il momento di maggiore visibilitĂ  della campagna. Il 30 maggio 2014 venne varata la legge 81/2014 che sancì il definitivo superamento degli Opg. Si giunse al marzo 2015 quando finalmente i primi internati cominciarono a uscire da quelle istituzioni e si avviò un difficile cammino per rendere definitiva quella auspicata chiusura. Sono seguiti due anni di intensa attivitĂ  per regolamentare, trovare percorsi adeguati, affrontare per la prima volta in un campo così ruvido la secolare contraddizione tra il bisogno di protezione sociale, la limitazione della libertĂ  per gli autori di reato e l’assoluta necessitĂ  di affermare il diritto alla cura e alla salute. A gennaio del 2017 l’ultimo internato lasciò l’Opg di Barcellona Pozzo di Gotto.

Liberarsi della necessitĂ  degli ospedali psichiatrici giudiziari. Quasi un manuale (2017, pp 340, € 16,00, Edizioni alphabeta Verlag), a cura di Pietro Pellegrini, con l’intento di ricordare Mario Tommasini a dieci anni dalla sua scomparsa, raccoglie interventi e scritti per sostenere l’attuazione della legge 81/2014. Gli scritti riferiscono delle riflessioni del gruppo di lavoro che all’interno del Dipartimento di Salute Mentale di Parma opera per realizzare la Residenza per l’esecuzione della misura di sicurezza, per progettare misure alternative, per avviare percorsi terapeutico/riabilitativi personalizzati.

In una prima parte del testo, il lettore sarĂ  informato sul processo di chiusura degli Ospedali psichiatrici giudiziari e sulla conseguente attuazione della legge che mette fine al sistema custodialistico e repressivo del ricovero in manicomio criminale; in una seconda parte, invece, il focus si sposterĂ  sulle maggiori criticitĂ  della riforma, come ad esempio la sicurezza o la responsabilitĂ  professionale, tentando di delineare delle soluzioni coerenti e opportune.

La sequenza incalzante dei contributi e l’impostazione dialettica dei contenuti collocano il lettore all’interno di un cantiere, dal quale possa effettivamente ricavare sia un’idea chiara e globale del cambiamento in corso, sia un’occasione di dibattito, confronto e condivisione.

Se, infatti, l’impegno che ha da sempre animato l’operato di Mario Tommasini può essere individuato nella fiducia riposta nel singolo per raggiungere importanti traguardi sociali e politici, così il testo a lui dedicato intende valorizzare la posizione del lettore e la sua partecipazione alla discussione.

Liberarsi dalla necessità del carcere era uno degli slogan programmatici del lavoro di Mario Tommasini, di Franco Rotelli e di tanti altri compagni di strada, ma il suo lavoro contro l’esclusione e l’emarginazione lo ha visto altresì intento a combattere la necessità del manicomio, del brefotrofio, degli istituti per i disabili, dei ricoveri per i vecchi: in una parola, di tutte le istituzioni totali, nelle quali si esauriva la vita delle persone e veniva meno il senso stesso della soggettività.

Con questo libro Collana 180 affronta una questione di pressante attualità. Il cambiamento culturale che la chiusura degli Opg sta producendo è un punto di svolta epocale. Le visioni, i principi, le disposizioni, i cambiamenti che la Legge 180 aveva avviato già nel 1978 sembrano trovare oggi un possibile completamento.

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