La Corte europea sui malati psichici legati a letto

schermata-2021-12-20-alle-23-53-53di  Luigi Ferrarella
da “Il corriere della Sera”, 12 dicembre 2021

I giudici di Strasburgo mettono sotto sorveglianza l’Italia su questa pratica e potrebbero decidere lo stop a questi metodi fuori da «situazioni straordinarie»Magari sarà tardi per il 26enne tunisino morto il 28 novembre in un ospedale romano dopo tre giorni legato al letto. Ma il ricorso ai giudici di Strasburgo di un ragazzo milanese — che appena 19enne nel 2014 rimase legato addirittura 8 giorni al letto di un reparto psichiatrico ospedaliero, e poi vide i magistrati italiani archiviare questa vicenda 5 anni dopo la propria denuncia — sta per cambiare la pratica della contenzione fisica di persone con stati di sofferenza mentale.

La Corte Europea dei Diritti dell’Uomo, infatti, nel dichiarare ora ammissibile il ricorso presentato dagli avvocati Antonella Mascia e Antonella Calcaterra con il professor Davide Galliani, per la prima volta mette sotto sorveglianza l’Italia su questa pratica, non di rado utilizzata come scorciatoia (specie in carenza di medici e infermieri) rispetto alla fatica di un vero percorso di cura. E imponendo al governo italiano di rispondere a una serie di domande, sul fenomeno e sull’esistenza o meno di protocolli, la Corte fa già trasparire in nuce l’esito verso il quale si sta orientando: e cioé lo stop alla contenzione fisica, fuori da «situazioni straordinarie» (in fondo già abbozzate dalla Cassazione nella sentenza Mastrogiovanni nel 2018) di un «pericolo grave ed attuale» (e non solo vagamente ipotetico) di atti auto-lesivi o aggressivi che siano «non evitabili» dall’esercizio della «massima sorveglianza sul paziente».

L’ospedale, che il 30 settembre 2014 si era visto inviare l‘allora 19enne affetto da uno «stato mentale a rischio», ne segnalò la supposta «pericolosità sociale urgente» all’autorità giudiziaria, così indotta a emettere una misura di sicurezza detentiva: misura seccamente revocata appena il perito nominato dal gip escluse invece che il giovane fosse «portatore di pericolosità sociale». Intanto il 19enne era finito sul letto di un reparto psichiatrico: legato ininterrottamente dal 7 al 15 ottobre senza poter ricevere visite dei genitori.

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