Napoli, dimezzati i centri di salute mentale

crisiIn Campania ci sono circa 60mila psicotici gravissimi e di questi 10mila quelli residente nell’area metropolitana

di Giuseppe Del Bello

La scure dei tagli si abbatte ancora una volta sulla sanità. E stavolta a rischio finiscono centinaia di pazienti disagiati psichici e dei loro familiari. A far scattare l’allarme è il provvedimento deciso dalla Asl Napoli 1 con cui viene cancellata in un colpo solo la metà delle unità operative di salute mentale.

Da 10 diventano 5. Sparisce così, in nome di una inesistente esigenza di “razionalizzazione” gran parte dell’assistenza territoriale di un settore che già da tempo risente di carenza di personale e mezzi. In Campania ci sono circa 60mila psicotici gravissimi e di questi 10mila quelli residente nell’area metropolitana. Il provvedimento è stato adottato nonostante il parere negativo espresso dal direttore del dipartimento di Salute mentale, Fedele Maurano.

In una lettera spedita ai vertici dell’Asl, lo psichiatra esprime il suo dissenso, rifiutando tra l’altro di sottoscrivere l’atto aziendale della Napoli 1: “Non possiamo accettare tagli tout-court del 50 per cento delle strutture. Così non sarà più possibile assicurare i livelli essenziali di assistenza. Siamo in una situazione drammatica. Questa disposizione significa disconoscere totalmente il significato della salute mentale. È un disastro, eppure noi qui a Napoli siamo gli unici ad assicurare assistenza a questa fascia di pazienti 24 ore al giorno”.

Come in passato, anche stavolta interviene pesantemente il Forum Sergio Piro. Ribadisce, per bocca del suo presidente Antonio Mancini: “È in atto da tempo un processo di smantellamento progressivo, costante, deliberato, dell’assistenza ai sofferenti psichici”. E continua chiedendo “con forza che l’Osservatorio istituito dal Comune sulla salute mentale si attivi e mobiliti” al più presto.

D’altronde, rivelano gli specialisti, la situazione di depauperamento sta provocando un “aumento esponenziale dei Trattamenti sanitari obbligatori, conil carico assurdo di morti, sofferenza e patologia iatrogena “. Il Forum insiste con una proposta già formulata un anno fa all’Istituto italiano degli studi filosofici mirata ad ottenere la gestione di parte dell’ex Opg di Sant’Eframo a Materdei per trasformarlo in centro per combattere il crescente disagio giovanile. Antonio Mancini e Francesco Blasi del Forum ipotizzano la realizzazione di un punto di crisi, deospedalizzato e dedicato ai pazienti della città.

(da Repubblica.it)

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