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		<title>Confronto sull&#8217;istituzione del &#8220;Tavolo Prevenzione Sicurezza&#8221;</title>
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		<pubDate>Sat, 06 Mar 2010 15:03:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Agenda]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>

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		<description><![CDATA[CONFRONTO SULL’ACCORDO RELATIVO ALL’ISTITUZIONE DEL “TAVOLO PREVENZIONE E SICUREZZA NELL’AREA DELLA SALUTE MENTALE”
Come già a conoscenza di molti di voi, l’incontro/cena con i Primari milanesi organizzato per la sera del 2.3.10 non è avvenuto.
I Primari che avevano accolto favorevolmente l’invito (Dott. Erlicher, Dott. Naon, Dott.ssa Alciati ecc.) martedi’ 2.3.10 alle ore 13 hanno inviato una ...<br /><a href="http://www.news-forumsalutementale.it/confronto-sullistituzione-del-tavolo-prevenzione-sicurezza/" class="leggi-ancora">leggi tutto &#187;</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>CONFRONTO SULL’ACCORDO RELATIVO ALL’ISTITUZIONE DEL “TAVOLO PREVENZIONE E SICUREZZA NELL’AREA DELLA SALUTE MENTALE”</p>
<p>Come già a conoscenza di molti di voi, l’incontro/cena con i Primari milanesi organizzato per la sera del 2.3.10 non è avvenuto.</p>
<p>I Primari che avevano accolto favorevolmente l’invito (Dott. Erlicher, Dott. Naon, Dott.ssa Alciati ecc.) martedi’ 2.3.10 alle ore 13 hanno inviato una mail a don Virginio comunicando che in considerazione dell’evoluzione che ha avuto la vicenda del “Tavolo per la sicurezza” proposta dal Comune di Milano, con l’adesione formale che, al momento, la maggior parte delle AA.O.O. cittadine hanno dato con la sottoscrizione della convenzione con il Comune, ritenevano preferibile che ogni discussione in merito potesse coinvolgerli solamente in sedi istituzionali come ad esempio l’OCSM e quindi con rammarico declinavano il gentile invito alla cena prevista per la sera stessa. </p>
<p>Il presidente, Don Virginio in tempo reale, ha inviato una breve risposta ai primari mettendo in evidenza il dispiacere a causa della loro assenza ad un incontro informale proposto per confrontarsi e capire, una proposta di approfondimento per capire ed essere consigliati a partire dalla loro riconosciuta competenza e professionalità e non certo per creare una querelle di conflittualità. Ha inoltre rimarcato che la CSM non crede che il dibattito debba essere solo nelle sedi istituzionali quando si tratta di accordi che hanno un altro profilo culturale e riguardano anche pazienti e famigliari che non sono stati assolutamente coinvolti. Ringraziando comunque i primari per l’attenzione è stato comunicato loro che la CSM valuterà come portare il confronto fuori dalle sedi istituzionali.</p>
<p>Il direttivo si è incontrato ugualmente condividendo l’ottima cena che era stata preparata, ha colto l’occasione per valutare l’accaduto e le future azioni relative all’accordo in oggetto.</p>
<p>Valutando con altrettanto rammarico il mancato confronto, i membri del direttivo presenti hanno ribadito e confermato il forte dissenso sul contenuto dell’accordo condividendo quanto espresso dai documenti formulati dal forum salute mentale, da Urasam e dalle altre realtà aderenti alla CSM.</p>
<p>E’ stato deciso di promuovere alcune azioni concrete comuni che saranno implementate anche nei giorni a venire:</p>
<p>1- ogni associazione aderente alla campagna invierà un telegramma con un testo comune a:</p>
<p>Presidente Roberto Formigoni,</p>
<p>Regione Lombardia</p>
<p>Via Filzi, 22 &#8211; 20124 MILANO</p>
<p> </p>
<p>Assessore alla Sanità,</p>
<p>Luciano Bresciani</p>
<p>Regione Lombardia</p>
<p>via Pola, 9/11 &#8211; 20124 Milano</p>
<p> </p>
<p>Carlo Lucchina</p>
<p>Direttore Generale Sanità</p>
<p>via Pola, 9/11 &#8211; 20124 Milano</p>
<p>Come avvenuto in occasione della raccolta firme in cui abbiamo tempestato di fax la Regione, tempesteremo con i telegrammi.</p>
<p>2- verrà richiamata l’attenzione sulla questione in oggetto anche nelle varie iniziative pubbliche del prossimo periodo a partire dal convegno del 13 marzo promosso dal centro studi Casa della Carità</p>
<p>3- faremo successivamente un comunicato stampa per richiamare l’attenzione anche dei media.</p>
<p>Il testo del telegramma condiviso nella sera del 2 marzo è il seguente:</p>
<p>Le associazioni aderenti alla Campagna per la Salute Mentale esprimono preoccupazione e contrarietà alla costituzione del “TAVOLO PREVENZIONE E SICUREZZA NELL’AREA DELLA SALUTE MENTALE”. ancor prima che per i contenuti, per il metodo utilizzato che toccherà sensibilmente la condizione di vita e di salute dei cittadini e dei loro familiari oltre che dei lavoratori del comparto, senza minimamente consultare o coinvolgere i diretti interessati. Siamo a chiedere un incontro urgente nella speranza che la Regione mantenga un profilo differente in coerenza con quanto contenuto nel Piano Regionale Salute Mentale.</p>
<p>In attesa di un riscontro si porgono distinti saluti.</p>
<p>Firmato dall’ ente inviante ………- aderente alla Campagna Salute Mentale</p>
<p>Es.: Associazione Tartavela &#8211; aderente alla Campagna Salute Mentale</p>
<p>INFINE Ricordo che il <strong>10 marzo</strong> alle ore 17 presso la sede di – via Brambilla si terrà il direttivo della Campagna con all’ordine del giorno l’aggiornamento sulle iniziative relative al tavolo Pericolosità del Comune e soprattutto per condividere il lavoro svolto dai rappresentanti della csm presso il tavolo regionale per la formazione . Si tratta di un momento importante sia per l’aggiornamento sia per l’organizzazione della presenza dei familiari/volontari e operatori nei moduli formativi d’aula e nella formazione locale.</p>
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		<title>Cesena: la IV Commissione Consiliare visita il Centro di Salute Mentale dell&#8217;Ausl</title>
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		<pubDate>Sat, 06 Mar 2010 14:58:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Agenzie]]></category>

