Festival dei matti: XI edizione

festivalmattiDal 28 al 31 maggio 2020 si terrĂ  la XI edizione del Festival dei matti, dedicata alle favole identitarie.

Proveremo a mettere in discussione, in questo mondo che sembra voler categorizzare ad ogni costo le vite degli uomini, quelle stesse categorie e la loro provenienza. Sano, malato, normale, matto, cittadino, straniero, regolare, irregolare, abile o disabile sono parole di un vocabolario di larghissimo consumo, ritenute necessarie a dire chi siamo, da dove proveniamo, a cosa apparteniamo, cosa ci si può aspettare da noi, come abitiamo il nostro ordine del mondo. Parole che sanciscono la nostra identitĂ , il nostro profilo sociale. Ma queste parole ci servono o ci asservono? Di cosa sono fatte le identitĂ  di cui parlano, di quali discorsi, saperi e poteri si sostanziano? Parleremo di favole identitarie perchĂ©, dietro le quinte di quelle parole si scorgono racconti impastati di invenzione e consolazione, racconti monolitici, lacunosi, ignari delle proprie zone d’ombra, dimentichi della propria genealogia; racconti fortezza a cui assegnamo il compito di precederci, di farci strada, di darci collocazione morale e politica ma che rischiano di inchiodarci a trame senza via d’uscita. Raramente infatti, fatte salve lievi varianti private che ci danno l’idea di potervi appartenere contrattandone il finale, le favole identitarie danno agio a movimenti che possano smentirle. Ben piĂą spesso, se non le teniamo d’occhio, disegnano mondi di pietra in cui diventa impossibile abitare. A queste favole il pensiero critico cerca di opporre resistenza e può riuscirci almeno fino a che non smarrisce la consapevolezza delle proprie contraddizioni trasformandosi esso stesso in una favola identitaria, forse persino piĂą insidiosa delle altre.

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