Immagini per non dimenticare: la chiusura del manicomio

mostraMostra fotografica presso il padiglione 7 dell’Osservanza curata da Valter Gavalotti dell’associazione E PAS E TEMP

La festa dell’Unità quest‘anno si svolge dal 21 giugno al 7 luglio nel complesso dell’Osservanza, nato nel 1890 come ospedale psichiatrico provinciale e ora trasformato in un’area a disposizione della cittadinanza. Quale spazio migliore per ospitare un mostra fotografica che, oltre a ricordare momenti importanti del processo che portò alla chiusura del manicomio (convegni, laboratori, mostre, feste particolarmente suggestive come Il sale e gli alberi, durante cui si sparse del sale nei reparti affinché non crescessero più luoghi di esclusione), cerca attraverso i volti, gli sguardi e le azioni degli ex-degenti di cogliere la loro umanità e la loro dignità di persone non più segregate, temute e private dei diritti fondamentali di cittadinanza?

Con la chiusura si chiudeva una fase ma se ne apriva un’altra ancora più importante e difficile: la costruzione della società senza manicomi sognata da Franco Basaglia. Il malato di mente diventa un malato come gli altri, un cittadino che soffre e ha diritto a essere curato nel rispetto della dignità e della libertà della persona umana. E allora, quarantuno anni dopo la Legge Basaglia, cogliamo quest’occasione per riprendere un dibattito che, allora, si dimostrò capace di mettere in moto coscienze e intelligenze.

La mostra, curata da Valter Galavotti dell’associazione E PAS E TEMP che  si occupa da anni di salute mentale, propone attraverso  parole e immagini un itinerario emozionante che, a partire dalle  drammatiche condizioni dei  manicomi  prima della riforma di Basaglia, arriva  a tracciare nuovi orizzonti per la salute mentale nel pannello finale, dove si afferma che utenti e familiari diventano oggi protagonisti in grado di modificare l’ambiente sociale e politico per migliorare la loro salute e la loro vita piuttosto che destinatari passivi di diagnosi e prescrizioni. Ciò naturalmente implica maggiore responsabilità, disponibilità al confronto, partecipazione alle scelte.

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