Il caso Mastrogiovanni a teatro

locandina-quem-queritis“Quem Queritis? – Il caso Mastrogiovanni”

Il prossimo 7 dicembre alle ore 20.30 presso il teatro “La Provvidenza” di Vallo della Lucania, Giancarlo Guercio andrà in scena con il suo nuovo spettacolo, “Quem queritis? – il caso Mastrogiovanni”, uno spettacolo-denuncia che si ispira ad un fatto di cronaca realmente accaduto a Vallo della Lucania, in provincia di Salerno dove, il 4 agosto del 2009, nel reparto di psichiatria del locale ospedale, a seguito di 83 ore di contenzione, l’insegnante elementare Franco Mastrogiovanni è morto per cause che la magistratura sta ancora chiarendo.

Le prove schiaccianti di una malasanità inaccettabile sono state immediatamente appurate grazie alle telecamere interne dell’ospedale che hanno ripreso l’intera scena del ricovero e hanno evidenziato l’incuria e l’inadeguato trattamento sanitario.

L’idea di lavorare verso una messinscena teatrale è nata per il desiderio di raccontare a più livelli e quindi anche con il linguaggio teatrale una storia difficile, un fatto che la società non deve accettare ma condannare, trattandosi di una vicenda sulla quale bisogna tenere alta l’attenzione pubblica, sensibilizzare quante più coscienze al fine di non ammettere il ripetersi di azioni così crudeli.

Il testo è stato scritto imbastendo gli eventi più significativi realmente successi al malcapitato Mastrogiovanni in un percorso di grande intensità emotiva, col supporto di riferimenti letterari ispirati a Pirandello, a Camus, a Majakovskij, a Prevert, con l’intento di creare un percorso poetico, di profondità letteraria, di emozione, capace di consegnarsi alla parte più sensibile dell’animo dello spettatore.

Ricco di musica e di canoni interpretativi diversi, col supporto di immagini e di trovate sceniche, di voce fuori campo, lo spettacolo, pur essendo un monologo, presenta una ricca modulazione capace di ridestare costantemente l’attenzione di chi assiste accompagnandolo in un iter di passione ed emozione.

Il titolo nasce come compendio ad una scelta di costruzione del testo: scandito come una via crucis, una voce esterna citerà alcune stazioni della Passione di Cristo, a significare che il protagonista è un cristo del nostro tempo, con la sua agonia, la sua passione e la sua crocifissione (l’esperienza della contenzione). Quem queritis?, chi cercate?, di chi chiedete? è la domanda che farà l’angelo alle donne davanti al sepolcro trovato vuoto ed è la domanda che il protagonista rivolgerà ad ogni spettatore in un momento scenico e testuale di grande intensità. Una scelta per marcare non un concetto religioso quanto un sentimento più alto, il significato del sacro e il suo aspetto nella quotidianità, in ognuno di noi. “La vita è sacra; e allora perché tutto questo?” si chiederà il protagonista? “E se del sacro c’era, in che cosa si è rivelato, come? Io ancora non l’ho riconosciuto!”.

Il testo diventa così una doverosa denuncia ed un monito affinchè le efferatezze che spesso macchiano di crudeltà l’agire umano, come in questo caso, non succedano più, affinchè si sappia condannare l’azione sbagliata, sia anche dello Stato e si sappia difendere la dignità di ogni essere.

Con questa finalità lo spettacolo ha trovato anche la collaborazione del comitato “Giustizia e Verità per Franco” che dall’agosto 2009 si spende per ricostruire i fatti avvenuti nell’ospedale di Vallo della Lucania nei giorni del ricovero di Franco Mastrogiovanni e di assicurare che giustizia sia fatta in merito alle responsabilità sull’accaduto.

“Un grande sforzo di scena che richiede una intensità, una totalità di coinvolgimento come non mi era mai capitato”, dichiara Giancarlo Guercio che in questi giorni sta perfezionando il personaggio e la messinscena. “Sono felice di aver trovato tanti validissimi collaboratori che hanno creduto in questo importante progetto e stanno dando il proprio apporto professionale per costruire lo spettacolo; c’è bisogno di emozioni e di riflessioni profonde, soprattutto in un momento in cui l’etica, i rapporti umani, la dignità della persona sembra abbiano perso portata. C’è bisogno di ritrovare un senso collettivo dell’agire e dell’andare e questo spettacolo ci avvicina un po’ tutti perché ci fa solidarizzare, ci fa stringere in un’emozione. Bisogna riflettere e se serve condannare, considerando sempre il profondo rispetto che si deve avere per la dignità di ogni essere, umano e non”.

L’addetto stampa

Vallo della Lucania

21 novembre 2011

ulteriori informazioni al 3394295750

    Share

    Lascia un commento

    Devi essere registrato per commentare l'articolo