L’Opg perfetto

i_aa203f818bDi Piero Cipriano.

Ci siamo. Il 31 marzo è una data storica, che chiude il cerchio con l’altra con cui tutto era iniziato. 13 maggio 1978, 31 marzo 2015. Trentasette anni ci sono voluti perché la chiusura, la messa fuori legge dei manicomi civili, fosse completata con l’abolizione pure dei manicomi giudiziari.

La nave manicomio è affondata. Ora anche la nave OPG è affondata, ma ovviamente mica siamo fessi, lo sappiamo che altre navi manicomio si profilano all’orizzonte. Ecco, io, nonostante la mia miopia, già le intravedo le navi REMS, eccole, e tra loro le prime ad affacciarsi sono le REMS nate per un processo di gemmazione da quello che, pure dagli insospettabili, viene definito l’Ospedale Psichiatrico Giudiziario modello, quello che, se ci fossimo basati solo su di lui (così ho sentito dire) non li avremmo certo chiusi questi famigerati OPG, queste sopravvissute istituzioni totali, perché l’OPG di Castiglione delle Stiviere è bello, è pulito, è ospedale e non è carcere, e ci sono pure le donne, è l’unico con le donne, e vorrà pur dire qualcosa, no?, e dunque se pure coloro che hanno girato i video sono rimasti rimasto male impressionati dalle immagini di fatiscenza e squallore di Barcellona Pozzo di Gotto, ma ben impressionati dalla pulizia di Castiglione, che significa, mi domando? Che è la pulizia, il metro di giudizio? Ma la pulizia, non è mica la pulizia di un luogo della psichiatria l’indice delle buone pratiche? E che diamine! Indice di buone pratiche è, per esempio, quanto e se si lega, e allora sotto questo profilo avremmo dovuto premiare semmai Reggio Emilia come il migliore, se proprio avessimo voluto stilare un’assurda graduatoria della meno peggio istituzione totale, perché a Reggio Emilia, bene o male, dal 2012 la pratica di legare gli internati l’hanno abolita. Non l’hanno fatto a Castiglione delle Stiviere, invece, dove si legano uomini e donne per settimane, e dove una donna è legata al letto di notte e in carrozzina di giorno da quasi dieci anni. E che possibilità di recupero e riabilitazione può più avere questa donna, o tutti gli altri legati, contenuti (come si dice) spesso per sciocchezze? Sì, sciocchezze, sciocchezze che chiamano stato di necessità. Qualcuno mi dirà: Cipriano, ma che dici?, di che parli?, ma non lo sai che la contenzione è un atto medico, che è terapeutica perfino? Balle, io gli rispondo, balle, legare le persone è una tortura, che in quanto tale non ha niente di terapeutico, anzi è antiterapeutico, e non può essere un modello un luogo dove le persone subiscono questo trattamento.

Insomma, così come dopo la 180 fu necessario vigilare, stare in campana, e comunque non bastò, perché le navi manicomio si ripresentarono (gli innumerevoli SPDC bunker, le Comunità Terapeutiche cronicari, le Case di Cura manicomioni privati, e le fasce diffuse ovunque, eccetera), così adesso è necessario contrastare la costruzione di queste REMS (ma se i bunker SPDC già li abbiamo?, altri bunker dal nome diverso?), perché il danaro serve per i Dipartimenti di Salute Mentale, serve per i percorsi di cura e non per i contenitori, e 900 posti nelle REMS sono spropositati se attualmente ne sono presenti 700, di internati in OPG, di cui più della metà sono dimissibili. E non ci serve soprattutto che l’Ospedale Psichiatrico Giudiziario modello (modello di perfetta istituzione totale) non voglia morire, e voglia riprodursi in otto dico otto REMS, una attaccata all’altra come i padiglioni di un vecchio manicomio ottocentesco. E si consideri a tal punto un modello che nella sua altruistica missione di cura è disposto ad accogliere gli sventurati provenienti dalle regioni che le REMS non le costruiscono.

Ora, però, la sfida è modificare il Codice Penale. Levare gli assurdi dispositivi dell’infermità mentale, dell’incapacità di intendere e di volere, della pericolosità sociale, dispositivi che non hanno niente di scientifico, che sono figli di un’epoca triste, ancora lombrosiana, il 1930 del Codice Rocco. Solo attaccando il peccato originale della psichiatria, ovvero l’automatismo tra il giudizio diagnostico e il giudizio di incapacità di intendere e di volere riusciremo, davvero, ad affondare questa nave manicomio che è l’Ospedale Psichiatrico Giudiziario.

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