Il primo incontro della Rete Giovani Salute Mentale

reteVenerdì 21 e sabato 22 febbraio 2014, a Trieste, si è riunita per la prima volta la nascente Rete Giovani Salute mentale.

Nonostante che in molti, chi per impossibilità, chi per scarso preavviso non siano potuti essere presenti, pur avendo già aderito e interagito con la Rete e avendo contribuito alla sua nascita, a  Trieste quasi 60 persone “under40”, a vario titolo coinvolte nelle tematiche della salute mentale, provenienti dal Lazio, dalla Sardegna, dal Veneto, dalla Liguria, dalla Lombardia, dal Piemonte, dalla Sicilia, dalle Marche e dal FVG, hanno voluto incontrarsi, conoscersi e scambiarsi opinioni intorno al mondo della salute mentale nel nostro Paese: servizi, buone e cattive pratiche, leggi, percorsi di cura, guarigioni, sconfitte. Esperienze.

L’assemblea di venerdì pomeriggio è stata aperta da Federico Scarpa. Federico, attualmente Presidente dell’associazione Polisportiva Fuoric’entro, a partire dal suo percorso di recovery e dal lavoro fatto assieme al Gruppo Recovery triestino, si è interrogato su “Cos’è la guarigione?” (leggi lo scritto ).

Si dovrĂ  continuare a interrogarci e riflettere sul significato di soggettivitĂ , di malattia, di cura e di ripresa.

Dopo Federico è seguita una carrellata di dovute presentazioni: per iniziare a conoscersi e a riconoscersi.

Quali le motivazioni a partecipare a questa Rete? Erano presenti operatori della salute mentale, giovani specializzandi, filosofi, cooperativisti, volontari del servizio civile, persone che vivono o hanno vissuto l’esperienza del disagio mentale, giornalisti scientifici, semplici curiosi. Fin da subito è emerso che l’eterogeneità del gruppo ne rappresenterà il fattore stesso di potenzialità.

La condivisione delle idee è stata il motivo conduttore dell’incontro. La condivisione dovrà continuare a essere il motivo conduttore di questa rete. Tanti contributi unici e singolari concorreranno a sviluppare dibattiti e discussioni.

Questo il senso della Rete: riunire quante piĂą giovani voci che attorno a queste tematiche gravitano. Per paragonare esperienze, confrontare politiche locali e regionali di salute mentale, segnalare criticitĂ  e contraddizioni tra fatti e leggi, tra principi costituzionali e cattive pratiche.

Il pomeriggio si è concluso con la lettura di uno scritto di Giovanni Da Col. Dopo un percorso di recovery, Giovanni ora lavora nell’ambito dei beni culturali, come assistente alle visite nei musei. Attraverso le sue parole si è colto il valore della ripresa, un percorso magari lento e con qualche ricaduta ma possibile. Oltre la sofferenza e nonostante la sofferenza.

La mattinata successiva, sabato, si è aperta con l’analisi di una storia, un esempio di cattive pratiche in psichiatria. Un giovane diciottenne internato in Ospedale psichiatrico giudiziario, a seguito di un banale reato. Un reato banale sanzionato così tanto pesantemente per la vita di quel giovane.

Il racconto di questo episodio ha fatto emergere la volontà d’incentrare le linee d’azione della Rete su particolari tematiche di approfondimento, all’interno della cornice più generale del malfunzionamento e della carenza di risorse dei servizi di salute mentale: la contenzione, gli Opg, il concetto di pericolosità sociale, la coerenza tra pratiche e leggi.

Utili saranno anche degli incontri con specialisti e studiosi, con i quali poter ulteriormente approfondire tali questioni.

Per iniziare a discutere di contenzione, di porte chiuse, di servizi di diagnosi e cura è emersa la proposta di organizzare il prossimo incontro della Rete a Roma.

La scelta romana per agevolare il viaggio a quanti più iscritti possibile, per organizzare visite e incontri specifici, come, per esempio, all’ex manicomio del Santa Maria della Pietà e al Museo della Mente (vedi http://www.museodellamente.it/it/).

E, in attesa dell’incontro romano e tra gli impegni assunti, si continuerà a lavorare e a migliorare gli aspetti comunicativi e di diffusione: attraverso il sito web del Forum (www.forumsalutementale.it), attraverso social network con pagine e/o gruppi dedicati, attraverso azioni più capillari di mailing list.

Inoltre, in vista di un dibattito comune durante le prossime riunioni, prioritario sarĂ  reperire testi e scritti, diffondendoli e proponendone la lettura, per stimolare e condividere conoscenze, riflessioni e approfondimento.

A breve tutti i riferimenti per … entrare in Rete!

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