Dalla Sicilia: ancora strutture residenziali. Le tariffe

15 LUGLIO 2013

Determinazione delle tariffe da corrispondere alle strutture residenziali psichiatriche di tipo socio-riabilitativo a minore intensitĂ  assistenziale

ASSESSORATO DELLA SALUTE

DECRETO 20 giugno 2013.

L’ASSESSORE PER LA SALUTE

Visto lo Statuto della Regione; Vista la legge 23 dicembre 1978, n. 833 istitutiva del servizio sanitario nazionale; Visti gli articoli 8 quinquies e sexies del decreto legislativo n. 502/92 e successive modifiche ed integrazioni di riordino della disciplina in materia sanitaria, emanato a norma dell’art. 2 della legge delega n. 421/92;

Visto il D.P.C.M. 14 febbraio 2001, recante “Atto di indirizzo e coordinamento in materia di prestazioni socio-sanitarie”, ed in particolare gli art. 5 e 6 del citato D.P.C.M., nei quali si rinvia a specifici atti delle regioni per la determinazione del costo dei servizi ivi descritti, della quota di compartecipazione degli utenti, nonché per la determinazione dellecompetenze e dei ruoli in materia di prestazioni socio-sanitarie;Visto il D.P.C.M. 29 novembre 2001, recante “Definizione dei livelli essenziali di assistenza sanitaria”;

Visto il D.A. n. 890 del 17 giugno 2002 dell’Assessorato della salute “Direttive per l’accreditamento istituzionale delle strutture sanitarie nella Regione siciliana” e successive modifiche ed integrazioni; Vista la legge regionale 14 aprile 2009, n. 5, recante “Norme per il riordino del servizio sanitario regionale” e successive modifiche ed integrazioni;

Visto il Patto per la salute per gli anni 2010-2012, giu-sta intesa della conferenza Stato-Regioni rep. n. 243/CSR del 3 dicembre 2009; Visto il decreto assessoriale del 30 dicembre 2010, con il quale è stato approvato il “Programma operativo 2010- 2012 per la prosecuzione del piano di riqualificazione del sistema sanitario regionale 2007-2009 ai sensi dell’art. 11 del D.L. 31 maggio 2010, n. 78, convertito dalla legge 30 luglio 2010, n. 122”; Vista la legge regionale 12 luglio 2011, n. 14, recante al capo I “Riorganizzazione e potenziamento della rete regionale di residenzialità per i soggetti fragili”, ed in par- ticolare l’art. 1 concernente “Rete regionale di residenzialità per i soggetti fragili”, che modifica ed integra l’art. 25 della legge regionale n. 5/2009; Visto il decreto presidenziale 18 luglio 2011 di approvazione del Piano della salute 2011 2013; Ritenuto obiettivo prioritario della Regione siciliana il raggiungimento dei livelli di appropriatezza e di qualità di assistenza secondo quanto previsto dal Piano sanitario regionale 2011-2013; Visto il documento della commissione nazionale per la definizione e l’aggiornamento dei LEA relativo alle prestazioni residenziali e semiresidenziali;Visto il verbale del 7 novembre 2012, relativo alla riunione tenutasi presso il dipartimento per la pianificazione strategica con dirigenti e funzionari del servizio 5° e servizio 9° del predetto dipartimento e dell’area interdipartimentale 5 dipartimento attività sanitarie ed osservatorio epidemiologico, nel quale è rappresentato lo standard organizzativo riferito alla struttura residenziale psichiatrica di tipo socio-riabilitativo a bassa intensità assistenziale e la relativa retta giornaliera per le strutture con capacità operativa di n. 10 posti, calcolata tenuto conto del costo orario del lavoro per le corrispondenti figure professionali, indicato nelle tabelle allegate al decreto del Ministro del lavoro e delle politiche sociali del 2 aprile 2012; Ritenuto, per la quantificazione della retta, di adottare la metodologia, ai sensi della circolare ministeriale n. 500.6/AG.1105/1171 del 7 giugno 1984, che individua le percentuali di incidenza dei costi del personale pari al 74,7% e dei costi generali pari al 25,3%;

Decreta

Art. 1Lo standard organizzativo delle strutture residenziali psichiatriche di tipo socio-riabilitativo a minore intensità assistenziale con capacità operativa di 10 posti è il seguente:

Profilo professionale /Ore settimanali

  • Medico 10
  • Psicologo/psicoterapeuta 18
  • Assistente sociale 10
  • Educatore (n. 6) 216
  • Infermiere professionale 72
  • Segretario amministrativo 10
  • Ausiliario 36

Art. 2

La misura della retta che le Aziende sanitarie provinciali corrisponderanno alle strutture residenziali psichiatriche di tipo socio-riabilitativo a minore intensità assistenziale, in possesso dei requisiti previsti e che applichino i CC.NN.LL., per ogni giorno di effettiva presenza dei soggetti in trattamento presso le stesse, è stabilita in € 143,00 di Cui € 57,20 a carico del S.S.R. ed € 85,80 a carico del comu-ne/utente ai sensi del D.P.C.M. 29 novembre 2001.

Art. 3

Ai fini della compartecipazione al costo della retta determinata ai sensi dell’art. 2, l’Azienda sanitaria provinciale, cui compete l’istruttoria per l’inserimento dell’assistito presso la struttura residenziale, deve attenersi a quanto di seguito disciplinato:

  • i soggetti che percepiscono la sola pensione socia-le o hanno solo redditi di pari importo sono esonerati dalla quota di compartecipazione e la stessa rimane a totale carico del comune;
  • i soggetti invalidi civili beneficiari di “assegno di accompagnamento” sono tenuti alla sola corresponsione dell’assegno medesimo, mentre la restante parte della quota di compartecipazione rimane a carico del comune;
  • in tutti gli altri casi, il 50% del costo complessivo sarĂ  a carico del comune, fatta salva l’eventuale compartecipazione dell’assistito, in relazione alla propria capacitĂ  contributiva, al netto della quota di reddito pari alla pensione sociale;
  • alla struttura residenziale dovrĂ  essere corrisposta la retta per intero.

Art 4

Il presente decreto sarĂ  trasmesso alla Gazzetta Ufficiale della Regione Sicilia Per la pubblicazione

Palermo 20 giugno 2013

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Un Commento a “Dalla Sicilia: ancora strutture residenziali. Le tariffe”

  1. Scrive Giorgio garofolo: Personalmente inizio a credere che in Sicilia ci sia una parafilia per il “posto letto”. Sembra che qualunque problema di salute mentale si debba affrontare, il problema si risolva trovando un posto letto: abbiamo sei volte il n. di posti letto riabilitativi rispetto ai piani nazionali e ne creamo ancora! Pur essendo interessante il sistema del cofinanziamento socio-sanitario credo che il risultato sia modestissimo: dopotutto sono solo CTA a 10 posti. In questa maniera continuiamo a riproporre risposte standardizzate a sofferenze e bisogni unici. Oggettiviamo la persona in malato ed il malato in malattia… perciò la risposta non può che essere stereotipata: un posto letto. E se finalmente, invece, questo budget socio-sanitario venisse destinato al budget di salute? Si potrebbero davvero dare risposte alle persone e non alle malattie… mi sa che dopo STOPOPG dovremmo fare un’altra battaglia: STOPPOSTOLETTO!

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