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	<title>Commenti a: La mia pazza &#8230; gravi-panza!</title>
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		<title>Di: Marina</title>
		<link>http://www.news-forumsalutementale.it/la-mia-pazza-gravi-panza/comment-page-1/#comment-40</link>
		<dc:creator>Marina</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 17 Dec 2009 18:50:12 +0000</pubDate>
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		<description>Cara Alice ora siete in tre donne a camminare assieme nella vita , questa è la storia di un parto più bella che abbia mai letto. Ada ama  la sua mamma , ha scelto te perchè è di te che ha bisogno per crescere nella vita senza ipocresie.
Hai bambini piaccione i racconti e tu ne hai tante da raccontarle, la cosa bella è che saranno tutte storie vere, fatte di dolore e amore, di speranza e coraggio. Il tuo coraggio , cara Alice, a volte, spaventa chi non ce l&#039;ha e crede che le relazioni umane stiano dentro ad un casellario, ed il giudizio sulla vita di una donna dipenda dall&#039;esito di un test. Non è così,per fortuna tua di Ada e di tutti noi, le persone sono molto di più di una manciata di moduli dell&#039;ufficio dei servizi sociali.
Osare,  tu hai osato fino in fondo senza alibi ,è una qualità rara  che inqueta sempre i superbi e coloro che credono che il mondo si divida in sani e malati.
Buona vita a queste meravigliose donne.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Cara Alice ora siete in tre donne a camminare assieme nella vita , questa è la storia di un parto più bella che abbia mai letto. Ada ama  la sua mamma , ha scelto te perchè è di te che ha bisogno per crescere nella vita senza ipocresie.<br />
Hai bambini piaccione i racconti e tu ne hai tante da raccontarle, la cosa bella è che saranno tutte storie vere, fatte di dolore e amore, di speranza e coraggio. Il tuo coraggio , cara Alice, a volte, spaventa chi non ce l&#8217;ha e crede che le relazioni umane stiano dentro ad un casellario, ed il giudizio sulla vita di una donna dipenda dall&#8217;esito di un test. Non è così,per fortuna tua di Ada e di tutti noi, le persone sono molto di più di una manciata di moduli dell&#8217;ufficio dei servizi sociali.<br />
Osare,  tu hai osato fino in fondo senza alibi ,è una qualità rara  che inqueta sempre i superbi e coloro che credono che il mondo si divida in sani e malati.<br />
Buona vita a queste meravigliose donne.</p>
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		<title>Di: Leda Cossu</title>
		<link>http://www.news-forumsalutementale.it/la-mia-pazza-gravi-panza/comment-page-1/#comment-36</link>
		<dc:creator>Leda Cossu</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 08 Dec 2009 22:37:16 +0000</pubDate>
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		<description>Bellissimo Alice e bella tu. Sei una grande forza, ogni tua parola, immagine, allarga il cuore, i pensieri, in tutte le direzioni, dà coraggio e consapevolezza.
Ce l&#039;hai fatta a &quot;vincere&quot; nonostante tutti gli stereotipi che incontrano gli esseri umani, soprattutto le donne, ogni tanto a qualcuno viene in mente di tutelarle un po&#039; troppo. Tutti abbiamo qualcosa da crescere dentro e fuori di noi, anche la dottoressabellissimaocchidighiaccio.
Quando ho partorito, pretermine, cesareo ecc. a Padova, il Primario vedendomi indaffarata fra vari tipi di tiralatte, &quot;per proteggermi&quot; (anca massa..) mi sconsigliò di perder tempo, che tanto il latte non l&#039;avrei mantenuto. I tiralatte me li portò mia sorella e non smisi. Mio figlio era in incubatrice, in un reparto lontano da me e non l&#039;avrei rivisto per un bel po&#039; se non attraverso un vetro.
Dissi &quot;ci provo&quot;, a dargli almeno qualche chance in più, visto che non ne ha molte. A darmi una mano ci pensò Mario, ragazzo down ed affettuoso vicino di casa, grazie ad un misterioso orologio arrivava puntuale più volte al giorno per prendere in braccio mio figlio fintanto che mi tiravo il latte. Seguirono tre mesi di latte materno, con una grande fatica per togliermelo, non era molto, ma c&#039;era. Feci una fotocopia delle poppate dei tre mesi suddivise in latte materno-aggiunta e gliela portai in una busta al primario con su scritto: &quot;la prego dottore non scoraggi le mamme ad allattare i figli, come vede è possibile&quot;. Gliela dovevo, ci sono persone (non solo medici) che neanche di fronte all&#039;evidenza si arrendono, altre .. invece crescono, se vogliono.