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		<description><![CDATA[CESENA &#8211; La IV Commissione Consiliare ha visitato oggi pomeriggio (venerdì 5 marzo) alcune strutture del Centro di Salute Mentale dell&#8217;Ausl oggetto della riorganizzazione e del potenziamento del Dipartimento di Salute Mentale.
La visita è iniziata alle Palazzine di Via Brunelli, dove entro la fine dell&#8217;anno sarà trasferito il Centro Diurno ed è proseguita con la ...<br /><a href="http://www.news-forumsalutementale.it/cesena-la-iv-commissione-consiliare-visita-il-centro-di-salute-mentale-dellausl/" class="leggi-ancora">leggi tutto &#187;</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>CESENA &#8211; La IV Commissione Consiliare ha visitato oggi pomeriggio (venerdì 5 marzo) alcune strutture del Centro di Salute Mentale dell&#8217;Ausl oggetto della riorganizzazione e del potenziamento del Dipartimento di Salute Mentale.</p>
<p>La visita è iniziata alle Palazzine di Via Brunelli, dove entro la fine dell&#8217;anno sarà trasferito il Centro Diurno ed è proseguita con la visita all&#8217;attuale sede del Centro Diurno Don Minzoni.</p>
<p>La giornata si è conclusa a Sant&#8217;Egidio, con la visita del Centro Diurno &#8220;La Meridiana&#8221;, la struttura terapeutica semiresidenziale del Servizio Tossicodipendenze (Ser.T) dell&#8217;Ausl di Cesena, deputata alla cura e riabilitazione dei pazienti in trattamento con doppia diagnosi (disturbo psichico associato all&#8217;abuso di sostanze).</p>
<p>Erano presenti, tra gli altri, l&#8217;Assessore alle Politiche per il Benessere del Comune di Cesena Simona Benedetti, il Direttore del Dipartimento di Salute Mentale Michele Sanza e il Direttore dell&#8217;Unità Operativa Centro Salute Mentale Roberto Bosio.</p>
<p>La IV Commissione Consiliare da tempo si è interessata della riorganizzazione e potenziamento del Centro Salute Mentale dell&#8217;Ausl. E, dopo due audizioni in commissione consiliare, ha ritenuto opportuno constatare direttamente l&#8217;organizzazione delle attività all&#8217;interno delle strutture sanitarie.</p>
<p>(da RomagnaOggi.it)</p>
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		<title>Libri, Szasz scardina la mitologia del genio e della follia</title>
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		<pubDate>Sat, 06 Mar 2010 14:54:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Roma, 5 mar (Velino) &#8211; Thomas Szasz si occupa di “psichiatria” da tempo immemorabile. Insegna allo Health Sciente Center della State University di New York da oltre cinquant’anni. La sua famiglia è ungherese; emigrò negli Stati Uniti per ragioni di vita. Nel 1961, Szasz pubblica un libro, “The Mith of Mental Illness” &#8211; un testo ...<br /><a href="http://www.news-forumsalutementale.it/libri-szasz-scardina-la-mitologia-del-genio-e-della-follia/" class="leggi-ancora">leggi tutto &#187;</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Roma, 5 mar (Velino) &#8211; Thomas Szasz si occupa di “psichiatria” da tempo immemorabile. Insegna allo Health Sciente Center della State University di New York da oltre cinquant’anni. La sua famiglia è ungherese; emigrò negli Stati Uniti per ragioni di vita. Nel 1961, Szasz pubblica un libro, “The Mith of Mental Illness” &#8211; un testo formidabile, in cui pone radicalmente in discussione un’ideologia secolare, diffusa da quella pseudoscienza chiamata psichiatria. Le sue posizioni in materia sono tutt’ora libertarie, antiproibizioniste e antipsichiatriche, anche a seguito di oltre mezzo secolo di battaglie legali e scientifiche volte a sensibilizzare governi, ricercatori e cittadini intorno alle conseguenze dell’uso e dell’abuso di psicofarmaci e dell’internamento psichiatrico. Di recente, è uscito un suo nuovo libro, pubblicato in Italia da Spirali, intorno alla vicenda della grande scrittrice Virginia Woolf – “La mia follia mi ha salvato” – dove pone in rilievo gli aspetti meno noti della sua vita, utilizzando come fonti le annotazioni quotidiane del marito, Leonard Woolf, gli appunti e i carteggi di Virginia, e i suoi stessi romanzi. Il libro di Szasz è un “romanzo” intorno alla presunta follia di Virginia, al suo modo ambiguo di viverla e alle varie relazioni e interlocuzioni con le persone che erano incaricate di gestirla.</p>
<p>La “follia” è un tema di cui dicono, in effetti, più Dante e la letteratura che la psichiatria. La psichiatria si pone come pseudoscienza postilluministica, che vanamente ha tentato di sistematizzare l’insistematizzabile per antonomasia, ossia la psiche e la sua logica, ciò che i greci chiamavano anche “soffio”, “respiro”, e “anima”, “vita”. Vari i tentativi di localizzare il “soffio” nei secoli: si prenda quello &#8211; per citare un aneddoto &#8211; di Jean-Francois Dufour, che in pieno illuminismo voleva un microscopio per poter cercare, nel cervello di un filosofo, l’appartamento dove era sano e l’appartamento dove era matto. In effetti, questa pseudoscienza si è quasi sempre basata sul “visivo” e sul “visibile” &#8211; sul saper vedere &#8211; ereditandone, dall’inquisitore ecclesiastico, la prerogativa. Come l’inquisitore diceva che la strega, di cui aveva visto i segni, “si rifiutava di ammettere di essere una strega”, lo psichiatra individua il sintomo della follia nel fatto che il presunto folle non riesca ad ammettere di essere malato di mente. (segue)</p>
