La dignità della fragilità

incanto2jxcopyod9Oggi giorno non ci è concesso essere deboli, fragili, insicuri. Oggi giorno o corri o sei perduto. Tutto cambia alla velocità del pensiero, cambiamo, ci adattiamo, cambia l’ambiente, ci riadattiamo, soffriamo, sopportiamo, troviamo un equilibrio e tutto cambia nuovamente.

Se sei debole sei un perdente, conta solo vincere, sconfiggere l’avversario, essere popolari, sani, belli, ben vestiti, con auto potenti. Ma il vento sta cambiando. Una nuova consapevolezza si sta facendo strada in questa era di crisi mentale, spirituale, materiale.

La conoscenza è accessibile a tutti, internet ha rivoluzionato il nostro modo di pensare e di agire. Siamo ancora in una fase embrionale di una rivoluzione culturale che durerà millenni. La crisi è pericolo e insieme opportunità. Ci stiamo rendendo conto di essere vulnerabili, che la cultura dell’individualismo ci sta conducendo in uno stato di depressione cosmica. Siamo in bilico tra la psicosi e la nevrosi. Patologie mentali spuntano come funghi. Dipendenza da benzodiazepine, alcol, nicotina, cannabis, smart drugs, eroina. Malessere, difficoltà, spaesamento. Fuga dalla realtà, fuga dalla società malata, fuga da noi stessi.

Vaghiamo dispersi nel cosmo senza punti di riferimento, non troviamo più conforto in un’ideologia, una corrente di pensiero, un sistema politico o economico. Siamo attratti dalle socialdemocrazie nordiche anche se non vogliamo vedere i tassi di suicidio di quei paesi. C’è un vuoto, un vuoto totale. Paura. Dobbiamo cambiare, rimetterci a cercare, studiare, approfondire, sperimentare. Niente è certo. Siamo sempre di più e sempre più soli.

Allora ci rifugiamo nelle nostre passioni, che diventano dipendenze. Sesso, amore, pace, natura, cibo, sport, politica, lavoro. Siamo duali: bene-male, amore-odio, pace-guerra, vittoria-sconfitta. Dove sono i punti di contatto? C’è almeno un obiettivo che possa essere condiviso dall’umanità?

Siamo tutti deboli senza l’altro, siamo tutti interconnessi a livello fisico e energetico. Non siamo isole isolate, non siamo separati. O cominciamo a cooperare, ad aiutarci, a condividere le nostre verità o scoppieremo di follia. Ecco che questa sta diventando l’epoca della vulnerabilità: chi ammette le proprie debolezze è forte e lo diventerà sempre più perché potrà essere aiutato.

Chi si nasconde dietro alla maschera della forza e della sicurezza si troverà sempre più solo, perso, isolato. Gettiamo le maschere, abbandoniamo il dubbio e la paura, creiamo un’era della fiducia, del dialogo, delle utopie possibili.

di  Federico Scarpa
presidente Polisportiva Fuoric’entro
membro Consiglio Direttivo ANPIS FVG
utente del DSM Trieste che ha fatto un percorso di Recovery in Salute Mentale

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