Morto suicida un internato di 35 anni in OPG

ERGASTOLO BIANCO, viaggio in un O.P.G. italianodi Antonio Esposito. E’ morto suicida un internato dell’OPG di Napoli, 35 anni, ammalato di HIV. E’ l’ennesimo internato suicidato da un’istituzione totale che si sarebbe dovuta chiudere lo scorso anno e che, invece, resta ancora lì, con la sua logica manicomiale che mortifica sofferenza e dolore frantumando la dignità. A fronte di una tale notizia ci si dovrebbe interrogare sulla permanenza di una tale istituzione e, forse ancora di più, sulle motivazioni che portano un malato terminale di HIV a permanere all’interno di un tale inferno. Invece tutto questo non c’è. L’uomo che si è suicidato per farlo, aiutato da altri internati, ha “organizzato un incendio”. E allora la notizia, come la riporta la maggiore agenzia giornalistica italiana, diventa l’incendio e l’intossicazione di due infermieri e 4 agenti. Poche stringate righe che si chiudono con la solita dichiarazione di un rappresentante sindacale degli agenti. Resta senza voce chi continua a vivere sul proprio corpo questa indecente barbarie, nell’indifferenza e noncuranza dei più. Le inchieste della commissione Marino, lo sdegno del Presidente della Repubblica, le trasmissioni televisive di denuncia, la legge che imponeva la chiusura dei manicomi criminali, che fine hanno fatto? Questo lungo periodo di dismissione che non si sa a cosa porterà, come già accaduto per i manicomi civili, determina condizioni di abbandono e sofferenza ancora maggiori di quelle che già si verificavano precedentemente. Riduzione di personale, incertezza lavorativa e strutturale, aumentano il ricorso alla contenzione fisica e farmacologica. Non c’è nulla di curativo. Solo il rigetto e il rifiuto, e un assordante silenzio.

Di seguito la notizia come data dall’ANSA:

Carceri: organizza incendio in Opg Napoli per suicidarsi

Convince internati per distrarre agenti, sei intossicati

(ANSA) – NAPOLI, 27 SET – Si è ucciso, impiccandosi condelle lenzuola alla grata della sua cella, nell’ospedale psichiatrico giudiziariodi Napoli. E per farlo ha creato una situazione di caos nel reparto convincendogli altri internati ad incendiare alcune suppellettili: quattro agenti dipolizia penitenziaria e due infermieri sono rimasti intossicati. É accaduto la scorsa notte. Il detenuto, 35anni, all’ultimo stadio dell’Hiv, pur di distogliere l’attenzione degli agenti e mettere a segno il suo gesto, ha ‘organizzato’ l’incendio. Un episodio, quello verificatosi, denunciato dall’Osapp che chiede, in merito, maggiore attenzione da parte del ministro della Giustizia e del mondo della politica. ”Vogliamo sensibilizzare il ministro Cancellieri e gli organi politici – dice Pasquale Montesano, segretario generale aggiunto Osapp – devono pensare come risolvere il problema, sia a tutela degli internati che della polizia penitenziaria”.(ANSA).

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