“Non ho l’arma che uccide il leone” di Peppe Dell’Acqua

Trent’anni dopo torna la vera storia dei protagonisti del cambiamento nella Trieste di Basaglia e nel manicomio di San Giovanni

con una prefazione inedita di Franco Basaglia e contributi di Pier Aldo Rovatti, Franco Rotelli, Roberto Mezzina, Giuliano Scabia. (Edito da Stampa Alternativa)

peppeFinalmente mi sono liberato da un imperativo che sentivo incombere: raccontare ai più giovani, ma non solo a loro, quello che è accaduto in quegli straordinari anni ’70. Straordinari perché, a rileggerli, si ha la certezza che quasi tutto quello che è accaduto nel campo della salute mentale sia accaduto in quegli anni. Intendo naturalmente la chiusura dei manicomi ma anche tutti i passaggi, visibili e invisibili, che hanno avviato destini e possibilità impensabili per le persone che vivono l’esperienza del disturbo mentale. Ma soprattutto i profondissimi cambiamenti culturali e la rigorosa critica ai modelli scientifici che avevano sostituito il manicomio e che rischiavano (ma purtroppo in molti luoghi è stato così) di alimentare i nascenti servizi territoriali. Mi verrebbe da dirvi molto altro ma sono certo che di questo altro potremo parlare meglio quando avrete potuto ascoltare questa mia “vera storia”. Grazie per la pazienza, Peppe Dell’Acqua

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