<p>Szasz ritiene che la psichiatria sia una moderna religione laica e che la malattia mentale sia una mitologia. In questo libro, racconta la vita di Virginia come fosse l’emblema di una favola pseudomedica, dove convergono luoghi comuni postilluministici e postromantici, tutt’oggi agenti, come quello per cui la follia ispirerebbe il “genio” e, allo stesso tempo, in quanto malattia, lo ostacolerebbe. “È una palese assurdità”, scrive Szasz. “Per millenni, gli umani hanno prodotto grandi opere d’arte senza che nessuno sentisse il bisogno di attribuire tali opere al genio o alla malattia dei loro creatori. Ma l’uomo moderno trova soddisfazione soltanto nelle spiegazioni ‘scientifiche’”. Ecco, la religione laica è questa. Un altro aspetto, raccontato nel libro, riguarda la famiglia stessa di Virginia, in cui ognuno assume il jeu du role tipico della famiglia fabbricata dalla pseudoscienza, composta da padre, madre e paziente, con alcune varianti. Virginia, secondo Szasz, cercò di “avvalersi dei vantaggi che il ruolo di malato di mente le offriva”. Ella “poteva atteggiarsi a genio folle, Leonard a marito di una scrittrice folle, Vanessa, a sorella di una folle”. Szasz scrive che Virginia e Leonard utilizzavano la psichiatria e gli psichiatri per “orchestrare la propria vita, l’una da folle, moglie e scrittrice, l’altro da infermiere, marito e manager”. In altre parole, Virginia collaborava con gli psichiatri per crearsi, secondo Szasz, la doppia identità di folle e di artista. Come ciò avvenne e come si protrasse per anni, ciascuno può leggerlo in questo romanzo.</p>
<p>Fu l’alienista italiano Cesare Lombroso (1835-1909) a coniare l’espressione “genio e follia”. Come nota Szasz, però, genio e follia sono espressioni di valore e non espressioni mediche o scientifiche. Il significato più recente di genio come eccellenza ereditaria fu foggiato dal padre dell’eugenetica, Sir Francis Galton, cugino di Charles Darwin, che applicò quindi la formula ereditaria agli attributi “mentali”. Nei regimi novecenteschi, sia Stalin sia Hitler si sostituirono ai genetisti scientifici (Stalin molti ne giustiziò e ne esiliò), preferendo un’applicazione immaginaria dell’eugenetica per migliorare o elevare il “ceppo umano”. Il genio ammirato da Hitler, “era marziale e misogino: gli uomini devono essere guerrieri, le donne devono essere madri e tutti devono essere membri della razza ariana”. Di conseguenza, cercò di eliminare i presunti degenerati razziali, tra cui, in primis, i “malati di mente”. Ma il primo, vero, psichiatra “eugenetista-darwiniano” resta proprio Lombroso. Cosa fece lo scienziato veronese? Mise insieme la teoria evoluzionistica, il discorso medico, il giudizio morale e il diritto penale per giustificare lo stato terapeutico, con a capo “lo psichiatra nei panni del filosofo”. Ma lo “stato terapeutico” dove troverà maggior applicazione se non in Italia, con la legge 180, erroneamente definita “legge Basaglia”? Integrando il progetto di Pinel, che creò l’ospedale psichiatrico moderno come città dell’utopia, la legge 180 coinvolge tutta la città nel progetto utopico dell’ospedale psichiatrico, conformando e statalizzando, quindi consegnando il paziente al territorio, che dispensa assistenza, farmaci e conforto religioso.</p>
<p>Lombroso è anche un antesignano della psicologia evolutiva tutt’ora in auge. Il libro che gli diede maggior fama è “L’uomo delinquente”, un testo in cui egli impiegò le idee darwiniane dell’evoluzione per spiegare il comportamento criminale. Una tappa ulteriore, che forma un ponte tra Galton-Lombroso e la nostra era &#8211; in cui trionfa la psichiatria della malattia mentale considerata come malattia del cervello &#8211; è l’opera del tedesco Ernst Kretschmer, fortemente influenzata dal pensiero di Lombroso, secondo cui la follia sarebbe una malattia ereditaria. Quindi, due termini di valore, come genio e follia, diventarono un problema biologico proprio a partire da questi tre psichiatri, in primis Lombroso. L’attribuzione morale di genialità e di follia trovava (e trova) legittimità in un presunto sostrato biologico anormale, con il “progetto” di favorire la crescita in influenza e sviluppo della psichiatria nella società. La connessioni tra genio e follia, come rileva Szasz, hanno prodotto “enormi quantità di fesserie pretenziose”. Un termine esalta il soggetto, l’altro lo degrada e lo demonizza: bene e male, quindi, sono attribuite a un soggetto dualistico. Le due immagini stanno, l’una rispetto al’altra, come la negativa e la positiva di una foto dell’era predigitale. Ma quali saranno le prossime tappe?</p>
<p> (da Il Velino.it, Francesca Bruni) 5 mar 2010</p>
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		<pubDate>Thu, 04 Mar 2010 14:32:00 +0000</pubDate>
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				<category><![CDATA[AAA - Fotografie di vita]]></category>

