Dall’opg al carcere: non è così che si chiude Montelupo

pdComunicato stampa

Al peggio, come noto, non c’è fine. Se eravamo stati facili profeti nel denunciare, con largo anticipo, che il 31 marzo 2015 l’opg di Montelupo non avrebbe chiuso, nemmeno per gli internati toscani, non potevamo certo immaginare che, a due giorni dalla scadenza di legge, al termine di un grottesco “gioco dell’oca”,  la Giunta Regionale avrebbe deliberato di costituire la REMS a vigilanza rafforzata, presso il carcere Mario Gozzini di Firenze comunemente noto come Solliccianinoperché limitrofo al più conosciuto e grandeSollicciano!

Perché di questo si tratta: dopo una serie di annunci regolarmente disattesi che individuavano la localizzazione dellastruttura destinataalla misura di sicurezza detentivaprima a S. Miniato (da realizzare ex novo), poi a Empoli ( ristrutturazione del locale carcere), poi a Massa Marittima (idem), quindi a Pistoia e  infine a Firenze – in diverse localizzazioni tutte rapidamente cassate – ecco la trovata che ha messo tutti d’accordo – amministratori regionali e locali, magistratura e PRAP: la REMS si farà presso il carcere Mario Gozzini, utilizzando una parte dell’istituto che già ospita detenuti a custodia attenuata o in semi-libertà ed è a tutti gli effetti  una struttura penitenziaria;  né rassicura il fatto che venga disposto un “tavolo e un cronoprogramma” per l’adeguamento del Gozzini alle nuove esigenze.

Anche per le strutture non detentive c’è stato un analogo balletto: fatte salve le già esistenti Le Querce e Aulla, altre sono state via via individuate  a Bibbiena, a Lastra a Signa, a Firenze per poi ripiegare su Volterra, Abbadia S.Salvatore e Arezzo.

Va inoltre sottolineato che, comunque, per nessuna delle strutture destinate ad accogliere i 48 internati toscani sono certi i tempi di realizzazione e di trasferimento.

Tutte queste incertezze sono più che sufficienti  per ribadire il giudizio negativo ripetutamente espresso da Psichiatria Democratica sulla incapacità della Regione Toscana di gestire, politicamente, una così importante scadenza di legge (e in tre anni avrebbe avuto tutto il tempo di farlo).

Abbiamo parlato di “gioco dell’oca” perché del Gozzini per gli internati di Montelupo già si era parlato nel 2010, in un contesto di riformaben diverso da quello prospettato, oggi, dalla legge 81/2014: una sistemazione all’epoca plausibile, sia pure con qualche riserva, ma oggi improponibile e a nostro avviso contraria allo spirito della legge non fosse altro perchè appare piuttosto improbabile realizzare una struttura che la legge prevede di tipo “sanitario” in un contesto fortemente connotato in senso detentivo come il Gozzini.

Alla luce di questi fatti, come Psichiatria Democratica, respingiamo questa ipotesi di Rems auspicando che altrettanto faccia il Ministero provvedendo di conseguenza al commissariamento della Regione.

Arezzo/Napoli 31.3.2015

PSICHIATRIA DEMOCRATICA

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