Il “malato mentale” nella società: ASO e TSO servono realmente?

diviseLe riflessioni di Daniele, seconda “puntata”.

La legge Basaglia, la famosa 180, e la legge 833/78 agli articoli 33, 34, 35 parla appunto, di ASO e TSO.

Innanzitutto spieghiamo cosa sono:

l’ASO è l’acronimo di accertamento sanitario obbligatorio, ovvero un medico, non per forza psichiatra, chiede ad un medico della Asl di accertare la salute di un paziente, esso può essere urgente, e va effettuato in tal caso in 24/48, oppure ordinario, da effettuare entro una settimana.

Esso serve a capire se la persona soggetta a tale obbligo, perchè appunto di questo si tratta, ha bisogno di essere sottoposta a cure anche intensive. L’accertamento di norma dovrebbe svolgersi o a domicilio oppure invitando il paziente a recarsi in studi medici o meglio ancora nei CSM. Non dovrebbe, in linea di principio, essere effettuato mediante ricovero in SPDC o clinica psichiatrica, però purtroppo spesso questo avviene.

Il TSO è invece l’acronimo di trattamento sanitario obbligatorio, esso si effettua quando un paziente è pericoloso per se o per gli altri, o entrambe.

Qui la routine, giustamente, è più severa. Ci vuole un medico richiedente e un medico convalidante, che deve essere dell’Asl, anche qui non per forza specialista in psichiatria.

Fatto questo, il sindaco del comune in questione, in quanto massima carica sanitaria locale, deve firmare il provvedimento e farlo pervenire entro 24/48 ore al giudice tutelare, che nello stesse condizioni temporanee, deve rendere, a tutti gli effetti, effettivo il TSO.

Il paziente, qualora il TSO diventi effettivo, può comunque fare ricorso al tribunale che si deve pronunciare entro 10 giorni, con sentenza non registrata, confermando o annullando il TSO, stessa cosa però può fare il sindaco, ovvero, qualora il giudice tutelare non convalidi il provvedimento, si può avvalere degli stessi diritti.

Fin qui ho descritto la fase tecnica, ma ora poniamoci la questioni, sono utili questi due strumenti?

Se si seguisse la filosofia della 180 si! Basaglia e i suoi collaboratori, crearono questi strumenti a tutela del paziente e non per restringere la sua libertà, ovvero, io ti tutelo, stai male e hai al momento bisogno di cure immediate, quindi, con amarezza, se non ne sei consapevole, con le procedure sopraelencate, ti devo costringere a curarti.

Però c’è da fare una riflessione. I medici abusano del TSO, soprattutto, come strumento per limitare la libertà personale e mettendo la salute mentale come surrogato delle forze di polizia. Io stesso, parlando con un primario per motivi del mio attivismo, vidi sulla sua scrivania, fatto gravissimo, dei moduli per TSO, da compilare, in bianco, ma con una cosa fondamentale quanto illegale, ovvero già firmati dal sindaco!

Cosa dire, la legge 180, ASO e TSO compresi, per me deve essere dopo 35 anni intoccabile, va bene così come è. Bisogna appunto fare pressione sugli psichiatri “revisionisti” della legge Basaglia, che non la applicano o forse peggio ancora la adattano alle loro esigenze personali, affinchè rispettino il paziente e la legge, cose fondamentali per una psichiatria democratica.

Concludendo questo mio breve saggio, o chiamatelo come volete, sia il paziente sia lo psichiatra progressista devono lottare assieme affinchè le leggi siano rispettate, non si abusi del potere a loro dato, e a volte non dato ma che si fanno facoltà di prendere, devono promuovere l’emancipazione dell’utente e, fondamentale, stilare assieme, e qui io mi candido in qualità di paziente, un documento comune che determini il ruolo positivo dello psichiatra e il ruolo attivo e funzionale del malato.

Spero davvero in una psichiatria moderna, un documento appunto stilato da professionisti. Potrebbe intanto essere una base di partenza per sensibilizzare, ce n’è sempre bisogno, l’opinione pubblica e ridurre lo Stigma, e poi chissà, perchè non portarlo alle istituzioni, denunciando i misfatti ed elogiando il ben fatto.

Io la faccia ce l’ho messa, adesso passo la palla a chi di dovere.

Grazie a tutti per la lettura.

(vedi anche Il “malato mentale” nel contesto sociale. Le riflessioni di Daniele)

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2 Commenti a “Il “malato mentale” nella società: ASO e TSO servono realmente?”

  1. Tutto bene Daniele. bisogna però sapere e dire che il TSO non si attua perchè qualcuno è pericoloso per sè e per gli altri, come purtroppo dicono molti psichiatri ignoranti, ma per garantire il diritto alle cure e alla salute (art.32 della Costituzione). Che poi in tanti luoghi, servizi malfatti e culture arcaiche distorcano senso e pratiche è un’altra cosa. Un problema gravissimo che non deve offuscare le ns capacità critiche anche di fronte alla legge 180

  2. [...] di garanzia come il TSO e l’Amministrazione di Sostegno. La questione del TSO posta da Daniele (vedi) invita ad approfondimenti e [...]

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