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		<title>La terra è blu &#8211; 3 mar. 2010</title>
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		<pubDate>Thu, 04 Mar 2010 10:41:10 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Mercoledì 03 Marzo 2010 14:32
&#8220;La Terra è blu. In onda solo matti&#8221; ritorna con la partecipazione del filosofo Gianni Vattimo! In studio Massimo Cirri e Agnese Ermacora. A seguire un eccezionale collegamento con i ragazzi dei Dsm romagnoli, in Kenya per il progetto Fareassieme (www.leparoleritrovate.com). Riusciranno i nostri eroi a ritrovare gli amici misteriosamente scomparsi ...<br /><a href="http://www.news-forumsalutementale.it/la-terra-e-blu-3-mar-2010/" class="leggi-ancora">leggi tutto &#187;</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Mercoledì 03 Marzo 2010 14:32</p>
<p>&#8220;La Terra è blu. In onda solo matti&#8221; ritorna con la partecipazione del filosofo Gianni Vattimo! In studio Massimo Cirri e Agnese Ermacora. A seguire un eccezionale collegamento con i ragazzi dei Dsm romagnoli, in Kenya per il progetto Fareassieme (www.leparoleritrovate.com). Riusciranno i nostri eroi a ritrovare gli amici misteriosamente scomparsi in Africa?</p>
<p><a rel="nofollow" href="http://www.radiofragola.com/podcast/laterraeblu20100303.mp3" target="_blank">http://www.radiofragola.com/podcast/laterraeblu20100303.mp3</a></p>
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		<title>L&#8217;Altra Storia di Pinocchio</title>
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		<pubDate>Wed, 03 Mar 2010 15:38:51 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[La Compagnia Teatro Senza Rete torna in scena, con il suo quinto spettacolo originale, L&#8217;Altra Storia di Pinocchio, prodotto presso il laboratorio espressivo-teatrale del Centro Diurno dell&#8217;Unità Operativa di Salute Mentale di Cava de&#8217;Tirreni/Costa d&#8217;Amalfi dell&#8217;ASL Salerno. Sarà rappresentato, in prima, presso l&#8217;Auditorium dell&#8217;ITC &#8220;M. Della Corte&#8221; di via Marconi &#8211; Cava de&#8217;Tirreni (SA) sabato ...<br /><a href="http://www.news-forumsalutementale.it/laltra-storia-di-pinocchio/" class="leggi-ancora">leggi tutto &#187;</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a rel="attachment wp-att-3062" href="http://www.news-forumsalutementale.it/laltra-storia-di-pinocchio/locandina_web1/"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-3062" title="locandina_web[1]" src="http://www.news-forumsalutementale.it/public/locandina_web1-180x180.jpg" alt="locandina_web[1]" width="180" height="180" /></a>La Compagnia Teatro Senza Rete torna in scena, con il suo quinto spettacolo originale, <strong><em>L&#8217;Altra Storia di Pinocchio</em></strong>, prodotto presso il laboratorio espressivo-teatrale del Centro Diurno dell&#8217;Unità Operativa di Salute Mentale di Cava de&#8217;Tirreni/Costa d&#8217;Amalfi dell&#8217;ASL Salerno. Sarà rappresentato, in prima, presso l&#8217;Auditorium dell&#8217;ITC &#8220;M. Della Corte&#8221; di via Marconi &#8211; Cava de&#8217;Tirreni (SA) <strong>sabato 6 marzo alle ore 20,30</strong>. Saremmo molto lieti se se ne potesse dare riscontro attraverso l&#8217;informazione puntuale da voi curata, visto che con esso non solo si offre ulteriore forma di espressione partecipata alla sofferenza psichica, ma anche possibilità di cura riabilitativa e di promozione dell&#8217;inclusione sociale di coloro che ne sono portatori.</p>
<p><a rel="attachment wp-att-3063" href="http://www.news-forumsalutementale.it/laltra-storia-di-pinocchio/presentazione/">presentazione</a>
<div class="wam_wrap">
<h4 class="wam">Allegati</h4>
<ul class="wam_ul">
<li><a href='http://www.news-forumsalutementale.it/public/presentazione.doc' class="wam_icon_link" style='padding-left:20px; line-height:16px; background-image:url("http://www.news-forumsalutementale.it/wp-content/plugins/attachment-manager/icons/page_white_word.png");'>presentazione</a>
</p>
</li>
</ul>
</div>
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		<title>I semi di Basaglia nel mondo</title>
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		<pubDate>Wed, 03 Mar 2010 14:35:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>

