Francesco Mastrogiovanni: delitto di stato?

 Carla Liberatore intervista Vincenzo Serra e Giuseppe Tarallo, rispettivamente: cognato e amico di Francesco Mastrogiovanni, lo sventurato maestro morto ad agosto del 2009 a seguito di un ingiustificato trattamento TSO a cui era stato sottoposto e fondatori del Comitato Verità e Giustizia per Franco, rispondono alle domande che molte persone si stanno facendo sulla storia del Maestro più alto del mondo. Con il loro comitato si stanno battendo in un estenuante processo contro l’ospedale di Vallo della Lucania, in cui tante, troppe verità vengono ancora tenute nascoste.

Giuseppe Tarallo e Vincenzo Serra fondatori del Comitato Verità e Giustizia per Franco rispondono alle domande di un’intervista doppia sulla vicenda di Francesco Mastrogiovanni

INTERVISTA DOPPIA

C.L.: Sig. Tarallo, in una intervista lei asseriva che Francesco Mastrogiovanni è stato letteralmente sequestrato dalle forze dell’ordine. Può dirci perché si parla addirittura di sequestro?

G. TARALLO – Il Tso ha a che fare con la libertà della persona e i suoi diritti fondamentali e inviolabili. Il TSO va emanato secondo una procedura di garanzia e soprattutto il motivo non ha nulla a che fare con la pericolosità di qualsiasi tipo,sociale o politica o altro che sia. Il Tso viene emanato e firmato dal sindaco quando ci sono 2 certificati medici che lo richiedono e c’è il rifiuto della cura da parte del soggetto…quindi viene fatto nell’interesse della persona e non x motivi di ordine pubblico o altro. Poi ci sono le modalità con cui è stato ‘catturato’.In assenza di motivazioni valide e legittime la persona non può essere privata della propria libertà personale. Francesco è stato inseguito e braccato prima che fosse disposto e firmato lo stesso TSO. E lo stesso TSO non è basato su motivazioni e presupposti di legge. Franco aveva accettato di essere sedato né aveva rifiutato la cura e già questo fa venire meno le ragioni del TSO:per questo è stato,per noi,un sequestro di persona.

C.L.: Sig. Serra, suo cognato Francesco era un ribelle o un malato psichiatrico?

V. SERRA – Francesco per alcuni era un ribelle, per altri un malato psichiatrico. Per tutti quelli che lo conoscevano bene Francesco invece era tutt’altro.

C.L.: Quali sono i reali compiti di un sindaco rispetto ad una persona che presumibilmente potrebbe essere pericolosa?

G. TARALLO – Certamente lo strumento non è il TSO. E a tutt’oggi non sappiamo quale ‘pericolo’ rappresentasse Franco. Da quello che si sa poteva essere oggetto di contravvenzione o sanzione in violazione del codice…stradale ma non altro né di più.

C.L.: Lei pensa che Francesco sia stato vittima di una persecuzione?

V. SERRA – Francesco sicuramente per via del coinvolgimento nei fatti verificatisi a Salerno nel 1972 (morte neofascista Falvella) è stato sempre oggetto di attenzione da parte di certi corpi dello Stato, attenzione che in alcuni casi presenta sicuramente gli aspetti di una persecuzione (e soprattutto durante gli anni di piombo e fino alle soglie del 2000 (con eccezione della permanenza in provincia di Bergamo).

C.L.: Per ordinare UN RICOVERO in TSO, un sindaco, deve essere sollecitato solo dai familiari oppure esistono eccezioni in cui può operare direttamente?

G. TARALLO – Io non credo che ci sia un soggetto deputato, ognuno può segnalare un caso anche se i familiari sono i più titolati a farlo. Ma è necessario che la persona sia visitata accuratamente da un medico e che la richiesta di ricovero venga confermata e avallata da un medico ,possibilmente psichiatra,appartenente a una struttura pubblica. E il TSO scatta solo in presenza di rifiuto da parte dell’interessato. Il sindaco,che firma in qualità di autorità sanitaria,rappresenta lo stato che in quel momento si sostituisce alla persona che si rifiuta e nel suo esclusivo interesse. Nel nostro caso,Francesco dopo essere stato inseguito e braccato alla fine accetta di essere curato e si fa sedare…quindi la questione finiva lì,tutt’al più con ricovero ambulatoriale o extraospedaliero. Inoltre sembra che sia stato proprio il sindaco a sollecitare e volere il TSO…

C.L.: Nel leggere le notizie che voi avete emanato con il comitato dedicato a Francesco, viene da pensare che dietro questa vicenda ci sia dell’omertà. Quali sono precisamente le risposte che a tutt’oggi mancano a questa vicenda?