Sono cresciuta anch&#039;io per mio figlio, io ero a casa distrutta dagli esiti del parto e lui in incubatrice e vedendo solo mio marito i medici pensavano forse che l&#039;avessi abbandonato. Uno di loro (gli sono ancora riconoscente) mi telefonò a casa informandomi, mi parlò con umanità. Stavo male ma mi feci forza e andai. Vedendolo così piccolino, vedendo le infermiere che lo nutrivano col sondino in modo veloce, pensai che avrei potuto &quot;imparare&quot; a darglielo io lentamente, magari anche il mio latte anziché buttarlo. 
La neonatologia era allora &quot;luogo sacro&quot; non calpestabile da mamme e papà. Il mio complice marito mi insonorizzò un tiralatte elettrico mettendolo dentro al polistirolo e mi appostai per una settimana all&#039;ingresso del reparto, come San Francesco a Roma per farsi approvare la Regola del suo Ordine. Ogni giorno chiedevo ai medici di parlarne fra di loro, per farmi entrare e dare il latte al mio bambino, che mi ero organizzata e mi dicessero loro cos&#039;altro avrei dovuto fare. Dopo una settimana il Primario al vedermi allargò le braccia, mi disse di mettermi camice, calzari e mascherina ed entrai.. per la prima volta toccai mio figlio, mi fu concesso di dargli alcune poppate ogni giorno, ero emozionata e maldestra, la prima volta rovesciai tutto il latte, le infermiere erano scontrose, ma solo i primi giorni, poi si abituarono alla mia presenza. Da quel primo giorno mio figlio ricominciò a crescere ed altre mamme vedendomi al di fuori del vetro vollero entrare e fu così che da quel giorno di 28 anni fa a Padova le mamme entrarono dai loro bambini. Grazie anche ad un medico sensibile che sollecitò le mie attenzioni materne. Un giovane amico disabile, esperto in medici e terapie dice scherzosamente che i medici appartengono a due categorie: quelli che hanno giurato ad Ippocrate e gli ipocriti. Tutti hanno/abbiamo almeno due chance: crescere e &quot;resistere&quot;. Un grande abbraccio alla resistente Alice.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Bellissimo Alice e bella tu. Sei una grande forza, ogni tua parola, immagine, allarga il cuore, i pensieri, in tutte le direzioni, dà coraggio e consapevolezza.<br />
Ce l&#8217;hai fatta a &#8220;vincere&#8221; nonostante tutti gli stereotipi che incontrano gli esseri umani, soprattutto le donne, ogni tanto a qualcuno viene in mente di tutelarle un po&#8217; troppo. Tutti abbiamo qualcosa da crescere dentro e fuori di noi, anche la dottoressabellissimaocchidighiaccio.<br />
Quando ho partorito, pretermine, cesareo ecc. a Padova, il Primario vedendomi indaffarata fra vari tipi di tiralatte, &#8220;per proteggermi&#8221; (anca massa..) mi sconsigliò di perder tempo, che tanto il latte non l&#8217;avrei mantenuto. I tiralatte me li portò mia sorella e non smisi. Mio figlio era in incubatrice, in un reparto lontano da me e non l&#8217;avrei rivisto per un bel po&#8217; se non attraverso un vetro.<br />
Dissi &#8220;ci provo&#8221;, a dargli almeno qualche chance in più, visto che non ne ha molte. A darmi una mano ci pensò Mario, ragazzo down ed affettuoso vicino di casa, grazie ad un misterioso orologio arrivava puntuale più volte al giorno per prendere in braccio mio figlio fintanto che mi tiravo il latte. Seguirono tre mesi di latte materno, con una grande fatica per togliermelo, non era molto, ma c&#8217;era. Feci una fotocopia delle poppate dei tre mesi suddivise in latte materno-aggiunta e gliela portai in una busta al primario con su scritto: &#8220;la prego dottore non scoraggi le mamme ad allattare i figli, come vede è possibile&#8221;. Gliela dovevo, ci sono persone (non solo medici) che neanche di fronte all&#8217;evidenza si arrendono, altre .. invece crescono, se vogliono.<br />