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		<description><![CDATA[Uno speciale del Sole 24 Ore Sanità (23.03 &#8211; 01.03.10) sulla salute mentale, sulla Legge 180 e sullo stato dei servizi italiani a partire dall&#8217;ultimo Incontro triestino
Sole24oresanitàn.7

Allegati

Sole24oresanitàn.7




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			<content:encoded><![CDATA[<p>Uno speciale del Sole 24 Ore Sanità (23.03 &#8211; 01.03.10) sulla salute mentale, sulla Legge 180 e sullo stato dei servizi italiani a partire dall&#8217;ultimo Incontro triestino</p>
<p><a rel="attachment wp-att-3058" href="http://www.news-forumsalutementale.it/i-semi-di-basaglia-nel-mondo/sole24oresanitan-7/">Sole24oresanitàn.7</a>
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<h4 class="wam">Allegati</h4>
<ul class="wam_ul">
<li><a href='http://www.news-forumsalutementale.it/public/Sole24oresanitàn.7.pdf' class="wam_icon_link" style='padding-left:20px; line-height:16px; background-image:url("http://www.news-forumsalutementale.it/wp-content/plugins/attachment-manager/icons/page_white_acrobat.png");'>Sole24oresanitàn.7</a>
</p>
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		<title>Ospedale Piemonte, chiuso il reparto di Psichiatria in seguito al sopralluogo della commissione parlamentare</title>
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		<pubDate>Wed, 03 Mar 2010 14:21:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Agenzie]]></category>

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		<description><![CDATA[L&#8217;assessore Russo: «Decisione necessaria»
E’ il primo provvedimento in seguito al sopralluogo della commissione parlamentare d’inchiesta. Entro il 30 giugno altri reparti andranno trasferiti al Papardo
Si cominciano a vedere i primi effetti del sopralluogo della commissione parlamentare d’inchiesta sulla Sanità. Da oggi, come “prescritto” dalla delegazione guidata dal senatore del Pd Ignazio Marino, che giovedì scorso ...<br /><a href="http://www.news-forumsalutementale.it/ospedale-piemonte-chiuso-il-reparto-di-psichiatria-in-seguito-al-sopralluogo-della-commissione-parlamentare/" class="leggi-ancora">leggi tutto &#187;</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>L&#8217;assessore Russo: «Decisione necessaria»</p>
<p>E’ il primo provvedimento in seguito al sopralluogo della commissione parlamentare d’inchiesta. Entro il 30 giugno altri reparti andranno trasferiti al Papardo</p>
<p>Si cominciano a vedere i primi effetti del sopralluogo della commissione parlamentare d’inchiesta sulla Sanità. Da oggi, come “prescritto” dalla delegazione guidata dal senatore del Pd Ignazio Marino, che giovedì scorso è stata a Messina, il reparto di Psichiatria del Piemonte sarà chiuso «e i pazienti – informa il direttore generale dell’azienda Papardo-Piemonte Armando Caruso &#8211; verranno trasferiti in parte al Policlinico e in parte al Papardo». Psichiatria, o dipartimento di Salute mentale, era il reparto (l&#8217;unico di competenza dell&#8217;Asp) sul quale sia la commissione che i Nas avevano puntato il dito in maniera più decisa: carenze sia di sicurezza (è uno dei padiglioni non a norma del Piemonte) che igienico-sanitarie.</p>
<p>Si avrà tempo fino al 30 giugno, invece, per la chiusura ed il trasferimento al Papardo degli altri reparti a rischio crollo: oculistica (che dovrebbe cambiare sede nei prossimi giorni), otorinolaringoiatria, anatomia patologica, angiologia, malattie respiratorie, neurologia, endocrinologia. Come emerso dal sopralluogo di giovedì scorso, il Piemonte rimarrà in vita come D.e.a., Dipartimento di emergenza e accettazione. Sarà ovviamente mantenuta, oltre al Pronto soccorso, la cosiddetta “Piastra chirurgica”, l’ala nuova del Piemonte, oltre ai padiglioni 4, 5 e 6, che però necessiteranno di un adeguamento e di un’opera di consolidamento. In definitiva saranno questi i reparti che rimarranno nello storico ospedale di viale Europa: : rianimazione, radiodiagnostica, medicina, cardiologia, Utic (Unità terapia intensiva coronarica), chirurgia generale, traumatologia, ortopedia e il polo materno infantile.</p>
<p>«Rispetteremo le disposizioni della commissione – ha dichiarato Caruso &#8211; e insieme con l&#8217;assessore regionale alla Sanità Massimo Russo abbiamo stilato un piano per fare in modo che l&#8217;ospedale Piemonte non chiuda, ma che parte delle strutture e delle attrezzature che si trovano nei reparti a rischio vengano spostati». Un ospedale più piccolo e sicuro, un polo d’eccellenza dell’emergenza. Queste le intenzioni, sui quali sarà doveroso vigilare perché Messina non perda l’unico ospedale del centro città.</p>
<p>E sulla situazione del Piemonte è oggi tornato a parlare anche l’Assessore regionale alla sanità Massimo Russo, in visita alla cittadella Universitaria. Rispondendo alle domande dei giornalisti, infatti, il rappresentante del governo Lombardo ha ribadito che la chiusura del reparto di Psichiatria si è resa necessaria a causa del forte rischio sismico, che però riguarda tutti i padiglioni. «Adotteremo comunque- ha concluso Russo- interventi affinchè si possa restituire alla città questo importante centro di assistenza».</p>
<p>(da Tempo Stretto)</p>
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		<title>La terra è blu &#8211; 24 febb.&#8217;10</title>
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		<pubDate>Wed, 03 Mar 2010 14:18:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Da ascoltare]]></category>

