Digiunare noi, affamare gli Opg

digiuno22 marzo, ventiduesimo giorno

di Piero Cipriano

Ora pare che il digiuno ci renda più forti. Che ci libera il corpo dalle tossine. Che ci fa vivere più a lungo. E più sani. I nutrizionisti ortodossi non sono d’accordo. Ma altri ricercatori hanno verificato che esseri umani, sottoposti a digiuni di due – quattro giorni ogni sei mesi, stanno meglio. Pare che l’interruzione alimentare periodica rigeneri il sistema immunitario. Va be’, che digiunare inducesse il corpo a smontare i grassi e i muscoli per alimentare il cervello e gli altri organi vitali già lo sapevo. Ma, pare, da studi recenti, che col digiuno vengano sacrificati globuli bianchi vecchi e inefficienti, inducendo il midollo osseo a produrre miliardi di nuovi globuli bianchi, e dunque ecco perché il sistema immunitario diventa più forte. Per questo motivo pare che brevi digiuni siano di sicuro vantaggiosi per gli anziani, e pure per chi subisce danni del sistema immunitario a causa della chemioterapia. Ma c’è un’ultimissima ricerca, ancora in progress, secondo cui brevi digiuni sono vantaggiosi anche per la salute di alcune centinaia di internati ancora intrappolati in vecchi luoghi concentrazionari. Si chiamano OPG, questi luoghi. E, come capita a tutti gli animali destinati all’estinzione, gli OPG non vogliono proprio morire. Dunque il digiuno, nel caso degli OPG, è vantaggioso per la salute degli internati, attuali e potenziali futuri, ma è mortale per gli OPG stessi. E come si può tenere a digiuno questo mostro, antico e longevissimo, che chiamasi manicomio del crimine? Ma è semplice. Tenendolo a digiuno di quegli esseri umani che periodicamente ingoia, e divora, e che lo nutrono, come un mostro Minotauro cui la società pensa di dover continuamente sacrificare i propri capri espiatori. Ora è probabile che questo mostro di grossa taglia, questo dinosauro detto OPG morirà, ma senza morire davvero, replicandosi per gemmazione in tanti mostriciattoli minori il cui nome di battesimo è già pronto, ed è onomatopeicamente eloquente: REMS. Sembra il rumore ferroso di una porta blindata quando si chiude, per sempre. Ma pure per l’animaletto REMS il principio di tenerlo a digiuno rimane valido: non alimentarlo, non dargli per cibo questi esseri umani giudicati, sulla base di chissà quali congetture, incapaci di intendimento e volontà, pericolosi per il mondo di fuori, ipocritamente destinati a curare la loro incapace pericolosità dietro mura un po’ meglio tinteggiate.

Insomma, ‘sto panegirico solo per dire che io, pur non essendo un radicale (nel senso del partito pannelliano, che come psichiatra forse lo sono), pur non avendo mai avuto chissà quale entusiasmo per le lotte fatte col digiuno, ciononostante oggi non mi alimento, e non mi alimento per i motivi su elencati: perché ho scoperto che fa bene al mio sistema immunitario, perché credo faccia bene al mio sistema etico, perché spero faccia bene ai settecento trappolati negli OPG, perché spero faccia un po’ di male a quei sei mostri di grossa mole detti OPG, e perché dovrà far male pure ai loro figli, a quei mostriciattoli quasi belli a vedersi che hanno già chiamato REMS.

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