di Maria Grazia Giannichedda
Mauro Marin, vincitore del Grande Fratello 2010, lancia il suo libro di prossima uscita – C’è una cosa che non vi ho detto – dicendo quella cosa: il «disturbo bipolare» che gli hanno diagnosticato da tempo, i ricoveri nel reparto psichiatrico di Montebelluna in trattamento obbligatorio, le dosi massicce di farmaci, il letto di contenzione. Il settimanale Chi interroga i critici televisivi: Aldo Grasso (Corriere della sera ) trova «gravissimo» che «chi fa casting scelga persone anormali per dar vita a certe dinamiche» e Mirella Poggialini di Avvenire trova la cosa «crudele» dato che «Marin, nonostante sia bipolare, rimane una persona indifesa e malata», che però «è stato un pericolo per gli altri ragazzi». Nel 2007 è uscito un libro intervista di Claudio Sabelli Fioretti a Francesco Cossiga, L’uomo che non c’è (Aliberti editore). L’incipit è folgorante: «Presidente, lei è matto?». Seguono una dozzina di pagine in cui Cossiga svicola ma accetta di essere incalzato, giustamente vuole ridefinire la domanda ma alla fine non delude l’interlocutore: sì, gli è stata diagnosticata una depressione, ha fatto psicoterapia, prende un sacco di pillole, ha avuto momenti terribili con insonnia e idee ossessive, certo è stato matto e insieme ha fatto il matto, giocando «l’omino bianco» e «l’omino nero» che ci sono in lui ( «ma il vero Cossiga è l’omino nero!»…). Allora: è più grave un matto alla Presidenza della Repubblica o uno al Grande Fratello? Si può obiettare che Marin, a differenza di Cossiga, è un matto pericoloso: ne fanno fede i ricoveri obbligatori e la contenzione. Ma qui c’è un problema. Sembra che in Italia ci siano aree in cui i matti sono miti e arrendevoli: lo dimostrano i rari trattamenti obbligatori, le porte sempre aperte nei reparti ospedalieri e il fatto che negli ultimi vent’anni non si è mai legato nessuno (questo succede ad esempio a Novara e Mantova, per non parlare della troppo citata Trieste di Basaglia). Ci sono anche località in cui i matti sono diventati buoni a un certo punto, poiché si è verificata una netta caduta dei ricoveri obbligatori e delle contenzioni: è successo in un paio di Asl di Roma, ad esempio, ad Aversa e a Pistoia, a Sassari e a Cagliari (ma qui i matti sembra siano ridiventati cattivi dopo le elezioni, col cambio di assessori e il ritorno dei vecchi dirigenti psichiatri ). A Montebelluna, invece, sembra che i matti siano e restino, come in molte altre aree dell’Italia, pericolosi, incomprensibili e incapaci fino al punto di presentarsi, e vincere, al Grande Fratello.
da L’Unità del 21 luglio 2010



Il testo della Relazione parlamentare dopo i sopralluoghi negli OPG