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		<description><![CDATA[Con Massimo Cirri e Antonello di Napoli sono intervenuti il senatore Ignazio Marino e il senatore Saccomanno per commentare la recente visita ai servizi triestini

 
 
 
 
 
 
 
 
http://www.radiofragola.com/podcast/laterraeblu20100224.mp3
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Con Massimo Cirri e Antonello di Napoli sono intervenuti il senatore Ignazio Marino e il senatore Saccomanno per commentare la recente visita ai servizi triestini</p>
<p><span id="more-3049"></span></p>
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		<title>Dopo Trieste- appunti e spunti di riflessione per il futuro del forum salute mentale</title>
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		<pubDate>Tue, 02 Mar 2010 11:14:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[In primo piano - 3]]></category>

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		<description><![CDATA[ di Luigi Benevelli.
L’appuntamento di Trieste  ha dato la misura di quanto il tema della salute mentale sia maturato come questione di interesse universale ed è riuscito mettere a fuoco gli approcci, gli sguardi, le  questioni e le pratiche che le appartengono: non solo il superamento del manicomio e il diritto delle persone con diagnosi psichiatriche ...<br /><a href="http://www.news-forumsalutementale.it/dopo-trieste-appunti-e-spunti-di-riflessione-per-il-futuro-del-forum-salute-mentale/" class="leggi-ancora">leggi tutto &#187;</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p> di Luigi Benevelli.</p>
<p>L’appuntamento di Trieste  ha dato la misura di quanto il tema della salute mentale sia maturato come questione di interesse universale ed è riuscito mettere a fuoco gli approcci, gli sguardi, le  questioni e le pratiche che le appartengono: non solo il superamento del manicomio e il diritto delle persone con diagnosi psichiatriche (secondo le nosologie biomediche e non) ad avere buone cure, rispettose delle loro integrità e dignità, ma anche il raccordo e l’integrazione a livello locale fra sistemi di cura e politiche di inclusione- coesione sociale.  A Trieste sono state trattate anche altre questioni di rilievo, ma a me i temi che ho citato sono apparsi i più importanti, anche per la ricchezza dei contributi non-italiani.</p>
<p>A Trieste, per scelta comprensibile degli organizzatori, non è stata presente la dimensione politica, il che non vuol dire che non ci sia in Italia il problema della qualità della politica in questo momento,  visto che il 10 febbraio scorso alla XII Commissione Affari Sociali della Camera  l’on. Ciccioli, relatore delle proposte di modifica della legge 180/78 ha aperto la discussione avviando formalmente il percorso legislativo parlamentare.  È evidente che al nostro movimento mancano, e  da tempo, i punti di riferimento e di confronto che nel passato erano i partiti politici e i gruppi parlamentari e tuttavia non possiamo vivere nell’attesa che la politica cessi di occuparsi d’altro. Queste note intendono proporre alcuni ragionamenti e terreni possibili di iniziativa che ci aiutino a uscire dall’<em>impasse</em>, a partire da un appuntamento del forum nazionale da tenersi al più presto.<em>.</em></p>
<p> </p>
<p>Credo che il <em>Forum salute mentale</em> debba sviluppare una propria riflessione non tanto circa il giudizio sulle proposte di legge in campo, quanto sullo stato, sulla “condizione morale”, sulle dinamiche e le tendenze in atto della psichiatria italiana nel suo insieme. Non possiamo accontentarci a constatare che in Italia  la qualità dell’offerta dei servizi per la salute mentale è “a macchia di leopardo” con grandi differenze da regione a regione e, nell’ambito di ciascuna regione,  fra metropoli, altre aree urbane, periferie, campagne, in specie perché un’impressione che ne risulta (l’affermazione, lo ammetto, può risultare sbrigativa e brutale, ma serve per farmi capire),  è che alla fine il tipo e la qualità dell’offerta dei servizi e delle relazioni con la popolazione dipende principalmente da chi è in quel momento alla testa del dipartimento di salute mentale e dai suoi rapporti col potere locale. Ci sono certamente molti operatori di grande valore, ma ce ne sono moltissimi che sfuggono al confronto con i colleghi, gli utenti, le famiglie. Quelle che chiamiamo “cattive pratiche” (in specie violenze sulla persona in corso di tso,  contenzioni meccaniche di lunga durata) sono molto diffuse e talvolta giustificate e teorizzate come le migliori possibili nelle condizioni date. Il problema che ci dobbiamo porre è come contribuire ad elevare ovunque la qualità delle relazioni nei servizi, anche dove ci sono amministratori e operatori “sordi” a questi temi .</p>
<p>A Trieste abbiamo discusso delle vicende della Sardegna (la nuova giunta ha sostituito  i direttori generali di tutte  le aziende sanitarie nominati al tempo della giunta Soru) nelle quali i cambi negli</p>
<p>orientamenti politici delle giunte regionali hanno provocato scelte fra loro radicalmente diverse  nell’assetto e nelle finalità stesse del servizio sanitario nazionale e dei servizi di salute mentale. Nella</p>