V. SERRA – Dalle relazioni della polizia municipale e soprattutto da quella dei carabinieri di Pollica si evince che il TSO è stato già deciso dal sindaco del Comune di Pollica ancora prima delle certificazioni sanitarie del medico proponente e dello psichiatra che convalida la proposta di TSO. Dalle “investigazioni svolte” e da quanto riferito dalle persone che hanno avuto contatti con Francesco prima della sua “cattura” da parte delle varie forze dell’ordine non risulta che Francesco presenti patologie psichiche tali da condurre al Trattamento Sanitario Obbligatorio (T.S.O.). A tutti gli interrogativi finora posti dalla vicenda non c’è stata alcuna risposta da parte delle istituzioni a tutti i livelli (dal locale al nazionale).

C.L.: Sig. Tarallo, Chi era Francesco Mastrogiovanni, da quando vi conoscevate?

G. TARALLO – Francesco era una persona per bene,insegnava ai bambini nella scuola elementare di Pollica e quindi il sindaco non poteva non valutare questo. Tutti concordano sulla sua particolare sensibilità e umanità. Egli era stato profondamente segnato da due fatti (l’assassinio di Falvella nel 1972 e da un arresto patito nel 1999 ad opera dei carabinieri) da cui era uscito assolto e indennizzato ma ,come detto, sicuramente segnato. Io lo conoscevo da ragazzo e conoscevo anche suo padre, amico e compagno di mio padre. Non ci vedevamo spesso ,ogni tanto ci siamo incrociati e fermati ed erano appena 2 giorni prima del TSO era venuto a trovarmi al mio paese e non trovatomi aveva promesso ai miei figli di tornare. Quella visita mi è mancata ed è stata per me una ‘chiamata’.

C.L.: Siete mai riusciti mai a capire perché il sindaco ha emanato l’ordinanza di porre Francesco in trattamento TSO?

V. SERRA – Sono mesi ormai che cerchiamo di capire, di individuare le dinamiche che hanno indotto il sindaco Vassallo a disporre il TSO a carico di Francesco con una determinazione che diventa accanimento. Francesco nelle sue ultime ore di “liberta” (ossia dalle ore 9 circa alle ore 12 circa del 31 luglio 2009) si trova nel territorio di un altro comune e non in quello del comune di Pollica. Vassallo non va tanto per il sottile con Francesco e certamente non dimostra con il suo agire di rispettare la legge.

C.L.: Francesco ha mai esternato comportamenti pericolosi verso sé e gli altri?

G. TARALLO – Non risulta né a me né agli altri, ma ripeto, la pericolosità, sociale o politica che sia, non è motivo di TSO,altrimenti non saremmo in un paese democratico e costituzionale, saremmo invece in un paese dittatoriale dove si viene ‘ricoverati’ forzosamente se ritenuto pericoloso.

C.L.: Come può una istituzione come la ASL, accettare di trattenere in contenimento TSO un uomo che non ha commesso nulla di pericoloso e che non ha espresso mai escandescenze che possano far chiaramente pensare a gravi patologie psichiatriche?

V. SERRA – Dal video si evince che nel reparto di psichiatria di Vallo della Lucania la pratica della contenzione è alquanto diffusa. Nei pochi giorni di degenza di Francesco su circa 6, 7 degenti ben 3 pazienti vengono fatti oggetto di contenzione. Probabilmente è una contenzione di comodo. Con Francesco contenuto (che ha quel passato e quel fisico – altezza un metro e 97 cm ) i medici e gli infermieri sono più tranquilli e possono dedicarsi maggiormente alle attività preferite durante l’orario di servizio.

C.L.: Di quale tipo di patologia psicologica soffriva?

