I domenicani inquisitori e Galileo

schermata-2021-08-02-alle-17-45-21di Peppe Dell’Acqua
a proposito della reazione di Leonardo Tondo all’articolo di Allen Francis

(per l’articolo di Allen Francis —> clicca qui)

Quanto scrive Allen su Lancet, e con lui altri colleghi inglesi, americani, argentini e tanti altri è un segno di riconoscimento che non può che darci conforto in un momento così buio e abitato da figure che non saprei come definire. Leggerete qui un commento  all’articolo di Allen, pubblicato su Lancet, scritto dal leader naturale degli psichiatri sardi. Leonardo Tondo vanta i suoi studi negli Stati Uniti e una profonda conoscenza di neuroni, trasmettitori, genetica e farmaci. Conoscenze che tutti noi apprezziamo e lascia intendere che la psichiatria americana, la sua formazione americana, sono al di sopra di ogni misero sistema di assistenza sociale così come le psichiatrie dominanti definiscono Trieste da cinquant’anni. Leonardo Tondo non si è mai interessato ai sistemi pubblici di salute mentale e non sa, fa finta di non sapere, che la psichiatria pubblica americana è un disastro. Gli uomini e le donne che vivono l’esperienza del disturbo mentale severo e la ventura di incorrere nelle inarrestabili spire della deriva sociale del sistema pubblico americano, da Reagan in avanti, sono senza speranza alcuna; fa finta di non sapere che la psichiatria pubblica è arrivata al limite della criminalità.

Potremmo consigliargli un libro, “Chi se ne frega dei matti”, di Ron Power, premio Pulitzer, romanziere, sceneggiatore, padre di un ragazzo suicida e di un altro che continua a vivere malamente in una condizione di severo disturbo schizofrenico. Il libro tradotto e pubblicato da Erickson ( ma Tondo potrebbe leggerlo nella edizione originale)  è un atto di accusa terribile. Ma se Tondo frequenta gli Stati Uniti potrebbe segnalare lui a noi ricerche, documentari, inchieste e libri sullo stato della psichiatria pubblica e dell’abbandono. Perfino in Sardegna i “malati di mente” riescono a vivere meglio che a Los Angeles.

Forse bisognerebbe chiarire che la nostra preoccupazione per l’arrivo di un suo collega sardo non sta tanto nelle capacità cliniche e dei progetti  di cambiamento che dovrebbe possedere questo attempatissimo psichiatra.
Conosco bene le psichiatrie oggettivanti di Tondo, di Trincas e delle decine di psichiatri sardi, che hanno fatto di tutto, come gli inquisitori di fronte a Galileo, per negare ogni evidenza che avrebbero potuto cogliere nel lavoro di Franco Basaglia, nei risultati e nelle organizzazioni di Trieste.
È evidente che non si può aver paura di un servo sciocco, ma dei suoi padroni. L’Assessore del FVG, con un disegno, già meditato da tempo, ha in programma la disarticolazione non solo dei Dipartimenti di Salute Mentale, ma anche di tutta quella rete di Servizi di Medicina territoriale, che con fatica sono stati attivati a Trieste negli ultimi 15 anni. Con grande consenso della città e con una massa di risultati che capovolgono radicalmente il rapporto dei cittadini con i sistemi sanitari.
Per semplificare, il modello lombardo, malgrado i luttuosi e vergognosi fallimenti, continua a essere d’ispirazione per questo assessore che già da tempo, incurante della correttezza amministrativa, ha decapitato tutte le strutture complesse territoriali e ha introdotto fette considerevoli di privato; un privato, peraltro, a quanto mi è dato di comprendere, poco preparato e poco competente.

Che dire: benvenuto al povero Pierfranco Trincas, che si lascia ingaggiare in affari a che poco conosce. Felice permanenza a Trieste!

