Ho immaginato che N, morta suicida a Castiglione qualche mese fa, abbia scritto a Marco Cavallo

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3 marzo, terzo giorno.

di Giovanni Rossi.

Caro Marco Cavallo, non potrò partecipare allo sciopero della fame per lo chiusura definitiva degli OPG perché qualche mese fa ho deciso di lasciare definitivamente “Castiglione delle Stiviere”. Come ho fatto?

Non è stato difficile.

Ho detto che non avrei cenato e così, mentre le altre mangiavano sono andata nella mia stanza e l’ho fatta finita.

Ci hanno messo un sacco di tempo prima di accorgersi di cosa avevo fatto e, naturalmente, non potevano più fare nulla.

Ero arrivata a Castiglione dal carcere, dove avevo già tentato di farla finita. Ma stavolta ci sono riuscita.

Ieri il medico di cui mi fidavo mi ha detto che non sarebbe più venuto in reparto perché andava da un’altra parte a lavorare. Mi sono sentita abbandonata. Come mi era successo tante altre volte. Perché, pur avendo poco più di vent’anni, ne ho passati tanti in comunità.

Perché sono finita in carcere? Perché il giorno dopo il terremoto, mentre stavamo in tenda, e anche gli operatori erano tutti un po’ fuori di testa, perché avevano la casa lesionata, non mi hanno fatto salire nella mia stanza, lì davanti alla tenda e allora ho preso per il collo una educatrice, sono arrivati i carabinieri, mi hanno portato in reparto a Pieve, ma non mi hanno voluto; mi hanno portato in reparto a Mantova, ma avevano paura. E così mi hanno denunciato, arrestato e condannato per tentato omicidio.

A San Vittore, per un po’ non mi sono trovata male. Ho fatto conoscenze e amicizie. Aspettavo la sentenza. Ma quando è arrivata ho cominciato a pensare che ero io che non andavo bene. Che ero bacata. Che era meglio se toglievo il disturbo. Perché disturbavo! Lo so, e un po’ era anche vero. Nel senso che facevo casino.

Così ci ho provato.

Per questo sono stata trasferita all’ospedale psichiatrico di Castiglione, sezione femminile. E così ho capito proprio bene che io non ero una persona cattiva, ma una persona malata, malata per sempre. Se avevo dei dubbi, a Castiglione me li hanno tolti.

Sai, ho persino il dubbio, che abbiano fatto finta di non vedere che non ero a cena. Forse erano d’accordo che era meglio finirla. Del resto non può che essere così. Ero io il problema e non certo l’OPG di Castiglione. Tutti dicono che è un modello. Ha la scienza e gli operatori migliori. Cui tutti gli OPG si ispirano.

Ecco perché non farò lo sciopero della fame.

Ciao N.

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