Dibattere, non processare: ancora sull’evento di Mantova. Note di Luigi Benevelli.

Il 12 scorso si è tenuto a Mantova l’evento, su cui ha riferito puntualmente Giovanni Rossi (v. sotto), promosso dall’Ordine provinciale degli avvocati e da quello dei medici sul tema Lo psichiatra e il paziente in cura: competenza, appropriatezza e responsabilità. Profili psichiatrici e giuridici.

L’incontro ha chiuso con una discussione pubblica, ad alta voce, una querelle che, come già raccontato, aveva preso la strada del giudizio in Tribunale. Insomma, non c’è stato il processo, ma c’è stato il dibattimento; non c’è stata una sentenza, ma i numerosi presenti sono tornati a casa con idee più precise circa la “posizione di garanzia”, la liceità o meno di “legare per cura” pazienti psichiatrici, la condizione in cui versano le persone detenute nella carceri, i nodi della chiusura/superamento degli opg e dell’attivazione delle Rems, la riforma del Codice Rocco.

Ha concluso eloquentemente i lavori la signora Luisa Rampazzo, a nome della Rete Utenti Lombardi (RUL), che ha portato in scena le esigenze delle persone che stanno male, chiedono salute e pretendono di essere meglio informate, capire, poter discutere, contrattare per acconsentire consapevolmente ai trattamenti.

La mattinata è stata per me davvero emozionante perché vi si sono state ben rappresentate alcune delle diversità, anche radicali, negli approcci esistenti fra culture professionali dei giuristi e degli psichiatri, e dentro le singole culture professionali, specie quelle degli psichiatri che operano “sul campo”.

E la rappresentazione ha potuto riuscire in modo eccellente grazie, in primo luogo, all’autorevolezza, alla bravura e alla passione civile del chairman prof. Stefano Canestrari del Comitato nazionale per la bioetica che, senza nascondere il suo pensiero, ha ascoltato e commentato con rispetto le posizioni di tutti i relatori,.

Da tempo avverto l’esigenza della ricerca di modi efficaci per rappresentare il più possibile in contemporanea e in diretta la varietà e la complessità delle esperienze in corso nel campo della salute mentale e delle ragioni (che sappiamo essere anche assai divergenti) che ne sono date dai loro protagonisti.  E quanto è accaduto il 12 scorso, per come si sono svolti i lavori, mi ha detto che questi modi esistono e che è possibile.

Luigi Benevelli

Mantova, 16 dicembre 2015

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