La risposta del professore Leonardo Tondo   ad Allen Francis, ha davvero dell’incredibile! Gratuitamente al limite della diffamazione. Non commentiamo, lo capirete da soli. È singolare che questo professionista del farmaco e della diagnosi, come egli stesso in fondo si definisce, non abbia mai avuto tempo e umiltà per andare a vedere i servizi di Trieste impegnato come è, notte e giorno, a far funzionare e produrre profitti nel Centro Lucio Bini di Cagliari (andate a vedere sulla rete). Bini è stato con Cerletti l’inventore della terapia elettro convulsivante: imperitura gloria italica. Tondo  dice ad Allen Francis, che a Trieste c’è stato ben 7 volte per periodi anche lunghi, che non gli è stato fatto vedere quello che i triestini nascondono: polvere sotto il tappeto. Dando dei disonesti agli operatori di Trieste e del credulone a Francis.

Questo è quanto sentiamo il bisogno di dire. Nel giorno in cui si compie l’assurdo disegno della giunta del FVG.
Gli operatori di Trieste resistono e vanno avanti. Malgrado tutto.

Peppe Dell’Acqua

P.S. Se mai il professore avesse voluto, avrebbe trovato molti rapporti e dati sull’attività di Trieste. Non ultimo il rapporto SIEP (2018/2020): che, in estrema sintesi, riferisco:

  • p. 12: tasso di strutture territoriali attive: rispetto a un valore medio di riferimento nazionale di 2,5/100.00 abitanti in Friuli-Venezia Giulia c’è il valore più alto (+239,3%), a segnalare la presenza di una rete assistenziale ricca e articolata con una capillare diffusione sul territorio. In Sardegna c’è un valore negativo (- 40, 5%);
  • p. 19: il costo pro-capite per residente per la Salute Mentale in Italia è pari a € 78,1, In FVG è +11,7. In Sardegna è -29,4.
  • p. 20: la spesa per la Salute Mentale è pari al 3,6% del Fondo Sanitario Nazionale. In FVG la variazione percentuale rispetto al valore medio è di +9,8; in Sardegna di -26,2.
  • p. 21: la prevalenza dei casi trattati è del + 4,0 % in FVG; invece è del -41,9% in Sardegna.
  • p. 22: la prevalenza dei casi trattati di schizofrenia è del + 51,3 % in FVG; invece è del -33,4% in Sardegna.
  • p. 25: Il numero medio di prestazioni per utente in Italia è pari a 14,2. In FVG c’è il valore più altro nazionale del +258.3%, in Sardegna del -27,5%.
  • p. 30: La percentuale di pazienti con visita psichiatrica entro 14 giorni dalla dimissione è considerata un indicatore della continuità assistenziale. In Italia essa è pari a 37,4%. In FVG è del + 96,3, in Sardegna non ci sono neanche i dati disponibili.
  • p. 31: Il Trattamento Sanitario Obbligatorio è generalmente utilizzato come indicatore indiretto della scarsa efficacia dei programmi preventivi, terapeutici e riabilitativi realizzati dai DSM. Il tasso di riferimento nazionale di TSO è pari a 14,6 / 100.000 ab. In FVG è molto basso -71,6; in Sardegna è molto alto +64,6.
  • p. 39: il tasso di soggetti trattati con farmaci antipsicotici in Italia è pari a 33,6 /100.000 ab. In FVG è del -43,3, in Sardegna è del +64,3.
  • Infine, i dati sui suicidi mostrano una riduzione del 50% rispetto agli anni ‘80. Tasso. E riporta Trieste (e il FVG) a livello di molte altre regioni e ora ben distante dai dati storici (elevati della bassa Austria, della Slovenia, dell’Ungheria, eredità mai ben digerita dell’Impero! Ridicolo affermare che questo sistema (totalmente pubblico) fornisce risposta al 5% dei pazienti in assenza di strutture private. Come può sopravvivere per 50 anni? È semplicemente offensivo scrivere che non sappiamo come diagnosticare e trattare con i farmaci. Abbiamo introdotto la clozapina per la prima volta in Italia nel 1992 e pubblicato anche il più ampio studio sull’uso degli antipsicotici su un Pharmacology Journal (2006) nei nostri Servizi di salute mentale.

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