<p>città di Milano il Comune ha riproposto, questa volta nel Piano di zona, che i dipartimenti di salute mentale segnalino alle forze dell’ordine nomi e indirizzi dei pazienti che non assumono regolarmente i farmaci prescritti e che “bucano” gli appuntamenti. In Calabria la torbida vicenda del “Giovanni XXXIII”  di Serra D’Aiello ha visto addirittura scomparire pazienti di alcuni dei quali si fa fatica a trovare i corpi.  Intanto che si parla e si straparla della pericolosità sociale dei cittadini con diagnosi psichiatrica, sono in aumento i maltrattamenti dei pazienti e negli Spdc continuano a morire pazienti legati. Anche il percorso di superamento degli opg si  presenta da subito assai differenziato fino al caso limite di Barcellona Pozzo di Gotto rimasto alla gestione dell’amministrazione penitenziaria: per dire che l’andamento “a macchia di leopardo” da limite e condizione da superare è diventato un dato strutturale che ha trovato legittimazione nella titolarità piena riconosciuta alle regioni in tema di politiche sanitarie, con la conseguenza che in ogni regione ci possono essere livelli di assistenza e di garanzie per il diritto alla salute mentale assai difformi fra di loro.</p>
<p>È questa una situazione inaccettabile: poco o nessun problema per la varietà delle formule organizzative o dei modi con cui sono chiamate le strutture (v. Csm, Simap, Cps e altro ancora), ma allarme grande per la quantità e la qualità delle opportunità offerte alla cittadinanza  a seconda di dove si nasce o si abita, di chi è  presidente della giunta regionale o sindaco della città o direttore del Dsm, quando c’è il Dsm.   Si può affermare che oggi nell’assistenza psichiatrica non possiamo più contare su un lessico condiviso, gli stessi termini hanno significati diversi da regione a regione: è come se l’uso della lingua italiana nella relazioni sociali e nel lavoro quotidiano fosse stato sostituito da 20 dialetti, ciascuno dei quali si ritiene lingua nazionale. In questo contesto anche la lingua di Trieste e delle esperienze più ricche di salute mentale comunitaria finisce coll’essere fatta passare da molti oppositori della riforma per uno dei tanti “dialetti”.</p>
<p>Ad aumentare la confusione, in parallelo alla dinamica alimentata dalla modifica del Titolo V della Costituzione, ha  contribuito una grande frammentazione dei percorsi formativi, tutti universitari, degli operatori delle professioni sanitarie mediche, psicologiche, della riabilitazione.</p>
<p>Questa situazione sembra essere tollerata quando non subìta da molti, forse da troppi di coloro che traggono il loro sostentamento dal lavoro nei servizi di salute mentale che si ritengono  autorizzati a continuare a pensare e agire come abituati, magari nel rispetto di tradizioni e pratiche professionali più antiche, nella convinzione di essere sempre nella ragione e di operare nel migliore dei modi possibili. L’unico linguaggio ( e strumento di lavoro) universale, universalmente e quotidianamente  promosso dalle compagnie produttrici, è quello degli psicofarmaci di cui molto e da varie angolature si è parlato a Trieste. Ma salute mentale, lo sappiamo, non è riducibile al controllo dei sintomi.</p>
<p> </p>
<p><strong>Per il mantenimento e l’espansione di servizi di salute mentale di <span style="text-decoration: underline;">natura pubblica</span></strong></p>
<p>L’abbandono o comunque la scarsa frequentazione degli  approcci teorici e operativi della salute mentale, intesa anche come diritto universale da garantire da parte dello Stato, hanno favorito il ridursi di molti servizi pubblici a servizi di assistenza psichiatrica centrati su un polo ospedaliero (Spdc) e un polo ambulatoriale (Cps, Simap, Csm ecc.) gestito con modalità privatistiche, con scarse  relazioni sociali e comunitarie, cui si aggiunge un numero rilevante di residenze psichiatriche, a  gestione prevalente o privata o del privato sociale, collocate ai margini del “lavoro di cura” che accolgono cittadini con diagnosi psichiatriche anche  per  lunghi tempi della loro vita in regime di custodia. L’immiserimento e il ripiegamento non si limitano però a questo  perché:</p>
<p>- il ridursi delle attività non-ospedaliere alla sede ambulatoriale  sta rendendo periferiche le professioni sanitarie orientate  agli approcci sociali, educazionali e riabilitativi e tende ad espellere le situazioni più complesse, meno facilmente gestibili con il farmaco, in specie  i comportamenti antisociali associati, nelle “società della paura”, a diagnosi psichiatriche;</p>
<p>- in contemporanea, l’assistenza psichiatrica  pubblica è richiamata ruvidamente a fare la sua parte a tutela della sicurezza pubblica intesa come percezione, sentimento di minaccia alla sicurezza dei cittadini, come nel recente caso di Milano;</p>