Sono cresciuta anch&#8217;io per mio figlio, io ero a casa distrutta dagli esiti del parto e lui in incubatrice e vedendo solo mio marito i medici pensavano forse che l&#8217;avessi abbandonato. Uno di loro (gli sono ancora riconoscente) mi telefonò a casa informandomi, mi parlò con umanità. Stavo male ma mi feci forza e andai. Vedendolo così piccolino, vedendo le infermiere che lo nutrivano col sondino in modo veloce, pensai che avrei potuto &#8220;imparare&#8221; a darglielo io lentamente, magari anche il mio latte anziché buttarlo.<br />
La neonatologia era allora &#8220;luogo sacro&#8221; non calpestabile da mamme e papà. Il mio complice marito mi insonorizzò un tiralatte elettrico mettendolo dentro al polistirolo e mi appostai per una settimana all&#8217;ingresso del reparto, come San Francesco a Roma per farsi approvare la Regola del suo Ordine. Ogni giorno chiedevo ai medici di parlarne fra di loro, per farmi entrare e dare il latte al mio bambino, che mi ero organizzata e mi dicessero loro cos&#8217;altro avrei dovuto fare. Dopo una settimana il Primario al vedermi allargò le braccia, mi disse di mettermi camice, calzari e mascherina ed entrai.. per la prima volta toccai mio figlio, mi fu concesso di dargli alcune poppate ogni giorno, ero emozionata e maldestra, la prima volta rovesciai tutto il latte, le infermiere erano scontrose, ma solo i primi giorni, poi si abituarono alla mia presenza. Da quel primo giorno mio figlio ricominciò a crescere ed altre mamme vedendomi al di fuori del vetro vollero entrare e fu così che da quel giorno di 28 anni fa a Padova le mamme entrarono dai loro bambini. Grazie anche ad un medico sensibile che sollecitò le mie attenzioni materne. Un giovane amico disabile, esperto in medici e terapie dice scherzosamente che i medici appartengono a due categorie: quelli che hanno giurato ad Ippocrate e gli ipocriti. Tutti hanno/abbiamo almeno due chance: crescere e &#8220;resistere&#8221;. Un grande abbraccio alla resistente Alice.</p>
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		<title>Di: aniello</title>
		<link>http://www.news-forumsalutementale.it/la-mia-pazza-gravi-panza/comment-page-1/#comment-35</link>
		<dc:creator>aniello</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 07 Dec 2009 16:23:50 +0000</pubDate>
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		<description>CIAO alice  auguroni sono rosaria di pontecagnano(amica di nello che tu ben conosci) sei una forza ,sei la vita,sei la speranza.Per chi come me ha vissuto la follia in quasi tutte le sue forme, leggere la tua storia, il tuo raccontarti, il tuo scandire con ogni parola,con ogni monosillabo la tua sofferenza, la tua inkazzatura:ti assicuro che non si puo&#039; che ammirarti, amarti.Poco fa leggevo della tua gravidanza,delle tue paure in sala parto:&quot;quante stronze nella vita!&quot;,quanti stupidi ignoranti che non capiscono,che non vogliono capire....l&#039;importante e&#039; non lasciarsi sopraffare,non cedere proprio come hai fatto tu.Tu ora hai la piccola ADA un tesoro prezioso che ti lega alla vita ancora di piu e chi ti legge come me, si sente incoraggiata ad andare avanti. un abbraccio rosaria del gruppo di Jenny e&#039; tornata..</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>CIAO alice  auguroni sono rosaria di pontecagnano(amica di nello che tu ben conosci) sei una forza ,sei la vita,sei la speranza.Per chi come me ha vissuto la follia in quasi tutte le sue forme, leggere la tua storia, il tuo raccontarti, il tuo scandire con ogni parola,con ogni monosillabo la tua sofferenza, la tua inkazzatura:ti assicuro che non si puo&#8217; che ammirarti, amarti.Poco fa leggevo della tua gravidanza,delle tue paure in sala parto:&#8221;quante stronze nella vita!&#8221;,quanti stupidi ignoranti che non capiscono,che non vogliono capire&#8230;.l&#8217;importante e&#8217; non lasciarsi sopraffare,non cedere proprio come hai fatto tu.Tu ora hai la piccola ADA un tesoro prezioso che ti lega alla vita ancora di piu e chi ti legge come me, si sente incoraggiata ad andare avanti. un abbraccio rosaria del gruppo di Jenny e&#8217; tornata..</p>
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