Facciamo un pacco alla camorra

paccoDal costituendo coordinamento che sostiene la lotta di Peppe Pagano e degli altri cogestori in provincia di Caserta, per la sua diffusione e adesione:

Manifesto per i budget di salute

Noi non possiamo vincere. Possiamo solo convincere

Franco Basaglia

  

I budget di salute sono una delle modalità per sostenere i progetti terapeutici individualizzati. In linea con le direttive europee  e le raccomandazioni dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), garantiscono il diritto alla salute attraverso il rispetto della persona e la promozione del pieno diritto alla cittadinanza.

Favoriscono la strutturazione di strumenti sanitari flessibili, misurati sulle esigenze della persona, rispettosi della sua autonomia e sono finalizzati all’inclusione sociale.

I budget di salute, sperimentati dalla ASL Caserta, sono basati sulla redazione di un progetto individualizzato attraverso risorse economiche dedicate alla persona. Determinano la partecipazione di organismi del terzo settore e il coinvolgimento dell’intero contesto sociale.

Negli anni hanno consentito un risparmio di almeno il 30% della spesa sanitaria,  garantendo percorsi di deospedalizzazione ed il superamento dell’istituzionalizzazione della sofferenza. Hanno inoltre permesso di razionalizzare e contenere il consumo farmacologico.

Oltre al fattivo valore terapeutico, i budget di salute hanno assunto un ulteriore forte valenza sociale, rappresentando la linea rossa che tiene insieme le migliori esperienze di riutilizzo dei beni confiscati in Campania. Si è determinato un sistema virtuoso che ha consentito la nascita e lo sviluppo di una rete di realtà ed iniziative dall’alto valore produttivo e simbolico, nonché il reale reinserimento lavorativo di soggetti svantaggiati.

Al centro dell’interesse di Università, Centri di ricerca, Media nazionali e internazionali, tuttavia, oggi, questa esperienza viene di fatto chiusa senza che si realizzi una seria valutazione dei risultati  e della sperimentazione.

Noi vogliamo difendere e rilanciare questa esperienza ed estenderla anche alle altre realtà dell’assistenza sanitaria e sociosanitaria campana e nazionale.

  1. Perché sosteniamo che ogni processo terapeutico debba essere centrato sull’unicità e la biografia della persona, puntando all’autonomia e all’inclusione del sofferente, superando lo stigma della malattia.
  2. Perché non è possibile separare la dimensione sociale da quella sanitaria ed anzi è necessario pensare che l’intervento sociale sia parte attiva e fondamentale dello “stare bene” di una persona.
  3. Perché i budget di salute consentono il superamento della istituzionalizzazione e rappresentano un investimento per garantire salute, autonomia e libertà.
  4. Perché non accettiamo l’esclusione del sofferente abbandonato in una struttura chiusa ma immaginano per lui un processo di restituzione alla cittadinanza e alla contrattualità.
  5. Perché i budget di salute sono in linea con le più avanzate direttive dell’Unione Europea e dell’Organizzazione Mondiale della Sanità in materia di integrazione sociosanitaria.
  6. Perché la sperimentazione effettuata consente di affermare, con certezza di dati, che i budget di salute garantiscono la riduzione della spesa sanitaria e il superamento del mero assistenzialismo. 
  7. Perché i budget di salute sulle terre di ‘Gomorra’, attraverso il riutilizzo sociale e la valorizzazione dei beni confiscati alla camorra, hanno contribuito alla strutturazione di un’economia sociale che, a partire dai valori della giustizia e della legalità, contrasta l’economia criminale proponendo un modello di sviluppo inclusivo, sostenibile, responsabile, capace di restituire valore a cittadini, luoghi e territori.

Per questi motivi, noi chiediamo alle istituzioni, al mondo scientifico e culturale, agli operatori del mondo sociale e sanitario, un confronto serio e ragionato per garantire il proseguimento di questa esperienza, mettendo a valore quanto sin qui fatto.

 Chiediamo la disciplina regolamentare e amministrativa di questi strumenti sia condivisa e inserita stabilmente nelle tipologie di servizi sociosanitari che possono essere offerti da una Asl.

 Chiediamo che non vengano spezzati i percorsi di restituzione al Diritto di quanti, sofferenti e/o svantaggiati, avevano trovato grazie ai budget di salute il riconoscimento del proprio essere persona.

 Chiediamo che non venga fatto un regalo alla camorra distruggendo uno degli strumenti più efficaci della lotta dell’antimafia sociale.

 

 

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