<p>- l’assunzione del parametro della pericolosità sociale come aspetto costitutivo del disturbo mentale, giustifica, mantiene ed esalta le pratiche di contenimento e controllo delle persone ricoverate nelle residenze e negli Spdc,  con l’abbandono delle pratiche riabilitative e di presa in carico. Ne risulta che l’assetto e l’orientamento dei servizi pubblici stanno subendo una forte torsione nella  direzione di istituzioni a tutela della sicurezza delle strade e delle case frequentate dai cittadini “normali”. E da tempo in molte parti d’Italia non esistono più servizi pubblici di salute mentale  orientati alla comunità. Quello che voglio sottolineare  è che molte forze e interessi hanno spinto e  spingono per servizi che abbandonino gli scopi e gli ambiti della salute mentale per occuparsi solamente dei cittadini a più basso potere contrattuale che devono accontentarsi del solo approccio medico-clinico in regime ambulatoriale  e di quelli che arrecano preoccupazioni e timori nei confronti dei quali legittimare un regime di controllo “chimico” e di coazione, anche <em>quoad vitam</em>, in spazi non necessariamente gestiti da operatori psichiatrici. Le proposte di legge in discussione presso la XII Commissione Affari Sociali della Camera vanno tutte in questa direzione.</p>
<p> </p>
<p><strong>La salute mentale è tema di interesse nazionale perché di particolare rilevanza etica </strong></p>
<p>Se tali spinte avranno successo, in Italia non opererà più, neanche formalmente, un servizio pubblico di salute mentale pienamente inteso. In Parlamento si sta dibattendo proprio di questo, ma la questione interroga non solo le famiglie (che nella maggioranza dei casi sono costrette ad accontentarsi di quello</p>
<p>che c’è), non solo i cittadini con diagnosi psichiatriche  (che dovranno essere sostenuti ad auto organizzarsi), ma credo anche tutti coloro che lavorano professionalmente nella salute mentale. Se queste considerazioni sono ritenute valide, o quantomeno realistiche, per il Forum si deve aprire una nuova stagione perché il tema della salute mentale riacquisti centralità, ridiventi questione nazionale,  diritto esigibile e precondizione per il miglioramento delle relazioni sociali e della stessa vita democratica.</p>
<p>In questa fase interlocutori da privilegiare dovrebbero diventare gli operatori, i “cultori della materia” che vivono da tempo grandi logoramento e isolamento e una grave disgregazione a livello territoriale e  culturale: società scientifiche, organizzazioni sindacali di categoria mostrano impaccio e fatica a condurre una riflessione approfondita e a costruire piattaforme di iniziativa sui temi citati. Paradossalmente, sono in questa fase le “corporazioni”, poiché si  devono dotare di norme deontologiche, a essere più sensibili ai problemi etici nella loro declinazione nelle pratiche concrete e quindi più disponibili a impegnarsi perché la salute mentale e il diritto alla stessa siano riconosciuti questioni di interesse nazionale e abbiano proprie istanze formali di riferimento o presso il Ministero della salute o presso  la Conferenza delle regioni e delle province autonome (al riguardo va però constatato che il lavoro egregio condotto in quest’ultima sede  per dare una lettura e indicazioni omogenee in tema di tso e aso valide per tutto il territorio nazionale non è stato per niente adeguatamente promosso, ripreso e rilanciato-mi riferisco alle “Raccomandazioni in merito all’applicazione di accertamenti e trattamenti sanitari obbligatori per malattia mentale”elaborate e approvate dalla  Conferenza delle regioni e delle province autonome nell’aprile 2009-). Istanze di riferimento con le  medesime funzioni di quella nazionale (Uffici per la salute mentale) dovrebbero essere istituite da tutte le Regioni.</p>
<p> </p>
<p><strong>Per il cambiamento dell’organizzazione del lavoro nei servizi pubblici di salute mentale</strong></p>
<p>Credo che il Forum dovrebbe fare appello ai sindacati dei medici e degli psicologi, degli infermieri perché sia restituita dignità a chi lavora nei servizi di salute mentale, perché i contratti si occupino dell’organizzazione del lavoro per conquistare spazi per il lavoro in squadra e per il rispetto dei diritti degli operatori e degli utenti. Quanto accade nei luoghi dove gli operatori professionali incontrano i cittadini con problemi di salute mentale e le loro reti sociali di riferimento è pesantemente condizionato dalle culture aziendalistiche, non tanto e non solo per la quantità e la qualità delle risorse assegnate, quanto per la pretesa della fedeltà e dell’ossequio verso i “vertici” aziendali e per la ristrettezza, o addirittura l’indisponibilità di spazi e tempi di discussione, verifica, critica di ciò che si fa nel concreto.</p>
<p>Le associazioni professionali e le società scientifiche di riferimento degli operatori vanno invece stimolate alla riflessione sull’eticità dei comportamenti assunti nelle relazioni  con il cittadino con</p>
<p>diagnosi psichiatrica e la sua famiglia per una continua verifica, lettura critica collettiva dei codici deontologici di riferimento.</p>
<p>Queste iniziative sono a mio avviso da promuovere anche in scarsità e lontananza di interlocutori politici davvero interessati ai temi che sono al centro del nostro interesse. Perché rischiamo che la buona politica troverà solo macerie di quanto abbiamo faticosamente cercato di costruire in quaranta anni, quando e se la politica tornerà un domani ad  occuparsi delle questioni che ci appassionano.</p>
<p>Per tutte queste considerazioni dovremmo darci appuntamento al più  presto.</p>
<p> </p>
<p>Luigi Benevelli</p>
<p> </p>
<p> </p>
<p>Mantova 28 febbraio 2010</p>
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