Lettera aperta di Peppe Dell’Acqua

ai colleghi di sip, siep, società etica e tanti altri sottoscrittori della lettera aperta alla ministra (vedi) e di un appello per la purezza della psichiatria (vedi).

Cari colleghi, leggo con interesse quanto scrivete a proposito della legge che proroga la chiusura degli Opg, in discussione in parlamento, e con tutta la buona volontà faccio fatica a seguirvi.

Veramente non capisco proprio.

Dopo decenni di lavoro le vs analisi hanno disvelato tutta la mia profonda ignoranza!

Pensavo di aver ben compreso il senso delle parole, così belle, che voi oggi scrivete e pronunciate con disinvoltura.

Parlate di manicomialità, di istituzionalizzazione, perfino di etica! E … mi perdo!

Le avevo sempre ascoltate e usate per dire e definire altre cose e ora mi accorgo che significano tutt’altro.

Per esempio tenere aperte le porte e accogliere persone che chiedono aiuto e che ci portano dolori talvolta insondabili, non ha niente a che vedere con vicinanza, ascolto, deistituzionalizzazione ma è un banale e deprecabile atteggiamento “umanitario”, peggio con la riproduzione di deprecabile manicomialità. Quella manicomialità che voi conoscete bene e che fate di tutto per mettere all’angolo, isolare, denunciare in ogni vostra parola!

Ma sono vecchio, non capisco e un po’ vi invidio. Vedo il vostro entusiasmo nella strenua difesa delle psichiatrie, la vostra difesa delle porte chiuse, prima ancora che vi scarichino addosso gli Opg, vedo le persone contenute, prima ancora che ve lo ordini il giudice, vedo Centri di salute mentale vuoti e tassi crescenti di TSO senza che siano stati ancora liberati i pazzi criminali. Non vedo, nel vuoto dei Centri di salute mentale, quelle inquietanti e disturbanti presenze per noi psichiatri di dementi, di sordi, di gravi insufficienti mentali, di tossicodipendenti puri, di alcolisti puri e nemmeno di persone con disturbo mentale fiere della loro purezza diagnostica … Devo ammetterlo: devo ricominciare a studiare!

Devo ringraziarvi per avermi dato l’opportunità di riflettere con tanto acume su infermità di mente e disturbo mentale, quello vero naturalmente, quello che solo noi psichiatri veri sappiamo individuare con lucida precisione (devo confessare che io faccio molta fatica a discernere e più divento vecchio e più fatica faccio … ma ho capito che devo applicarmi di più e meglio).

Ora capisco che i morti legati ai letti di contenzione a Cagliari e a Vallo, solo per dirne due, sono morti legati perché erano malati mentali puri, per i quali la psichiatria della tecnica, del sapere, dell’etica, della cura efficace, del trattamento basato sull’evidenza aveva prescritto con scienza e coscienza quel trattamento, quella opportuna terapia … Avete fatto bene a difendere come un corpo solo quelle pratiche e quegli sfortunati colleghi che coraggiosamente hanno prestato a quei pazienti ben diagnosticati il trattamento “eroico” che era necessario.

Ora capisco meglio quello che avete fatto in tutti questi anni per contrastare le logiche manicomiali e per l’eccellente formazione che fornite a tutti gli operatori della salute mentale di ogni ordine e grado. I giovani arrivano e pensano che avranno a che fare con persone che vanno accolte, ascoltate, comprese, protette dalle conseguenze talvolta devastanti della loro malattia … Sono ingenui, ideologici, stupidamente entusiasti. Per fortuna arrivano in servizi dove si insegna loro a legare, a difendersi dai matti, a diagnosticare come è giusto che sia … e a prendere distanza, a colpire con farmaci potenti, adeguati e sicuri, la lesione del cervello che certamente prima o poi verrà scoperta. La “to be descovered lesion” diceva Nancy Andreasen che voi sicuramente conoscete meglio di me, ma come vedete sto cercando di ridurre la distanza, e per ultimo, ma solo per concludere questo mio pistolotto che voi certamente vorrete perdonare, per ultimo insegnate a individuare, forti della immensa profondità della nostra scienza, chi è inguaribile da chi non guarirà mai!

Spero che i parlamentari che devono votare nei prossimi giorni sappiano cosa fare. Non parlo dei leghisti, dei grillini, di quegli altri che non so come chiamarli, loro sono già convintamente con voi psichiatri scientifici e, nel dibattito parlamentare, hanno già apportato contributi significativi alle vostre posizioni. Dal canto mio, io farò di tutto, per quel poco che posso, per diffondere le linee guida che verranno, formidabili per altro.

Sicuro che quanto prima saremo in grado di incontrarci e seriamente parlare di questi temi che, com’è evidente, stanno veramente a cuore a tutti noi.

Fuori dal gioco e dalla polemica

Peppe Dell’Acqua

Ps

Solo una cosa, quando rubate certe parole da una storia diversa da questa che voi state vivendo e avete sempre vissuto, fatelo almeno con delicatezza!

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