G. TARALLO – Io non credo che soffrisse di alcuna patologia psicologica. Esiste disagio o disturbo psichico che non è malattia e non va trattato come tale. Se così fosse tra depressi,iperattivi etc. quasi ognuno di noi sarebbe da TSO. Mi viene da pensare che questo è un pensiero malato,di una società malata, di uno stato malato che ,come cantava Bennato,vorrebbe tutti in fila per tre.

C.L.: Possibile che i medici psichiatri dell’ospedale di Vallo della Lucania abbiano determinato il suo contenimento visto lo stato di sedazione a cui Francesco si era volontariamente sottoposto, senza preventivamente visitarlo e valutarlo come paziente?

V. SERRA – Dal video risulta proprio così. Francesco è stato legato senza alcuna ragione e in circa quattro giorni nei suoi riguardi non è possibile riscontrare alcun approccio terapeutico qualora fosse veramente necessario.

C.L.: Era già in terapia per patologie psicologiche?

G. TARALLO – Non mi risulta e credo che per il suo modo di pensare fosse contrario e che certamente non si sentiva né era un malato…come avrebbe potuto insegnare da anni e per anni a bambini che lo amavano e lo consideravano “il maestro più alto del mondo”?

C.L.: Lei crede che il sindaco che ha emanato l’ordinanza di TSO per Francesco abbia avuto delle ragioni personali?

V. SERRA – Tante sono le congetture. Qualcuno sostiene che qualche volta Francesco abbia in un certo senso punzecchiato pubblicamente il sindaco.

C.L.: Sig. Tarallo lei dice che Francesco Mastrogiovanni fosse un anarchico, è per questo motivo secondo lei che è stato perseguitato?

G. TARALLO – Francesco è stato un anarchico e dal delitto Falvella gli è rimasto appiccicato la fama ma anche il pregiudizio di anarchico e come tale è stato visto e trattato da certe forze dell’ordine che lo hanno tenuto sott’occhio ed osservazione. Lui,pur non facendo vita politica attiva, è rimasto profondamente anarchico come testimoniano le sue dichiarazioni e canzoni all’atto della sua cattura:si è sentito e dichiarato fieramente un ‘prigioniero politico’ di fronte a uno stato che gli negava e lo privava della libertà e dei diritti della persona. Io personalmente non ho elementi per parlare di una persecuzione politica ma sento che verso di lui è scattato un pregiudizio anche politico. Mi ha anche impressionato il fatto che ciò sia accaduto a ridosso della commemorazione di Falvella e mi è sembrata una strana coincidenza…

C.L.: Sig. Serra a tutt’oggi quali sono le risposte delle istituzioni rispetto a questa vicenda?

V. SERRA – Prima della morte di Francesco, secondo la direzione sanitaria, non ci sono mai state lamentele o proteste da parte di altri ricoverati e/o familiari. Pertanto aspettano le decisioni della magistratura.

C.L.: Perché Francesco temeva di morire nell’ospedale di Vallo della Lucania?

G. TARALLO – Nel nostro esposto,del Comitato cioè, abbiamo messo in rilievo che dai verbali di VV UU e dei CC ,risulta che la calma Francesco l’ha persa solo quando ha visto gli operatori sanitari,inveendo contro di essi, segno che in qualche precedente ricovero già avesse sperimentato i ‘metodi di cura’ dell’ospedale di Vallo dove ha chiesto di non essere ricoverato temendo di non uscirne vivo e così è stato. Questa sua volontà .di non essere portato a Vallo andava rispettata,essendo egli vigile e cosciente,come attestato dai verbali delle forze dell’ordine.

C.L.: Su quali basi la difesa dell’ospedale di Vallo della Lucania sta rispondendo alle vostre accuse?

V. SERRA – Hanno risposto affermando che non hanno visto niente e che nessun altro si è mai lamentato e che sono in attesa delle determinazioni della magistratura.

Con questa intervista Vincenzo Serra e Giuseppe Tarallo hanno dato delle risposte esaurienti quanto agghiaccianti e molte altre ancora non hanno responsi. Loro continuano instancabilmente a lottare per il loro amico e parente, lasciato morire in condizioni disumane legato ad un letto di ospedale e in nome della giustizia ci auguriamo che le loro voci non smettano mai di vibrare domande.

(da Mondo Raro.it)

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